La rivista federalismi.it, uno dei più autorevoli periodici a carattere scientifico di approfondimento del diritto pubblico italiano, comunitario e comparato presenti sul web, ha pubblicato nei giorni scorsi un rilevante articolo di Lucilla Conte dedicato all’iniziativa legislativa popolare “mediata”, analizzando il caso della tutela del paesaggio e dell’arresto del consumo di suolo.
L’articolo affronta un interessante punto di osservazione per analizzare gli inediti rapporti tra iniziativa legislativa popolare e attività parlamentare e si focalizza sul disegno di legge A.S. 164 “NORME PER L’ARRESTO DEL CONSUMO DI SUOLO E PER IL RIUSO DEI SUOLI URBANIZZATI“, ovvero la Proposta di Legge Popolare elaborata dal nostro Forum Salviamo il Paesaggio e ora in discussione al Senato, ripercorrendo l’intero iter seguito nelle sue fasi di discussione e stesura, nelle modalità di presentazione e di azione politica “dal basso” e all’interno delle Istituzioni.

L’Autrice (Lucilla Conte è Assegnista di ricerca in Diritto costituzionale all’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”) percorre una disamina a 360° della tutela del paesaggio e del consumo di suolo sotto il profilo legislativo, avviato nel 2012 dall’allora ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania e poi “arenatosi” al Senato nella scorsa legislatura, e ritornato sotto l’attenzione parlamentare sin dal giorno dell’insediamento delle due nuove Camere grazie alla presentazione del già citato disegno di legge da parte del Movimento 5 Stelle (prime firmatarie Federica Daga alla Camera dei Deputati e Paola Nugnes al Senato, dove le Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente stanno sviluppandone la discussione).

Trattandosi di materia giuridica, l’articolo si sofferma innanzitutto sulla contraddizione evidenziata dal primo atto dell’azione del nostro Forum, che nel febbraio dello scorso anno (nell’ultimo mese di campagna elettorale) presentò la propria Proposta di Legge definendola come “di iniziativa popolare” ben sapendo che l’istituto dell’iniziativa legislativa popolare richiede un iter definito e una raccolta di firme certificate. Un’azione che il Forum decise di posporre per procedere con un’azione di altra natura in grado di fungere da stimolo nei confronti di tutti i partiti politici e mantenere, quindi, il carattere “popolare” dell’elaborazione (il Forum nazionale conta oltre 1.000 organizzazioni aderenti e decine di migliaia di singole persone) restando in attesa di una positiva reazione delle forze elette nel nuovo Parlamento in formazione.
L’Autrice scrive: «Si concretizza, dunque, un doppio utilizzo del termine “iniziativa legislativa popolare, con finalità strategiche: a) un uso, che potremmo definire improprio e generico, stante ad indicare la mera riconducibilità dell’articolato messo a disposizione delle forze politiche ad una volontà popolare integrata dall’attività del Forum nella sua complessa articolazione, riprodotta anche all’interno del Gruppo di lavoro tecnico-scientifico multidisciplinare; b) del pari, un uso pienamente riconducibile all’art. 71 della Costituzione, laddove il Forum fa esplicitamente riferimento allo strumento dell’iniziativa legislativa popolare con la raccolta di 50.000 firme a sostegno qualora le forze politiche avessero modificato, nei suoi tratti costitutivi, l’impianto della proposta di legge».

La disamina attenta dell’Autrice procede definendo il percorso seguito dal Forum come «un’attività di lobbying, inteso, in questa sede, come l’attività di un gruppo di pressione organizzato che si qualifica non per il perseguimento di interessi economici di categoria o comunque determinati, ma per l’elevato livello di consapevolezza acquisito su di un determinato tema (nel caso specifico, il consumo di suolo)», per poi approfondire il rapporto tra Istituti di partecipazione e democrazia rappresentativa attraverso la domanda (insita nell’azione del Forum): «opposizione o cooperazione?».

Invitiamo ad una attenta lettura di questo contributo di analisi, che certamente non potrà che offrirci stimoli per il faticoso lavoro che ancora ci attende…

Qui il testo integrale.

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