{"id":11130,"date":"2016-01-15T00:29:14","date_gmt":"2016-01-14T23:29:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11130"},"modified":"2016-02-26T01:00:27","modified_gmt":"2016-02-26T00:00:27","slug":"fermiamo-il-consumo-di-suolo-il-territorio-tra-speculazione-incuria-e-degrado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/01\/fermiamo-il-consumo-di-suolo-il-territorio-tra-speculazione-incuria-e-degrado\/","title":{"rendered":"Libro: &#8220;Fermiamo il consumo di suolo: il territorio tra speculazione, incuria e degrado&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Paola Bonora, geografa all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, ha riassunto in un dettagliato ed utilissimo libro denso di dati il punto di arrivo di un lungo percorso attorno al concetto di \u201cconsumo di suolo\u201d. La recensione di Alessandro Mortarino.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"padding-left: 20px; alignleft wp-image-11136 size-medium\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/copertina-libro-paola-bonora-197x300.jpg\" alt=\"copertina-libro-paola-bonora\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/copertina-libro-paola-bonora-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/copertina-libro-paola-bonora.jpg 506w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/>&#8220;Consumo di Suolo&#8221;: un termine emerso dai circoli della societ\u00e0 civile e della cultura critica e oggi divenuto particolarmente di \u201cmoda\u201d. Il suo contributo si intitola \u201c<strong>Fermiamo il consumo di suolo. Il territorio tra speculazione, incuria e degrado\u201d, edito da \u201cIl Mulino\u201d (133 pagine, 12 euro)<\/strong> e ci piace intenderlo come un invito all\u2019azione oltre che un approfondito scandaglio: <strong>essere maggiormente informati \u00e8 un pungolo per raddoppiare le forze per contrastare un fenomeno che non deve pi\u00f9 permettere alle nostre coscienze di attendere oltre per rafforzare la necessit\u00e0 di una \u201ccrescita zero\u201d da contrapporre agli opposti orientamenti governativi contenuti, ad esempio, nello Sblocca Italia, che sposta l\u2019offensiva del cemento e dell\u2019asfalto sul piano delle grandi opere e sulla riapertura dei cantieri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Paola Bonora sviscera il tema partendo da quelle che ritiene le sue radici intrinseche, cio\u00e8 <strong>il passaggio dalla citt\u00e0 fordista alla citt\u00e0 post-moderna<\/strong>, che si riassume nelle recenti rilevazioni dell\u2019Ispra: <strong>in Italia vengono consumati 8 mq. di suolo al secondo<\/strong>: un rettangolo di 2 metri per 4 ad ogni respiro ! In media sono stati consumati pi\u00f9 di 7 mq. al secondo per oltre 50 anni e negli anni \u201990 del Novecento si sono toccati i livelli pi\u00f9 alti, con quasi 10 mq. al secondo, ben oltre le medie europee.<br \/>\n<strong>Uno degli effetti diretti della copertura dei terreni con materiale impermeabile (soil sealing) \u00e8 l\u2019erosione causata dall\u2019acqua<\/strong>: stiamo parlando di funzionalit\u00e0 del suolo compromesse e di dissesto idrogeologico (o, per dirla come prediligono i geologi, geo-idrologico). In Europa interessa 1,3 milioni di kmq., un quarto dell\u2019intero territorio (all\u2019incirca due volte la superficie della Francia).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Raramente si parla del suolo come di una risorsa non rinnovabile<\/strong>. Eppure le terre emerse rappresentano solo il 30 % della superficie terrestre (l\u20198 % ad altitudini superiori ai 1.000 metri), di cui le aree \u201csfruttabili\u201d per la coltivazione in maniera naturale (cio\u00e8 senza impianti idrici o di drenaggio artificiali) sono appena l\u201911 %.<br \/>\nIl suolo \u00e8 lo strato superiore della crosta terrestre, composto da componenti minerali, organici, acqua, aria, organismi viventi \u2026: \u00e8 sempre utile ricordarcelo !<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fino agli anni \u201970 abbiamo assistito all\u2019urbanesimo (popolazioni che fuggono dal mondo rurale per addensarsi nei centri maggiori) nella citt\u00e0-fabbrica fordista subito caotica e congestionata che, via via, ribalta i vantaggi localizzativi e li trasforma in trappole da cui fuggire, affinando nuove sensibilit\u00e0 ecologiche. Si avvia cos\u00ec un graduale decentramento in periferie sempre pi\u00f9 distanti e rarefatte che colonizzano il mondo rurale e mescolano citt\u00e0 e campagna, contaminandole senza amalgamarsi.<br \/>\n<strong>La citt\u00e0 postmoderna perde contorni e limiti, si slabbra, si sgretola in una galassia insediativa orizzontale, discontinua, polverizzata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il 72,1 % delle famiglie italiane possiede oggi l\u2019abitazione in cui vive e molte di esse possiedono pi\u00f9 residenze<\/strong>:<strong> \u00e8 una percentuale altissima rispetto alle altre nazioni<\/strong> e questo rappresenta un presupposto culturale per l\u2019esplosione dell\u2019edilizia: prima della crisi \u2013 tra il 1998 e il 2007 \u2013 gli investimenti in costruzioni in Italia aumenta quasi del 30 % e in altre nazioni il dato \u00e8 ancora pi\u00f9 elevato (82,2 % in Irlanda, 73,4 % in Spagna, 69,9 % in Grecia, anticamera di un gi\u00e0 prevedibile crack).<br \/>\n<strong>La citt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 sinonimo di forma (urbs), di vita comune (civitas), di consonanza politica (polis) e la campagna non \u00e8 pi\u00f9 uno spazio ameno in quanto segmentata da infrastrutture, capannoni, schiere di villette e megastore, appiattita dalle logiche dell\u2019agroindustria, vittima della monocultura e dei suoi campi sterminati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel primo boom industriale la popolazione urbana cresce in media del 10 % (ma a Torino, tra il 1951 e il 1961, cresce del 40 %;, a Roma e Bologna del 50 % \u2026). Nei primi anni \u201970 le citt\u00e0 del Nord entrano in ciclo di decrescita e si avvia un processo di deurbanizzazione che alleggerisce il cuore tradizionale della citt\u00e0 e spande forme di urbanizzazione in spazi sempre pi\u00f9 remoti: la casa si trasforma in bene d\u2019investimento e in status symbol, con una domanda crescente che perdura fino al 2002. Le imprese, per\u00f2, continuano ad incrementare le nuove costruzioni e, dal 2005, il numero di nuove residenze supera il numero di nuove famiglie: la superficie consumata per residente passa da 178 mq. per abitante nel 1950 a 369 mq. per abitante nel 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La citt\u00e0 attuale \u00e8 figlia della transizione postindustriale, precipitata in una crisi profonda demografica, economica, identitaria. Ma anche competitiva. Il rapporto tra pubblico e privato si ribalta a favore di una concezione che esaspera l\u2019insofferenza normativa fino a mettere in discussione il ruolo della statualit\u00e0, vista come freno all\u2019esprimersi del gioco economico. <strong>Le regole della pianificazione vengono gradualmente superate ed eluse da prassi di negoziazione in cui le logiche mercantili diventano l\u2019arbitro del destino delle citt\u00e0 e dei sistemi territoriali.<\/strong> Il consumo &#8211; di suolo, di merci, di paesaggi, di socialit\u00e0, di abitazioni \u2013 \u00e8 la nuova cifra del cambiamento. La pianificazione generale diventa pianificazione mirata su specifici progetti, in base ad accordi diretti con i portatori di interessi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>In Italia la rendita copre il 32 % del PIL, una quota considerata pi\u00f9 del doppio (15 %) di quella ritenuta fisiologica in un sistema economico equilibrato e conduce all\u2019anticamera della bolla e della finanziarizzazione immobiliare.<\/strong><br \/>\nIl PIL nazionale dell\u2019intero settore primario dell\u2019agricoltura \u00e8, invece, pari appena al 2 %: una quota che non permette di coprire il fabbisogno interno e costringe all\u2019importazione da altri paesi di prodotti alimentari basilari.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Paola Bonora dedica ampi spazi del suo libro proprio al ruolo odierno dell\u2019agricoltura<\/strong> e, ovviamente, al tema (per noi cardine) del Paesaggio: quello perduto, quello \u201cda consumare\u201d secondo la concezione di Marc Aug\u00e8, quello fondamentale per comprendere \u201cdove siamo e dove sono le nostre anime in rapporto con il cosmo\u201d (Hillman), l\u2019impronta culturale della Natura, il paesaggio percepito, l\u2019appartenenza storica. Per poi domandare (e domandarci) <strong>quali paesaggi vogliamo difendere e ripercorrere le norme dimenticate e disattese, a partire dall\u2019articolo 9 della nostra Costituzione, dall\u2019istituzione nel 1974 del ministero dei Beni Culturali, dalla legge Galasso, dalla Convenzione europea del paesaggio, dal Codice dei Beni Culturali e del paesaggio. Tutti prodromi di una norma nazionale che arresti il consumo di suolo, che ancora tarda a venire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dunque occorre analizzare con grande profondit\u00e0 l\u2019alternativa (o, meglio, le alternative) al consumo di suolo, che tutti i dati offerti nel libro ci dicono essere un \u201ccattivo affare\u201d per le famiglie (sempre pi\u00f9 indebitate) e per l\u2019imprenditoria edilizia, alle prese con una non pi\u00f9 procrastinabile riconversione.<br \/>\n<strong>Paola Bonora riprende quindi le green belts del Regno Unito, le tutele delle aree agricole e i controlli sui cambiamenti d\u2019uso della legislazione tedesca, i tetti alle nuove edificazioni della Francia, il dibattito aperto sui criteri di densificazione, il fondo speciale europeo per il recupero dei brownfields.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E, in conclusione, sferra <strong>un richiamo ad un vero ripensamento del territorio. Un ripensamento politico ma anche civico, in cui far germinare una nuova cultura fatta di giustizia ambientale e sociale, capace di immaginare un futuro possibile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo libro, che consigliamo caldamente, offre innumerevoli spunti per identificare una direzione alternativa e di autentico \u201cbuon senso\u201d: a noi il compito di trasformarla in una azione incisiva. Senza \u201cse\u201d e senza \u201cma\u201d, ci verrebbe da suggerire \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola Bonora, geografa all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, ha riassunto in un dettagliato ed utilissimo libro denso di dati il punto di arrivo di un lungo percorso [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":110,"featured_media":11137,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,114],"tags":[],"class_list":["post-11130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-pubblicazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/110"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11130\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}