elez-europLe elezioni europee del 25 maggio hanno permesso di riportare al centro dell’attenzione, in tutti gli Stati Membri dell’UE, le tematiche della costruzione europea e del suo futuro. Il risultato del voto è chiaro: gli “equilibri” politici sono stati rimessi in discussione e per la prima volta si è svolto un confronto aperto per la scelta del nuovo presidente della Commissione Europea prima delle elezioni stesse. Se da una parte questo è indice di una democrazia che si rafforza, dall’altra parte si può ancora constatare la distanza che intercorre tra i cittadini europei e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli.

I risultati finali indicano che, malgrado la crescita dell’euroscetticismo, la somma del gruppo del Partito Popolare (PPE) e quello dell’Alleanza Progressista (S&D) mantengono la maggioranza (412 su 751 parlamentari) come nel vecchio emiciclo. Inoltre, seguendo il dibattito che porterà alla nomina della nuova Commissione entro la fine del 2014, sotto la guida del lussemburghese Jean-Claude Juncker, resta presente l’impressione che il “messaggio di critica” non sia stato recepito pienamente dai governi degli Stati Membri.

Si assiste al solito balletto di nomine con nominativi che rispondono più alle “esigenze” degli Stati che li propongono che a quella – sempre più urgente – di una vera costruzione europea. Toccherà quindi a noi cittadini sfoderare i nostri diritti e controllare, reclamare, imporre la loro attuazione, affinchè si esca dall’impasse in cui la costruzione europea è bloccata da alcuni anni.

In questo contesto, cosa ne è della protezione ambientale e in particolare di suolo, territorio e paesaggio?

Nelle prime dichiarazioni del neo-presidente Juncker, semplicemente non se ne fa alcuna menzione tra le sue priorità (Strasburgo, 15/07/2014). Forse bisogna aspettare la nomina del nuovo Commissario all’Ambiente per capire se e chi continuerà l’approccio definito dal Commissario uscente Janez Potocnik.

Se la Commissione Europea è per il momento in sospeso, il nuovo Parlamento Europeo si è insediato il 1° luglio ed ha ripreso le sue attività, confermando Martin Schulz alla sua presidenza.

Già l’8 luglio si sono insediate anche le diverse Commissioni, inclusa quella su “Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare (ENVI)”. Molti i volti nuovi e, altra importante novità, la presidenza della commissione è andata all’italiano Giovanni La Via il quale prende il posto del tedesco Matthias Groote che ne rimane membro. In totale sono nove i membri titolari italiani sui 69 che compongono l’ENVI (vedi lista dei membri ENVI del Parlamento Europeo).

E’ ancora presto per comprendere come l’ENVI agirà sul piano ambientale e del suolo. Molti dei suoi componenti infatti coprono prioritariamente gli aspetti di sanità e di sicurezza alimentare. Dipenderà quindi dalla Commissione Europea, che – ricordiamolo – ha l’obbligo delle iniziative legislative, il compito di presentare le opportune opzioni a tutela del territorio.

Se da un lato la responsabilità primaria ricade sulle spalle della Commissione Europea e della sua Direzione Generale “Ambiente”, dall’altro toccherà alla ENVI assumersi una ancor più grande responsabilità nel sollecitare, sostenere, dibattere, modificare le proposte che riceverà. Dovrà in primo luogo lavorare con gli Stati Membri che nel passato si sono dimostrati i più retrivi nei dibattiti concernenti il suolo e il territorio.

La prossima riunione dell’ENVI sarà il 3 settembre, l’ultima del 24 luglio ha permesso di definire una serie di attività in continuazione col calendario precedente. Sempre a settembre, per quanto concerne il suolo, sarà importante la discussione in merito al Summit delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

Ancora il 24 luglio, l’ENVI ha incontrato il ministro italiano della salute e successivamente quello dell’ambiente, al fine di conoscere le priorità e le azioni della presidenza italiana nel secondo semestre 2014. I due Ministri italiani hanno fatto riferimento al sostegno ad alcune proposte legislative in corso (in prima o seconda lettura) tra cui quella sul'”Cambiamento indiretto dell’uso del suolo”(ILUC: Indirect Land Use Change).

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