“I nuovi contadini” è un libro che parla della condizione contadina e di come questa si collochi nell’odierna era della globalizzazione.

Ne emerge una critica a questo sistema economico sempre più monopolizzato dai colossi multinazionali e una rivalutazione delle piccole realtà contadine, che nella lotta per difendere la propria autonomia forniscono una risposta spesso efficace alla crisi. Economica, ma non solo.

E’ il quadro tracciato dall’autore, Jan Douwe van der Ploeg, professore di Sociologia rurale presso l’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi. Van der Ploeg è una vera e propria autorità internazionale nel suo campo. Non a caso, ha ricoperto ruoli di consulenza e di collaborazione con diverse istituzioni. E’ stato, tra le altre cose, consulente del Ministero Italiano per l’Agricoltura e referente di vari progetti legati al rapporto tra economia e mondo rurale.

Con questo libro van der Ploeg rivaluta dunque la figura del contadino, vista troppo spesso oggi come una “specie in via d’estinzione”, quando non addirittura un ostacolo alla modernizzazione. E lo fa analizzando come le piccole realtà rurali abbiano sempre saputo reagire all’impatto con le multinazionali e all’inaccessibilità dei canali della grande distribuzione.

Le analisi contenute questo libro, edito nel 2008 e tradotto l’anno seguente anche in italiano, si basano sui dati raccolti in un’indagine di durata trentennale, condotta su realtà rurali dei Paesi Bassi, del Perù e anche del nostro paese. E ci mostrano come il mondo contadino sia riuscito a sopravvivere alle grandi potenze multinazionali riscoprendo delle metodologie di lavoro appartenenti al passato. E in molti casi facendo leva anche su un forte spirito solidale.

E’ corretto allora pensare al contadino come a un mestiere in via d’estinzione? Tutt’altro, secondo van der Ploeg. Il ruolo del contadino ricopre ancora grande importanza negli equilibri mondiali che riguardano il fabbisogno alimentare. E c’è da credere che sarà ancora così per gli anni a venire. In questo libro emerge chiaramente come il ritorno ad un modo contadino di fare agricoltura sia un fenomeno in crescita negli ultimi anni, anche in paesi ad alto tasso di industrializzazione.

Un mondo, quello contadino, che ha saputo resistere al tentativo di imporre un sistema industriale del fare agricoltura. E che vive una continua evoluzione, interpretando il cambiamento e adattandosi di conseguenza, senza tuttavia perdere il legame con le proprie radici.

Di seguito due link utili per chi volesse saperne di più sul libro ed approfondire i temi in esso trattati:

http://www.donzelli.it/libro/2119/i-nuovi-contadini

http://geograficamente.wordpress.com/2011/09/06/geolibri-%E2%80%93-l%E2%80%99agricoltura-che-cambia-%E2%80%93-%E2%80%9Ci-nuovi-contadini-%E2%80%9C-di-jan-douwe-van-der-ploeg-%E2%80%93-le-campagne-e-le-risposte-alla-globalizzazione/

Roberto Caravaggi