{"id":10544,"date":"2015-02-09T00:22:09","date_gmt":"2015-02-08T23:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10544"},"modified":"2015-03-28T18:36:54","modified_gmt":"2015-03-28T17:36:54","slug":"le-illusioni-del-progresso-e-delleconomia-nascondono-la-fragilita-del-suolo-nostra-unica-fonte-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/02\/le-illusioni-del-progresso-e-delleconomia-nascondono-la-fragilita-del-suolo-nostra-unica-fonte-di-vita\/","title":{"rendered":"Le illusioni del progresso e dell&#8217;economia nascondono la fragilit\u00e0 del suolo, nostra unica fonte di vita"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10557\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/SIP_landgrabbing1.jpg\" alt=\"SIP_landgrabbing\" width=\"638\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/SIP_landgrabbing1.jpg 638w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/SIP_landgrabbing1-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/p>\n<p><strong>Fino ad oggi l&#8217;Expo di Milano, che aprir\u00e0 i battenti nella prossima primavera, ha attirato l&#8217;attenzione del pubblico italiano e internazionale per gli episodi di corruzione legati alla costruzione dei suoi edifici e spazi espositivi.<\/strong><\/p>\n<p>E ancora oggi, su quell&#8217;evento, si concentrano polemiche sui tempi di realizzazione dei vari padiglioni e soprattutto su attese di arrivi, di incassi, di afflussi di pubblico e di denaro. <strong>Poco o nulla dei contenuti che dovrebbero animare la mostra, se non gli accenni al cibo, tema nel quale non c&#8217;\u00e8 italiano che non si senta un maestro. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Eppure l&#8217;Expo dovrebbe riguardare anche l&#8217;agricoltura, perch\u00e9 senza di essa non si da cibo. In questo 2015, che sar\u00e0 l&#8217;anno del suolo, si dovrebbe anzi ricordare che non c&#8217;\u00e8 agricoltura senza terra. <\/strong><\/h3>\n<p>E qualcuno ha cominciato a farlo, prendendo sul serio l&#8217;occasione che l&#8217;Expo pu\u00f2 offrire per un salto di qualit\u00e0 nella comprensione dei problemi agricoli ed alimentari del nostro tempo, per rendere popolari questi temi presso il largo pubblico e le nuove generazioni.<\/p>\n<p><strong>Il 13 e il 14 di gennaio, a Firenze, su iniziativa di Vandana Shiva l&#8217;associazione Navdanya internazional, presieduta da Caroline Lockart, ha organizzato un seminario sul tema del suolo<\/strong>, con studiosi di varie discipline e nazionalit\u00e0. L&#8217;incontro aveva una finalit\u00e0 editoriale: preparare un Manifesto &#8211; simile a quelli sui Semi, o sulla Conoscenza, che negli anni passati sono circolati a Terra madre, a Torino &#8211; intitolato Terra viva. Il suolo come bene comune. <strong>Il Manifesto verr\u00e0 tradotto in varie lingue e messo a disposizione di un pubblico internazionale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il fitto dibattito di questi due giorni ha fatto emergere un originale quadro interpretativo dell&#8217;attuale stato di disordine dell&#8217;economia mondiale. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;economia, non soltanto quella agricola si fonda su un originario misconoscimento: il suolo \u00e8 valutato come un contenitore vuoto che si pu\u00f2 riempire a piacimento, con le nostre attivit\u00e0, un supporto neutro su cui si pu\u00f2 produrre e edificare tutto.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Ma esso \u00e8 un organismo vivente, \u00e8 un ecosistema su cui si basa la vita sulla terra. Un bene scarso e non facilmente rigenerabile, distribuito in maniera ingiusta e disuguale. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Lo sanno milioni di contadini nel mondo, che ne hanno troppo poco per sfamare i loro figli, che se lo vedono sottrarre dalle attivit\u00e0 minerarie o dall&#8217;avanzare del cemento. <\/strong><\/p>\n<p><strong>In Italia ce ne rammentiamo ogni tanto, quando le alluvioni sconvolgono citt\u00e0 e territori ricordandoci che le piante proteggono dall&#8217;erosione, che i campi verdi, anche incolti, sono spugne che assorbono la violenza dell&#8217;acqua piovana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma i successi dell&#8217;economia industriale hanno creato l&#8217;illusione dell&#8217;onnipotenza tecnologica.<\/strong> Le alte rese che si sono succedute nei raccolti, nelle agricolture occidentali, sopratutto a partire dagli anni &#8217;50 del &#8216;900, hanno radicato l&#8217;idea che tutto \u00e8 possibile, indipendentemente dal suolo, dalla natura e dai suoi equilibri.<\/p>\n<h3><strong>Anche oggi, il favore di cui godono le piante Ogm presso alcune figure ed ambiti scientifici, \u00e8 fondato su questa illusione tecnologica. Eppure oggi abbiamo dati che mostrano la fragilit\u00e0 di questa presunzione. <\/strong><\/h3>\n<p>I successi dell&#8217;agricoltura industriale, l&#8217;abbondanza di cibo a prezzi contenuti delle nostre societ\u00e0 opulente sono solo in parte dovuti all&#8217;innovazione tecnologica. O per meglio dire, l&#8217;innovazione tecnologica \u00e8 parte di un paradigma pi\u00f9 complessivo in cui il ruolo gigantesco che svolge la natura viene cancellato. Pensiamo all&#8217;innovazione genetica nel campo dei semi. Come ha ricordato di recente Emanuele Bernardi ne Il mais \u201cmiracoloso\u201d(Carocci, 2014), <strong>grazie al Piano Marshall gli USA introducono in Italia e nelle campagne europee i semi di mais ibrido, che hanno successo per la loro elevata produttivit\u00e0. Quel mais, naturalmente, metter\u00e0 ai margini e far\u00e0 scomparire tutte le variet\u00e0 locali, con i loro caratteri speciali, e soprattutto costringer\u00e0 gli agricoltori a comprare ogni anno i semi per la semina.<\/strong> Ma il successo del mais ibrido non \u00e8 merito esclusivo dell&#8217;innovazione genetica. I raccolti pi\u00f9 abbondanti si ottengono se si usano abbondantemente i concimi chimici, l&#8217;acqua, poi i pesticidi, i diserbanti, ecc che le corporation americane produrranno con ritmo crescente trovando nelle campagne europee un mercato sterminato.<\/p>\n<h3><strong>I semi ibridi sono stati il cavallo di Troia per scalzare un modello secolare di agricoltura.\u00a0<\/strong><strong>Ma ci\u00f2 che \u00e8 rimasto a lungo nascosto \u00e8 che il miracolo dei semi era dipendente dal crescente uso della concimazione chimica.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Lo storico francese Paul Bairoch, ha ricostruito le stupefacenti cifre statistiche che svelano l&#8217;arcano della nostra prosperit\u00e0 alimentare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra i primi del 900 e il 1985 i rendimenti del grano son cresciuti nei vari paesi d&#8217;Europa di 3 o 4 volte. Ma nello stesso periodo il consumo di fertilizzanti chimici nelle campagne della Germania \u00e8 aumentato 9 volte, 17 volte in Italia, 20 in Spagna. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Quella fertilit\u00e0 non veniva dai suoli d&#8217;Europa, ma dai fosfati estratti in Marocco o nelle isole del Pacifico, dall&#8217;azoto prodotto industrialmente col petrolio pompato in qualche angolo del mondo.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L&#8217;intero modello della nostra economia estrattiva, lineare, non ciclica, che consuma una volta per tutte, senza nulla restituire alla terra<\/strong>, \u00e8 nelle poche cifre fornite dal geologo americano D.A. Pfeiffer nel saggio Eating fossil fuels. (2006). <strong>Negli anni in cui si realizza la cosiddetta rivoluzione verde, tra il 1950 e il 1985, la produzione mondiale del grano<\/strong> conosce un incremento che sarebbe sciocco non considerare senza precedenti. Essa <strong>aumenta del 250%.<\/strong> <strong>Ma il consumo di energia fossile negli stessi anni tocca un picco di aumento del 5000%.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;aumento di produzione e l&#8217;innovazione tecnologica di tutto il settore (concimi, macchine, pompaggio elettrico dell&#8217;acqua, diserbanti, pesticidi) si \u00e8 fondato su un <strong>consumo gigantesco di energia, sulla dissipazione di risorse non rigenerabili del suolo e del sottosuolo.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Tale economia lineare svela oggi i suoi limiti e annuncia le sue minacce. Il suolo fertile comincia ad apparire scarso, scompare la falsa infinit\u00e0 della natura ed ecco esplodere il fenomeno del land grabbing.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Milioni di ettari di terra, dell&#8217;Africa, del Brasile, del Vietnam vengono accaparrati non solo dalla Cina, ma anche dagli Emirati Arabi, dalla Corea del Sud, dall&#8217;Arabia Saudita.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Non si comprano semplicemente le derrate per sfamare le popolazioni, si acquisiscono direttamente i suoli trascinandoli nel gioco del mercato capitalistico mondiale. L&#8217;eterno imperialismo si riaffaccia in nuove forme ed esso alimenta scontri tribali, conflitti, guerre. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Oggi appaga il senso comune e l&#8217; ipocrisia dell&#8217;Occidente ricondurre i sanguinosi conflitti in corso alle divisioni religiose.<\/strong> Non solo si dimentica il fanatismo dell&#8217;Occidente, chiamato crescita, ma non si vuol vedere che quello sanguinoso, ad esso speculare, \u00e8 <strong>il travestimento ideologico con cui il mondo degli sconfitti, schiacciato dalle violenze dell&#8217;economia globalizzata, d\u00e0 senso alla sua ribellione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il fondo nascosto delle guerre<\/strong> &#8211; senza voler sottovalutare il peso di religioni e ideologie, anche quelle occidentali &#8211; <strong>sta nel fatto che l&#8217;economia lineare avanza in forme predatorie<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Lo sviluppo, la crescita economica, vanno divorando le risorse del pianeta e un numero troppo grande di uomini e donne ne riceve solo danni. <\/strong><\/h3>\n<p>Ma il suolo non appartiene solo ai paesi ricchi: quelli &#8211; per dirla con George W.Bush che polemizzava con le prescrizioni del Protocollo di Kyoto &#8211; il cui \u00abstile di vita non \u00e8 negoziabile\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>E dunque la crescita della popolazione, seguendo il sistema dell&#8217;economia lineare, prepara conflitti di inimmaginabile violenza.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Occorre dunque rovesciare il paradigma, scuotere dalla fondamenta la cultura dominante, fondata sul successo dei risultati immediati e sulla cancellazione delle fonti originarie della ricchezza.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>La storia dell&#8217;economia contemporanea \u00e8 infatti fondata su una successione stratificata di occultamenti. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>L&#8217;agricoltura nasconde lo sfruttamento dell&#8217;energia fossile alla base dei suoi successi produttivi, l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;industria a sua volta tiene celate le immense quantit\u00e0 di materia e risorse che essa trasforma in merci, la finanza mette in ombra l&#8217;economia reale su cui si fonda esaltando la crescita autonoma dei suoi rendimenti virtuali. Ma l&#8217;intera economia nel suo complesso nasconde che il punto di partenza di tutto \u00e8 la terra, il suolo.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Scopo del Manifesto Terra viva, \u00e8 dunque mostrare la via dell&#8217;economia circolare. La Terra \u00e8 un sistema chiuso.Occorre restituire quello che le si sottrae. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>L&#8217;agricoltura non pu\u00f2 continuare all&#8217;infinito a surrogare la fertilit\u00e0 del suolo con la concimazione chimica. Gi\u00e0 essa contribuisce per circa il 40% al riscaldamento climatico.<\/strong> Mentre \u00e8 noto che la conservazione della fertilit\u00e0 del suolo gioca un ruolo rilevante nella cattura del carbonio e dunque nella riduzione dei gas serra.<\/p>\n<p><strong>Occorre incrementare la nuova agricoltura gi\u00e0 all&#8217;opera, non solo in campagna, fondata sulla piccola impresa biologica, ma anche in citt\u00e0.<\/strong> Impiantare orti e alberi nelle aree dismesse, nelle periferie, nelle terrazze, nei giardini.<\/p>\n<h3><strong>E occorre riportare alla terra i residui della nostra cucina, gli scarti organici della vita cittadina, ridando fertilit\u00e0 alla terra senza ricorrere alla chimica, incrementando la cattura di carbonio nel suolo. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>In questo esempio di economia circolare aumento della fertilit\u00e0 e della ricchezza, risparmio energetico, diminuzione della dissipazione sono tutt&#8217;uno.<\/strong> Per questa via l&#8217;agricoltura biologica, fondata sulle piccole aziende non \u00e8 solo un settore economico che d\u00e0 cibi pi\u00f9 sani e rispettosi dell&#8217;ambiente, ma costituisce un frammento di economia circolare a cui tutti i cittadini possono concorrere, grazie alla<strong> selezione dei propri rifiuti, riconoscendosi &#8211; come&#8217; stato per secoli, per milioni di cittadini d&#8217;Italia e del mondo \u2013 i fertilizzatori del suolo da cui proviene il cibo che essi non producono.<\/strong><\/p>\n<p><em>di <strong>Piero Bevilacqua<\/strong> su <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2015\/01\/il-suolo-bene-comune.html\" target=\"_blank\"><strong>Eddyburg<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino ad oggi l&#8217;Expo di Milano, che aprir\u00e0 i battenti nella prossima primavera, ha attirato l&#8217;attenzione del pubblico italiano e internazionale per gli episodi di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10557,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,260],"tags":[],"class_list":["post-10544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-inquinamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}