Il Governo del Territorio di Adro e l’azione del Comitato 1519

Aggiornamento dell’articolo scritto il 22 giugno 2012.

Le indagini evidenziano un pesantissimo impatto delle trasformazioni previste sul sistema agricolo di Adro.

Le criticità riguardano i seguenti aspetti: consumo di suolo…; colture di pregio…; aree boscate… Il PGT Piano di Governo del Territorio adottato propone di rendere urbanizzabili 50 ettari.
Tale quantità supera le esigenze e non è in linea con gli indirizzi del PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (attualmente il dato dichiarato di suolo consumato, ossia urbanizzato, nel Comune di Adro è di 302 ettari su un territorio complessivo di circa 1.400 ettari ndr).

Si rileva la notevole quantità di consumo di suolo dovuto a previsioni non residenziali: a tal proposito si rileva che il Polo Sportivo (17,5 ettari ndr), il progetto Turistico Ricettivo del Laghetto del Sala (6,3 ettari con una previsione di quasi 20.000 metri cubi di edifici ndr) e la Città del Vino (5,1 ettari con una potenzialità edificatoria di oltre 25.000 metri quadrati di superficie lorda di pavimento ndr) costituiscono comunque previsioni sovracomunali in quanto facenti parte della quota di consumo di suolo eccedente la quantità per esigenze endogene (cioè di crescita demografica dovuta a popolazione già residente nel Comune di Adro ndr) ed esogene (popolazione proveniente da fuori ndr),  pertanto sono attivate procedure di concertazione…

Questi sono solo alcuni passi della relazione tecnica con la quale la Provincia di Brescia in data 9 agosto 2012 ha deliberato, per quanto di sua competenza, la compatibilità condizionata del PGT di Adro. Chi sperava in un parere di incompatibilità è rimasto deluso, ma in realtà i limiti imposti dalla Provincia a quello che il Sindaco di Adro definisce il miglior PGT di tutta la Franciacorta, sono piuttosto pesanti.

Nello scorso mese di giugno si è costituito il Comitato 1519 per la salvaguardia del Santuario della Madonna della Neve nel suo paesaggio naturale. Obiettivo del Comitato è appunto di tutelare un luogo sacro secolare situato in un’area verde particolarmente pregevole dal punto di vista paesaggistico, nel cuore della Franciacorta. La richiesta del Comitato di rendere inedificabili (anche agli imprenditori agricoli) poco meno di 3 km quadrati di campagna compresa tra il Santuario ad ovest, la strada provinciale Iseo-Rovato ad est, la dorsale morenica del Bellavista a sud e il comune di Corte Franca a nord, è già stata sottoscritta da più di tremila persone.

In particolare il Comitato chiede di stralciare dal PGT le previsioni di nuove tangenziali e le nuove edificazioni in prossimità del Santuario. Il Comune non ha ancora ufficialmente risposto alla richiesta del Comitato, così come alle altre centinaia di osservazioni al PGT depositate al protocollo comunale, ma il Sindaco Oscar Lancini ha già pubblicamente espresso la sua contrarietà a rivedere in maniera sostanziale il piano. Non dello stesso parere la Provincia, sia in merito alla tangenziale che dovrebbe sorgere a poca distanza dal Santuario, sia sulle nuove edificazioni a partire dal grande comparto denominato Città del Vino. Interventi che la Provincia ritiene sia il caso di escludere dal PGT.

Ogni diversa previsione dovrà essere adeguatamente motivata da una dettagliata analisi costi/benefici, comprensiva degli aspetti paesaggistici ed agronomici e di specifica analisi del traffico esistente e di previsione. Inoltre il progetto dovrà essere accompagnato da una valutazione paesistica di dettaglio, che evidenzi fra l’altro le misure mitigative, da sottoporre all’esame degli uffici provinciali. Ancora più netta la bocciatura senza appello del progetto Turistico  ricettivo del Laghetto del Sala, sul quale evidentemente non era bastata all’Amministrazione Comunale la bocciatura da parte del TAR nel 2010 di un precedente progetto nello stesso ambito.

Anche su un altro importante pilastro del PGT, quello del Polo Sportivo, che dovrebbe sorgere lungo la strada per San Pancrazio, interessando un’area più grande del parco di Gardaland, la Provincia tira il freno a mano.
Così il Comune “patteggia” di stralciare dal piano “ogni indicazione volumetrica e di specifica destinazione, mantenendo l’attuale destinazione agricola” e di demandare la trasformazione dell’area ad una futura variante soggetta a specifiche procedure sotto il controllo della Provincia.

La partita è ancora aperta ma finalmente qualcosa si è mosso. Molte persone stanno dimostrando di non essere più disposte ad accettare passivamente ulteriori saccheggi del territorio.

Il Comitato 1519 invita tutti coloro che condividono questa idea a sottoscrivere la richiesta di inedificabilità di una porzione di Franciacorta, tramite una raccolta di firme on-line. E’ ora di far sentire la propria voce consapevoli che non si tratta solo di una questione locale, ma universale.

comitato1519.wordpress.com