A cura del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Il 13 giugno 2018 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha proceduto a nove arresti fra imprenditori, consulenti, amministratori pubblici nell’ambito di un’indagine incentrata sulla realizzazione del complesso progetto sportivo-direzionale-commerciale proposto dalla Eurnova s.r.l. del Gruppo Luca Parnasi denominato “nuovo stadio della Roma”, in località Tor di Valle, fra il Fiume Tevere e l’Ippodromo, chiuso nel 2013 proprio per dar luogo al nuovo progetto immobiliare.

Indagati numerosi altri politici, appartenenti a Forza Italia, al Partito Democratico, al Movimento 5 Stelle.

Le ipotesi di reato sono molto gravi e riguarderebbero – secondo notizie stampa – la modifica dell’originario progetto voluta dalla Giunta Raggi (M5S), un vero e proprio progetto immobiliare con la previsione del nuovo Stadio per la Roma.

Inascoltati esperti di urbanistica e pianificazione territoriale, in proposito l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato (19 febbraio 2017) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti alle varie amministrazioni pubbliche competenti (Comune di Roma Capitale, Regione Lazio, Ministeri dell’Ambiente e per i Beni e Attività Culturali, Autorità di Bacino dei Tevere).

Numerosi i punti contestati: l’area di Tor di Valle è parzialmente tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché con vincolo di inedificabilità (fascia dei mt. 150 dalle sponde del Tevere, legge regionale Lazio n. 24/1998). Sono, inoltre, presenti tre casali storici tutelati con fascia di rispetto di mt. 50 (legge regionale Lazio n. 24/1998, legge regionale Lazio n. 27/2001), mentre il Fosso del Vallerano risulta zona a rischio idraulico R 3 – R 4 del piano di assetto idrogeologico (P.A.I.).
Sull’Ippodromo di Tor di Valle, progettato da Julio Lafuente e inaugurato nel 1959) in questi giorni la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Roma ha avviato il procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Nel vigente piano regolatore generale (P.R.G.) di Roma Capitale l’area è classificata in gran parte verde privato attrezzato (la gran parte, art. 87 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G.), quindi la realizzazione del progetto necessiterebbe di una variante per la quale è stata già avviata la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

Ma il mega-progetto dovrebbe esser assoggettato anche alle preventive procedure di valutazione di impatto ambientale, visto che cambierebbe radicalmente le caratteristiche dell’area e il preteso interesse pubblico – dichiarato già con la deliberazione Consiglio comunale di Roma Capitale n. 132 del 22 dicembre 2014 e poi rinnovato con la deliberazione del 14 giugno 2017 – in realtà appare molto labile.

Sarebbe molto più utile e valida, anche sul piano sportivo, una seria ristrutturazione quel gioiello architettonico per il calcio (progetto di Antonio Nervi e collaborazione di Pier Luigi Nervi) dello Stadio Flaminio, oggi in semi-abbandono.

E ora?
Non finisce certo qui…

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