{"id":10862,"date":"2015-07-18T09:52:11","date_gmt":"2015-07-18T07:52:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10862"},"modified":"2016-09-28T15:04:13","modified_gmt":"2016-09-28T13:04:13","slug":"consumo-di-suolo-le-classifiche-in-cui-e-meglio-essere-agli-ultimi-posti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/07\/consumo-di-suolo-le-classifiche-in-cui-e-meglio-essere-agli-ultimi-posti\/","title":{"rendered":"Consumo di suolo: le classifiche in cui \u00e8 meglio essere agli ultimi posti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10865 alignleft\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginer1.jpg\" alt=\"Immaginer\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginer1.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginer1-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: left\"><span style=\"color: #339966\"><strong>Lo scorso 6 maggio a Milano \u00e8 stata presentata la mappa italiana del consumo di suolo. Numeri e classifiche elaborati dall\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) grazie a cartografia ad altissima risoluzione e nuovi dati. Un rapporto tanto interessante quanto preoccupante.<\/strong><\/span><\/h3>\n<h2 style=\"text-align: left\"><strong><span style=\"color: #339966\">I dati nazionali: in diminuzione suolo agricolo, fasce costiere ma anche aree protette<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: left\">I numeri dello studio (<a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/pubblicazioni\/rapporti\/Rapporto_218_15.pdf\">disponibile a questo link<\/a>) sono, come ormai succede da troppo tempo, allarmanti. Lo ricorda anche\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fondazionesvilupposostenibile.org\/dtln-1741-Consumo_di_suolo%2C_Ispra_mette_on_line_tutti_i_numeri?cid=3377952\">la Fondazione Sviluppo Sostenibile<\/a>\u00a0che presentando il rapporto ricorda come\u00a0quasi il 20% della fascia costiera italiana risulta irrimediabilmente persa. Spazzati via anche 34.000 ettari di aree protette, zone a pericolosit\u00e0 idraulica, rive di fiumi e laghi. Una perdita di terreno un po\u2019 pi\u00f9 lenta, ma comunque continua, con impatti che colpiscono anche le aree non direttamente impermeabilizzabili. Un problema quindi ancor pi\u00f9 grave, considerando che si tratta di perdita di terreni produttivi e quindi di cibo prodotto in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Scopriamo il meglio e il peggio attraverso <strong>numeri, curiosit\u00e0 e classifiche<\/strong> in una sorta di campionato nazionale per categorie: Regioni, Province e Comuni.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left\"><span style=\"color: #339966\"><strong>Regioni: pianura cementificata e costruzioni continue, anche dove c\u2019\u00e8 rischio idraulico<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>La fertile Pianura Padana \u00e8 la zona pi\u00f9 cementificata<\/strong>: in termini assoluti di Kmq consumati la Lombardia (2.464) \u00e8 disgraziatamente prima, davanti a Veneto (1.744) e Emilia R. (1.642). I primi due posti si confermano anche considerando la percentuale di suolo consumato sulla superficie amministrativa. Qu\u00ec il terzo posto \u00e8 \u201cconquistato\u201d dalla Campania. Valle d\u2019Aosta, Molise e Basilicata sono le regioni in cui si sono consumati meno metriquadri totali essendo anche le regioni pi\u00f9 piccole. In termini percentuali la Sardegna passa al 3\u00b0 posto tra le meno consumate considerando per\u00f2 la maggior superficie totale.<br \/>\n<strong>Complessivamente in Italia 54,9% del suolo \u00e8 alterato direttamente o indirettamente dal consumo di suolo<\/strong>. In questa classifica si distingono negativamente Emilia-Romagna (65,3%), che ha anche il primato di consumo nelle aree a rischio idraulico, Puglia (68,9%) e ancora la Campania (63,7%).<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left\"><span style=\"color: #339966\"><strong>Province: Monza Brianza e Napoli da anni si contendono la maglia nera<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>In termini assoluti di ettari consumati la classifica vede Roma al primo posto tra le province (57.009) davanti a Torino e Brescia<\/strong>. Tre province sarde invece figurano nei primi 5 posti della lista del minor consumo in termini assoluti (Ogliastra, prima anche in termini di percentuale, e Medio Campidano sono ai primi due posti, Carbonia-Iglesias al quinto). Chiudono il podio Isernia e Trieste, con quest\u2019ultima che \u00e8 comunque la provincia con minor estensione totale.<br \/>\n<strong>Monza e Brianza<\/strong>, anch\u2019essa di estensione limitata (\u00e8 la terza pi\u00f9 piccola), <strong>rimane ancora in testa nella sciagurata classifica delle province pi\u00f9 cementificate in percentuale rispetto alla superficie totale<\/strong> (34,7%), Da qualche anno ha superato la precedente primatista che era Napoli (29,5%). Milano chiude il podio con un consumo in percentuale del 26,4%.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left\"><strong><span style=\"color: #339966\">Comuni: dalle grandi metropoli alle isole felici in alta quota, il cemento \u00e8 sempre in agguato<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: left\">Le grandi metropoli hanno i numeri pi\u00f9 grandi in termini di consumo assoluto: in ordine Roma, Milano, Torino e Napoli. La capitale, considerando che \u00e8 anche il comune pi\u00f9 esteso, distanzia di gran lunga le altre. <strong>Le citt\u00e0 quindi si espandono, con le periferie che avanzano sui territori liberi, spesso disordinatamente.<\/strong><br \/>\nCome avvenuto nella provincia di Napoli in direzione nord dove troviamo i 3 comuni primi in classifica per suolo consumato in percentuale : Casavatore, Arzano, Melito di Napoli consumati rispettivamente per il 85,4 %, per il 78,9 % e per il 76,0 % del proprio territorio. Ben 11 dei primi 12 comuni per consumo di suolo in percentuale sono del napoletano, unica eccezione Lissone (Monza e Brianza) settimo con un consumo del 64%.<br \/>\nLe isole felici? Numericamente sono quelle di montagna: San Colombano Belmonte in Piemonte, Rh\u00eames-Notre-Dame, Bionaz, Valsavarenche in valle d&#8217;Aosta secondo ISPRA hanno un territorio che si pu\u00f2 considerare non consumato con percentuali oltre il 98% anche se, come nelle fasce in prossimit\u00e0 dei fiumi, <strong>anche in quota si consuma proporzionalmente molto suolo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10863\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginepp.jpg\" alt=\"Immaginepp\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginepp.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Immaginepp-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left\"><span style=\"color: #339966\"><strong>Meglio essere gli ultimi<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>La realizzazione di edifici in zone residenziali a tessuto discontinuo e rado, \u00e8 stata nel 2013 causa di copertura del suolo pari per oltre l\u201911%, mentre le strade di varia tipologia rappresentano la tipologia principale di copertura del suolo.<\/strong><br \/>\nLe mappe elaborate da ISPRA colorano l\u2019Italia di verde, giallo arancione e rosso. Si vede chiaramente che<strong> intorno alle grandi citt\u00e0 c\u2019\u00e8 <\/strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/01\/degrado-ambientale-comprendere-responsabilita-ed-effetti-per-non-sbagliare-ancora\/\"><strong>degrado ambientale<\/strong>, come gi\u00e0 ricordato in altri studi,<\/a> proprio perch\u00e9 l\u00ec \u00e8 pi\u00f9 alto lo sfruttamento indiscriminato del suolo con conseguenze preoccupanti per la vivibilit\u00e0 e la salute. Se pensiamo poi che \u00e8 rossa-arancione<strong> la Pianura Padana dove c&#8217;\u00e8 il maggior numero di morti a causa dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e dove si perdono anni di vita pi\u00f9 che in ogni altra zona d\u2019Europa<\/strong> e che fioccano i pallini rossi <strong>in Liguria dove si registra il maggior numero di vittime e danni per alluvioni<\/strong>, si capisce che non si tratta solo di analisi scientifiche e scelte cromatiche. I primi posti in classifica non sono motivo di orgoglio per le zone pi\u00f9 vive e produttive del nostro paese, ma causa di preoccupazione per i cittadini che con questo studio potranno comprendere da dove si originano tali pericoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Luca D&#8217;Achille (<a class=\"ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav\" href=\"https:\/\/twitter.com\/LucaDAchille\">@<span class=\"u-linkComplex-target\">LucaDAchille<\/span><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 6 maggio a Milano \u00e8 stata presentata la mappa italiana del consumo di suolo. 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