{"id":10261,"date":"2014-10-21T00:26:00","date_gmt":"2014-10-20T22:26:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10261"},"modified":"2014-11-04T22:56:28","modified_gmt":"2014-11-04T21:56:28","slug":"genova-non-chiamatela-bomba-dacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/10\/genova-non-chiamatela-bomba-dacqua\/","title":{"rendered":"Genova, non chiamatela bomba d\u2019acqua"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10283 alignnone\" alt=\"alluvione-genova-amatoriali-1-640x290\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/alluvione-genova-amatoriali-1-640x290.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/alluvione-genova-amatoriali-1-640x290.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/alluvione-genova-amatoriali-1-640x290-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Vorrei chiedere ai colleghi che conducono i telegiornali: non usate pi\u00f9 l\u2019espressione \u201cbomba d\u2019acqua\u201d al posto di nubifragio, fortunale, forte temporale, ecc.<\/strong><\/h3>\n<p>A parte che tecnicamente la \u201cbomba d\u2019acqua\u201d \u00e8 un\u2019altra cosa, ma, evocandola, sembra che assolviate chi ha assistito, come a Genova, inerte ad una nuova tragica alluvione. La terza disastrosa che colpisce e sconvolge il capoluogo ligure in cinque anni.<\/p>\n<h3><strong>Non siamo di fronte ad eventi eccezionali, n\u00e9, tantomeno, a \u201ccalamit\u00e0 naturali\u201d. Siamo di fronte ad un caso \u201cdi scuola\u201d della distruzione di un sistema idrogeologico naturale manomesso e devastato dall\u2019uomo nei decenni.<\/strong><\/h3>\n<p>Le polemiche pi\u00f9 immediate riguardano soprattutto il mancato preallarme della Protezione Civile e del Comune, ma c\u2019\u00e8 ben altro a monte di quel pur deplorevole ritardo. <strong>Perch\u00e9 Genova? Ma potremmo dire perch\u00e9 il Gargano, Olbia, la foce del Tevere, la collina trevigiana o Messina?<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 la nostra bella Italia \u00e8 sempre pi\u00f9 sfigurata dal cemento+asfalto e quindi resa in tal modo fragilissima. Genova poi \u00e8 un caso da manuale dell\u2019imprevidenza di massa, anche della stupidit\u00e0 e del menefreghismo. <\/strong><\/h3>\n<p>Come si pu\u00f2 assistere ai grovigli del Tar (la cui istituzione \u00e8 fra le principali cause di rallentamento dei lavori indispensabili) senza muovere un dito, vedendo che i fondi stanziati nel 2010 non producono una sola opera di imbrigliamento, di difesa, neppure la demolizione di una tombatura di torrente, o di uno degli edifici-killer?<\/p>\n<p><strong>Sono passati ben 44 anni dalla tragica alluvione del dicembre 1970<\/strong>, che semin\u00f2 lutti in pi\u00f9 di quaranta famiglie e devastazioni in mezza Genova. Mi ci trovai in mezzo per caso, inviato da Milano ad un convegno marittimo alla Fiera del Mare dove rischiammo di rimanere intrappolati dalla piena di Bisagno e Polcevera. Rimasti al buio, riuscimmo a scappare, a piedi, avendo per guida il console della Compagnia portuale, Agosti, verso il centro di piazza De Ferrari. Da l\u00ec vedemmo che la citt\u00e0 a monte era illuminata e pressoch\u00e9 normale, mentre verso Brignole tutto era buio e sommerso. Tragicamente buio e sommerso, con 44 morti.<\/p>\n<p><strong>Il giorno dopo scoprimmo che i letti di fiumi e torrenti su in alto non erano stati ripuliti da quando gli ultimi contadini se n\u2019erano andati<\/strong> e che in basso gli stessi erano stati improvvidamente occupati, rialzati e ristretti da orti, campi da calcio e da tennis in serie, circoli sportivi e ricreativi, creando cos\u00ec le condizioni ottimali perch\u00e9 straripassero.<\/p>\n<h3><strong>Negli anni successivi si \u00e8 continuato a cementificare le alture genovesi, quasi a strapiombo sulla citt\u00e0, coi Forti antichi che sorgono fra 400 e 800 metri di altitudine, a sradicare bosco e sottobosco, a desertificare campi e pascoli. Col risultato di far precipitare le acque piovane a valle, sulla citt\u00e0, ad una velocit\u00e0 un tempo rallentata da boschi, coltivi, terrazzamenti, ecc. ed ora divenuta pazzesca grazie all\u2019asfaltatura ossessiva di ogni viottolo. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>In basso poi si sono lasciati costruire edifici, anche di notevole cubatura, a filo delle sponde, o sul percorso dei corsi d\u2019acqua costretti fra argini di cemento, e magari \u201ctombati\u201d in citt\u00e0, i quali, in regime di piena, \u201cesplodono\u201d letteralmente invadendo case e strade divenute a loro volta vorticosi corsi d\u2019acqua<\/strong>. Nel Sud tutto \u00e8 aggravato da un disperante abusivismo edilizio che ha costipato colline, pianure, ripe di fiumi, alvei di torrenti e di fiumare, pareti, colate di fango.<\/p>\n<p><strong>Ma anche a Genova non si \u00e8 scherzato quanto a stravolgimento del tessuto urbano con le lottizzazioni, ben nel cuore del centro storico, di Madre di Dio e di Piccapietra, e con grandi quartieri in montagna, di fatto.\u00a0<\/strong>Per una citt\u00e0 la cui popolazione peraltro \u00e8 drasticamente calata: dalla punta di 816 mila residenti del 1981 ai 586mila del 2010, con una diminuzione del 28,2 per cento. E magari si vuole \u201crilanciare l\u2019edilizia\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Ci si pu\u00f2 rassegnare a tanto disastro? Assolutamente no. Che si pu\u00f2 fare? Molto, se si concentrano subito fondi e investimenti sulla difesa e la ricostruzione idrogeologica dell\u2019Italia, sulla messa in sicurezza ambientale, anche anti-sismica (dove ci sono pi\u00f9 frane, i terremoti risultano devastanti). <\/strong><\/h3>\n<p>E\u2019 il pi\u00f9 vero, urgente, incombente dramma nazionale, da affrontare con un non meno urgente e adeguato piano anch\u2019esso nazionale, articolato per regioni, per bacini idrografici. Il suo costo \u00e8 stato calcolato in 40 miliardi scalati in pi\u00f9 anni, ovviamente. Tanti. Per\u00f2 se non si comincia mai, lo sfacelo aumenta e con esso i danni, i morti, gli sfollati, i senza lavoro. E novembre deve ancora arrivare.<\/p>\n<p><strong>Nel 1989 la tanto deprecata Prima Repubblica si era data un\u2019ottima legge, la n. 183, che istituiva Autorit\u00e0 di Bacino<\/strong>, da quelle nazionali (sette, dal Po al Volturno) alle locali, sul modello dell\u2019Authority del Tamigi che aveva risanato il grande fiume, la rete idrica e protetto l\u2019ambiente fluviale della \u201cgreat London\u201d. L\u00e0 l\u2019Autorit\u00e0 funziona avendo riunito in s\u00e9 i poteri di ben 11mila enti. Qui Comuni e Regioni insofferenti di una Autorit\u00e0 superiore si sono applicati con puntiglio a smontare e a svuotare quella buona legge. Un suicidio di massa che tv e giornali dovrebbero raccontare. Altro che prendersela ogni momento con la Prima Repubblica!<strong>\u00a0Bisogna ridare poteri alle Autorit\u00e0 di ogni livello, stroncare l\u2019abusivismo con pene esemplari<\/strong> (il 90 % delle costruzioni a Olbia o nel Gargano sono abusive, anche in pieno Parco Nazionale!), <strong>demolire subito tutto ci\u00f2 che ostruisce alvei e aree di golena<\/strong>, ovunque, nel Po come nell\u2019Arno e nel Tevere,<strong> creare cooperative giovanili che sistematicamente ripuliscano a monte i letti di fiumi e torrenti, canali e canalette di adduzione<\/strong>, concentrare su questo quadrante gran parte dei fondi pubblici. O vogliamo spendere molto di pi\u00f9 per rattoppare, ricucire qua e l\u00e0 (come abbiamo fatto sin qui) e assistere a sempre nuovi lutti e rovine?<\/p>\n<h3>Un Salva-Italia strategico, pianificato insomma: altro che questo Sblocca Italia del governo Renzi teso ad eludere vincoli e piani, a cancellare i controlli delle Soprintendenze (magari esse stesse) e di altre Autorit\u00e0 territoriali rendendo i costruttori, figurarsi, i responsabili di se medesimi.<\/h3>\n<p><strong>La semplificazione burocratica pu\u00f2 avvenire soltanto riunendo i molti passaggi cartacei in alcuni passaggi strategici per\u00f2 efficaci, non eliminando i controlli<\/strong>. E\u2019 il momento di riportare in onore \u2013 per un nuovo New Deal italiano del territorio e del paesaggio \u2013 la pianificazione. Altrimenti, come profetizzava Antonio Cederna, ci resteranno davvero \u201cbrandelli d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>12 ottobre 2014<\/p>\n<p><em><strong>Vittorio Emiliani<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei chiedere ai colleghi che conducono i telegiornali: non usate pi\u00f9 l\u2019espressione \u201cbomba d\u2019acqua\u201d al posto di nubifragio, fortunale, forte temporale, ecc. 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