A Villasanta (Monza Brianza) si riaffaccia il progetto di costruzione di un grande centro di produzione e distribuzione dei prodotti del noto marchio, su un’area al confine con il Comune di Arcore. Consumo di suolo nonostante le tante aree dismesse recuperabili e aumento del traffico in area già critica. Ne abbiamo parlato con Antonio Ubiali, Consigliere Comunale e capogruppo di “Nuova Villasanta”.

“Siamo venuti a conoscenza qualche mese fa del progetto e da allora con il validissimo apporto degli altri membri della Lista, ci siamo documentati e preparati al meglio per quando l’argomento sarà portato in Consiglio”. Così il consigliere introduce l’argomento spiegandoci da subito quello che è stato fatto per mettere a conoscenza del progetto la cittadinanza.

Abbiamo sensibilizzato la popolazione distribuendo volantini” – dal titolo efficace che sottolinea il “robusto” impatto di questo intervento “Gigante” – “e materiali dettagliati che dimostrano l’enorme consumo di aree verdi che tale progetto produrrebbe. Non siamo contrari al lavoro ed allo sviluppo economico, ma siamo certi che non è giusto in un paese saturo di edifici come il nostro, fra cui tante aree dismesse, sprecare l’ultima area verde vincolata che ci rimane sulla quale sorgerebbe un edificio lungo 367,40 metri, largo 121,60 m., alto fuori terra in parte essenzialmente 17,50 m ed il restante 30,00 m !”

Nel 2015 ci fu una prima proposta che oggi si ripresenta. Cosa è successo in questi due anni? Perché la precedente si era fermata? Cosa è cambiato?

Le scelte sono esclusivamente della Società Rialto srl del Gruppo GIGANTE. Questo progetto – da 60.000.000 di Eurosi affianca al precedente progetto di riqualificazione relativo all’attuale insediamento di vendita il Gigante di via Vecellio, approvato e recepito nel Piano di Governo del Territorio vigente, tuttora in essere e non accantonato. Di questo l’Amministrazione Comunale precedente, ha già percepito ed incamerato 591.000 Euro, richiamato anche nel quadro economico espositivo della Relazione illustrativa

L’intervento coinvolge 2 comuni, Villasanta e Arcore. La prima amministrazione ha espresso inizialmente una posizione contraria, diventata poi fattibile, ci dice riferendosi ad alcuni estratti dai giornali. La Provincia non si è ancora espressa. “Allo stato di fatto , rimane il vincolo di area agricola strategica per Villasanta. Non è dato sapere quale sarà l’evoluzione , ma potenzialmente immaginabile

Quali sono gli impatti ambientali dell’opera?

Rimane fondamentale disincentivare le dismissioni agricole ormai residue (consumo di suolo), impedire la saldatura fra i centri abitati, sopratutto lungo gli assi viari , riducendo le visuali e la percezione di ampie panoramiche residue (paesaggio). Nulla, o quasi, è irrimediabilmente perduto, e pertanto, la tutela deve rimanere in essere. La potenziale fattibilità, con buon senso, richiama l’utilizzo e recupero di aree dismesse corpose ancora presenti in Villasanta, non aree libere agricole.

L’intervento interessa una superficie costruibile complessiva di 79.936,35 mq. L’estensione dell’intera area, attualmente a suolo libero e verde, è di 133.227 mq (59.814 in territorio di Villasanta e 73.413 mq. in quello di Arcore).

In più: “La viabilità di accessibilità e fruibilità è una forzatura, per di più gravante esclusivamente sul territorio di Villasanta. Considerando la tipologia di insediamento localizzabile, con parcheggio interno  per 40 automezzi (tir) oltre a quello autovetture del personale, ci sarà un incremento di mobilità, in particolare di mezzi pesanti, sulle reti di viabilità locale urbana e Strada Provinciale 45 con nuove criticità”.

Sono previste compensazioni? “Non ci è stata presentata alcuna proposta di compensazione. Abbiamo presentato un’interpellanza che chiede di dare spiegazione pubblica delle idee e delle procedure che la Giunta intende sostenere ed attuare”.

La proposta è sostenuta dalla promessa dei posti di lavoro che però non convince: “Rimane una semplice operazione di accorpamento e ricollocazione del personale dalle varie sedi esterne già in attivo. Non è corretto pavesare un corposo incremento di nuovi posti, di fatto forse esigui, rimane un semplice supporto di giustificazione a quanto si va a realizzare; alle promesse non segue sempre per coerenza la correttezza. Il piccolo commercio locale viene massacrato, in un’economia globalizzata le realtà già presenti sul territorio sono cancellabili“.

Luca D’Achille @LucaDAchille

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