{"id":10652,"date":"2015-03-25T00:49:08","date_gmt":"2015-03-24T23:49:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10652"},"modified":"2015-03-27T01:03:18","modified_gmt":"2015-03-27T00:03:18","slug":"piu-della-xylella-fanno-paura-le-soluzioni-proposte-per-combatterla-gli-ulivi-non-si-toccano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/03\/piu-della-xylella-fanno-paura-le-soluzioni-proposte-per-combatterla-gli-ulivi-non-si-toccano\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 della Xylella fanno paura le soluzioni proposte per combatterla. Gli ulivi non si toccano!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivi-puglia-675.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10653\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivi-puglia-675.jpg\" alt=\"ulivi-puglia-675\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivi-puglia-675.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivi-puglia-675-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli ulivi nel Salento raccontano una storia. \u00c8 possibile leggerla in quei tronchi contorti che si sono modellati nei secoli, rinchiusi in quei muretti a secco forti e resistenti come gli alberi che custodiscono. Una storia fatta di sudore e fatica, quella dei <strong>contadini<\/strong> che quella terra l\u2019hanno lavorata, rispettandola sempre. Anche i giovani hanno riscoperto l\u2019amore per la campagna scegliendo di tornare l\u00ec dove i loro nonni erano cresciuti. Perch\u00e9 la terra ha sempre dato \u201cda mangiare a tutti\u201d, senza chiedere nulla in cambio. Cos\u00ec come si fa, nella pi\u00f9 pura storia d\u2019amore.<\/p>\n<p><strong>Nessuno si \u00e8 accorto di quante cose aveva da raccontare quella pianta plurimillenaria, simbolo di un paesaggio, a tratti ineguagliabile.<\/strong> Solo ora ci si accorge che accanto al sole, al mare e al vento, nel Salento forse c\u2019era posto anche per <strong>l\u2019ulivo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"padding-right: 20px alignleft wp-image-10675 size-medium\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivo-sradicato1-300x225.jpg\" alt=\"ulivo-sradicato1\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivo-sradicato1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ulivo-sradicato1.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ora che un batterio minuscolo ed invisibile ha sentenziato la sua <strong>condanna a morte<\/strong>, ora che si fa sempre pi\u00f9 concreto il <strong>rischio di eradicamento<\/strong>, improvvisamente ci si accorge che c\u2019erano. Eppure sono stati sempre l\u00ec, con le loro chiome rigogliose e le foglie che brillavano d\u2019argento quando il sole picchia forte. C\u2019erano e non ci sono pi\u00f9. Restano quei rami secchi e tanta desolazione. Davanti a un ulivo che muore qualcuno giura di aver visto gente piangere. Colpa della <strong>Xylella fastidiosa<\/strong>, dicono. Un batterio killer a dispetto del nome che ha messo in ginocchio un comparto che fino a qualche tempo fa rappresentava la punta di diamante della regione. Non solo, con l\u2019estate ormai alle porte anche la stagione turistica sembra non essere immune.Quanti si faranno influenzare dall\u2019allarmismo a ragione ormai diffuso? A questa domanda, almeno, risponderanno le prenotazioni confermate e quelle cancellate.<\/strong><\/p>\n<p>I contadini, costretti ad scendere dai loro trattori, non sapendo pi\u00f9 cosa pensare e di fronte alla mancanza di spiegazioni, ipotizzano un qualche <strong>disegno criminale<\/strong> ordito da chiss\u00e0 chi. E mentre si \u201clitiga\u201d su quali <strong>soluzioni<\/strong> adottare per fronteggiare l\u2019emergenza, molte delle proposte avanzate restano inascoltate.<\/p>\n<h3><strong>Giuseppe Altieri, agroecologo \u00e8 sicuro: per salvare i Patriarchi del Salento l\u2019unica via \u00e8 la cura Agroeco-Biologica Territoriale (utilizzando le risorse europee e nazionali messe a disposizione dalla PAC e dai PSR Regionali).<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00abSi continua a parlare di Xylella, quale causa dei disseccamenti degli ulivi, mentre i dati della Commissione Europea \u2013 ci spiega il dottor Altieri &#8211; confermano che su 1757 campioni di rametti e foglie disseccate solo su 21 si \u00e8 ritorvata la Xylella fastidiosa<\/strong>, segno che le cause dei disseccamenti sono ben altre e la presenza di Xylella \u00e8, semmai, solo una accidentale e secondaria conseguenza ubiquitaria, oltretutto non patologica\u00bb.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 dunque che di fronte ad un \u201cnon-problema\u201d o meglio ad una sbagliata interpretazione del problema, anche le soluzioni proposte sarebbero inefficaci, se non addirittura dannose.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>eradicazione degli ulivi<\/strong>, dunque, sarebbe un rimedio peggiore del male e ricorderebbe molto da vicino l\u2019atteggiamento di chi dinanzi ad un mal di testa sarebbe portato ad immaginare addirittura non di curare il dolore, ma di tagliarsi per intero il capo. Del resto la Xylella, secondo questa visione, che Altieri sposa e rilancia non \u00e8 la causa della malattia dell\u2019ulivo ma una manifestazione, una conseguenza di ben altre situazioni che si sono protratte nel tempo e che magari sono legate a forme di trascuratezza. Lo dimostrerebbe il fatto che nelle zone cosiddette \u201cfocolaio\u201d, vi sono uliveti senza <strong>alcun sintomo di malattia<\/strong>. Non pu\u00f2 essere dunque solo legato al caso che le piante curate con tecniche biologiche siano proprio quelle sane.<\/p>\n<p>Nello specifico, la &#8220;Eradicazione&#8221; di una microrganismo da quarantena (com&#8217;\u00e8 la Xylella), una volta ritrovato in un nuovo territorio, va interpretata come &#8220;gestione razionale Agroecologica, affinch\u00e8 si collochi al di sotto delle soglie di danno economico&#8221;. Non essendo possibile azzerare la popolazione di alcun Insetto o Fitopatogeno da un Ambiente, che hanno ritmi di riproduzione elevatissimi, come dimostrano 70 anni di Uso sconsiderato ed Inutile di Pesticidi Chimici che non hanno fatto altro che incrementare le avversit\u00e0 degli agroecosistemi (avversit\u00e0 &#8220;acquisite&#8221;). Ed oggi la presenza di Xilella \u00e8 assolutamente al di sotto della soglia di pericolo, laddove, oltre tutto, si dimostra che una cura Agroecologica consente di non avere disseccamenti della vegetazione.<\/p>\n<h3><strong>D\u2019altro non \u00e8 possibile affrontare il problema pensando di utilizzare pesticidi e diserbanti. \u00abNessun Intervento chimico \u2013 continua Altieri \u2013 deve essere previsto, tantomeno per decreto, dal momento che aggraverebbe non solo la situazione fitosanitaria degli Ulivi, ma renderebbe i danni ambientali e sanitari derivanti dai pericolosissimi pesticidi, incalcolabili\u00bb.<\/strong><\/h3>\n<p>Insomma, secondo l\u2019agroecologo che in pi\u00f9 occasioni ha avuto modo di effettuare alcuni sopralluoghi nelle zone interessate, <strong>la causa del disseccamento degli ulivi dovrebbe essere ricercata principalmente nell\u2019uso di disseccanti chimici<\/strong>, prodotti tossici che squilibrano il quadro micro e macro-biologico degli agroecosistemi, a favore degli agenti patogeni, indebolendo di conseguenza le coltivazioni.<\/p>\n<p>Secondo Altieri la causa starebbe anche nei\u00a0cosiddetti<strong> interventi &#8220;antilombrichi&#8221;:<\/strong>\u00a0i poveri vermi, non sapendo pi\u00f9 cosa mangiare, escono dalla terra e si ritrovano tra le foglie e le olive cadute, ed allora si pensa bene di consigliare agli agricoltori di ucciderli con un fungicida chimico, dimenticando che sono animali protetti dalla Legge. Infine, l&#8217;<strong>abbandono colturale<\/strong>, ovvero la mancanza di potature annuali e trattamenti biologici a base di Rame, con conseguenti attacchi di altri patogeni, quali i cancri rameali (che si insediano sulle ferite di tagli presenti su rami di molti anni) e le batteriosi comuni (Rogna dell&#8217;Olivo), che indeboliscono ulteriormente le piante.<\/p>\n<p><strong>Insomma, la coltivazione Agroeco-Biologica non solo pu\u00f2 essere una valida soluzione, ma \u00e8 perfino sostenuta da enormi risorse europee<\/strong> attraverso i Piani di Sviluppo Rurale regionali, in particolare attraverso i Pagamenti Agroambientali che compensano agli agricoltori, per il beneficio sanitario-ambientale collettivo conseguito:<\/p>\n<ul>\n<li>tutti i maggiori costi (manodopera per la gestione Biologica, potature annuali e &#8220;slupature&#8221; dei tronchi dalle parti malate, raccolte con reti e non con aspiratori, inerbimenti controllati e incremento della Biodiversit\u00e0 funzionale, ecc.),<\/li>\n<li>i mancati ricavi (viene riconosciuto il 30% di calo di resa, anche se la produzione pu\u00f2 essere mantenuta pi\u00f9 alta con tecniche ecologiche adeguate, il che premia i migliori agricoltori, quale filosofia delle politiche agroambientali europee),<\/li>\n<li>un 20% per il lavoro burocratico connesso alla certificazione biologica,<\/li>\n<li>un 30% per le azioni collettive di pi\u00f9 agricoltori che insieme coltivano in biologico, con immensi benefici territoriali, per la salute e l&#8217;ambiente<\/li>\n<\/ul>\n<p>E&#8217; previsto, inoltre, il rimborso delle spese di certificazione biologica (3.000 \u20ac annui) e la copertura dell&#8217;assistenza tecnica indipendente (1.500 \u20ac \/ annui), obbligatoria dal PSR 2015-2020.<\/p>\n<p>Oltre a notevoli fondi per la formazione dei Consulenti tecnici, l&#8217;Innovazione e messa a punto delle tecniche ecologiche sul territorio. E 70.000 \u20ac a fondo perduto per i Giovani agricoltori al primo insediamento!<\/p>\n<p>Secondo il professor Altieri dunque si tratta di \u00abun&#8217;<strong>occasione da non perdere<\/strong>, visto che siamo nel periodo di approvazione dei PSR da parte della Commissione UE, la quale ha bocciato le misure agroambientali della Puglia, che pretenderebbe il pagamento di 4 trattamenti chimici contro presunti insetti vettori della Xillella, coi fondi pubblici delle nostre tasse&#8230; cosa assolutamente illegittima e non giustificabile. Mentre la Regione dovrebbe prevedere un pagamento per l&#8217;Ulivicoltura Biologica secolare dell&#8217;ordine di 2.000 &#8211; 3.000 \u20ac \/ha, cumulando tutte le tecniche agroecologiche finanziabili dal PSR\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abStiamo distruggendo il nostro futuro in modo irreversibile \u2013 conclude Altieri &#8211; ora vogliamo distruggere anche il Passato&#8230; gli Ulivi, i Patriarchi del Salento? Se continuiamo cosi periranno prima gli esseri Umani\u00bb.<\/p>\n<p><em><strong>(<\/strong><strong>Articolo da Leccenews24.it)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ulivi nel Salento raccontano una storia. \u00c8 possibile leggerla in quei tronchi contorti che si sono modellati nei secoli, rinchiusi in quei muretti a [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":10675,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[103,18],"tags":[],"class_list":["post-10652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}