{"id":11104,"date":"2015-12-03T01:00:56","date_gmt":"2015-12-03T00:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11104"},"modified":"2015-12-03T01:00:56","modified_gmt":"2015-12-03T00:00:56","slug":"anna-marson-sulle-alpi-apuane-col-piano-abbiamo-fatto-tutto-quello-che-potevamo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/12\/anna-marson-sulle-alpi-apuane-col-piano-abbiamo-fatto-tutto-quello-che-potevamo-fare\/","title":{"rendered":"Anna Marson sulle Alpi Apuane: &#8220;Col Piano abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11105\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1_Cava-sulle-Apuane.jpg\" alt=\"1_Cava-sulle-Apuane\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1_Cava-sulle-Apuane.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1_Cava-sulle-Apuane-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h4>\n<h4><em><strong>L&#8217;ex assessora della giunta di Enrico Rossi replica alle critiche di Franca Levorotti.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2015\/10\/toscana-pit-e-le-alpi-apuane.html\" target=\"_blank\">L\u2019articolo di Franca Levorotti<\/a> sulla salvaguardia delle Apuane richiede da parte mia alcune precisazioni.<\/p>\n<p>Oltre a essere chiamata direttamente in causa dal testo, credo infatti di avere qualcosa da dire in merito ai contenuti del Piano paesaggistico della Toscana, approvato nella scorsa primavera dopo una concitata fase di emendamenti e controemendamenti, e oggetto di numerosi e opposti ricorsi con riferimento alla disciplina delle attivit\u00e0 di escavazione nelle Apuane. Diverse imprese concessionarie di attivit\u00e0 di cava hanno infatti presentato ricorsi al TAR contro i dispositivi previsti dal Piano per garantire la tutela paesaggistica delle aree interessate da attivit\u00e0 estrattiva, mentre alcune associazioni ambientaliste prevalentemente locali hanno presentato un ricorso al Presidente della Repubblica per la supposta mancata tutela.<\/p>\n<p>Nessun piano \u00e8 perfetto, come noto, anche perch\u00e9 le garanzie previste a tutela dei diversi interessi nelle procedure di approvazione danno modo di apportare successive modifiche rispetto alle ipotesi iniziali, in questo caso le proposte approvate dalla giunta regionale. E io stessa, con grave scandalo dei pi\u00f9, non mi sono tirata indietro nell\u2019esprimere le mie valutazioni in merito alle vicende che hanno interessato il Piano, intervenendo in Consiglio Regionale in sede di approvazione dello stesso (cfr., oltre a eddyburg che ringrazio per avere a suo tempo prontamente pubblicato il mio intervento, Anche A.Marson, &#8220;Il percorso di approvazione del Piano paesaggistico della Regione Toscana&#8221;, Il Ponte, LXXI n.7, luglio 2015, pp.63-73). Nello specifico, con riferimento alle Apuane, sarei stata felice se si fosse riusciti a far approvare norme di maggior tutela, ma ritengo che il Piano approvato segni comunque un avanzamento rispetto alla precedente indeterminatezza.<\/p>\n<p>Anche gli scempi paesaggistici richiamati, ad esempio quello gi\u00e0 avvenuto al picco di Falcovaia, hanno infatti avuto luogo non soltanto a tutele di legge gi\u00e0 vigenti, ma anche a Parco regionale delle Apuane gi\u00e0 istituito (allora come ora privo di un piano del parco, e il cui Presidente, di cui Legambiente aveva chiesto pubblicamente le dimissioni, non ha esitato ad attaccarmi pubblicamente perch\u00e9 intendevo tutelare le Apuane).<\/p>\n<p>E\u2019 questa la ragione per cui, quando a suo tempo Franca Leverotti mi annunci\u00f2 l\u2019intenzione di promuovere un ricorso contro il Piano, le scrissi che non condividevo, poich\u00e9 rischiava di passare il messaggio politico che \u00e8 meglio non provare nemmeno a \u201csporcarsi le mani\u201d per regolare interessi contrapposti con un piano. Meglio accontentarsi di: un Parco (cui spetta esercitare le tutele ambientali) che non pianifica; funzionari delle Soprintendenze che non sono in grado di conoscere approfonditamente, tanto meno di fare sopralluoghi alle cave oggetto di autorizzazione paesaggistica; autorizzazioni all\u2019escavazione concesse da singoli dirigenti comunali.<\/p>\n<p>Il Piano paesaggistico, in uno spirito riformista (giacch\u00e9 le rivoluzioni non si fanno con i piani, meno che meno con quelli approvati dalle assemblee elette con i metodi della democrazia rappresentativa) finalizzato a conciliare tutela del paesaggio e dei lavoratori, ha introdotto a questo riguardo un combinato disposto di requisiti pi\u00f9 avanzati: l\u2019obbligo di approvare in Consiglio comunale appositi piani attuativi di bacino per le attivit\u00e0 di escavazione (ammettendo soltanto, in assenza di questi, limitate possibilit\u00e0 di ampliamento all\u2019interno dei perimetri gi\u00e0 autorizzati); un quadro conoscitivo di riferimento comune a tutti gli enti che intervengono nel procedimento; l\u2019obbligo di valutazione paesaggistica per tutte le nuove attivit\u00e0; la chiusura di alcune cave e il divieto di aprirne di nuove sopra ai 1200 metri, per non citare che alcuni dei dispositivi introdotti ex novo.<\/p>\n<p>Gran parte degli emendamenti passati in commissione, tendenti a scardinare le regole di tutela introdotte dal Piano a questo riguardo, sono stati oggetto di una revisione condivisa fra Regione e Ministero dei beni culturali poco prima del voto finale, per mantenerne la valenza originaria.<\/p>\n<p>Si poteva fare di pi\u00f9? Nel momento dato, con le forze presenti in campo nei diversi schieramenti politici e istituzionali, dubito assai, dal momento che l\u2019obiettivo politico dei numerosi oppositori era quello di far saltare non solo le norme per le Apuane, ma l\u2019intero piano. I numerosi ricorsi presentati dalle imprese di cava dimostrano come il Piano contenga comunque, nel suo insieme, norme finalizzate a garantire anche per le Apuane una maggior tutela di quella finora garantita in assenza del Piano stesso.<\/p>\n<p>Quanto alla presunta \u201clatitanza\u201d delle associazioni ambientaliste pi\u00f9 importanti (Italia Nostra, Legambiente, WWF e Fai), pur non potendo rispondere in vece loro mi limito a ricordare che non di latitanza si tratta, ma della mancata condivisione dell\u2019azione di ricorso contro il Piano. Mi risulta per di pi\u00f9 che queste stesse associazioni abbiano di recente costituito un \u201cCoordinamento apuano\u201d, con l\u2019obiettivo di seguire attentamente tutte le procedure di autorizzazione in corso, anche al fine di verificare se e come le nuove norme introdotte dal Piano vengano applicate da chi di dovere. Personalmente non posso che ringraziare il coordinamento delle associazioni per questo impegno quotidiano, assai pi\u00f9 faticoso di un ricorso al Presidente della Repubblica, che mi d\u00e0 il senso di non aver lavorato e sofferto invano.<\/p>\n<p><em><strong>Anna Marson<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ex assessora della giunta di Enrico Rossi replica alle critiche di Franca Levorotti. 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