Evitiamo la costruzione di un ponte viario presso il ponte S​. ​Michele sull’Adda Leonardesca

Il ponte San Michele è un monumento storico di alto valore architettonico. Esempio di ardita costruzione di ferro (altezza m 85; lunghezza m 275) della serie della Tour Eiffel, risale al 1889 e recentemente è in corso la candidatura per essere inserito, con altri ponti analoghi europei, tra i patrimoni dell’Unesco.

Il ponte collega le due sponde dell’Adda tra i Comuni di Paderno d’Adda (Lecco) e Calusco d’Adda (Bergamo). Una sua caratteristica peculiare è permettere il passaggio di auto (traffico leggero) a senso unico alternato sulla sommità e del treno nel tunnel a gabbia. Inoltre è inserito in un tratto della valle dell’Adda di particolare bellezza e profondità, in cui il sistema di canali si coniuga col corso naturale che scorre, in rapide, tra le tipiche rocce di conglomerato che, sembra accertato, anche Leonardo abbia ritratto come suggestivo sfondo nei suoi quadri migliori (“Vergine delle Rocce”) Per questo la valle dell’Adda sovrastata dal San Michele viene chiamata Adda Leonardesca. Storia e bellezza ambientale si fondono in un connubio apprezzato da turisti, ciclisti e camminatori, dai migliori fotografi, conosciuto a livello internazionale. Un monumento e un ambiente di enorme valore che dobbiamo salvaguardare.

TRAFFICO E DISMISSIONE

Da decenni il traffico pesante (camion, autotreni…) è stato interdetto e ha preso altri percorsi più a Nord (ponte di Brivio) o a Sud (Trezzo d’Adda). È rimasto il traffico leggero a senso unico alternato. Pertanto sono decenni che sarebbe stato necessario realizzare un altro collegamento sul tratto del fiume più a Sud e razionalizzare il passaggio pesante sul ponte di Brivio che ormai risente di problemi strutturali e ha visto le sue sollecitazioni raddoppiare. L’abbandono del progetto di passaggio della Pedemontana in zona Trezzo ha di fatto bloccato l’azione progettuale e l’esecuzione di un relativo ponte in una zona non urbanizzata molto più a Sud di Paderno/Calusco e nulla si è fatto.

Negli ultimi anni, il ponte S. Michele è stato completamente chiuso per un’opera di restauro e manutenzione straordinaria, dopo che i periodici esami avevano messo in luce punti critici. I lavori sono durati più di due anni col traffico ferroviario sostituito da navette e quello viario sospeso.

Il traffico, al termine dei lavori, è ripreso ma Ferrovie Italiane, proprietaria dell’opera, ha annunciato che tutto il traffico, sia ferroviario sia viario leggero, nel 2030 verrà fermato in quanto non si intende più garantire la sicurezza piena per le sollecitazioni che il ponte deve sopportare.

Secondo Ferrovie Italiane il ponte rimarrà una attrattiva turistica che consentirà soltanto il passaggio del traffico ciclopedonale.

PROPOSTE DI NUOVI PONTI

Contestualmente Ferrovie Italiane si impegnerebbe a costruire un nuovo ponte per il passaggio dei treni, con un singolo binario ma predisposto per doppio binario. Collocherebbe questo ponte nelle immediate vicinanze del S. Michele, lato Sud, poco distante dalla linea attuale, per collegare le stazioni di Calusco d’Adda e Paderno-Robbiate. Questa realizzazione già rappresenta un problema perché va a modificare la vista del monumento ma una linea ferroviaria, specialmente per il pendolarismo Milano-Bergamo, appare necessaria.

Per il traffico viario, anche pesante, RFI (Ferrovie Italiane) si dice disponibile a realizzare un terzo ponte, pochi metri più a Sud dell’attuale e del nuovo ferroviario. Il ponte si raccorderebbe tramite rotonda su un’arteria comunale di Paderno d’Adda (Via Festini) che negli ultimi anni era stata dal Comune sistemata con limitazione di velocità a 30 Km, cordoli, semafori pedonali, proprio per scoraggiare il traffico veloce.

Ora, la prospettiva di avere una strada di grande traffico che colleghi le due sponde, alletta soprattutto Regione Lombardia che non si cura delle enormi difficoltà a cui l’affrettata collocazione proposta da RFI comporterebbe:

  • Deturpamento definitivo del tratto di Adda leonardesca con danni in campo turistico e storico.
  • Stravolgimento della vivibilità (inquinamento, rumori, difficoltà di collegamento locale…) dei cittadini abitanti nel territorio interessato che si ritroveranno davanti a casa un continuo passaggio di tir, dopo che già sopportano le emissioni nocive della vicina Cementeria (inceneritore) di Calusco d’Adda.
  • Riversamento sulle strade della zona, fondamentalmente urbane, in mezzo a centri abitati e centri storici di un volume di traffico insostenibile con prevedibile creazione di rallentamenti e code.

Ferrovie Italiane dichiara di prendere in considerazione eventuali opere di mitigazione quali razionalizzazione dei semafori, eliminazione di passaggi a livello, piccoli tratti di tangenziale a Verderio /Paderno /Robbiate: interventi che avrebbero dovuto essere attuati da tempo e non utilizzati ora come merce di scambio.

I problemi e le conseguenze create da questa proposta di terzo ponte sono talmente preoccupanti che i Sindaci della provincia Lecchese hanno firmato un documento che richiama la massima attenzione sul tema.

Chiedono la ricerca di soluzioni certamente possibili più razionali e di minore impatto paesaggistico, ambientale, tenendo conto di tutta la rete viaria e di tutti i flussi di traffico che attraversano la provincia e la collegano con quelle confinanti. Raccomandano pertanto la massima collaborazione tra le diverse istituzioni, in una visione ampia e di prospettiva, per queste scelte che sono di grande portata storica e ambientale.

Per la lettura integrale di questo documento rimandiamo a questo link.

IL COMITATO

Conoscendo questi sviluppi e le preoccupazioni espresse dagli stessi primi cittadini, alcuni abitanti delle zone interessate, hanno costituito un Comitato spontaneo COMITATO CITTADINI PONTI (cittadiniponti@gmail.com e gruppo Facebook Comitato Cittadini Ponti Paderno d’Adda) che intende:

  • bloccare la costruzione di un ponte viario in questa assurda posizione
  • collocarlo più a Sud, in zona non abitata e più razionale.

Tra le iniziative c’è questa raccolta di firme. Riteniamo che il valore del monumento e dell’ambiente naturale circostante, della vista di pregio internazionale, meriti una attenzione molto più ampia e una grande eco.

Questa petizione può essere sottoscritta on line qui.