{"id":11182,"date":"2016-02-28T00:37:02","date_gmt":"2016-02-27T23:37:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11182"},"modified":"2016-02-28T00:37:02","modified_gmt":"2016-02-27T23:37:02","slug":"il-censimento-del-cemento-una-proposta-per-far-respirare-il-suolo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/02\/il-censimento-del-cemento-una-proposta-per-far-respirare-il-suolo-italiano\/","title":{"rendered":"Il \u201cCensimento del Cemento\u201d: una proposta per far respirare il suolo italiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/02\/il-censimento-del-cemento-una-proposta-per-far-respirare-il-suolo-italiano\/milano\/\" rel=\"attachment wp-att-11183\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11183\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/milano.jpg\" alt=\"milano\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/milano.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/milano-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Lo sfruttamento eccessivo del suolo italiano, cos\u00ec come il suo stato di degrado ed eccessiva cementificazione, non rappresenta purtroppo una novit\u00e0 per il nostro Bel Paese.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Ospedali, centri polifunzionali, palestre, stazioni ferroviarie mai entrate in servizio, ecomostri, colate di cemento, edifici in stato di abbandono\u2026 tutto ci\u00f2 fa parte di un articolato dizionario del degrado edilizio che la maggior parte delle volte punta il suo mirino verso una vittima incolpevole: il territorio.<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019uomo costruisce, edifica e muta il paesaggio con le sue opere da millenni, ma mai prima d\u2019ora si era dato cos\u00ec da fare come negli ultimi cento anni, dapprima con legno e mattoni, poi con cemento e metallo. Mentre per\u00f2 in alcuni paesi d\u2019Europa e del mondo si ha avuto un occhio di riguardo nei confronti di un\u2019edilizia \u201cmorigerata\u201d e ben amalgamata con il territorio, per molti altri il vero ago della bilancia \u00e8 stato l\u2019inseguimento di un interesse meramente economico o politico.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia<\/strong> \u00e8 certamente tra quei paesi che spesso si sono trovati impreparati di fronte a questa problematica e, pur considerando l\u2019alta densit\u00e0 di abitanti per chilometro quadrato, <strong>ha negli anni costruito pi\u00f9 del necessario<\/strong>, dapprima abbondando con le nuove edificazioni, salvo poi abbandonarne molte all\u2019incuria e al degrado. Una ricerca del <a href=\"http:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/2014\/10\/08\/la-mappa-delle-case-in-vendita-in-italia-piu-di-540mila-in-cerca-di-acquirenti\/\" target=\"_blank\">Sole 24 Ore<\/a> datata 2014, ha valutato che solo nel mercato immobiliare, ormai zoppicante da diversi anni, <strong>sono pi\u00f9 di 540.000 le case non vendute in Italia, il 26% delle quali di nuova costruzione<\/strong>. In media, ogni mille case, 15 non hanno proprietario. <strong>Nonostante questo dato, gru e betoniere ancora non si fermano.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Tra i diversi enti e associazioni legati alla tutela dell\u2019ambiente e operanti in Italia, il forum nazionale \u201cSalviamo il Paesaggio \u2013 Difendiamo i Territori\u201d \u00e8 uno di quelli che ha lanciato con maggiore interesse e convinzione una campagna per salvaguardare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation edilizia e da un uso incondizionato del suolo<\/strong>.<\/h3>\n<p><strong>Al forum aderiscono circa 100 associazioni nazionali (tra cui Legambiente, WWF Italia e Federtrek) e pi\u00f9 di 800 associazioni e comitati locali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 2012 il forum ha lanciato un\u2019importante campagna chiamata \u201cCensimento del cemento\u201d<\/strong> con l\u2019intento di analizzare capillarmente il numero e lo stato degli edifici costruiti, agibili e in buone condizioni ma abbandonati e inutilizzati. In pi\u00f9 di 150 tra esperti, amministratori locali, architetti e professionisti del settore hanno collaborato nella stesura di una scheda di censimento da far compilare a tutti gli 8.100 comuni italiani.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iniziativa<\/strong> si dimostr\u00f2 per\u00f2 <strong>pi\u00f9 complicata del previsto<\/strong> e le risposte dai comuni furono tardive, incomplete nei dati e numericamente molto limitate su scala nazionale. L\u2019azione collettiva si \u00e8 dunque estesa nel tempo diventando una campagna permanente, in cui fondamentale \u00e8 stata la collaborazione dei comitati locali, appositamente costituiti per sollecitare ulteriormente le amministrazioni locali.<\/p>\n<p>Delle circa 1000 risposte che in quattro anni sono arrivate al forum, la met\u00e0 sono risultate negative. In altri casi invece (circa 250) le risposte erano incomplete o incongruenti rispetto ai dati ufficiali. Gli <strong>unici questionari compilati<\/strong> in maniera rigorosa, completa e con un buon indice di affidabilit\u00e0, si sono dunque limitati ad <strong>una manciata di decine<\/strong>.<\/p>\n<p>Per invertire questa tendenza viziosa, <strong>il forum sta oggi operando su due fronti differenti: in primo luogo con una revisione dei documenti<\/strong> (scheda censimento, lettera di richiesta, eventuale mozione da presentare in consiglio comunale per sollecitare la compilazione, ecc.) messi a disposizione per la raccolta dei dati, e <strong>in secondo luogo con un lavoro di sensibilizzazione sui gruppi locali e sui singoli cittadini<\/strong> affinch\u00e9 possano <strong>richiedere in prima persona al proprio sindaco<\/strong> la compilazione del questionario.<\/p>\n<p><strong>Dal lavoro di revisione<\/strong> dei documenti, <strong>ne conseguir\u00e0 una nuova \u201cguida\u201d alla valutazione dei questionari<\/strong> compilati, che permetter\u00e0 agli stessi cittadini richiedenti \u2013 tramite l\u2019applicazione di formule elementari incrociate con i dati ufficiali ISTAT \u2013 la lettura e l\u2019interpretazione dei numeri forniti dai comuni.<\/p>\n<p>Secondo il referente del Gruppo di Lavoro nazionale del forum che si sta occupando di rilanciare il Censimento del Cemento, Massimo Mortarino, questa revisione sarebbe fondamentale per\u00a0evitare la frequente (ahim\u00e9) obiezione da parte di sindaci che hanno ricevuto la richiesta di compilazione: \u201cNon abbiamo i soldi, le risorse e il tempo necessari per raccogliere la mole di dati richiesta\u2026\u201d. Questa risposta sembrerebbe evidenziare una preoccupante situazione:<strong> la stragrande maggioranza dei comuni rilascia permessi edificatori senza conoscere l\u2019esatta situazione degli immobili<\/strong> (civili e industriali) sfitti o inutilizzati e si avvale di previsioni abitative indicate nei Piani Regolatori Comunali che sono obsoleti e nettamente sovradimensionati rispetto all\u2019incremento (spesso decremento) demografico reale?<\/p>\n<h2><strong>Il consumo del suolo in numeri<\/strong><\/h2>\n<p>A maggio 2015 l\u2019Ispra \u2013 Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha diffuso i dati riguardanti il consumo di suolo italiano. Ci\u00f2 che ne risulta \u00e8 uno scenario abbastanza allarmante: seppur la tendenza riporti un lieve rallentamento negli ultimi 8 anni, <strong>dal 2008 al 2013 sono stati rosicchiati alla natura circa 55 ettari al giorno<\/strong>, ossia 6-7 metri quadri al secondo. Il consumo prosegue dunque la sua marcia fatta di asfalto, case, capannoni, strade e nuove infrastrutture, centri commerciali, produttivi e di servizio, il tutto a discapito delle aree naturali e agricole.\u00a0Dal 2,7% di suolo consumato negli anni \u201950 si \u00e8 passati ad un 7% di media nazionale nel 2014, con pi\u00f9 di 21.000 km2 coperti da opere umane.<\/p>\n<p>La maglia nera del cemento la indossano Nord-ovest (8,4%) e Nord-est (7,2%), mentre al Centro e al Sud il coefficiente scende minimamente (6,6 e 6,2%). A livello regionale Lombardia e Veneto superano il 10% (2.464 e 1.744 km2 di zone cementificate), mentre Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Puglia si attestano tra il 7 e il 9%. <strong>Le province di Monza e Brianza, Napoli e Milano si contengono il podio provinciale di suolo utilizzato rispetto al territorio totale (rispettivamente con il 34,7, 29,5 e 26,4%)<\/strong>, mentre a livello comunale le aree urbane delle principali citt\u00e0 (Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e Palermo su tutte) sono \u2013 come prevedibile \u2013 in testa. Sempre Roma, Torino, Napoli e Milano sono accomunate da una tendenza che tocca i comuni limitrofi alla citt\u00e0, in quella che \u00e8 la creazione di un\u2019area metropolitana spesso consumata per il 60-65% della sua estensione e spesso composta da comuni edificati per pi\u00f9 del\u201980%.<\/p>\n<p>La mappa dell\u2019Ispra mostra quindi un\u2019Italia colorata pi\u00f9 in rosso (o grigio) che in verde, con una Pianura Padana in cui la vegetazione fatica a farsi spazio e una grande porzione di fascia costiera asfissiata dal cemento. E non \u00e8 un caso se proprio <strong>nella maggiore pianura d\u2019Italia si riscontrano ciclicamente i peggiori dati riguardanti la qualit\u00e0 dell\u2019aria o se in regioni fortemente edificate come Liguria e Campania i disastri causati da alluvioni ed eventi atmosferici di grande intensit\u00e0 provochino sovente gravissimi danni e numerose vittime.<\/strong><\/p>\n<p>Se \u00e8 questo lo scotto da pagare per un processo costruttivo che spesso imbruttisce e favorisce la speculazione, forse \u00e8 il caso di focalizzarsi maggiormente su questo tema spesso ignorato o affrontato con troppa sufficienza.<\/p>\n<p><em><strong>Marco Carlone (Trekking)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sfruttamento eccessivo del suolo italiano, cos\u00ec come il suo stato di degrado ed eccessiva cementificazione, non rappresenta purtroppo una novit\u00e0 per il nostro Bel [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":11183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,30],"tags":[55],"class_list":["post-11182","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-edilizia-1","tag-cementificazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11182\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}