Roma: tangenziale Kobler, mostro “bipartisan” che minaccia il verde della Cecchignola

cecchignolaL’ennesima spada di Damocle che incombe sul verde pubblico di Roma. La Tangenziale Kobler, così denominata perché collegherebbe l’omonima strada con Via di Vigna Murata in zona Laurentina, un progetto tanto osteggiato dai cittadini quanto “non divisivo” per la politica.

Nato infatti con Veltroni per poi essere ripreso da Alemanno, rappresenterebbe un colpo letale al delicato ecosistema della Valle della Cecchignola, che verrebbe tagliata in due da una sopraelevata e violentata dal passaggio di migliaia di autovetture al giorno. Il tutto per non risolvere il problema del traffico, perché la nuova via si immetterebbe da ambo i lati su strade molto più piccole e già ora congestionate.

Un’opera che incentiva esclusivamente l’uso del mezzo privato, cancella verde peggiorando la qualità della vita dei residenti e non affronta il tema della mobilità sostenibile.

Le idee alternative non mancano: I comitati e le associazioni da sempre attive contro la tangenziale avevano proposto un tram che collegasse la metro Laurentina con l’uscita del raccordo Ardeatina, passando su via di Vigna Murata. Non si consumerebbe altro suolo, l’ecosistema della Valle della Cecchignola sarebbe salvo e le persone avrebbero l’opportunità di spostarsi in maniera moderna e senza necessità di prendere il mezzo privato.

Una soluzione non presa in considerazione dai precedenti sindaci. Marino che ne pensa?

Nella foto sopra: natura e colori nella Valle della Cecchignola minacciata dalla Tangenziale Kobler (foto L. Verducci) 

Video di Luca Verducci, videomaker, esponente del Forum Salviamo il Paesaggio e del collettivo Wild Nature Photographers

Di seguito l’intervento completo di Luca Verducci:

Sono cresciuto con i richiami del cuculo, ora sparito, il martellare del picchio rosso maggiore, le risate del picchio verde e fischi notturni della civetta, suoni che tutt’oggi provengono dalla Valle della Cecchignola. Questo ecosistema che si estende per 170ha circa, compreso tra le vie Cecchignola e Vigna Murata fa parte del sistema dei Fossi dell’Agro Romano, habitat caratterizzati da flora e fauna autoctona che disegnano l’hinterland delle campagne romane. Il Fosso si caratterizza anche per la sua importanza archeologica, il Castello della Cecchignola – sottoposto a vincolo monumentale – i resti di una torre di pianta quadrata, la sede della vecchia via Ardeatina, così come il casale della Cecchignola e Casale Zola.

Molti ragazzi sono cresciuti con questa battaglia ambientalista portata avanti dai nostri padri, veri naturalisti – ricordiamo l’associazione La Vigna i primi a tracciare i sentieri – consegnando alla cittadinanza un luogo fruibile e apprezzato da molti studiosi. La Valle si è dovuta difendere principalmente dal progetto della famosa tangenziale di via Kobler, un progetto scellerato che avrebbe dovuto tagliare in due il Fosso della Cecchignola come una mela. Gli sforzi dei vari comitati ed associazioni, riunitisi nel coordinamento MARS (Mobilità Ambiente Roma Sud successivamente scioltosi) hanno evitato la realizzazione di una strada a quattro corsie che avrebbe collegato via Giovanni Kobler con viale Luca Gaurico. Ma questo non è bastato perché l’ex sindaco Gianni Alemanno lo scorso novembre 2011 è ripartito con un progetto che a suo avviso limiterebbe i danni, proponendo una strada a due corsie con sede stradale spostata rispetto alla sede del Fosso ma con la realizzazione di un ponte, proprio sopra il cuore della Valle. L’area boscosa dove nidificano diverse specie di avifauna. Il tutto senza risolvere il problema del traffico visto che costruendo una nuova strada, la quale sfocia in un imbuto su via di Vigna Murata (non più su viale Luca Gaurico), si incentiva esclusivamente l’uso del mezzo privato. Questa la mobilità alternativa proposta dalle amministrazioni degli ultimi dieci anni: piste ciclabili per macchine e moto. Le alternative erano state proposte ed in particolare, vista l’incapacità di completare una rete di metropolitane efficiente, i comitati avevano proposto un tram che collegasse la metro Laurentina con l’uscita del raccordo Ardeatina, passando su via di Vigna Murata, dove lo spazio ci sarebbe, lasciando intatto l’ecosistema della Valle della Cecchignola. Unitamente a questa soluzione una rete di piste ciclabili per collegare il quartieri del quadrante.

La recente proposta firmata dai comitati Ass. Cecchignola Vivibile, Ass. La Vigna, Comitato NoTangenziale Kobler, Gruppo Giovani Fonte Meravigliosa-Prato Smeraldo, Cdq Vigna Murata, Wild Nature Photographers è quella di riprendere la proposta di legge per l’Ampliamento del Parco Appia Antica, firmata nel 2005 da Angelo Bonelli (Verdi) e finita successivamente nel cassetto dei ricordi. Questa operazione consentirebbe di tutelare il polmone verde del Fosso della Cecchignola, corridoio biologico fondamentale in quanto collega il Parco Regionale Appia Antica, la Riserva Acquacetosa-Ostiense e la Riserva Decima-Malafede. Non solo perché in quella proposta del 2005 rientravano diverse aree di pregio dell’Agro Romano tra cui quella di Mugilla-Divin Amore, che la giunta Polverini ha letteralmente dato in pasto alla speculazione edilizia. Un’area di pregio, a forte vocazione agricola dove si respira ancora aria di fieno ed i filari dipingono le dolci colline. Un luogo che il coordinamento Argine Divin Amore sta cercando di salvare: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/06/via-del-divino-amore-no-alla-colata-di-cemento-nellagro-romano/

La riperimetrazione del Parco Regionale Appia Antica, condivisa totalmente da Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, consentirebbe anche l’interconnessione delle diverse aree verdi, parchi urbani e periurbani di Roma, per la realizzazione di un turismo verde legato alla realizzazione di percorsi ciclopedonali, senza dover ricorrere ad altri mezzi.

Un commento

  1. Già, cosa ne pensa il sindaco Marino? Voglio proprio vedere se rispetterà quanto promesso in tema ambientale, oppure dovremo vedere la solita sceneggiata fatta in periodo pre-elettorale e poi rimangiati, gioco tipico della politica nostrana.

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