{"id":10156,"date":"2014-09-16T22:28:37","date_gmt":"2014-09-16T20:28:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10156"},"modified":"2014-09-16T22:28:37","modified_gmt":"2014-09-16T20:28:37","slug":"vallenari-bis-a-mestre-sarebbe-utile-un-taglio-della-spesa-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/09\/vallenari-bis-a-mestre-sarebbe-utile-un-taglio-della-spesa-pubblica\/","title":{"rendered":"Vallenari bis: a Mestre sarebbe utile un taglio della spesa pubblica"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Vallenari-bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10157\" alt=\"Vallenari bis\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Vallenari-bis.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Vallenari-bis.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Vallenari-bis-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h4 align=\"JUSTIFY\"><strong><em>Vallenari \u00a0bis: un taglio della spesa utile al cittadino e all\u2019ambiente e un contributo alla trasparenza per evitare un appalto inutile e il malaffare in agguato. Lettera aperta al commissario Zappalorto.<\/em><\/strong><\/h4>\n<h3><strong>La Vallenari-bis \u00e8 un nuovo tratto di strada urbana per Mestre avviata alla fase esecutiva dalla passata Giunta. L&#8217;ultimo provvedimento relativo \u00e8 di aprile, quando la tempesta Mo.SE sul Comune non era ancora scoppiata e soprattutto la gravit\u00e0 del dissesto finanziario comunale non era ancora di pubblico dominio.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: right; padding-left: 60px;\"><em>Mestre 11.08.2014<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Il costo di realizzazione<\/strong> di questo secondo tratto del progetto (il primo fra la Via Triestina e la SR 14 \u00e8 gi\u00e0 stato realizzato ed operativo) <strong>da<\/strong> <strong>preventivo \u00e8 17,5 milioni di euro<\/strong>, da finanziare con nuovo debito comunale. Un debito (che non \u00e8 da escludere possa subire revisioni in crescita considerando la frequenza di tale eventualit\u00e0 nel corso della realizzazione dei lavori pubblici nel nostro Paese) che graver\u00e0 quanti milioni all&#8217;anno e per quanti anni futuri? Un onere che ridurr\u00e0 inevitabilmente in modo corrispondente le disponibilit\u00e0 future di spesa, aggravando la gi\u00e0 compromessa possibilit\u00e0 di sostenere spese essenziali (dall&#8217;assistenza domiciliare, alle manutenzioni di scuole e strade, agli asili nido, ecc.).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">E&#8217;, infatti, evidente a tutti che la crisi finanziaria comunale e quella pubblica pi\u00f9 in generale deriva anche dalla leggerezza e dall&#8217;<strong>irresponsabilit\u00e0 di una prassi amministrativa che ha caricato gli effetti del debito sulle disponibilit\u00e0 di spesa future<\/strong>, con l&#8217;effetto delle difficolt\u00e0 se non dell&#8217;impossibilit\u00e0 di copertura delle spese essenziali da destinare alle persone pi\u00f9 deboli e bisognose (bambini, mamme, anziani e poveri in genere), divenute evidenti in questi giorni di tagli al bilancio comunale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Per tali ragioni la nuova strada, tanto pi\u00f9 per il costo ingente, dovrebbe rispondere a motivazioni di urgenza e di primaria necessit\u00e0 per la citt\u00e0.\u00a0L&#8217;ex Assessore ai Lavori Pubblici (cfr. &#8220;Il Gazzettino&#8221; del 5-04-2014) promuoveva il progetto stradale come la soluzione alternativa alla congestione dell&#8217;asse Vespucci &#8211; Fradeletto e pure come elemento di riqualificazione di Mestre (cfr. &#8220;La Nuova Venezia &#8221; del 6-04-2014), forse dimenticando che per la medesima origine-destinazione degli spostamenti \u00e8 gi\u00e0 disponibile la strada regionale 14bis, recentemente potenziata con i nuovi sottopassi e rotatorie in via Orlanda e a Favaro e, a seguire, il tratto di Via Forte Marghera fino a Via Sansovino-Viale Ancona.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Il vantaggio derivante dall\u2019<strong>impegno di spesa di 17,5 milioni di euro<\/strong> \u00e8 misurabile in <strong>un paio di centinaia di metri in meno di tragitto automobilistico<\/strong> da pagare a caro prezzo e con un tracciato che fa impattare il transito veicolare nelle aree densamente abitate, imponendo un ulteriore ostacolo relazionale fra i poli scolastici di Via delle Messi e il resto della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Pertanto alla carenza di ragioni di priorit\u00e0 economica, si aggiungono l\u2019<strong>assenza di motivazioni della stessa utilit\u00e0 dell&#8217;opera<\/strong>, che trovano conferma nella vetust\u00e0 di tale previsione infrastrutturale. Infatti nel PRG, che data ormai di vent&#8217;anni, questa previsione era funzionale all&#8217;espansione residenziale del \u201cPEEP Bissuola nord e sud\u201d che la Giunta di allora promuoveva: circa 4.000 abitanti reali insediabili, pensata quando l&#8217;espansione urbana sembrava non trovasse limiti ma del tutto ingiustificata dalle dinamiche demografiche ed edilizie attuali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">E\u2019 noto a tutti infatti che c\u2019\u00e8 la regressione pi\u00f9 che decennale dei residenti e <strong>il mercato edilizio, anche a Mestre come altrove, \u00e8 paralizzato<\/strong> non solo dalla crisi finanziaria ma dallo stock abitativo invenduto abnorme, sia quello recente che quello pi\u00f9 datato che necessita di ristrutturazione; se poi si aggiungono le autorizzazioni edilizie rilasciate e non realizzate e le lottizzazioni approvate che stentano a trasformarsi in opere, si capisce che la citt\u00e0 rischia di espandersi in una ulteriore area e urbanizzare un territorio per una nuova parte di citt\u00e0 destinata a restare sulla carta.\u00a0Un nuovo pezzo di Mestre per chi? Non \u00e8 solo la priorit\u00e0 dell&#8217;opera a non reggere, ma nemmeno la sua utilit\u00e0 di rilievo pubblico.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Ma ci sono altri aspetti che meritano attenzione sul percorso di questo progetto.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Il primo \u00e8 rappresentato dall\u2019<strong>elettrodotto che attraversa da nord a sud detta area di espansione urbana<\/strong> e ne rende incompatibile con l&#8217;uso abitativo una parte considerevole; un vincolo ben noto da tempo agli Uffici comunali dell&#8217;Urbanistica\/Edilizia, anche per l&#8217;aspetto della rilevanza dei costi dell&#8217; intervento di spostamento\/interramento della linea elettrica da parte di TERNA.\u00a0Poich\u00e9 TERNA non si accolla questa spesa, derivata da decisione comunale, <strong>con la nuova strada si decide di risolvere l&#8217;impedimento degli elettrodotti spostando gli oneri dai costruttori e acquirenti ipotetici ai cittadini contribuenti<\/strong>; quindi per questi ultimi (noi tutti) una doppia beffa, oltre ai servizi che dovranno essere tagliati per sostenere le spese di realizzazione del nuovo asse stradale anche i costi di spostamento dell\u2019elettrodotto!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Una delle conseguenze a medio termine della realizzazione del nuovo tracciato stradale sar\u00e0 quella di mantenere viva la <strong>prospettiva di rendita dei terreni<\/strong> da parte chi li ha a suo tempo acquistati con aspettative di valorizzazione immobiliare: quindi una sponda benevola a sostegno di aspettative prettamente private.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Altra conseguenza dell&#8217;<strong>operazione urbanistico-edilizia<\/strong> connessa all\u2019incongruo asse stradale urbano sar\u00e0 una sequenza edilizia abominevole: \u00e8 prevista infatti l\u2019<strong>introduzione di tipologie abitative a torre di 30 piani<\/strong> non funzionale e di forte impatto con la frangia periferica adiacente (a proposito della necessit\u00e0 tanto declamata di riqualificazione di Mestre!).\u00a0Questa scelta \u00e8 pertanto la riprova di un modo di concepire la citt\u00e0 &#8211; che risale addirittura alla Giunte Laroni\/Bergamo (1985-1990) &#8211; in funzione degli spostamenti delle persone con l&#8217;automobile, dell&#8217;organizzazione urbana in funzione di quest&#8217;ultima, e la rinuncia a massimizzare le economie di scala del rilevante investimento comunale dedicato al tram, che transita altrove, rinunciando a perseguire scelte insediative funzionali all&#8217;economicit\u00e0 della gestione di tale investimento\/servizio pubblico.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Ci rammarica il fatto che queste considerazioni generali non siano state prese in considerazione nella Giunta decaduta, la quale non ha provveduto al doveroso aggiornamento conoscitivo di una citt\u00e0 che \u00e8 profondamente cambiata nelle dinamiche e nelle necessit\u00e0.\u00a0Infatti, e sempre in riferimento alla Vallenari bis, senza alcuna smentita o ripensamento successivo, l&#8217;ex Assessore Maggioni affermava: &#8220;E&#8217; un grande risultato di sostenibilit\u00e0 del trafficio urbano&#8221; (&#8220;Il Gazzettino&#8221; del 5-04-2014).\u00a0Per i firmatari di questo documento risulta del tutto improprio e mistificatorio l&#8217;uso del termine \u201csostenibilit\u00e0\u201d, sia in riferimento all&#8217;aspetto finanziario dell&#8217;opera (necessariamente da valutare a lungo termine e comprensivo di tutti i costi), sia relativamente all&#8217;aspetto ambientale.\u00a0Anche a riguardo della sostenibilit\u00e0 ambientale, infatti, \u00e8 stata totalmente elusa la problematica della valutazione di compatibilit\u00e0 del nuovo insediamento residenziale; il PRG si limita a richiamare l&#8217;utilit\u00e0 pubblica della nuova infrastruttura stradale, in funzione dell&#8217;espansione residenziale \u2026 che serve a chi?<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Permane ad oggi la mancanza della valutazione ambientale per un&#8217;espansione insediativa di tali dimensioni, che interessa una superficie di circa 40 ettari (un territorio pi\u00f9 esteso del parco della Bissuola); pur sapendo che dal 2006 \u00e8 obbligatoria la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per gli strumenti di pianificazione urbanistica.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">A tal proposito si segnala al Commissario, che dopo 8 anni dall&#8217;entrata in vigore, la procedura VAS resta ancora sostanzialmente inapplicata nel Comune di Venezia, forse anche per gli effetti della gestione della Regione Veneto, che ne ha limitato l&#8217;applicazione con provvedimenti legislativi annullati dalla Corte Costituzionale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Non si segnala questo problema solo per una questione formale, ma perch\u00e8 nella zona interessata dal progetto <strong>sono coinvolti valori di rilievo naturalistico e storico-culturale<\/strong>, che a spese del Comune (dei cittadini) andranno distrutti.\u00a0Con l&#8217;operazione infrastrutturale e urbanistica, in particolare nel settore sud del PEEP e della strada, infatti, sono coinvolte presenze di valore storico e archeologico oltre che ambiti di valore naturalistico, ormai prossimi alla scomparsa nel panorama del territorio comunale: da distruggere quindi non banali campi di granturco, ormai privi di biodiversit\u00e0, ma il paleoalveo del fiume Marzenego con zona umida funzionale ed essenziale, quale invaso naturale, in un ambito con note criticit\u00e0 idrauliche, oltre alla prateria dove ancora si trovano le orchidee (quante altre a Mestre?), una viabilit\u00e0 storica che molto probabilmente recava all\u2019antico porto fluviale di Cavergnago, bordata da fossi con intorno tracce del bosco planiziale, qui presente fino a circa 200 anni fa, oltre a resti di rilievo archeologico, come attestato dalla competente Soprintendenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Restano infine da ricordare le <strong>circostanze sconvenienti<\/strong> che un buon Amministratore non dovrebbe trascurare, riportate nelle notizie di stampa (\u201cIl Gazzettino\u201d e \u201cLa Nuova Venezia\u201d del 5 Aprile scorso- cfr allegati nXXX) sull&#8217;appalto Vallenari bis e sulla sua avvenuta assegnazione a Carron S.p.A. e COVECO coop S.p.A., sulla presenza di un ricorso avverso all&#8217;assegnazione presentato al Consiglio di Stato da una terza ditta, la SACAIM, e pure quanto altro riferito a tali tre ditte (su \u201cIl Corriere del Veneto\u201d dell&#8217;8 e del 5 Agosto scorsi, oltre che del 15 e 5 giugno scorsi) <strong>nel contesto della vicenda giudiziaria riguardante la realizzazione del progetto Mo.SE<\/strong>, in relazione al sistema deviato di gestione amministrativa della realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche nell&#8217;ambito regionale che viene descritto come corollario. Notizie che prospettano retroscena di irregolarit\u00e0 amministrative come prassi diffusamente praticata per l&#8217;assegnazione di appalti in modo precostituito, che dovrebbero richiamare l&#8217;opportunit\u00e0 della trasparenza estrema per il caso in questione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Nella medesima prospettiva di valutazione di opportunit\u00e0, si vuole richiamare l&#8217;attenzione sull&#8217;utile di tipo prettamente aziendale per la societ\u00e0 partecipata comunale AVM che deriver\u00e0 dalla realizzazione del progetto in parola (pari al 12 o 14 per cento sull&#8217;importo dei lavori). A quest&#8217;ultima \u00e8 stata rinviata la progettazione e gestione realizzativa della Vallenari bis dalla passata Giunta comunale.\u00a0L\u2019espediente di imputare i costi di realizzazione dell\u2019opera nei conti di bilancio di AVM, conseguir\u00e0 che per qualche anno non appariranno direttamente a carico del bilancio comunale e dei cittadini, ma questo non pu\u00f2 essere motivo per l&#8217;ulteriore e reale indebitamento comunale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Numerose pertanto le ragioni di rilievo pubblico che giustificano un\u2019attenta verifica della regolarit\u00e0 della procedura amministrativa che conduce alla realizzazione della nuova infrastruttura, oltre all&#8217;inesistenza di ragioni prioritarie, sempre di rilievo pubblico, che ne giustificano la realizzazione a breve termine.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Confidando di avere dato elementi di opportunit\u00e0 e di merito &#8211; per altro gi\u00e0 comunicati agli uffici preposti quando il progetto era in fase preliminare &#8211; si spera pertanto in un serio controllo sull\u2019iter dello stesso, adesso che un soggetto esterno ha avviato una attenta verifica dei criteri e delle modalit\u00e0 di destinazione delle spese di bilancio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Si rimane disponibili per un confronto proficuo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Distinti saluti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em><strong>Franca Spolaor<\/strong> &#8211; Associazione culturale Terra Antica Favaro Veneto<\/em><br \/>\n<em><strong> Claudio Piovesan<\/strong> &#8211; Gruppo per la salvaguardia dell\u2019ambiente \u201cLa Salsola\u201d Campalto<\/em><br \/>\n<em><strong> Mara Concetta Franco<\/strong> &#8211; Comitato Borgata Porto di Cavergnago<\/em><br \/>\n<em><strong> Fabrizio Zabeo<\/strong> &#8211; Comitato allagati Favaro Veneto<\/em><br \/>\n<em><strong> Stefano Zabeo<\/strong> &#8211; Gruppo di ricerca storica Valdemare<\/em><br \/>\n<em><strong> Giampaolo Pamio<\/strong> &#8211; LIPU Venezia<\/em><br \/>\n<em><strong> Giorgio Sarto<\/strong> \u2013 Associazione StoriAmestre<\/em><br \/>\n<em><strong> Stefano Borella<\/strong> \u2013 WWF Venezia miranese<\/em><br \/>\n<em><strong> Centro Studi Storici Mest<\/strong>re<\/em><br \/>\n<strong><em> Legambiente Venezia<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> Associazione Naturalistica Sandonatese<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vallenari \u00a0bis: un taglio della spesa utile al cittadino e all\u2019ambiente e un contributo alla trasparenza per evitare un appalto inutile e il malaffare in [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":10157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[36,24],"tags":[124,130],"class_list":["post-10156","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-strade-e-ferrovie","category-veneto","tag-consumo-di-suolo","tag-strade"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10156\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}