Civilta’ del Verde, associazione che da anni si occupa del verde pubblico di Vicenza, vuole portare all’attenzione dei cittadini l’assurdità di un progetto che, concepito come restauro delle storiche serre ottocentesche presenti nel parco Querini, si è trasformato alla fine in un coacervo di volumi avulsi dal contesto e non rispettosi delle valenze di un luogo che, proprio perché cuore e polmone verde della città, è inserito a pieno titolo nella lista UNESCO.

Rivolge pertanto un appello a partecipare alla raccolta firme per il rispetto del Progetto Preliminare del 2013, progetto conservativo, rigoroso e partecipato, che prevedeva la restituzione delle serre come documento storico e scenografico del Parco; progetto, oltretutto, che era stato concordato tra le parti e con la cittadinanza e approvato dalle istituzioni.

Ma il Parco Querini ora è in pericolo!

I PERCHÉ DI QUESTO APPELLO
Il parco Querini è un monumento verde unico e straordinariamente bello nel cuore di Vicenza, sito UNESCO, un piccolo gioiello verde, ricco di arte, storia e natura, vincolato come un bene di questo valore giustamente richiede.

Le sue serre, componente essenziale dei giardini storici dell’Ottocento, sono uniche a Vicenza, risalgono al secondo decennio del secolo XIX, e sono nate sia come ornamento del Parco, sia come macchina produttiva sofisticata, complessa ma anche fragile, come lo sono tutte quelle strutture costruite di materiali leggeri come vetro, ferro, legno.
L’associazione Civiltà del Verde da quasi vent’anni sta lavorando alla loro tutela e valorizzazione. Sin dal 2009 ha avviato una campagna per il restauro delle serre (testimonianza storica importante che contribuisce ad arricchire la bellezza del parco) predisponendo, in accordo con l’Amministrazione comunale, un progetto di massima frutto di studi e convegni e finalizzato al loro restauro conservativo.

Quel progetto (tecnicamente definito “Progetto preliminare di restauro e rifunzionalizzazione delle serre del Parco Querini”), rigoroso e semplice, prevedeva anche la realizzazione, una volta restaurate e restituite le serre alla loro originaria bellezza, di un punto ristoro, funzionale alle nuove esigenze d’uso. Si trattava, ovviamente, di uno spazio contenuto nelle dimensioni e ben integrato con l’edificio esistente.

Il progetto, come detto, è frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto esperti e associazioni. Il professionista che lo ha redatto è stato scelto in accordo con il Comune di Vicenza e, alla fine dell’iter tecnico-scientifico, il progetto è stato donato da Civiltà del Verde al Comune nel 2012.
È un progetto di restauro conservativo, filologico che prevede la restituzione delle serre come documento storico e ornamentale, è rispettoso delle peculiarità e dei vincoli di parco storico monumentale ed è contenuto nei costi.

COME LE COSE CAMBIANO
Nel 2013 l’ente comunale, fatto proprio il progetto, ha deciso di apportare alcune modifiche a quella prima stesura, ampliando la zona caffetteria-ristoro, per poi sottoporla al parere della Soprintendenza che l’ha definitivamente approvata. A seguito di questi passaggi è stato avviato un primo stralcio di interventi per la messa in sicurezza dei manufatti e il recupero dei materiali che sarebbero dovuti servire al restauro vero e proprio.
Nel 2016 parte di questo progetto (esattamente l’intervento relativo al restauro del “trapiantatoio” e della “serra fredda”) è stato candidato da Civiltà del Verde al Bando del Bilancio partecipativo del Comune, risultando il secondo dei più votati (690 voti totali) e ricevendo, per questo, un finanziamento di 150.000 euro.

Non solo. Lo stesso progetto, proprio perché avallato dalla Soprintendenza, è stato inserito dal Comune di Vicenza nell’elenco degli interventi da finanziare attraverso il Bando nazionale delle Periferie (2016/17).
Tale iniziativa è stata da noi pubblicamente criticata in quanto, in questo modo, il parco Querini è stato di fatto assimilato a una qualunque area degradata e marginale della città.
In ogni caso, a testimonianza del valore del progetto originale, lo stesso ha ottenuto il totale finanziamento, per un importo complessivo di 1.100.000 euro; importo a cui vanno aggiunti i 150.000 euro precedenti.

Tutto è bene quel che finisce bene? In questo caso non è così. Potremmo forse dire che troppi soldi tendono a dare alla testa perché, a questo punto, la storia del restauro delle serre cambia drasticamente indirizzo.
Logica avrebbe voluto che il cosiddetto “progetto definitivo”, di cui si parla oggi, elaborato nel 2017 proprio grazie ai fondi del Bando delle Periferie e del Bilancio partecipativo, fosse l’approfondimento tecnico-esecutivo per portare alla realizzazione del “progetto preliminare” del 2013.

Invece così non è stato. Senza alcuna reale necessità, in assenza di un dibattito pubblico ed escludendo le associazioni interessate a collaborare con l’Amministrazione comunale (e che avevano regalato alla stessa il progetto), il nuovo elaborato progettuale ha modificato e stravolto la proposta originaria intervenendo in modo pesante sull’edificio delle serre e inserendo un nuovo volume, il “ristoro” (ma possiamo anche leggere “ristorante”), corredato di un vano tecnico che ingloba anche i servizi igienici. Il tutto sproporzionato nelle dimensioni (864 mq), molto discutibile sotto il profilo architettonico e, ancor peggio, collocato nel cono di visuale della collina del tempietto.

Per il momento è in fase di partenza il progetto esecutivo, che non prevede la realizzazione del “ristoro”, poiché nel frattempo i costi sono lievitati e il finanziamento – seppure cospicuo – non è più sufficiente.
Per completare l’“opera”, il Comune è in attesa di uno sponsor. Purtroppo la realizzazione di un ristorante all’interno di un parco storico come il Querini è un’iniziativa molto appetibile e, in ogni caso, già con questo intervento si stravolgono le serre e vengono compromessi i coni visuali.

In sintesi, preoccupano tanto le modalità di intervento di restauro sulle serre quanto la volontà di realizzare nuove opere edilizie.
Quello che si sta per realizzare è un intervento che, per dimensioni, tipologia e materiali usati, non tiene conto in nessun modo delle caratteristiche storiche delle serre di Parco Querini, né dell’impatto che tali interventi potranno avere sulla vegetazione pregiata e monumentale che funge da quinta scenica al tempietto e protegge la vista del parco sul lato nord-est dall’espansione urbanistica del dopoguerra.

In particolare, le nuove opere rischiano di compromettere in modo irreparabile il carattere storico del parco, la sua estetica (messa in evidenza dai bellissimi coni di visuale) e il valore testimoniale delle serre che, anziché rimanere il fulcro dell’intero intervento, diventano semplici contorni in funzione della struttura del punto ristoro.
Quest’ultima, infatti, le “usa” per giustificare la sua presenza in un parco storico, vincolato, nel quale tutto questo – senza la “scusa” del restauro – non si sarebbe mai potuto realizzare.

Civilta’ del Verde e Italia Nostra – sezione di Vicenza, per tutte le ragioni esposte, invitano a contribuire alla campagna in difesa delle Serre di Parco Querini firmando l’appello che chiede il rispetto del “progetto preliminare” del 2013 tanto per ciò che riguarda il restauro conservativo delle serre quanto per ciò che riguarda il volume che ospita il punto ristoro e i locali tecnici che, se realizzato come previsto dal progetto definitivo del 2017, altera l’unicita’ del manufatto delle serre e lo straordinario contesto paesaggistico nel quale tale volume dovrebbe inserirsi.

Aiutateci con le vostre firme a questo link
https://goo.gl/forms/IK8SFpdlW6zgUs5c2

Qui trovate il Progetto definitivo del 2017.