{"id":10360,"date":"2014-11-14T00:39:59","date_gmt":"2014-11-13T23:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10360"},"modified":"2014-11-14T00:39:59","modified_gmt":"2014-11-13T23:39:59","slug":"land-grabbing-e-distruzione-del-territorio-collinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/11\/land-grabbing-e-distruzione-del-territorio-collinare\/","title":{"rendered":"Land grabbing e distruzione del territorio collinare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-10373\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"landgrabbing\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/landgrabbing.jpg\" width=\"290\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/landgrabbing.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/landgrabbing-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Riportiamo un articolo di Mario Spezia che parla della diffusione del land grabbing attraverso l&#8217;esempio delle colline veronesi, martoriate come le sorelle trevigiane dall&#8217;industria vitivinicola, dalla perdita di saperi locali, \u00a0terreno fertile per speculazioni finanziarie. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Vi invitiamo a consultare i collegamenti web al testo che contengono molte informazioni sul land grabbing nostrano, ad esempio l&#8217;occupazione in Sardegna di terre fertili per l&#8217;industria fotovoltaica.<\/strong><\/p>\n<p>_____________________<\/p>\n<h3>A proposito di corsa alla terra, fa poca differenza che si pianti jatropha in Senegal o vigneti in Valpolicella: si tratta comunque di accaparramenti a scopo di lucro che tolgono alle popolazioni il controllo delle loro terre, la sovranit\u00e0 alimentare ed il diritto alla mobilit\u00e0 sui territori.<\/h3>\n<p>L\u2019accaparramento delle terre (land grabbing) \u00e8 un fenomeno vecchio, si pensi alle \u201cconquiste\u201d europee e alle colonie, ma negli ultimi decenni ha assunto una connotazione nuova, molto aggressiva e preoccupante come descritto nell&#8217;articolo apparso sul Fatto Quotidiano a settembre sulla truffaldina corsa italiana alle terre in Senegal (<strong><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/09\/06\/land-grabbing-la-corsa-alla-terra-italiana-in-senegal-tra-truffe-e-fallimenti\/1103111\/\">consultabile qui<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p>Su www.croceviaterra.it, Chiara Pierfederici e Antonio Onorati hanno pubblicato su \u00a0dati dettagliati del fenomeno land grabbing in Italia, con una analisi approfondita del fenomeno in Sardegna (<strong><a href=\"http:\/\/www.croceviaterra.it\/attachments\/article\/134\/NARBL%20%20definitivo%2031.05.2013.pdf\">scaricabarile qui<\/a><\/strong>).\u00a0Anche Verona e provincia conoscono bene da decenni il fenomeno dell\u2019accaparramento dei terreni, molto evidente soprattutto nella zona collinare.<\/p>\n<p><strong>Durante la prima met\u00e0 del secolo scorso il territorio collinare era coltivato in maniera intensiva.<\/strong> Le foto del grande geografo veronese Eugenio Turri descrivono in maniere chiara la situazione. <strong>A volte si trattava di piccoli appezzamenti, pi\u00f9 spesso di grandi propriet\u00e0 fondiarie coltivate in regime di mezzadria.<\/strong> Le strade selciate, le capezzagne, i sentieri avevano una funzione vitale in questo sistema di coltivazione: permettevano a tutti di raggiungere le varie propriet\u00e0 e di trasportarvi beni e strumenti. Ogni tratto di quella mappa non scritta aveva un nome, una storia, dei segni di riconoscimento, dei \u201cdiritti\u201d noti a tutti e da tutti rispettati.<\/p>\n<p><strong>Con il dopoguerra il fenomeno dello spopolamento delle colline, gi\u00e0 iniziato negli anni \u201820 e \u201930, subisce un forte incremento<\/strong>, sia per lo spostamento di molti veronesi nei quartieri periferici della citt\u00e0 (dove avevano trovato un lavoro pi\u00f9 comodo e remunerativo), sia per il forte sviluppo dell\u2019agricoltura intensiva, con l\u2019impiego di mezzi meccanici e di concimi chimici. Negli anni \u201860 e \u201870 le colline vengono abbandonate, le case, prive di manutenzione subiscono un pesante degrado e i campi vengono invasi dai rovi e dagli arbusti.<\/p>\n<p>In questi decenni iniziano anche a costituirsi nuove ricchezze, che guardano con interesse alla zona collinare, per la sua appetibilit\u00e0 paesaggistica e per i prezzi stracciati dei terreni abbandonati. <strong>E\u2019<\/strong> <strong>la stagione delle villette in collina, che in pochi anni va a modificare in maniera irreversibile il paesaggio delle Torricelle e della Valpolicella<\/strong>, suscitando la reazione sdegnosa di Turri, di Gazzola e di pochi altri studiosi e giornalisti. Naturalmente l\u2019accaparramento dei terreni comport\u00f2, oltre alla costruzione della villa, la recinzione delle propriet\u00e0 con relativa chiusura dei sentieri e delle strade sterrate o selciate che li attraversavano. Ancora nel primo decennio del 2000 era fiorente l\u2019industria dell\u2019annesso rustico, primo passo verso la definitiva villetta. Le modalit\u00e0 di recinzione del fondo naturalmente rimanevano identiche.<\/p>\n<p><strong>Con gli anni \u201990 prende piede nella nostra provincia l\u2019industria del vino<\/strong>, inteso non pi\u00f9 come prodotto artigianale frutto della cura nel campo e della perizia in cantina, ma come merce da piazzare sul mercato globale secondo le note leggi del marketing &amp; management. I prezzi dei terreni sono ancora molto interessanti, molte famiglie di ex coltivatori si sono disintegrate: hanno perso qualsiasi tipo di interesse per i terreni agricoli o preferiscono vendere piuttosto di affrontare le divisioni ereditarie.<\/p>\n<p>E<strong>ntrano in campo gruppi industriali veri e propri, gruppi finanziari, speculatori vari (da soli o in societ\u00e0), societ\u00e0 occulte, ditte coperte da prestanome ed ogni altra specie di impresa. Si acquistano tante piccole propriet\u00e0 oppure grossi lotti e si interviene con ruspe e frese modificando in maniera pesante la conformazione dei terreni e delle colline, distruggendo passaggi, strade, sentieri, sorgenti, prati aridi, marogne, muretti a secco, capitelli, alberi monumentali, siti monumentali censiti dai Beni Ambientali, trasformando alla fine territori ricchi di biodiversit\u00e0 e di iconemi in insulse spianate piantate a vigneto secondo la moda californiana<\/strong>. Il Maso di Montecchio oppure la zona compresa tra San Giorgio e Mazzurega resteranno ad imperitura memoria del disastro compiuto sulle nostre colline nei primi anni 2000.<br \/>\nAttualmente, visto l\u2019alto prezzo raggiunto dai terreni piantati a vigneto, vengono acquistati terreni prativi o boscati, che poi vengono facilmente trasformati in vigneti con le consuete modalit\u00e0, acquisendo i \u201cdiritti di impianto\u201d sul mercato nazionale.<\/p>\n<p>Sulle colline moreniche del basso lago, dopo aver edificato praticamente tutto il perimetro del lago in prima fascia, seconda fascia, terza fascia, con lottizzazioni regolari, irregolari, abusive, anche condannate ma mai demolite, ora \u00e8 in atto un fenomeno nuovo di accaparramento delle propriet\u00e0 nella zona collinare interna. Come al solito si procede sistematicamente alla distruzione delle zone umide, alla recinzione delle propriet\u00e0, alla chiusura delle strade e dei sentieri. In questo caso gli obbiettivi sono due: <strong><a href=\"http:\/\/www.veramente.org\/wp\/?p=8805\">grandi lottizzazioni da far decollare in sintonia con la politica locale <\/a><\/strong>oppure impianto di vigneti intensivi.<\/p>\n<p><strong>Le diverse modalit\u00e0 del fenomeno land grabbing portano sempre le stesse conseguenze:<\/strong><\/p>\n<p>\u2013 il territorio viene massacrato da interventi agrari che <strong>modificano in maniera pesante sia il paesaggio<\/strong> che la conformazione dei terreni;<\/p>\n<p>\u2013 le diverse monoculture (in Veneto il vigneto) comportano quasi sempre un<strong> pesante utilizzo di pesticidi, con conseguente avvelenamento dei terreni,<\/strong> delle falde e dei prodotti agricoli;<\/p>\n<p>\u2013<strong><a href=\"http:\/\/www.veramente.org\/wp\/?p=11101\"> spariscono i sentieri<\/a><\/strong>, le capezzagne e gli sterrati che attraversano le propriet\u00e0. Questo comporta la <strong>perdita dell\u2019utilizzo collettivo del territorio<\/strong>.<\/p>\n<p>Una promozione oculata della nostra offerta turistica e dei nostri prodotti enogastronomici, tanto pi\u00f9 in questo difficile periodo di congiuntura economica, avrebbe bisogno di un contesto territoriale ricco di sentieri, piste ciclabili, laghetti, zone umide, prati aridi, muretti a secco, uccelli, lupi, orsi, farfalle, fiori. Avrebbe bisogno di tutta la gamma di biodiversit\u00e0 di cui \u00e8, nonostante tutto, ancora ricco il nostro territorio. Avrebbe bisogno di prodotti sani, di grande qualit\u00e0, in grado di competere con quelli di qualsiasi altra nazione al mondo.<\/p>\n<p><strong>Un turismo concepito in maniera intelligente in un territorio cos\u00ec ricco di storia millenaria e di differenti paesaggi potrebbe dare profitto e lavoro ad un grande numero di persone, ma richiederebbe un cambio di mentalit\u00e0 impensabile per l\u2019ambiente economico-agricolo-imprenditoriale veronese. E\u2019 molto probabile anzi che dovremo assistere ad un rincrudimento del processo di distruzione.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Articolo di Mario Spezia<\/strong><br \/>\n(da www.veramente.org, 20 settembre 2014)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo un articolo di Mario Spezia che parla della diffusione del land grabbing attraverso l&#8217;esempio delle colline veronesi, martoriate come le sorelle trevigiane dall&#8217;industria vitivinicola, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":212,"featured_media":10361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[103,126,106,24],"tags":[228,938,1685,146,1748,1749],"class_list":["post-10360","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-dissesto-idrogeologico","category-veneto","tag-colline","tag-land-grabbing","tag-monocoltura","tag-veneto-2","tag-verona","tag-vigneti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10360","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/212"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10360"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10360\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}