{"id":10832,"date":"2015-07-08T01:17:31","date_gmt":"2015-07-07T23:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10832"},"modified":"2015-07-18T01:19:19","modified_gmt":"2015-07-17T23:19:19","slug":"progetto-di-rifacimento-e-sopraelevazione-autostrada-torino-aosta-nodo-idraulico-ivrea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/07\/progetto-di-rifacimento-e-sopraelevazione-autostrada-torino-aosta-nodo-idraulico-ivrea\/","title":{"rendered":"Progetto di rifacimento e sopraelevazione autostrada Torino-Aosta nodo idraulico Ivrea"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/viadotto-ivrea.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10833\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/viadotto-ivrea.png\" alt=\"viadotto ivrea\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/viadotto-ivrea.png 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/viadotto-ivrea-300x136.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Il partecipato incontro pubblico svoltosi a Ivrea il 14 aprile 2015 ha permesso di evidenziare e mettere in discussione criticit\u00e0 e punti deboli del progetto riguardante la sopraelevazione e il rifacimento dell&#8217;autostrada Torino-Aosta (tra i km 40 e 50 di progressiva) all&#8217;interno del nodo idraulico di Ivrea. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019intervento strutturale viene motivato da Ativa con la necessit\u00e0 di impedire l&#8217;allagamento dell&#8217;autostrada nel caso di eventi di piena eccezionali; inoltre Ativa sostiene che si tratta di una richiesta dell&#8217;autorit\u00e0 pubblica quella di rendere \u201ctrasparente\u201d l&#8217;autostrada tramite la realizzazione di tre viadotti.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>I costi per il territorio sono di tutta evidenza. Vanno dall&#8217;enorme danno al paesaggio, al consumo di suolo, agli elevati costi (con ribaltamenti pressoch\u00e9 certi sulle tariffe autostradali) insieme ad una cantierizzazione pesante e duratura.<\/strong><\/h3>\n<p>La risposta di Ativa alla richiesta di intervento dell&#8217;Autorit\u00e0 di Bacino ci pare incomprensibile e sovradimensionata. Evidente \u00e8 il conflitto tra l&#8217;interesse di un ente concessionario e il bene pubblico pi\u00f9 in generale.\u00a0L\u2019attuazione dell\u2019intervento prospettato, che segue l\u2019indirizzo progettuale con il quale \u00e8 stato recentemente realizzato il viadotto Marchetti, (i) pur avendo gi\u00e0 ottenuto la favorevole valutazione di compatibilit\u00e0 ambientale del MIBACT, a nostro parere <strong>comprometterebbe ulteriormente ed in modo irreversibile la connotazione di un paesaggio<\/strong> di riconosciuta qualit\u00e0 percettiva.<\/p>\n<p><strong>Territorio e paesaggio sono innanzi tutto beni comuni,<\/strong> componenti essenziali del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversit\u00e0 del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identit\u00e0.\u00a0In democrazia ogni trasformazione di rilevante impatto che incida sul benessere individuale e sociale richiede percorsi decisionali ampiamente condivisi che intercettino le espressioni di interesse di chi vive ed opera sul territorio.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, le priorit\u00e0 riguardanti la <strong>messa in sicurezza di un territorio<\/strong> dovrebbero scaturire da scelte politiche <strong>concertate<\/strong>, supportate dalla conoscenza dei reali fattori di rischio e dei possibili interventi di mitigazione e contenimento dei prevedibili effetti calamitosi necessari alla salvaguardia del territorio, condivise da cittadini, detentori ed amministratori di beni pubblici e privati potenzialmente a rischio. Ma ci\u00f2 purtroppo non sta accadendo.<\/p>\n<h3><strong>Il progetto Ativa, in quanto opzione di un privato comprensibilmente interessato ad ottimizzare il proprio profitto, non propone un reale confronto tra possibili soluzioni. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Ad esempio, nei dati di progetto idrologico utilizzati da Ativa non c\u2019\u00e8 risposta alla domanda elementare: alzare la strada o abbassare il livello di piena?<\/strong> Domanda da confrontare con un elementare pacchetto di minimi interventi di laminazione o casse di espansione (ivi compresi eventuali rimodellamenti dell&#8217;incile). Nulla si dice se ci\u00f2 dipenda da mutate condizioni idrologico e idrauliche del bacino di monte, mentre dovrebbe costituirne il punto di partenza.<\/p>\n<h3><strong>Balza agli occhi l&#8217;assenza di una rigorosa analisi costi\/benefici a livello economico, sociale, ambientale e paesaggistico. Analisi che permetta effettivamente di gerarchizzare le priorit\u00e0 per un territorio. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Non \u00e8 sostenibile dare per scontata una chiusura dell&#8217;autostrada a causa di un&#8217;abbondante nevicata (come accade costantemente) e non per allagamenti.<\/strong>\u00a0Un problema come quello di un possibile allagamento autostradale va comunque confrontato con tutte le necessit\u00e0 di un territorio (di una nazione), per poter poi decidere con razionalit\u00e0 sui veri bisogni primari. Non si comprende perch\u00e9 mai nessuno si preoccupi se ad andar sott&#8217;acqua \u00e8 la ferrovia, mentre diviene inaccettabile l&#8217;allagamento temporaneo di un&#8217;autostrada, dato che si tratta\u00a0di allagamento e non di distruzione del manufatto.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 noto, a causa dell&#8217;alluvione, nel 2000 l&#8217;autostrada si ferm\u00f2 per 24 ore, mentre la ferrovia rimase chiusa per ben 2 anni, con enormi disagi per i pendolari. Si ricorda inoltre che la chiusura temporanea dell&#8217;autostrada non ha interrotto i collegamenti con la Francia grazie alla statale 26. Statale che in questi anni \u00e8 stata ulteriormente potenziata.<\/p>\n<p>La scelta di una piena statistica (Tempo di Ritorno) all\u2019estremit\u00e0 della curva intensit\u00e0 \/durata rende il confronto molto flessibile, essendo gli eventi estremi molto differenti e variabili tra loro oltre che non facilmente determinabili.<strong> Le opere di arginatura realizzate tengono conto di eventi alluvionali eccezionali<\/strong> e ora non ci sembra il caso di continuare a rincorrere le piene con strutture sempre pi\u00f9 alte, quanto, dopo aver provato a ridurre le portate a monte, pensare ad interventi validi per le portate di maggior frequenza (ivi compresa un&#8217;adeguata manutenzione), riservando il resto ad un buon governo dell&#8217;allerta rapida.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 prioritario ultimare le analisi e gli interventi gi\u00e0 previsti sul nodo idraulico<\/strong>. Il comitato di coordinamento degli interventi del nodo idraulico di Ivrea ha prescritto la predisposizione di un adeguato sistema di monitoraggio che ad oggi non \u00e8 stato neppure attivato. Il piano stralcio di integrazione al PAI prescrive la difesa dell\u2019area industriale Loranz\u00e8-Colleretto rispetto alla piena del 2000 che ad oggi non risulta n\u00e9 finanziato n\u00e9 progettato. \u00c8 infine necessario dar luogo ad adeguati studi a valle dell\u2019incile a seguito delle mutate condizioni di portata e velocit\u00e0 sul Ribes a seguito della costruzione delle arginature del nodo a monte.\u00a0Sono queste le priorit\u00e0 indicate dagli amministratori oltre alla necessit\u00e0 di realizzare uno studio sugli effetti di una piena sulle strutture a valle dell&#8217;incile.<\/p>\n<p><strong>La concessione.<\/strong> Piuttosto evidente \u00e8 il legame tra il progetto di sopraelevazione e il rinnovo della concessione autostradale per Ativa (gruppo Gavio e costruttore Mattioda). Concessione che, al pari delle altre, l\u2019Unione Europea vuole venga messa a gara e che trova l\u2019ostacolo della potente lobby dei concessionari italiani. Tra i numerosi aspetti negativi del decreto cosiddetto <strong>\u201cSblocca Italia\u201d, c\u2019\u00e8 anche un articolo (art. 5) che ripropone la proroga in cambio di \u201cinterventi di potenziamento, adeguamento strutturale, tecnologico ed ambientale delle infrastrutture autostradali nazionali\u201d<\/strong>. Non va per\u00f2 dimenticato che questi atti di proroga dovranno ancora essere approvati dal Cipe, dalle competenti commissioni parlamentari e dovr\u00e0 essere sentita l&#8217;Autorit\u00e0 di regolazione dei Trasporti. Inoltre \u00e8 stato aggiunto un importante comma dal Parlamento che richiede l&#8217;attuazione di quanto previsto solo se \u201csubordinata al rilascio del preventivo assenso da parte dei competenti organi dell&#8217;Unione Europea\u201d. \u00c8 quindi di fondamentale importanza che gli uffici competenti di Bruxelles, informati sulla situazione italiana in materia di concessioni autostradali, prevedano anche per l&#8217;Italia la gara per la scelta del gestore, cos\u00ec come accade in tutto il resto dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p><strong>In conclusione le associazioni ambientaliste<\/strong>, soddisfatte per l&#8217;esito della serata 14 aprile 2015, <strong>ritengono che tutta la fase in progettazione<\/strong> del tratto autostradale, dal viadotto Marchetti a Calea di Lessolo, <strong>debba essere sottoposta ad ulteriori verifiche idrauliche, ambientali e paesaggistiche<\/strong>, che debba essere aperto un confronto serio con il territorio, che non debba essere realizzato nessun intervento prima di uno studio e di una analisi complessiva dell\u2019area e che dagli elementi oggi a conoscenza ci siano tratti di autostrada dei quali non si ravvede alcuna motivazione per dar luogo ad interventi diversi da una manutenzione ordinaria e straordinaria.<\/p>\n<p><strong>Inoltre auspicano che in tempi brevi:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>La Regione<\/strong> nella persona dell&#8217;Assessore ai Trasporti <strong>apra un tavolo<\/strong> con tutti i portatori di\u00a0interesse per rivedere per intero la progettazione in atto;<\/li>\n<li><strong>Le Autorit\u00e0 competenti pongano un freno<\/strong> al vizio tutto italiano riguardante la continua\u00a0reiterazione di proroghe in materia di concessioni autostradali. In tal senso si vigiler\u00e0 presso le\u00a0istituzioni competenti affinch\u00e9 ci\u00f2 non possa pi\u00f9 accadere;<\/li>\n<li><strong>Si pervenga al pi\u00f9 presto alla creazione di un \u201cContratto di fiume\u201d per il bacino della Dora Baltea<\/strong>\u00a0con la formazione di un gruppo di lavoro che coinvolga tutte le comunit\u00e0 locali che vivono e operano sul fiume (dalle sorgenti alla confluenza con il Po). Il protagonismo va dai singoli cittadini alle associazioni del territorio, con ruoli e compiti diversi, ma con l\u2019obiettivo comune di condividere l\u2019urgenza e l\u2019importanza della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico\u00a0su tutto il bacino, tutelando al contempo il corso d\u2019acqua e i versanti, con una riqualificazione del territorio che possa servire da volano per il rilancio del territorio.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Ivrea, maggio 2015<\/em><\/p>\n<p><strong>Le associazioni<\/strong><br \/>\nCIPRA Italia, FAI, Italia Nostra Piemonte e Valle d\u2019Aosta, Legambiente, Osservatorio del Paesaggio dell\u2019Anfiteatro Morenico d\u2019Ivrea e Rete degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte, Pro Natura Piemonte, WWF Piemonte e Valle d\u2019Aosta<\/p>\n<p><a href=\"mailto:info@legambientedorabaltea.it\">info@legambientedorabaltea.it<br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.legambientedorabaltea.it\" target=\"_blank\">www.legambientedorabaltea.it<\/a><br \/>\n\ufffc\ufffc<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il partecipato incontro pubblico svoltosi a Ivrea il 14 aprile 2015 ha permesso di evidenziare e mettere in discussione criticit\u00e0 e punti deboli del progetto [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":10833,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,36],"tags":[985,1814],"class_list":["post-10832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-piemonte","category-strade-e-ferrovie","tag-tutela-del-paesaggio","tag-viadotti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}