{"id":10926,"date":"2015-07-29T00:55:07","date_gmt":"2015-07-28T22:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=10926"},"modified":"2015-10-09T00:46:03","modified_gmt":"2015-10-08T22:46:03","slug":"paura-di-una-legge-sul-consumo-di-suolo-confindustria-cuneo-suggerisce-cementificazione-preventiva-dei-terreni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/07\/paura-di-una-legge-sul-consumo-di-suolo-confindustria-cuneo-suggerisce-cementificazione-preventiva-dei-terreni\/","title":{"rendered":"Paura di una legge sul consumo di suolo? Confindustria Cuneo suggerisce cementificazione &#8220;preventiva&#8221; dei terreni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10927\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cemento-cuneo.jpg\" alt=\"cemento-cuneo\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cemento-cuneo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/cemento-cuneo-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><em>(di <strong>Alessandro Mortarino<\/strong>, da <a href=\"http:\/\/www.altritasti.it\/index.php\/archivio\/ambiente-e-territori-mainmenu-45\/2374-cemento-a--terra\" target=\"_blank\">AltriTasti<\/a>)<\/em><\/p>\n<p><strong>Nel 2014, dopo nove anni di crisi, il comparto nazionale del cemento \u00e8 sceso sotto la quota dei 20 milioni di tonnellate consumate:<\/strong> siamo allo stesso livello dell&#8217;anno di grazia 1961, quando si affacciava il grande boom economico.<\/p>\n<p><strong>Dovrebbe essere l&#8217;ennesimo chiaro segnale di una situazione ormai radicata, che indica come anche nel nostro paese la crisi abbia (finalmente) messo a nudo l&#8217;enorme presenza di uno stock edilizio invenduto.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>E dovrebbe suggerire un repentino cambio di rotta che traghetti il settore dalle nuove costruzioni al recupero dell&#8217;esistente. Invece cos\u00ec non \u00e8, come dimostra la recente grave presa di posizione della Confindustria di Cuneo &#8230;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L&#8217;associazione degli industriali della Granda, a giugno, ha organizzato un seminario tecnico per tutte le imprese aderenti dedicato alla proposta di legge sul \u201cContenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato\u201d, in perenne discussione alla Camera dei Deputati, presentando questa nuova norma nazionale come un autentico pericolo per l&#8217;imprenditoria, con \u00abinevitabili ricadute e conseguenze negative sulle future possibilit\u00e0 delle aziende di ampliare o modificare i loro spazi produttivi\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La proposta di legge, secondo Confindustria Cuneo,<\/strong> \u00ab<em>in teoria dovrebbe operare ai fini della tutela del paesaggio e dell\u2019ambiente, ma <strong>in realt\u00e0 rischia di impedire ogni normale forma di crescita aziendale<\/strong> causando una serie di effetti collaterali difficili da ammortizzare per le imprese, soprattutto in questo difficile periodo. Il problema originario del disegno di legge \u00e8 che l\u2019obiettivo dell\u2019utilizzo sostenibile della risorsa \u201cterritorio\u201d viene perseguito esclusivamente attraverso la tutela del suolo agricolo e con un approccio \u201csanzionatorio\u201d, basato su divieti e sanzioni per le attivit\u00e0 economiche. In pratica il provvedimento finisce per tutelare in via generalizzata il paesaggio, l\u2019ambiente, il consumo e il riuso del suolo, esclusivamente mediante sacrifici per ogni genere di attivit\u00e0 che non sia connessa all\u2019agricoltura<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una delle conseguenze negative portate dalla norma &#8211; sempre secondo Confindustria Cuneo<\/strong> &#8211; \u00e8 che \u00ab<em>le aziende che avranno bisogno di ampliare la propria attivit\u00e0 si troveranno costrette a delocalizzare, in quanto facilmente non potranno pi\u00f9 costruire nei terreni edificabili gi\u00e0 di loro propriet\u00e0 limitrofi ai propri stabilimenti. Alcune tipologie di attivit\u00e0 produttive, inoltre, sono difficilmente rilocalizzabili e faticheranno a trovare condizioni localizzative adeguate in aree gi\u00e0 urbanizzate. <strong>Una soluzione percorribile per le aziende che si trovano in tale situazione, potrebbe essere quella di impermeabilizzare il terreno edificabile non ancora costruito per evitare che diventi agricolo, ma i costi dell\u2019intervento sono proibitivi<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Affatto velato appare dunque l&#8217;invito agli imprenditori di &#8220;sporcare&#8221; di cemento i loro terreni a destinazione industriale ancorch\u00e8 ora liberi. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>E Confindustria Cuneo prosegue affermando che<\/strong> \u00ab<em><strong>discorso a parte merita l\u2019edilizia, che se questa legge entrasse in vigore vedrebbe alquanto limitata la sua libert\u00e0 d\u2019iniziativa<\/strong>: in nome del riuso del suolo edificato, infatti, invece di poter edificare su nuovi terreni le imprese edili dovrebbero prevalentemente ristrutturare zone gi\u00e0 edificate, con aggravio di costi e rischio reale di minor appetibilit\u00e0 degli edifici. La carenza principale delle legge \u00e8 quella di non affrontare il problema del consumo del suolo e della tutela del paesaggio in modo organico e strutturale: solo attraverso la difesa dei siti produttivi si potr\u00e0 contare su tecnologie, innovazioni ed investimenti in grado di salvaguardare l\u2019ambiente e accrescere la competitivit\u00e0 delle aziende in ogni settore, contribuendo cos\u00ec al rilancio territoriale, economico e produttivo dell\u2019Italia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Traducendo dal confindustriese al volgare &#8230; il messaggio (grave, miope, incosciente!) ci dice due cose: la crisi sta passando e comunque passer\u00e0 e tutto sar\u00e0 come prima; non fatevi &#8220;scippare&#8221; la &#8220;vostra&#8221; terra e ricopritela subito &#8211; se finanziariamente ve lo potete permettere &#8211; con un sottile strato di cemento, cos\u00ec se una perfida legge entrer\u00e0 in vigore, il vostro terreno, ormai non pi\u00f9 naturale, non rientrer\u00e0 tra i parametri previsti per la tutela dei suoli agricoli.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Non \u00e8 esattamente ci\u00f2 che l&#8217;enciclica di Papa Francesco suggerisce essere la prioritaria cura del creato ma, evidentemente, gli industriali cuneesi sono assai laici e poco avvezzi alle tenerezze di questo strano Papa<\/strong> che non sa che cosa significhi sopravvivere nella giungla della competizione d&#8217;impresa dei nostri giorni. <strong>Mors tua vita mea, tutto in fondo si pu\u00f2 comprare, la terra \u00e8 infinita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di infinito, in realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 solo la pazienza. La nostra pazienza.<\/strong><\/p>\n<p>Che non saremo sicuramente tra i festanti nel giorno in cui una legge che cercher\u00e0 di CONTENERE il consumo di suolo, anzich\u00e8 ARRESTARLO, verr\u00e0 approvata.<\/p>\n<h3><strong>Chi sta scrivendo questa &#8220;misera&#8221; legge, priva di coraggio, lontana da una realt\u00e0 che farebbe gridare alle nudit\u00e0 del Re, si sta accorgendo di quali pericoli corriamo nei prossimi mesi? Piccole e grandi colate e colatine di cemento &#8220;tanto per stare tranquilli&#8221; e, soprattutto, per dimostrare che &#8220;la terra \u00e8 mia e ne faccio ci\u00f2 che mi pare&#8221;&#8230;<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Non sarebbe il caso, intanto e almeno, di prevedere una moratoria che arresti ogni nuova forma di micro o macro edificazione in attesa che la norma nazionale venga approvata ?<\/strong><\/h3>\n<p>I buoi.<br \/>\nLa stalla.<br \/>\nLa porta.<br \/>\nApertachiusa.<br \/>\n<strong>La follia.<\/strong><br \/>\n<strong> Questo \u00e8 il nostro mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cambiamolo &#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Alessandro Mortarino, da AltriTasti) Nel 2014, dopo nove anni di crisi, il comparto nazionale del cemento \u00e8 sceso sotto la quota dei 20 milioni [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10927,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,6],"tags":[],"class_list":["post-10926","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-piemonte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}