{"id":10610,"date":"2015-03-05T23:43:42","date_gmt":"2015-03-05T22:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10610"},"modified":"2015-03-05T23:43:42","modified_gmt":"2015-03-05T22:43:42","slug":"lesaltazione-ipocrita-dellexpo-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/03\/lesaltazione-ipocrita-dellexpo-2015\/","title":{"rendered":"L&#8217;esaltazione ipocrita dell&#8217;Expo 2015"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10611\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/expo.jpg\" alt=\"expo\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/expo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/expo-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Prima c&#8217;erano i campi di sterminio, ora c&#8217;\u00e8 lo sterminio dei campi ed \u00e8 la stessa logica &#8220;. (<span style=\"line-height: 1.5;\">Andrea Zanzotto)<\/span><\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>Fra coloro che esaltano l&#8217;Expo e nutrono aspettative sul suo successo ci sono coloro che per decenni hanno lavorato, inconsapevolmente (spero), per affossare il ruolo e il peso economico dell&#8217;agricoltura. Mi riferisco a politici e amministratori locali che per decenni (taluni), nelle comunit\u00e0 dove sono stati eletti, non hanno saputo fare altro che rendere edificabili centinaia di migliaia di ettari di suolo fertile. <\/strong><\/h3>\n<p>Non nego come l&#8217;azione politica e amministrativa in questi decenni abbia dovuto misurarsi, ora con l&#8217;esigenza di far fronte all&#8217;emergenza abitativa, ora con la necessit\u00e0 di favorire gli insediamenti produttivi per creare occupazione o la necessit\u00e0 di adeguare le infrastrutture. Ma tutto questo operare, legittimo, si \u00e8 svolto spesso senza misura e a danno dell&#8217;ambiente, del paesaggio e soprattutto dell&#8217;agricoltura.<\/p>\n<h3><strong>Emblematico e rappresentativo di questa dissennata politica autodistruttiva sono i luoghi dove l&#8217;Expo viene realizzata: si asfaltano campi di grano per ergervi una cattedra dalla quale pontificare su come nutrire il Pianeta. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>La pubblicit\u00e0 televisiva dell&#8217;Expo enfatizza la parola &#8220;cibo&#8221;<\/strong> con voce ammaliante e con un tono quasi sacro e ci proietta in una rappresentazione fuorviante della triste realt\u00e0 agricola del nostro paese, dove esistono, si, delle competenze enogastronomche di rilevo e dei prodotti alimentari favolosi, ma nello stesso tempo <strong>la base produttiva, ossia la terra che produce queste ricchezze, si sta velocemente e drammaticamente riducendo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultimo censimento ISTAT sullo stato dell&#8217;agricoltura italiana rileva come, dal 1970 al 2010, la superficie agricola sia diminuita del 28%. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Dal 1950 ad oggi la cementificazione e&#8217; cresciuta&#8217; del 166%, a fronte di un aumento della popolazione del 28%. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Sono statistiche estremamente drammatiche,<\/strong> che oltre a spiegare, in parte, il dissesto idrogeologico del nostro territorio dovuto all&#8217;abbandono dei suoli coltivabili da un lato e alla devastante cementificazione dall&#8217;altro, ci sbattono in faccia un problema che pensavamo risolto: quello della <strong>autosufficienza alimentare.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>In poche parole, se questo trend non viene invertito, il popolo italiano rischia di consumare pi\u00f9 cibo di quello che \u00e8 in grado di produrre il suolo coltivabile del nostro bel paese. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>A seguito di questa contrazione vien da chiedersi: potremo avere adeguata produzione di prodotti alimentari a chilometri zero?<\/strong> Quanto cibo e quanto cibo lavorato, col marchio del Made in Italy, che tanto bene fa alla nostra bilancia commerciale, potremo esportare? Quale sicurezza alimentare e quale controllo dei prezzi potremo garantire al nostro popolo se dovessimo dipendere da una filiera agroalimentare globalizzata (cinese, indiana, filippina, ecc.)?<\/p>\n<p><strong>Tutto questo degrado ambientale, sociale ed economico e&#8217; stato reso possibile da una cattiva politica economica e industriale<\/strong> che ha marginalizzato il settore primario e da scelte amministrative di assessori e sindaci inconsapevoli (spero) della portata delle loro decisioni sul territorio.<\/p>\n<h3><strong>E a proposito di enti locali basta pensare ad un dato sconvolgente: dal 1995 al 2009 (in quindici anni) i comuni hanno rilasciato permessi per costruire pari a 3,8 milioni di metri cubi! <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Cosa \u00e8 mancato a chi, con il nostro consenso distratto, ci ha amministrato per decenni?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 mancata la consapevolezza del &#8220;limite&#8221; ad uno sviluppo drogato dalla corruzione (quasi esclusivamente legata al cemento e alle infrastrutture stradali)<\/strong>, dall&#8217;ignoranza di quali squilibri socio-economici e ambientali si venivano a creare, dall&#8217;incapacita&#8217; di immaginare e prevedere il futuro a cui saremmo andati incontro.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;limite&#8221; \u00e8 stato superato abbondantemente, come abbiamo visto dai dati statistici,<\/strong> ma sono purtroppo convinto che la percezione e la consapevolezza del pericolo di una catastrofe ambientale e sociale non sia ancora sufficientemente diffusa.<\/p>\n<h3><strong>Cosa si pu\u00f2 fare, sperando di essere ancora in tempo, per sanare almeno in parte questa ferita ambientale ed economica? <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Innanzi tutto, bisogna gridare BASTA zone industriali<\/strong> (ce n&#8217;\u00e8 una o pi\u00f9 per ogni campanile). Il miracolo del Nord Est presenta il conto: si utilizzino le cubature industriali in eccesso (vedi i\u00a0moltissimi &#8220;vendesi o affittasi capannoni varie metrature&#8221;).<\/p>\n<p><strong>BASTA nuove edificazioni<\/strong>: si ristrutturino le vecchie abitazioni e si trasformino le aree edificabili in aree agricole.<\/p>\n<p><strong>BASTA assessorati alle attivit\u00e0 produttive<\/strong> che non considerino, in primis, l&#8217;agricoltura come un&#8217;attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p><strong>BASTA nuove infrastrutture stradali<\/strong>: siamo pieni di arterie stradali e si continua a pensarne di nuove.<\/p>\n<p><strong>BASTA pensare che la competitivit\u00e0 delle nostre aziende si misuri con la possibilit\u00e0 di accedere direttamente dal capannone alla grande arteria stradale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>BASTA ritenere che l&#8217;agricoltura<\/strong>, intesa come produzione di prodotti agroalimentari di qualit\u00e0, loro trasformazione ed esportazione, combinata con tutela del territorio contro il dissesto idrogeologico, salvaguardia del paesaggio e conseguente attrazione di turismo, <strong>non possa contribuire in modo sostanzioso alla formazione del Prodotto Interno Lordo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 in questo quadro assai fosco che trovo insopportabile la celebrazione dell&#8217;Expo disgiunta da una profonda autocritica della politica<\/strong>, rea di una mancata attenzione verso la figura dell&#8217;agricoltore e delle condizioni necessarie affinch\u00e9 l&#8217;agricoltura possa crescere e occupare suoli e parti di territorio, rendendolo pi\u00f9 sicuro, pi\u00f9 bello e pi\u00f9 utile per l&#8217;autosufficienza alimentare.<\/p>\n<p><strong>Il tema di Expo e&#8217; &#8220;Nutrire il pianeta, energia per la vita&#8221;. Pu\u00f2 essere un&#8217;occasione per riflettere su come possiamo garantirci la sicurezza negli approvigionamenti alimentari.<\/strong> Pu\u00f2 essere un&#8217;occasione per l&#8217;Italia per valorizzare le proprie risorse legate al cibo e farne uno strumento di sviluppo sostenibile. Pu\u00f2 essere un&#8217;occasione per fermare la barbarie ambientale fatta di infrastrutture inutili e nocive che minano dal profondo la nostra capacit\u00e0 di alimentarci e di sfamare una popolazione in crescita. Pu\u00f2 essere un&#8217;occasione per far ripartire l&#8217;economia che non deve essere pi\u00f9 basata quasi esclusivamente su una industrializzazione forzata che, a causa di crisi settoriali ricorrenti, lascia dietro di se macerie ambientali e impoverimento di suoli non pi\u00f9 sanabili.<\/p>\n<p><strong>Mi chiedo se come sistema paese ci stiamo garantendo un futuro di lavoro e di benessere legato anche alle attivit\u00e0 del settore primario e ad un suo sviluppo.<\/strong> Andiamo giustamente orgogliosi del Parmigiano, del Prosecco, della pizza, della pasta, dell&#8217;olio extra vergine d&#8217;oliva, ma stiamo veramente facendo tutto il possibile perch\u00e9 questi beni preziosi, frutto della fatica e del nostro ingegno, possano costituire, assieme al paesaggio (non deturpato), al turismo culturale, artistico ed enogastronomico, le nostre vere materie prime? La mia risposta \u00e8 no, non lo stiamo facendo.<\/p>\n<p><strong>Per questo fra le tante emergenze con cui \u00e8 alle prese il nostro paese c&#8217;\u00e8 anche questa: restituire sovranit\u00e0 e rispetto alla terra.<\/strong> Gli indiani d&#8217;America, ma anche i nostri nonni, che hanno reso fertile e bella la campagna veneta, hanno compreso il valore della terra e hanno cercato di consegnarla in buone condizioni alle future generazioni. La terra \u00e8 vita, le piante (esseri viventi) che in essa crescono, con le radici dentro la terra e i rami protesi verso il cielo ci ricordano la nostra dimensione spirituale.<\/p>\n<p><strong>Ripenso con nostalgia alle parole di una canzone per bambini scritta da Gianni Rodari dal titolo &#8220;per fare un fiore&#8221;.<\/strong> Rodari ci ricorda l&#8217;andamento circolare del ciclo della vita e l&#8217;interdipendenza e il legame fra tutti gli esseri viventi: &#8220;per fare un fiore ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole l&#8217;albero, per fare l&#8217;albero ci vuol la terra, per far la terra ci vuole il fiore&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo bisogno di un nuovo Rinascimento dell&#8217;anima per cogliere e desiderare la bellezza della natura che si manifesta sulla nuda terra.<\/strong> Per mezzo secolo il pensiero occidentale antropocentrico ha coniugato sviluppo con scempio illimitato di risorse, rendendo la societ\u00e0 grigia, cupa, senza futuro. L&#8217;Expo non pu\u00f2 essere una maschera dietro cui nascondere gli errori gravi commessi da politici e amministratori della cosa pubblica, confidando magari che le luci abbaglianti della celebrazione del cibo possano fermare il nostro declino.<\/p>\n<p><em><strong>Dante Schiavon<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Prima c&#8217;erano i campi di sterminio, ora c&#8217;\u00e8 lo sterminio dei campi ed \u00e8 la stessa logica &#8220;. (Andrea Zanzotto) Fra coloro che esaltano l&#8217;Expo [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10611,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-10610","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10610"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10610\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}