{"id":10216,"date":"2014-10-03T00:18:56","date_gmt":"2014-10-02T22:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10216"},"modified":"2014-10-03T00:18:56","modified_gmt":"2014-10-02T22:18:56","slug":"la-monocoltura-del-prosecco-fra-dissesti-e-disastri-alla-ricerca-della-biodiversita-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/10\/la-monocoltura-del-prosecco-fra-dissesti-e-disastri-alla-ricerca-della-biodiversita-perduta\/","title":{"rendered":"La monocoltura del Prosecco fra dissesti e disastri, alla ricerca della biodiversit\u00e0 perduta"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10219\" alt=\"SBANCAMENTI COLLINARI\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/SBANCAMENTI-COLLINARI1.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/SBANCAMENTI-COLLINARI1.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/SBANCAMENTI-COLLINARI1-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Estate 2014. Il territorio del prosecco docg \u00e8 salito alla ribalta della cronaca nazionale attraverso la triste vicenda di Refrontolo nella quale hanno perso la vita quattro uomini. I giornali hanno riportato per un paio di settimane titoli che includevano i termini tragedia, bomba d\u2019acqua, disastro, alluvione ed eccezion fatta per \u201cbomba d\u2019acqua\u201d che ha un carattere marcatamente sensazionalistico, i titoli colgono i fatti avvenuti. Un dramma nel cuore di un estate segnata dalle precipitazioni che in lungo e in largo hanno attentato territori, economie e umori.<\/strong><\/p>\n<p>Le riflessioni sui fatti accaduti non sono mancate (si legga il post dedicato su <a href=\"http:\/\/www.geograficamente.wordpress.com\/\">www.geograficamente.wordpress.com<\/a> che raccoglie \u00a0gli articoli pi\u00f9 significativi) per\u00f2 spesso, come da tradizione nostrana, lasciano il tempo che trovano.<\/p>\n<p>Diciamo con Daniele Ferrazza (articolo apparso sulla<i> Tribuna<\/i> di Treviso) che la discussione si \u00e8 aperta coinvolgendo il prosecco perch\u00e9 \u201cla pressione covava da sotto il tappo da molto tempo\u201d. Le polemiche sono ormai di vecchia data, solo che in una dimensione prettamente locale nella quale <strong>domande sugli effetti della monocoltura del prosecco sul fragile territorio collinare se non sulla bocca di tutti, sono nella testa di molti.<\/strong> Sin dalle prime ore della notizia l\u2019opinione era divisa, da un lato chi vede nell\u2019agricoltura meccanizzata e negli sbancamenti collinari i principali colpevoli e dall\u2019altro chi accusa la diffusione dei boschi incontrollata e lasciata all\u2019incuria.<\/p>\n<p><strong>Ogni disastro che si rispetti, utilizzando il gergo delle scienze sociali, incorre in un processo di \u00a0<i>blaming<\/i>\u00a0perch\u00e9 dare un significato agli eventi \u00e8 il primo passo per metabolizzarli; passata la tempesta e verificate le prime ipotesi il verdetto \u00e8 stato &#8220;equo&#8221;: una concatenazione di fattori che abbracciano l\u2019eccezionalit\u00e0 degli eventi climatici quanto l\u2019inadeguata cura del territorio.<\/strong><\/p>\n<p>Le testate hanno riportato un <i>ping pong<\/i> tra voci autorevoli, ora di accusa alla monocoltura del prosecco, ora in difesa dell\u2019attivit\u00e0 agricola \u00a0ed \u00e8 innegabile che nelle colline docg ci sia una forte tensione legata ad una gestione territoriale non condivisa da tutta la comunit\u00e0. In un contesto del genere, i viticoltori come categoria sotto accusa, singoli o chi per loro, si sono dichiarati subito \u201ccustodi del territorio\u201d, consapevoli rappresentanti del ruolo multifunzionale prefigurato nelle politiche agricole europee.<\/p>\n<p><strong>Ci sono per\u00f2 agricoltori e agricoltori; ovvero ci sono contadini e imprenditori agricoli e nel mezzo un ampia sfumatura che ha come comune denominatore la viticoltura, ma l\u2019auto-proclamazione a \u201ccustodi del territorio\u201d rischia di confondere intenzioni e fatti, in una terra dove l\u2019unica certezza \u00e8 la crescita esponenziale della superficie vitata a prosecco<\/strong> (deducibile anche nei <i>report<\/i> pubblicati annualmente dal consorzio Conegliano \u2013 Valdobbiadene). I custodi del territorio ci sono sia tra gli agricoltori che nel resto della comunit\u00e0: nelle colline docg e nell\u2019area prealpina sovrastante numerose associazioni e gruppi cittadini si prodigano a mantenere sentieri e strade sgombri da frane ed esuberi di natura, ma nella pagine stampate trovano poco spazio.<\/p>\n<p>\u201cCustodi del territorio\u201d sembra un\u2019assunzione d\u2019identit\u00e0 che odora di riscatto: la protezione, regolazione, conoscenza della natura e del valore ambientale, scongiurano i ricordi tristi della povert\u00e0 dei campi e dalla fatica contadina che caratterizzavano quest&#8217;area prima del boom economico dei &#8217;60. <strong>Non \u00e8 quello del prosecco l\u2019unico contesto dove i rappresentanti dei viticoltori evocano il loro ruolo strategico; sempre in periodo estivo e sempre sulla stampa ha avuto corso la polemica toscana riguardante l\u2019adozione dell&#8217;integrazione del PIT (piano indirizzo territoriale) con valenza di piano paesaggistico che tra gli indirizzi prevede un limite agli impianti non tradizionali a favore di pascoli e altre colture<\/strong> (si veda l\u2019interessante articolo di Claudio Greppi su <i>Eddyburg<\/i>).<\/p>\n<p>In Toscana alle accuse per il presunto mancato riconoscimento del ruolo di \u201ccustodi del territorio\u201d nel piano paesaggistico fa contorno l\u2019evocazione del volano economico rappresentato dall\u2019industria vitivinicola ed i limiti ad un espansione territoriale sono percepiti come limiti allo sviluppo del mercato. Il marasma che mescola imprenditoria e cura del territorio rischia anche qui di favorire alcuni a scapito di altri; chi ne ha fatto uno slogan in stile <i>green washing <\/i>a chi effettivamente lavora in un\u2019ottica sostenibile.<\/p>\n<p>Tornando alle colline docg, prima dei fatti di Refrontolo nel comune di Miane si \u00e8 costituito un nuovo comitato dal nome \u201cBasta Vigneti!\u201d: la raccolta firme avviata per stoppare nuovi impianti ha ricevuto in una sola settimana 665 adesioni. Il comitato invita l\u2019amministrazione locale a porre un freno all\u2019espansione monoculturale e ad accelerare l\u2019applicazione del documento di polizia rurale volto a regolamentare l\u2019utilizzo dei pesticidi (che definisce le distanze); \u00a0interessante notare che le rivendicazioni cittadine non hanno a che fare solamente con l\u2019utilizzo dei pesticidi e la protezione di ambiente e salute. Riportiamo le parole di Luciano De Biasi per il comitato \u201cBasta Vigneti!\u201d:<\/p>\n<p><strong><i>I danni provocati da questa speculazione effimera si riverseranno pesantemente sempre pi\u00f9 su ciascuno di noi in termini di danni alla salute, saccheggio dei terreni fertili, distruzione di biodiversit\u00e0, rovine del paesaggio, perdita del patrimonio culturale, della identit\u00e0 e della memoria storica. Siamo passati dai vigneti \u201ceroici\u201d dove era fondamentale l\u2019opera dell\u2019uomo, fatta di fatica e di antichi saperi, ai vigneti \u201cscempi\u201d costruiti dagli escavatori di ogni dimensione e tipo, con viti omologate allineate con il laser. Da una grande eredit\u00e0 pluricentenaria che ci ha lasciato in eredit\u00e0 un patrimonio da valorizzare stiamo riuscendo nell\u2019opera insulsa della sua distruzione completa\u00a0 (\u2026)<\/i><\/strong><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i>Le comunit\u00e0 locali riconoscono il valore della cura del territorio, di un patrimonio culturale da difendere e sanno distinguere tra gli effetti di diversi tipi di agricoltura. Continuiamo riportando dalla petizione del comitato:<\/p>\n<p><i>&#8230; Contro l\u2019invasione di \u201cimprenditori\u201d che, provenienti da fuori Comune, non rispettano il territorio e cambiano l\u2019 identit\u00e0 del nostro paesaggio sull\u2019altare della nuova speculazione basata unicamente sul momentaneo successo commerciale del vino \u201cprosecco\u201d. Il nostro Comune ha per simbolo una montagna, una mucca ed un castagno. Non c\u2019\u00e8 la vite che rappresentava una coltivazione marginale con lo scopo principale di produrre il vino per l\u2019autoconsumo familiare. La mono-c<b><span style=\"text-decoration: underline;\">o<\/span><\/b>ltura industriale della vite non ci appartiene n\u00e9 vogliamo appiattirci alla mono-c<b><span style=\"text-decoration: underline;\">u<\/span><\/b>ltura speculativa dove il solo valore che muove ogni cosa \u00e8 il \u201cdio denaro\u201d. Ci teniamo alla nostra identit\u00e0 sociale e culturale e vorremmo mantenere integro il nostro paesaggio che rappresenta un patrimonio storico e culturale da valorizzare. Desideriamo anche salvaguardare la nostra salute e la ricchezza di una biodiversit\u00e0 che non vogliamo compromettere ma tramandare integra alle generazioni future.<\/i><\/p>\n<p><strong>La raccolta firme volta a proteggere il territorio di Miane \u00e8 rappresentativa del coinvolgimento cittadino anche nella questione paesaggistica e culturale; non si teme solamente per la propria salute, ma anche per la perdita di un identit\u00e0 condivisa riflessa nel paesaggio come racconto <i>in itere<\/i> della storia di chi vi abita. Biodiversit\u00e0 e patrimonio culturale sono un bene da difendere.<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso specifico del comitato \u201cBasta Vigneti!\u201d si \u00e8 voluto impedire un nuovo impianto in una localit\u00e0 denominata \u201cFontanazze\u201d, qui le parole ancora una volta di De Biasi<i>: <\/i><\/p>\n<p>Il<i> nuovo vigneto verrebbe piantato in una localit\u00e0 chiamata &#8220;Fontanazze&#8221;, toponimo che parla da s\u00e9. Ovvero un terreno in cui sgorgano fontanazzi che ad ogni precipitazione abbondante fanno fuoriuscire veri e propri torrenti d&#8217;acqua. Non solo in questa localit\u00e0 si trova anche un pozzo di acqua potabile.<\/i><\/p>\n<p>Il comitato prosegue citando il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 \u201cnorme in materia ambientale\u201d che all\u2019articolo 94 disciplina le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano e definisce zona di tutela assoluta le aree immediatamente circostanzi aree di captazione o derivazione da difendere anche dall\u2019accumulo di concimi chimici, fertilizzanti e pesticidi.<\/p>\n<p>Risale al 2002 il lavoro di ricerca etnografico di Maria Sanson \u201cLa vite in collina. Valdobbiadene fra tradizione e innovazione\u201d volto a documentare sapere e tecniche tradizionali in diluzione all\u2019interno della viticoltura industriale. L\u2019introduzione del libro esplicita l\u2019intenzione di descrivere la scomparsa della coltura promiscua a favore delle cantine di moderna concezione e attraverso le parole degli intervistati viene descritto lo scenario collinare: la diffusione delle coltivazioni in pianura e la loro meccanizzazione, attentano il lavoro tradizionale in collina che ha costi maggiori. A distanza di dieci anni abbiamo assistito alla scomparsa dell\u2019agricoltura promiscua, ma non all\u2019abbandono delle colline nelle quali per\u00f2 alla fatica del lavoro manuale si \u00e8 ovviato con nuove tecniche di meccanizzazione ed elicotteri fumiganti.<\/p>\n<p><strong>Le comunit\u00e0 che rivendicano biodiversit\u00e0, paesaggi, patrimoni culturali non lo fanno solo per migliorare la qualit\u00e0 della propria vita; la cura del territorio \u00e8 anche gestione consapevole delle risorse dalle quali dipendiamo ed \u00e8 un processo al quale tutti dovrebbero poter prender parte. Cura del territorio significa anche ri-conoscere i toponimi che raccontano il carattere dei luoghi. Temere una monocoltura che sottende monocultura \u00e8 temere la scomparsa della diversit\u00e0 culturale, un progetto in divenire che accoglie le novit\u00e0 ma ha salde le radici.<\/strong><\/p>\n<p>Per informazioni sulla petizione del comitato \u201cBasta Vigneti!\u201d contattare: <strong><a href=\"mailto:andavatorind@gmail.com\" target=\"_blank\">andavatorind@gmail.com<\/a><\/strong><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><em><strong>Sol Carolina Buffoni<\/strong><\/em><\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<p><b>RIFERIMENTI<\/b><\/p>\n<p>17 luglio 2014, \u201cBasta Vigneti: 665 firme contro il nuovo impianto a Fontanazze\u201d, Luciano De Biasi per il comitato \u201cBasta Vigneti!\u201d, www.qdpnews.it<\/p>\n<p>5 agosto 2014, \u201cLa strada per salvare le colline\u201d di Daniele Ferrazza, Tribuna di Treviso, <a href=\"http:\/\/www.tribunatreviso.geolocal.it\/\">www.tribunatreviso.geolocal.it<\/a><\/p>\n<p>9 agosto 2014, \u201cIl nubifragio di Refrontolo e le concause della tragedia\u201ddi Sebastiano Malamocco, <a href=\"http:\/\/www.geograficamente.wordpress.com\/\">www.geograficamente.wordpress.com<\/a><\/p>\n<p>6 settembre 2014, \u201cVigneti e piano paesaggistico. Cronaca di una cronaca\u201d di Claudio Greppi, <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/\">www.eddyburg.it<\/a><\/p>\n<p>19 settembre 2014, \u201cIl paesaggio \u00e8 la risorsa delle risorse\u201d di Giuseppe Pandolfi e Rossano Pazzagli (Societ\u00e0 dei Territorialisti), <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/\">www.eddyburg.it<\/a><\/p>\n<p>Sol Carolina Buffoni, \u201cVino e Paesaggio. La Valsana ai tempi della glera\u201d, Universit\u00e0 C\u00e0 Foscari, tesi di laurea in antropologia culturale, 2011-2012<\/p>\n<p>Laura Sanson, \u201cLa vite in collina. Valdobbiadene fra tradizione e innovazione\u201d, Sommacampagna (VR), Cierre, 2002<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estate 2014. Il territorio del prosecco docg \u00e8 salito alla ribalta della cronaca nazionale attraverso la triste vicenda di Refrontolo nella quale hanno perso la [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":212,"featured_media":10219,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103,106,260,24],"tags":[228,1733,587,1337,92,1647],"class_list":["post-10216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-dissesto-idrogeologico","category-inquinamento","category-veneto","tag-colline","tag-disastro","tag-dissesto","tag-docg","tag-paesaggio","tag-prosecco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/212"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}