{"id":11044,"date":"2015-11-05T00:42:41","date_gmt":"2015-11-04T23:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11044"},"modified":"2015-11-06T01:01:28","modified_gmt":"2015-11-06T00:01:28","slug":"i-parchi-del-futuro-secondo-cipra-italia-commissione-internazionale-per-la-protezione-delle-alpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/11\/i-parchi-del-futuro-secondo-cipra-italia-commissione-internazionale-per-la-protezione-delle-alpi\/","title":{"rendered":"&#8220;I parchi del futuro&#8221; secondo CIPRA Italia (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/nationalpark.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11045\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/nationalpark.jpg\" alt=\"nationalpark\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/nationalpark.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/nationalpark-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>In questi mesi nel nostro paese si susseguono le proposte di istituzione di nuovi parchi naturali, in Appennino come sulle Alpi e lungo le coste marine. Si tratta di un segnale culturale importante, che va raccolto e al quale vanno offerte risposte, anche istituzionali.<\/strong><\/h3>\n<p>Anche lo scontro con altre categorie sociali \u00e8 comunque forte, uno scontro che vede su posizioni opposte cacciatori e agricoltori, timorosi della imposizione di altri vincoli o ancora settori immaturi verso le attenzioni dovute all\u2019ambiente e al paesaggio. <strong>CIPRA Italia propone una riflessione sul futuro delle aree protette<\/strong> portando forte attenzione alle possibili azioni che permettano una reale connessione, anche operativa, fra le tante azioni che i territori vanno sviluppando: tutto questo dovrebbe avvenire nel rispetto delle linee guida che ci sono proposte dal protocollo delle aree protette e del paesaggio della Convenzione delle Alpi recuperando verso le aree protette i contenuti strategici offertici dalla Carta Europea del Turismo sostenibile.<\/p>\n<h3><strong>Va anche detto che oggi i parchi, specialmente regionali, sono portati all\u2019asfissia operativa causa restrizioni economiche sempre pi\u00f9 pesanti. In troppe realt\u00e0 non si riesce a garantirne la gestione operativa, le azioni di conservazione, le occasioni di sviluppo. <\/strong><\/h3>\n<p>Vanno poste alcune riflessioni anche sui diversi disegni di legge che intendono modificare l\u2019attuale legge quadro nazionale, la 394\/1991. <strong>Troppi indirizzi intendono affidare ai parchi nazionali obiettivi che riguardano pi\u00f9 lo sviluppo economico dei territori<\/strong> interessati che attenersi ai valori propri di un\u2019area protetta. Noi siamo convinti che mentre si incentiva il valore della biodiversit\u00e0 non vi \u00e8 dubbio alcuno che si costruisca anche sviluppo economico oltre a progresso culturale e scientifico. Non va poi sottaciuto quanto sta avvenendo, in modo drammatico, attorno al <strong>Parco Nazionale dello Stelvio<\/strong>. Mentre ricorre la celebrazione dei suoi 80 anni dalla istituzione (24 aprile 1935) la Commissione dei 12 ed il Governo, sostenuti dall\u2019azione diretta delle province autonome di Bolzano, Trento e dalla Regione Lombardia,<strong> hanno di fatto smembrato il parco nazionale in tre minime realt\u00e0 regionali.<\/strong> Il pi\u00f9 grande parco delle Alpi \u00e8 stato cos\u00ec destrutturato nel pi\u00f9 assoluto silenzio \u2013 assenso della politica nazionale e locale.<\/p>\n<p>In questo contesto contraddittorio CIPRA Italia si chiede quale futuro possano avere le proposte di istituzione di nuovi parchi nazionali o regionali, come sta avvenendo attorno al Monviso, al Centro Cadore o al Cansiglio. Per fare questo deve esservi la consapevolezza che si dovrebbe riuscire a rispondere ad alcune domande sempre pi\u00f9 presenti nel dibattito sociale leggendo le aree protette non come valore ideologico assoluto, ma come territori che hanno saputo e possono legare il dovere della conservazione a quello delle riposte economiche rivolte alle popolazioni che nei parchi vivono.<\/p>\n<p>E\u2019 utile chiedersi e rispondere se ad oggi le norme rigide e il controllo severo abbiano funzionato sul piano dei risultati della conservazione del territorio. In molte realt\u00e0 questi vincoli non hanno funzionato perch\u00e9<strong> in un paese come quello italiano le deroghe rivolte alla speculazione, anche dentro i parchi, trovano sempre deroghe devastanti<\/strong>. In altre situazioni l\u2019assoluta rigidit\u00e0 vincolistica, non recependo le trasformazioni naturalistiche in atto, hanno portato anche a perdite di biodiversit\u00e0. Un po\u2019 ovunque, va detto con coraggio, dove non si \u00e8 attuata una zonizzazione partecipata, il parco ha portato le popolazioni locali a deresponsabilizzazione totale verso il dovere della conservazione del territorio, del paesaggio, delle culture locali.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi anche utile e necessario interrogarsi sul valore reale della istituzione di nuovi enti, se siano necessari per tutelare ambienti pregiati, quale risposta offrire alle tante aree SIC e ZPS diffuse sulle nostre montagne, le risposte da coordinare rivolte ai comitati, alle associazioni, alle istituzioni che hanno individuato sul territorio parchi locali, parchi fluviali, parchi agricoli, geoparchi, biotopi che poi vengono abbandonati, non gestiti, che si ritrovano ad essere isole chiuse destinate ad un veloce degrado o a subire modifiche che le snaturano o le impoveriscono del bene che andava tutelato. Siamo in presenza di un ambientalismo che deve reinventare la sua scatola degli attrezzi anche per rispondere in modo concreto ai troppi territori che vengono abbandonati o destinati ad allevamenti intensivi tipici delle grandi pianure. Fornire risposte a questi interrogativi significa investire in energie culturali e di lavoro giovani, in nicchie ancora poco esplorate, in ricerca e cultura.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019esempio del Trentino forse ci pu\u00f2 aiutare. In Provincia \u00e8 stata istituita una rete delle riserve. Si tratta di un investimento culturale, partecipato, che ha messo attorno ad uno stesso tavolo comuni, parchi, agricoltori, cacciatori, ambientalisti, operatori sociali ed economici. <\/strong><\/h3>\n<p>Questi, guidati dalla Provincia, hanno saputo varare dei piani di gestione del territorio che prevede attenzioni, azioni di recupero, di investimento nella biodiversit\u00e0 unendo fra loro, in veri e proprio corridoi ecologici e paesaggistici, parchi fluviali con geoparchi, parchi locali con parchi agricoli, aree SIC e ZPS con singoli biotopi. Accordi volontari, a tempo determinati, vincolati da un piano di gestione che promuove lavoro e nuove occupazioni. La condivisione dei progetti \u00e8 stata il motore reale di questi progetti. <strong>Ad oggi le reti di riserve istituite sono 8, altre sette sono in cantiere<\/strong>. Dalla Marmolada all\u2019Adamello si sar\u00e0 cos\u00ec costruito un ponte ecologico fino ad ieri impensabile, capace di legare i fondovalle alle vette pi\u00f9 impervie.<\/p>\n<p>Questo impegno oggi permette al mondo agricolo, agli stessi cacciatori, agli operatori turistici maggiore consapevolezza del valore del loro territorio e li porta ad un investimento di responsabilit\u00e0 diretta nella gestione di questo bene. Sar\u00e0 un investimento che sar\u00e0 allargato, man mano che maturer\u00e0, a tutta l\u2019area di Dolomiti UNESCO e probabilmente anche nelle regioni limitrofe, dalla Lombardia al Veneto.<strong> Con questo innovativo strumento la conservazione da passaggio passivo si tramuta in azione<\/strong>, quindi in occasione di lavoro per pi\u00f9 operatori del territorio, in formazione, in superamento di conflitti, in nuova pianificazione paesaggistica e urbanistica.<\/p>\n<h3><strong>Con il documento proposto CIPRA Italia rinnova l\u2019importanza strategica che le aree a parco, sia queste nazionali o regionali, rivestono nella politica della conservazione della natura e del paesaggio nel nostro paese. E si chiedono, da parte delle istituzioni, passi concreti:<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Il rifinanziamento diretto delle aree<\/strong> per permetterne l\u2019azione specifica diretta alla conservazione dei beni comuni;<\/li>\n<li><strong>il recupero reale<\/strong> e\u00a0l\u2019attuazione dei contenuti del protocollo della Convenzione delle Alpi \u201cProtezione della natura e del paesaggio\u201d specialmente nei passaggi che invitano alla definizione certa di connessioni fra aree meritevoli di pregio e di attenzioni conservazionistiche.<\/li>\n<li><strong>l\u2019investimento in accordi transfrontalieri tesi alla istituzione di parchi europei<\/strong> (Alpi marittime Mercantour, oppure Stelvio Engadina con il parco PEACE).<\/li>\n<li><strong>l\u2019esempio della provincia di Trento sulle reti di riserve pu\u00f2 essere diffuso in tutto il paese;<\/strong><\/li>\n<li><strong>Riprendere e rivedere le zonizzazioni in modo tale da permettere di raccogliere anche le legittime esigenze di chi nei parchi vive<\/strong>: rete dei servizi, possibilit\u00e0 di lavoro, sviluppo di sinergie fra i diversi settori economici.<\/li>\n<li><strong>Implementare in tutte le aree protette le certificazioni di profilo internazionale<\/strong> investendo anche nella Carta Europea del Turismo Sostenibile e il potenziamento delle filiere economiche e conservazionistiche;<\/li>\n<li>I Piani di Sviluppo Rurale (PSR) dovrebbero incentivare in modo prioritario chi lavora i territori dei parchi e dell\u2019insieme delle reti delle riserve. <strong>Le aree protette sono luoghi di sperimentazione di buone pratiche e sono un investimento dell\u2019intera umanit\u00e0<\/strong> rivolto alla conservazione dei beni comuni per le future generazioni;<\/li>\n<li><strong>La pianificazione deve essere costruita con il protagonismo attivo delle istituzioni locali e dei portatori di interessi collettivi<\/strong>, nel rispetto del mondo scientifico e della ricerca naturalistica e ambientale e deve prevedere tempi certa nella attuazione;<\/li>\n<li><strong>Ogni percorso deve essere partecipato<\/strong> offrendo agli stakeholders possibilit\u00e0 anche di controllo nel percorso attuativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Oggi, conclude CIPRA nel suo documento, <strong>ci aspetta un passaggio culturale importante: avere la capacit\u00e0 di unire in un unico disegno di gestione le aree delle alte quote ai fondovalle, costruire sinergie operative fra i bisogni, i lavori, i servizi delle popolazioni di montagna con quelli delle pianure e delle aree metropolitane<\/strong>.<\/p>\n<p>Un simile processo non pu\u00f2 trovare successo attraverso politiche centralistiche e impositive, ma solo con la costruzione di apposite reti che riescano a fare sintesi di alto profilo fra le esigenze della conservazione dei beni naturali e quelli dello sviluppo economico delle popolazioni che vivono la montagna ed i suoi ospiti.<\/p>\n<p><em><strong>Il Consiglio Direttivo di CIPRA Italia<\/strong><\/em><br \/>\n<em>(rivisto da Luigi Casanova vicepresidente di CIPRA Italia)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi mesi nel nostro paese si susseguono le proposte di istituzione di nuovi parchi naturali, in Appennino come sulle Alpi e lungo le coste [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":11045,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45,41,42],"tags":[],"class_list":["post-11044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esempi-virtuosi","category-opinioni","category-parchi-e-aree-protette"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}