47 Km, di cui 32 in galleria e 9 di viadotti con un costo stimato di 2 miliardi e mezzo. Sono i numeri che fanno riferimento ad una nuova autostrada ligure che serve per collegare la A10 da Borghetto S.S. alla A6 a Carcare e successivamente la A26 a Predosa.

Si tratta di una grande opera che è stata definita come una “vera svolta” per lo sviluppo turistico, economico e commerciale tanto della Liguria quanto del Piemonte dai Presidenti di ambedue le Regioni, Claudio Burlando e Roberto Cota. Pare che sia stata inserita dal Ministero delle Infrastrutture nella nuova rete TEN-T, che rappresenta l’elenco delle opere considerate più importanti per implementare la competitività dei trasporti a livello continentale rendendo possibile il collegamento veloce con il Nord dell’Europa, come annunciato trionfalmente da Oscar Dogliotti, consigliere della Provincia di Savona .

Queste sono dichiarazioni che si potevano leggere sulla stampa locale nel novembre 2011, quando i Sindaci e le popolazioni interessate da questo nuovo scempio erano ancora all’oscuro di tutto. Infatti solamente il 27/3/2012 il tracciato di quest’opera è stato presentato ai Sindaci dei Comuni interessati, avviando così la fase d’intesa tra le amministrazioni locali delle quali si cerca la condivisione del progetto.

Fortunatamente alcuni Sindaci, rendendosi conto del disastro ambientale che ne deriverebbe hanno tempestivamente informato la popolazione residente e nel Comune di Rialto è nato il Comitato “Difendiamo le nostre Valli – no alla bretella autostradale Borghetto – Carcare – Predosa” che, pur non ponendosi a priori contro le grandi opere dice un netto NO a quest’opera costosa e della quale non è stata dimostrata l’utilità. Inoltre sono state approvate nei Comuni di Rialto e Calice delle delibere molto dure contro la sua realizzazione.

Il Comitato oltre a fare opera di informazione propone alternative concrete:

1) perché non sviluppare e migliorare il trasporto ferroviario, che nella nostra zona è assolutamente carente?

Provate ad arrivare a Nizza in treno con la linea a binario unico da Finale Ligure a Andora e comunque obsoleta e maltenuta ( non è anche quello un collegamento con l’Europa?) o se preferite provate ad arrivare nel ponente ligure da Milano o da Torino: nel corso degli anni i collegamenti sono notevolmente diminuiti, perché non incrementarli dando così la spinta ad un tipo di turismo più sostenibile e consapevole.

2) Rendere più scorrevole l’attuale autostrada

Per eliminare gli ingorghi di cui soffre la nostra autostrada (peraltro in periodi ed orari circoscritti) sarebbe sufficiente eliminare gli innumerevoli cantieri di cui è perennemente costellata e soprattutto si dovrebbero allungare le corsie di scorrimento nei punti di maggiore criticità;

3) Migliorare la viabilità tra i Comuni interessati

Per migliorare la viabilità tra i Comuni interessati spesso sarebbe sufficiente allargare dove possibile le strade esistenti ed eliminare alcune curve.

4) Il fattore ambientale 

L’analisi multicriteria con la quale è stata fatta la valutazione sulla convenienza dell’opera deve attribuire al fattore ambientale un coefficiente più elevato;

5) C’è davvero spazio per ulteriore traffico in arrivo?

Come potrebbero i nostri comuni accogliere ancora un aumentato traffico in arrivo con gli spazi urbani limitati imposti dal nostro territorio? È inutile, per fare un paragone, avere delle condutture enormi quando il rubinetto è piccolo.

Purtroppo la risposta della Regione a questa mobilitazione, che sta lievitando, è quantomeno sconcertante: l’assessore Paita assicura infatti che “l’itinerario prescelto non ha valore di tracciato già consolidato e che pertanto potrà subire trasformazioni e/o spostamenti”.

Non si prende insomma in considerazione che, spostare per esempio un viadotto che sovrasta un paese o deturpa una valle non risolve nessun problema; non si considera che un tale percorso in galleria andrà assolutamente a compromettere le falde acquifere della zona e non si fa cenno al grave “problema” dei materiali di risulta .

Inoltre la vera svolta turistica che questa autostrada porterebbe a questi paesi dell’entroterra sarebbe quella di affossare un turismo sostenibile che si sta espandendo in questi ultimi anni e che richiede una valorizzazione del territorio e non un suo consumo indiscriminato e criminale.

Esiste anche un grave problema di democrazia: si continuano a fare scelte sulla testa dei cittadini senza coinvolgerli minimamente nelle decisione, ma cercando semplicemente di gestirne il consenso.

Il progetto per questa autostrada infatti parte l’11/5/1967 con la costituzione di una srl , trasformata in spa nel 2004 , le cui quote sono suddivise tra enti pubblici (Comune di Alassio, Torino, Cuneo, Provincia di Cuneo e Imperia per esempio) e soci privati. Quanto denaro pubblico è già stato speso in spese notarili, progettazioni (sono stati individuati una decina di percorsi prima di scegliere quello ottimale), e chissà cos’altro senza che i cittadini ne fossero informati?

Ancora oggi i sindaci dei comuni interessati non riescono ad avere documenti ufficiali che riguardano il progetto: quando i cittadini avranno diritto ad avere un vero dibattito pubblico e a partecipare alle scelte che li riguardano?

Al Comitato, presieduto dall’Avv. Ugo Frascherelli , hanno aderito circa 600 privati cittadini, tra questi l’ex Sindaco di Torino Prof. Valentino Castellani e l’esperto internazionale di trasporti e viabilità docente alla Facoltà di Architettura di Sassari Willy Huesler .

Per saperne di più:
www.difendiamolenostrevalli-nobretellaborghettocarcarepredosa.it