“Metro C tra un presente possibile e un futuro incerto”

Di Paolo Gelsomini, dal sito metrocspa.it

Dopo l’affollata Commissione Capitolina Mobilità del 7 febbraio, Paolo Gelsomini, architetto ed urbanista, fa il punto della situazione sui progetti per le reti metropolitane di Roma

“Allora questa metro C quando arriverà a piazza Venezia?”. Questa è la domanda che si pongono i cittadini romani assediati dai cantieri ancora disseminati tra via Sannio, Amba Aradam-Ipponio, Celio, Fori Imperiali-Colosseo, piazza Venezia. E la seconda domanda è: “E dopo piazza Venezia che cosa succederà?”. A questi interrogativi ha cercato di dare una risposta la Commissione Mobilità capitolina presieduta da Enrico Stefàno, riunitasi venerdì 7 febbraio 2020.

Il responsabile del procedimento di Roma Metropolitane ha precisato subito che la delibera CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ) che accorda quasi 10 milioni per la riattivazione delle due TMB (Tunnel boring machine, le cosiddette “talpe”), attualmente ferme in via dei Fori Imperiali, è ancora da formalizzare. Nel frattempo però si stanno conducendo le indagini geognostiche in vari punti di piazza Venezia, finalizzate alla definizione del progetto della stazione sotterranea. Stazione che – ostacoli procedurali, economici e archeologici permettendo –  dovrebbe avere due uscite: una a piazza Madonna di Loreto, che fungerà anche da museo archeologico con i reperti dell’Auditorium di Adriano, e l’altra all’angolo tra piazza Venezia e via del Plebiscito. C’è addirittura la possibilità di una terza uscita da realizzarsi vicino alla piazzetta San Marco, dove dovrebbe attestarsi anche la futura – per ora ipotizzata – linea D (Montesacro-Eur).

Il progetto della stazione di piazza Venezia dovrebbe essere concluso entro giugno, sulla base dei risultati delle indagini geognostiche in corso, per avviare una richiesta di finanziamento per l’opera. Quindi occorrerà una nuova delibera Cipe. Chiaramente dovrà essere concluso l’iter della precedente delibera Cipe che approva l’erogazione di quasi 10 milioni per scavare circa trecento metri di gallerie utili a  raccordare lo scavo già effettuato fermo con le talpe inattive a via dei Fori Imperiali, con la costruenda stazione Venezia.

Nel progetto della stazione Venezia sarà previsto uno spazio museale archeologico ed un collegamento funzionale con la futura metro D. La Soprintendenza – prosegue il responsabile del procedimento di Roma Metropolitane – sta condividendo con Roma Metropolitane tutte le operazioni di scavo. In particolare la Soprintendenza ha chiesto la realizzazione di un tunnel che unisca Palazzo Venezia e il Vittoriano per il collegamento dei due Musei.

Dopo la conclusione del progetto della stazione di piazza Venezia entro giugno, ci si concentrerà nella seconda metà dell’anno sulla tratta T2, quella che dovrebbe unire piazza Venezia con Clodio/Mazzini passando per la Chiesa Nuova, Risorgimento e Ottaviano. Quindi si procederà alla revisione progettuale dell’intera tratta T2 con le analisi preliminari sulla possibilità di realizzare stazioni nei punti critici come quello della Chiesa Nuova dove la stazione potrebbe trovare un’altra ubicazione verso Palazzo della Cancelleria, sempre sull’asse di corso Vittorio.

A Clodio/Mazzini si conclude il percorso fondamentale Pantano-Clodio/Mazzini di 25,5 Km, approvato dal Cipe ma finanziato fino alla stazione Fori Imperiali per la cifra ufficiale di 2 miliardi e 650 milioni che copre le tratte da Pantano alla suddetta stazione sotto il Colosseo, arrivato oggi a 3.019.544.929 euro definiti dalla delibera Cipe 26 aprile 2018. In particolare, il finanziamento della tratta T3 San Giovanni-Colosseo, pari a 792 ML per un percorso medio di 3 Km, fu approvato dal CIPE il 22 luglio 2010.

Con la conclusione del tracciato fondamentale a Clodio/Mazzini si conclude anche il rapporto contrattuale tra Roma Metropolitane e il Contraente Generale Metro C spa. Quindi si potrebbe avviare, contemporaneamente alla conclusione del percorso fondamentale che termina con la tratta T2, un affidamento per la tratta T1 (Clodio-Farnesina) con un contraente diverso da Metro C. Da piazza Venezia in poi, compreso il progetto della stazione Venezia, sarà necessario effettuare una nuova V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) e, eventualmente, di una V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica).

Per quanto riguarda la rete di tram di superficie, in un’ottica intermodale di scambio, un responsabile dell’Agenzia Servizi per la Mobilità, ha illustrato il progetto del tram 8,  che a piazza Venezia dovrebbe intersecare la metro C e anche l’ipotetica metro D. Il tram 8, secondo l’ipotesi progettuale, dovrebbe proseguire su via dei Fori Imperiali fino a Largo Corrado Ricci per poi proseguire lungo via Cavour e sfioccarsi in due direzioni: una verso la stazione Termini e l’altra verso piazza Vittorio-Porta Maggiore-via Prenestina.

L’altro progetto di tram in corso è il TVA (Termini-Vaticano-Aurelio) con percorso lungo via Nazionale e passaggio a piazza Venezia. Questi progetti, insieme a quello della stazione metro C Venezia, dovrebbero essere formalizzati entro giugno 2020. La stazione Fori Imperiali-Colosseo dovrebbe aprire entro il 2024 insieme alla stazione Amba Aradam-Ipponio, con lo smontaggio  di tutti i cantieri situati nel percorso (cantieri logistici, pozzi di ventilazione, ecc.). Ma finora della stazione di Piazza Venezia si conoscono le date della presentazione del progetto ma non il cronoprogramma delle fasi realizzative. E per la tratta da piazza Venezia fino a Clodio-Mazzini non si conoscono neanche ancora le esatte ubicazioni delle stazioni.

“E dopo Clodio-Mazzini?”  “Ma questa è un’altra storia” – si diceva a conclusione dei grandi film d’autore di una volta.

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