Nel 2018 è stato il monumento più visitato dell’Italia del sud e il secondo dell’intero Paese, con un incremento di turisti del 7,78% rispetto al 2017, che significa 3.646.585 di ingressi contro i 3.383.415 dell’anno precedente. Quasi 4 milioni di visitatori, dunque: una cifra davvero ragguardevole, indice dell’interesse e gradimento di una vasta platea di turisti di tutto il mondo.

Nonostante i brillanti risultati, accade che l’amministrazione comunale anzichè provare ad immaginare ulteriori margini di sviluppo facendo perno proprio sulle unicità del gettonatissimo sito, venga “folgorato” dall’idea di abbellire (si fa per dire…) il luogo con una ruota panoramica. Un parco del divertimento (simile a centinaia di altre realizzazioni ovunque) all’interno di uno dei più preziosi parchi archeologici del mondo.

Stiamo parlando degli scavi di Pompei, un’area archeologica di 66 ettari di cui circa 50 scavati (comprese le aree suburbane), un insieme unico di edifici civili e privati, monumenti, sculture, pitture e mosaici di tale rilevanza per la storia da essere riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Un’azienda tedesca – la “Iesse International Strategies” di Hendrik Boos – dopo avere già costruito la ruota panoramica sul lungomare di Salerno, ha pensato che Pompei avesse tutte le caratteristiche idonee per essere “valorizzata” con una sua ruota panoramica. Non sappiamo quale particolare angolo di Pompei abbia fatto maturare nell’impresa tedesca la granitica certezza dell’aver individuato il “posto giusto”, ma dato che l’idea è diventata un progetto e poi una proposta, ci viene da pensare che, per loro, Pompei fosse un luogo noioso e di poco appeal per i turisti. Quasi 4 milioni all’anno di turisti, però…

La proposta tedesca raggiunge il Sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, che ne resta appunto “folgorato”, tanto da definire il progetto in grado di contribuire a «creare un’attrazione turistica che possa abbattere il mordi e fuggi. La ruota, come già succede per analoghe installazioni nelle più importanti capitali del mondo, rientra a pieno titolo nel novero delle azioni di promozione turistica di Pompei. Il potenziale incremento di interesse, sia da parte dei residenti sia da parte dei turisti, è tanto da determinare positive ricadute in termini di valorizzazione dell’area».
La ruota troverà posto davanti alle rovine storiche di Pompei e avrà un’altezza di 60 metri, diventando la seconda più alta d’Italia dopo quella di Mirabilandia, la quinta in Europa e la trentesima nel mondo, di soli cinque metri più bassa rispetto alla Wiener Riesenrad, la famosa ruota del Prater di Vienna.
Addirittura si ipotizza la data dell’8 maggio per la sua inaugurazione.

Ma la notizia non resta segreta e cittadini, media, storici dell’arte insorgono puntando il dito contro la miopia di amministratori pubblici così distanti dall’idea della bellezza e abbacinati dall’equazione Pompei=Disneyland; la ruota, a loro dire, sarebbe una sorta di stupro contro il sito: «violentando i valori culturali dell’area archeologica e violando sia le norme di tutela per la fascia intorno al perimetro degli scavi di competenza della soprintendenza sia quanto stabilito nel piano strategico per lo sviluppo dei territori della buffer zone del Sito Unesco, nell’ambito del Grande Progetto Pompei».

Fortunatamente anche il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, non ha gradito il progetto e non ha mancato di esprimere la sua opinione fortemente critica: «non se ne parla nemmeno. Dagli uffici non risulta che sia mai arrivato un progetto del genere, ma se arrivasse, lo rispediamo al mittente».

Il Sindaco di Pompei incassa il colpo e riunisce la commissione per il paesaggio e rapidamente decide di rinviare la pratica «per carenza di documentazione esaustiva occorrente per la valutazione. L’autorizzazione eventualmente rilasciata dal Comune sarebbe da considerare un atto finale, conseguente solo ed esclusivamente alle eventuali altre autorizzazioni rilasciate dagli altri enti competenti interessati».
Procedura, quindi, ancora completamente da sviluppare e il beneplacito prontamente rilasciato a parole dal Sindaco deve essere considerato non come un “via libera” ma come un semplice giudizio individuale.

Appena un mese or sono al Parco del Valentino di Torino e nel 2015 al Parco Sempione di Milano erano stati presentati progetti di ruote panoramiche provvisorie, puntualmente restituiti al mittente.
Ci auguriamo accada altrettanto per la ruota di Pompei. Perchè Pompei non ha bisogno di “esternalità” attrattive ma di buona gestione, di idee, di entusiasmo.

Naturalmente in attesa che venga nominato il nuovo direttore generale della Soprintendenza archeologica di Pompei, attualmente ancora vacante…