{"id":11117,"date":"2016-01-14T00:17:09","date_gmt":"2016-01-13T23:17:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11117"},"modified":"2016-01-17T00:22:34","modified_gmt":"2016-01-16T23:22:34","slug":"verona-la-svendita-del-patrimonio-storico-monumentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/01\/verona-la-svendita-del-patrimonio-storico-monumentale\/","title":{"rendered":"Verona: la svendita del patrimonio storico monumentale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/01\/verona-la-svendita-di-edifici-monumentali-e-caserme\/verona\/\" rel=\"attachment wp-att-11118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11118\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/verona.jpg\" alt=\"verona\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/verona.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/verona-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra circa diciotto mesi terminer\u00e0 la seconda amministrazione guidata dal sindaco Tosi ed un primo e parziale bilancio si pu\u00f2 gi\u00e0 fare. Mi limiter\u00f2 a ragionare sull&#8217;equilibrio o meglio sullo squilibrio urbanistico del nostro territorio dopo le due amministrazioni, su <strong>come \u00e8 stato svenduto parte del patrimonio storico monumentale<\/strong> ricevuto in eredit\u00e0 e sulle opportunit\u00e0 future..<\/p>\n<h3><strong>La mancata programmazione pubblica sull&#8217;uso del territorio e la conseguente scelta di lasciare agli investitori privati il ruolo di pianificatori, ha ridotto la nostra citt\u00e0 ad una sorta di vestito d\u2019arlecchino, senza alcuna logica e con l\u2019accumulo di centri commerciali in un\u2019area, Verona sud, che sarebbe potuta diventare una vera porzione di citt\u00e0 con residenziale, commerciale, direzionale, servizi e verde nelle giuste proporzioni.<\/strong><\/h3>\n<p>Invece in quelle aree si sta realizzando <strong>la pi\u00f9 pesante speculazione<\/strong> che la nostra citt\u00e0 ricordi. <strong>Circa 3.000.000 di mc di commerciale, terziario, alberghiero, ricettivo e direzionale, oltre a 1.000.000 di mc di residenziale.<\/strong> E, alla Marangona, su un\u2019area di circa 40.000 mq, anzich\u00e9 lasciarla a destinazione agricola o attrezzarla per il Polo dell\u2019Innovazione, pare che si aggiungano altri 100.000 mq di spazi commerciali per accogliere l\u2019Ikea. Mi sto chiedendo come sar\u00e0 Verona sud tra qualche anno, quando tutto il cemento previsto sar\u00e0 realizzato.<\/p>\n<p>Nonostante le <strong>migliaia di appartamenti sfitti<\/strong> (pare siano oltre 10.000) e il leggero calo demografico, il <strong>P.A.T.<\/strong> prevede, nel decennio, una<strong> capacit\u00e0 insediativa residenziale di altri 5.000.000 di mc<\/strong>; il P.I. quinquennale ne ha potenzialmente consumati gi\u00e0 4.293.000.<\/p>\n<h3><strong>A tutto questo \u00e8 necessario aggiungere le cessioni di tanti edifici monumentali per coprire spese e costi spesso inutili.<\/strong><\/h3>\n<p>Un esempio \u00e8 l\u2019<strong>assurda e contraddittoria operazione del supermercato davanti alla fiera<\/strong>. Nel 2009 fu acquisita dalla Polo Finanziario S.P.A. l\u2019area degli ex magazzini ortofrutticoli attraverso la permuta di Palazzo Forti e dell\u2019annesso isolato, valutati circa 33 milioni di euro. Lo scopo era di fornire alla fiera spazi ed eventuali strutture per facilitarne lo sviluppo. Questo \u00e8 quanto aveva affermato l\u2019allora assessore alla pianificazione per giustificare l\u2019operazione: \u201c\u2026\u201eun\u2019area strategica per la citt\u00e0, torna in possesso del Comune e ci permetter\u00e0 di garantire il futuro sviluppo della Fiera, uno dei principali volani per l\u2019economia della citt\u00e0\u2026\u201d\u00a0Logica che \u00e8 stata totalmente smentita nel 2015, quando la stessa area \u00e8 stata venduta all&#8217;Esselunga per 27 milioni e mezzo. Un cattivo affare per il Comune e per i veronesi che perdono uno dei pi\u00f9 preziosi edifici del lascito Forti in cambio di un altro supermercato.\u00a0Questo non \u00e8 che uno dei tanti esempi di come si stata amministrata la citt\u00e0 in questi ultimi anni.<\/p>\n<p>Il sindaco Tosi, per sistemare i conti delle sue amministrazioni e forse di qualcuna del passato, ha ben pensato di<strong> vendere altri beni ricevuti dal Comune tramite lasciti testamentari<\/strong> e che avrebbe avuto il dovere di preservare quale patrimonio della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Lo<strong> storico\u00a0 Palazzo del Capitanio<\/strong>, di 8.800 metri quadrati, in pieno centro, passa alla Fondazione Cariverona per 18 milioni di euro, che avrebbero dovuto essere destinati per la quota di 12 milioni, al finanziamento della ristrutturazione dell\u2019ex-Arsenale asburgico e per la quota di 5 milioni per allestire il nuovo museo di storia naturale a Castel San Pietro (che non ha gli spazi sufficienti ad ospitare tutte le collezioni), considerato che palazzo Pompei, che lo ospitava, \u00e8 stato venduto alla Fondazione Cariverona. Dell\u2019ultimo milione non si ha notizia.<\/p>\n<p>Lo stesso <strong>Castel San Pietro<\/strong> \u00e8 stato acquistato da Fondazione Cariverona per il prezzo di circa 11 milioni di euro.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sede della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, <strong>Palazzo Forti<\/strong>, con l\u2019intero isolato, \u00e8 stato venduto alla locale Fondazione Cariverona per 33 milioni di euro invece dei 65 milioni pretesi dal Comune .<\/p>\n<p><strong>Palazzo Gobetti<\/strong>, di origine quattrocentesca, messo in vendita per 10 milioni, \u00e8 stato venduto al prezzo di 6,4 milioni di euro ad una immobiliare, che potr\u00e0 realizzare appartamenti, dopo l\u2019approvazione del cambiamento di destinazione d\u2019uso da museale a residenziale.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>ex-convento francescano di San Domenico<\/strong>, che rappresenta una preziosa testimonianza artistica dell\u2019architettura del XVI\u2014XVII secolo, \u00e8 stato venduto per circa 12 milioni di euro.<\/p>\n<p>Il centralissimo <strong>palazzetto del Bar Borsa<\/strong>, in vendita per 6 milioni e mezzo, \u00e8 stato ceduto per 4,8 alla \u00abValpadana Costruzioni\u00bb.<\/p>\n<p>Per tranquillizzare i compratori che temevano i vincoli architettonici dei palazzi storici in vendita, il Comune ha risposto ufficialmente on line con queste parole: \u00abPer detti immobili \u00e8 stato adottato un apposito provvedimento urbanistico che ha assegnato le diverse destinazioni urbanistiche (residenziale, direzionale e commerciale) consentendo la pi\u00f9 ampia possibilit\u00e0 di utilizzo\u00bb.<\/p>\n<p>Con questi esempi negativi \u00e8 illusorio pensare che i forti e le mura storiche che, per il processo del federalismo demaniale, sono di recente passati alla propriet\u00e0 del Comune, possano essere rivalutate come meriterebbero. Sono opere di architettura militare che hanno permesso alla citt\u00e0 di Verona di ricevere dall\u2019 Unesco il riconoscimento di \u201cPatrimonio dell\u2019Umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Un\u2019altra opportunit\u00e0, che per\u00f2 temo si tramuter\u00e0 in illusione, \u00e8 che la gran parte delle caserme militari che verranno dismesse dal demanio e messe all\u2019asta, siano acquisite dal Comune di Verona per programmare urbanisticamente la loro riconversione d\u2019uso e, ristrutturandole, evitare la cementificazione di altro terreno agricolo.<\/strong><\/h3>\n<p>Prevedo che, visti gli esempi del passato, il sindaco Tosi le lasci volentieri agli operatori privati, o meglio, agli speculatori immobiliari.<\/p>\n<p>Le <strong>nove principali caserme<\/strong>, ubicate in centro storico sono: Caserma 4\u00b0 O.R.E, tra ponte Catena e ponte Risorgimento; Caserma Dalla Bona e Ospedale Militare; Caserma Li Gobbi in Corso Porta Palio; Caserma Busignani in piazza Pozza; Caserma di fanteria Campone; Caserma Rossani in via del Minatore; Caserma Trainotti in via XX settembre; Caserma San Bernardino di fronte ai bastioni, tra porta Palio e porta San Zeno.<\/p>\n<p>Con un\u2019attenta analisi e progettazione urbanistica, <strong>queste aree potrebbe avere destinazioni diverse<\/strong>: residenza convenzionata, negozi di vicinato, alloggi per anziani autosufficienti, scuole materne e asili nido, spazi comuni, teatro-auditorium, polo museale e culturale, palestre, etc&#8230;<\/p>\n<p>Alcuni esempi su cui si potrebbe aprire un dibattito.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>ospedale Militare<\/strong> potrebbe essere la sede succursale di uno o pi\u00f9 grandi musei internazionali (Ermitage, Louvre, D\u2019Orsay, British Museum ,National Gallery, Metropolitan, MoMa, Guggeneim, Alte Pinakothek, Prado, Thyssen Bornemisza, etc\u2026) per ospitare alcune delle loro opere artistiche a rotazione (hanno i depositi pieni); e ricevere buona parte del patrimonio artistico ora contenuto a Castelvecchio, sia quello esposto nelle sale che quello collocato nei depositi. In questo modo sarebbe possibile riprendere l\u2019originale allestimento architettonico come l\u2019aveva progettato l\u2019architetto Carlo Scarpa e mantenuto dal compianto direttore professor Licisco Magagnato.<\/p>\n<p>Il <strong>Campone<\/strong> potrebbe ospitare la Corte d\u2019appello e la Cittadella della giustizia.<\/p>\n<p><strong>Altre caserme<\/strong> potrebbero essere riconvertite in residenze convenzionate, etc&#8230;<\/p>\n<p>A questo punto, la prima domanda che ci si pone \u00e8: \u201c<strong>dove si trovano i soldi?<\/strong>\u201d Certamente non svendendo il nostro patrimonio storico, ma presentando progetti e programmi dettagliati all\u2019U.E. per avere quei <strong>finanziamenti<\/strong> che hanno permesso a molte citt\u00e0 dell\u2019Unione di recuperare il proprio patrimonio architettonico e culturale. Facendo partecipare gli <strong>operatori privati<\/strong> all\u2019interno di norme chiare e precise. Concedendo alle <strong>cooperative<\/strong>, anzich\u00e9 lotti di terreno, caserme o parti di esse da ristrutturare per l\u2019edilizia convenzionata. Cercando <strong>sponsor<\/strong> non per l\u2019assurda copertura dell\u2019Arena ma, per esempio, per realizzare il polo culturale e museale negli edifici dell\u2019Ospedale Militare. Abbandonando definitivamente i progetti assurdi come quello del traforo e incassando la penale da chi non ha rispettato i termini del contratto (per fortuna). <strong>Evitando spese eccesive<\/strong>, come i 26 milioni di euro per avere dalla Provincia la met\u00e0 dell\u2019area del parco di San Giacomo, probabilmente forzata dalla demagogia di Tosi. Con molti meno soldi si potevano acquistare i terreni agricoli di cintura che congiungono i forti esterni austriaci, dal forte Chievo sino a Forte Santa Caterina (primo campo trincerato), per realizzare una fascia verde di collegamento. Evitare i milioni di euro spesi in progetti di grandi architetti finiti nel nulla. Si parla di oltre 50 milioni di euro. <strong>Risparmiare<\/strong> i migliaia di euro per tutte le varie consulenze esterne; per gli studi di avvocati ingaggiati dal sindaco per querelare chi osava contestarlo; per i gettoni ai diversi componenti delle numerose aziende partecipate (scandalosa \u00e8 la situazione delle aziende del trasposto pubblico); e per tante spese e costi utili solamente alla demagogia di chi detiene il potere.<\/p>\n<p><strong>Verona non pu\u00f2 sopportare altri cinque anni di un\u2019amministrazione cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p><em>Giorgio Massignan (<a href=\"http:\/\/www.veronagreen.it\/index.php\/territorio\/veronapolis-la-nuova-associazione-a-difesa-del-territorio\" target=\"_blank\">VeronaPolis<\/a>)<\/em><br \/>\n<em>Verona 08. 12 2015<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra circa diciotto mesi terminer\u00e0 la seconda amministrazione guidata dal sindaco Tosi ed un primo e parziale bilancio si pu\u00f2 gi\u00e0 fare. 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