Il Poggio Biancarda a Verghereto (FC): una parte di Appennino che potrebbe essere devastata dall’eolico industriale

Il business dell’eolico industriale sconvolge i territori, soprattutto al sud Italia, come ha raccontato Antonello Caporale in un articolo pubblicato da Il FattoQuotidiano lo scorso 16 settembre 2012 dal titolo Pale eoliche, quanti miliardi al vento. Anche in provincia di Forlì-Cesena è prevista la realizzazione di un devastante impianto che suscita la protesta di associazioni e comitati. Siamo al Poggio Biancarda, uno dei luoghi più incantevoli del crinale appenninico romagnolo, cerniera tra Monte Fumaiolo e Monte Còmero, ricco di acque, pascoli e faggete.

Il progetto

Il progetto alla Biancarda è un impianto EOLICO INDUSTRIALE che prevede lo sbancamento in profondità di 240 ETTARI di terreno, su versanti instabili e delicati, per costruire, a quote attorno ai 1200 metri, 13 TORRI alte ciascuna 120 metri dal livello del suolo, cioé più alte del grattacielo di Cesenatico. In un’area dove è tra l’altro dimostrato che la ventosità è incostante e insufficiente a giustificare un investimento di questa entità.

La battaglia legale del WWF

Il WWF di Cesena sta conducendo da diversi anni una battaglia legale e amministrativa contro il grande impianto eolico (13 torri alte 120 mt) previsto fra il Monte Castelvecchio e Poggio Biancarda, a due passi dalle Sorgenti del Savio e sul magnifico crinale che congiunge Comero e Fumaiolo come si vede nella simulazione fotografica iniziale.

Dopo varie modifiche e rinvii la Giunta della Provincia Forlì-Cesena ha espresso parere positivo alla procedura di VIA e la  Soprintendenza di Ravenna che in precedenza aveva espresso pareri negativi, nell’occasione ha cambiato parere.  I progettisti hanno furbamente abbassato la quota del posizionamento delle torri eoliche di pochi metri drispetto ai 1200 mt (zona tutelata per legge). Così facendo però non si riduce l’impatto visivo ma anzi alcune torri potrebbero essere posizionate a su pendici a maggiore pendenza).

Il WWF ribadisce che: 

  • Non risultano dimostrate l’efficienza energetica e la redditività economica dell’impianto.
  • Non sussiste la garanzia di tutela di tutte le specie di uccelli protette,
  • L’importanza ecologica del sito è determinata non meno che dalla presenza di macchie boschive, anche dalle prateria d’altura e dalla ricchezza di sorgenti e acquitrini
  • L’impatto paesaggistico e quello visivo sono devastati per la natura del luogo
  • La  proposta di compensazione del danno costituita dalla sistemazione di percorsi e itinerari non è credibile.

In definitiva, non si ravvisa in questo progetto nessuna misura di compensazione reale a beneficio degli habitat che saranno frammentati e compromessi dalla centrale eolica. Il sito non potrà mai recuperare la naturalità perduta: perdita di singoli individui di uccelli e di chirotteri, alterazione dei flussi idrici superficiali e sotterranei, ampie porzioni di territorio integro e di flora rara sotto minaccia, frammentazione degli habitat, modifica del microclima e impermeabilizzazione del suolo.

Per tali motivi il WWF ha deciso di ricorrere al TAR per perseguire con ogni mezzo consentito la bocciatura di questo insostenibile impianto. Una battaglia che può essere sostenuta con una libera donazione.

La vicenda

Il sindaco di Verghereto ha ribadito il suo pieno appoggio al progetto e l’inizio dei lavori, da tempo approvati, è già stato sospeso due volte dal TAR Emilia-Romagna, a cui WWF e Italia Nostra hanno fatto ricorso. La sentenza definitiva del TAR è attesa per il prossimo novembre.

I cittadini intanto hanno costituito un comitato che sottolinea: <<Non siamo contrari alla produzione di energia eolica o di altre rinnovabili, ma ci opponiamo alla costruzione di queste mostruosità, che provocano enormi e irreversibili danni ambientali, soprattutto nella fase costruttiva>>.

Il comitato locale contro il progetto esprime inoltre molti dubbi sull’affidabilità delle due ditte proponenti, le società “Biancarda s.r.l.” e “In Vento s.r.l.” nonostante le rassicurazione del primo cittadino sugli ottimi rapporti e sulla bontà dell’iniziativa. Il comitato sostiene infatti che siano poche le informazioni reperibili sul web e per nulla rassicuranti: affiliazioni con società che hanno dichiarato fallimento, coincidenze in indirizzi di sedi e  nei dati anagrafici degli amministatori unici che confondono in una serie di indecifrabili legami societari.

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Ulteriori informazioni: 

Il documento del WWF di Cesena (formato pdf, 153 kb)
Articolo sul comitato locale Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi

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