La prima scheda di questa rubrica illustrava i risultati della seconda settimana del suolo (GSW – Global Soil Week) tenutasi nell’ottobre 2013. Una concretizzazione di quei dibattiti e delle idee in essi elaborate è stata la creazione della sezione regionale europea del Partenariato Globale sul Suolo (ufficialmente: European Soil Partnership – ESP), il cui scopo è di interconnettere attori e istituzioni europee disposti ad adottare i principi della Carta Mondiale del Suolo.

Nonostante i numerosi progetti a livello nazionale europeo o internazionale, ci tocca purtroppo constatare che i suoli e il loro fondamentale apporto alla vita e alla società, vengono scarsamente considerati e preservati a livello politico / decisionale.

Non esiste una autorità di controllo con potere di intervento che possa coordinare e imporre o avocare iniziative affinché i suoli siano propriamente presi in considerazione. Per questo, la Global e la European Soil Partnership cercano di “parlare” sul suolo con autorevolezza e con “voce” unificata.

In tale contesto, la Commissione Europea, insieme con le istituzioni rappresentate nel comitato direttivo dell’ ESP, ha preso l’iniziativa di strutturare il partenariato europeo con l’obiettivo di riunire in un quadro comune le varie reti sparse e attività connesse sul suolo.

Il partenariato sarà aperto a tutte le istituzioni e associazioni interessate a contribuire attivamente alla gestione sostenibile del suolo in Europa.

Come primo passo, il Centro Comune di Ricerca nella sua sede di Ispra ha ospitato (21-23 maggio 2014) la prima riunione dell’ESP. L’obiettivo dei dibattiti era di garantire un maggiore riconoscimento del ruolo centrale delle risorse del suolo, come base per la sicurezza alimentare e la fornitura di servizi ecosistemici fondamentali, tra cui l’adattamento e riduzione dei cambiamenti climatici.

Ne è scaturito un piano di azione specifico articolato su cinque cardini:

  1. Promuovere la gestione sostenibile delle risorse del suolo per la sua protezione, la sua conservazione e una sua produttività sostenibile;

  2. Incoraggiare investimenti, cooperazione tecnica, politiche, nonché consapevolezza e formazione sui suoli;

  3. Promuovere ricerca e sviluppo mirati del suolo, concentrandosi su accertate lacune, priorità e sinergie con le relative azioni di sviluppo produttive, ambientali e sociali;

  4. Migliorare la quantità e la qualità dei dati e delle informazioni pedologiche: la raccolta dei dati, l’analisi, la validazione, la rendicontazione, il monitoraggio e l’integrazione con altre discipline;

  5. Armonizzare metodi, misure e indicatori per la gestione sostenibile e la protezione delle risorse del suolo.

Tra il centinaio di partecipanti all’incontro vi erano rappresentanti del: Intergovernmental Technical Panel on Soils (ITPS); Soil National Reference Centres (NRC) dell’European Environment Information and Observation Network (EIONET); European Soil Bureau Network; European Commission Directorate General for Environment; European Environment Agency; e rappresentanti della comunità scientifica pedologica e altri attori interessati.

Non possiamo che rallegrarci per tale iniziativa, cui ci auguriamo seguiranno altre azioni mirate per il coinvolgimento di attori e persone non “addette ai lavori”.

Non basta più coinvolgere specialisti, ricercatori, accademici. Per fare agire e smuovere il livello politico / decisionale necessita la partecipazione diretta dei cittadini e delle loro associazioni, incluse le autorità locali e regionali a loro diretto contatto.

In questo senso la Commissione Europea e le altre istituziuoni devono trovare il “coraggio” di ascoltare tutte le popolazioni vittime di valanghe, smottamenti, inondazioni, perdita di produzioni agricole, riduzione di fertilità, inquinamento, …

Rapa Nui
(Pedologi per Salviamo il Paesaggio)

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