La corsa all’approvazione del PGT di Peschiera Borromeo (MI) preoccupa gli ambientalisti che chiedono un opportuno stop al procedimento per garantire una miglior valutazione delle proposte. A rischio la partecipazione ma soprattutto il territorio.

Maggior partecipazione ed informazione della cittadinanza rispetto a quanto fatto fino a ora. Aver tempo di valutare nuove proposte come interventi di forestazione, orti condivisi e un approccio più sostenibile con la conservazione del suolo e delle cascine. In più la richiesta di fermarsi per garantire un’adeguata discussione che in questo particolare momento non è possibile.

Queste le osservazioni al rapporto preliminare (Documento di Scoping) relativo alla variante del P.G.T. presentate lo scorso 1 aprile e spiegate da Edoardo Musci di Peschiera Borromeo Sostenibile, un’associazione ambientalista locale attiva dal 2011.

La richiesta di sospensione e i rischi per il territorio

«L’Amministrazione non sta informando nel modo adeguato e non informa le persone. In tutti questi anni, nulla ha fatto in tal senso» ci dice, aggiungendo che ci vuole il giusto tempo per valutare altre proposte come quella di un forte investimento in interventi di forestazione, fondamentale per la salute dei cittadini. Per questo è stata chiesta l’immediata sospensione dell’iter del piano, considerando l’emergenza sanitaria in corso.
«Eppure» rileva «si è svolto comunque l’incontro del 06/04/2020», in modalità telematica, sottolineando che non è ancora arrivata nessuna risposta alle richieste formulate.

Tra le proposte che, secondo il comitato, renderebbero Peschiera “più dolce, indipendente, con attenzione a ambiente e qualità della vita” ci sono anche: produzioni agricole locali, energie da biomasse, mensa a Km 0, attività ricreative nelle cascine, “green-belt” di protezione, due nuovi centri ecologici, sostenibilità, coinvolgimento e ricorso a fondi europei.

Non è soltanto una questione di forma ma anche di contenuti. Qual è il parere sulle scelte dell’Amministrazione?
«Avevano promesso che sarebbero stati annullati tutti gli Ambiti di Trasformazione Urbana del vecchio PGT. In realtà ne hanno confermati ben 3. In particolare quello dell’area dell’ex cartiera che nel lotto comprende 45.000 mq circa di terreno che oggi è ancora non impermeabilizzato, naturale e semi-boschivo».

«Il rischio principale è quello di vedere altre cascine trasformate in palazzine, in particolare la Cascina Deserta» aggiunge, non condividendo inoltre la scelta di realizzare una nuova strada, in entrata a Cascina Fornace, che passerebbe dietro il Castello, in pieno Parco Agricolo Sud Milano dove adesso c’è una strada ad uso agricolo. Ricordando altri interventi contestati, sottolinea con amarezza che negli ultimi anni nel territorio «continua inesorabilmente la speculazione e la cementificazione».

«Il documento di Scoping parla inoltre di Bilancio Ecologico senza specificare dove venga usato». In merito al consumo di suolo: «viene annunciato a zero» ma non è così. L’ultimo dato a livello comunale fornito da ISPRA dice che la percentuale di suolo consumato sulla superficie amministrativa è del 29,74%. e che il suolo consumato all’interno delle aree sottoposte a tutela paessaggistica ai sensi del D.Lgs. 42/2004 è di 74,83 ettari. Significativa anche la perdita di servizi ecosistemici stimata dall’istituto che ne periodo dal 2012 al 2018 va da poco meno di 400.000 €. ad un massimo stimato in 480.000 €. circa.

Musci ricorda anche la nostra iniziativa della Campagna per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati mostrando la risposta inviata dal comune, ritenuta non valida perché priva di tutti i dati richiesti eccezion fatta per la popolazione e le famiglie residenti.
«Sono moltissimi a Peschiera Borromeo, si parla di oltre 1000 appartamenti vuoti e decine e decine di capannoni sfitti».

Mantenere alta l’attenzione in attesa di un’apertura

L’impegno dell’associazione per la sensibilizzazione e il coinvolgimento sul tema del territorio è forte e si rivolge a tutti gli attori in campo.
«Abbiamo contattato consiglieri e assessori e qualcosa si è mosso: anche i sei consiglieri di opposizione hanno scritto che almeno in questa situazione tragica l’iter del PGT doveva essere interrotto».

Anche la stampa locale ha ripreso le proposte del gruppo che ora vuole continuare a mantenere alta l’attenzione e guarda alle prossime elezioni. La loro speranza è che ci sia «qualcuno che investa sulla partecipazione della cittadinanza e sulla conservazione delle cascine che non devono essere trasformate in palazzine».

«Mi aspetto da questa amministrazione un cambio e un’apertura» conclude Edoardo Musci «una partecipazione reale e anche la valutazione delle nostre proposte con la possibilità di poterle esporre pubblicamente. Il PGT è un procedimento importantissimo per tutti i cittadini. E’ importante avere un legame, un’empatia con il proprio territorio, coinvolgere i cittadini e creare coscienza e amore per la tutela di questa risorsa. Ci sono altre possibilità oltre alla speculazione. Viviamo in mezzo al Parco Agricolo Sud Milano e questa è una ricchezza da conservare, per il bene di tutti».

Luca D’Achille@LucaDAchille