A cura del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Il Ministero per i beni e attività culturali ha annunciato la prossima impugnazione in sede giurisdizionale del piano territoriale paesistico regionale (P.T.P.R.) del Lazio.

Tuscia, boschi e vallate

L’atto di pianificazione (beni paesaggistici, tavole + allegati) è stato approvato il 2 agosto 2019 dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale guidata dal Presidente Zingaretti (deliberazione G.R. n. 26 del 4 gennaio 2019).

In sede consiliare è stato stravolto il lungo procedimento di elaborazione svolto insieme agli uffici ministeriali, così come previsto dalla legge (artt. 135 e 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e in base all’accordo di copianificazione sottoscritto da Ministero e Regione nel 2013.

Norme e cartografia sono stati di fatto retrocessi a quelli elaborati nel 2007, ormai non più adeguati per un’efficace tutela del territorio e mai condivisi dal Ministero per i beni e attività culturali.

Quindi la decisione di rivolgersi ai Giudici amministrativi.

I piani paesaggistici adeguati alle prescrizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (artt. 135 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) sono quelli della Sardegna (2006), della Puglia (2015), della Toscana (2015), del Piemonte (2017) e del Friuli – Venezia Giulia (2018).

Sono molto pochi.

Qui lo stato della pianificazione paesaggistica in Italia, aggiornato al dicembre 2018.

Qui i piani territoriali paesistici del Lazio vigenti (legge regionale Lazio n. 24/1998).

Qui i piani territoriali paesistici di Roma vigenti (legge regionale Lazio n. 24/1998).

Per approfondimenti: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2019/08/17/lo-stato-impugna-il-piano-territoriale-paesistico-del-lazio/

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