{"id":11309,"date":"2016-06-21T23:34:22","date_gmt":"2016-06-21T21:34:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11309"},"modified":"2016-06-21T23:34:22","modified_gmt":"2016-06-21T21:34:22","slug":"roma-alla-riscoperta-dellappia-antica-patrimonio-storico-o-brand-commerciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/06\/roma-alla-riscoperta-dellappia-antica-patrimonio-storico-o-brand-commerciale\/","title":{"rendered":"Roma, alla riscoperta dell\u2019Appia antica. Patrimonio storico o brand commerciale?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/06\/roma-alla-riscoperta-dellappia-antica-patrimonio-storico-o-brand-commerciale\/appia-foto-675-675x275\/\" rel=\"attachment wp-att-11310\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11310\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Appia-foto-675-675x275.jpg\" alt=\"Appia-foto-675-675x275\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Appia-foto-675-675x275.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Appia-foto-675-675x275-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Articolo di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/blog\/mlilli\/\">Manlio Lilli<\/a><\/strong>\u00a0pubblicato su\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/06\/17\/roma-alla-riscoperta-dellappia-antica-patrimonio-storico-o-brand-commerciale\/2838523\/\">Il Fatto Quotidiano.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019abbiamo ricoperta di <strong>tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie,<\/strong> sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, presa talvolta a picconate peggio dell\u2019Isis. Abbiamo lasciato che quattro quinti dei <strong>monumenti del tratto romano finissero in mano ai privati<\/strong>\u201c. In queste parole di <strong>Paolo Rumiz<\/strong>, nell\u2019incipit ad<strong> Appia, il libro sulla strada pi\u00f9 celebre dell\u2019antichit\u00e0 classica<\/strong>, c\u2019\u00e8 la sintesi di un viaggio d\u2019altri tempi. Alla ricerca di quel che rimane di una delle pi\u00f9 grandi opere del passato.<\/p>\n<p>Un reportage (unico nel suo genere) nell\u2019Italia minore che ha prodotto anche una bella serie di immagini. Sono loro le protagoniste de <a href=\"http:\/\/festivaletteraturadiviaggio.it\/\" target=\"_blank\">L\u2019Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi<\/a>, la <strong>mostra fotografica aperta fino al 18 settembre al Parco della Musica, a Roma<\/strong>. Un\u2019occasione insperata per soffermarsi, in tempi nei quali s\u2019insegue la velocit\u00e0. D\u2019altra parte \u00e8 inequivocabile la fotografia che apre l\u2019allestimento. Ci sono i piedi di Rumiz e dei suoi compagni di viaggio. Protagonisti di un\u2019attraversata epica. Tra paesi e citt\u00e0. Tra persone e animali. Legalit\u00e0 e abusivismo. Soltanto chi ha avuto la sorte di perlustrarla, a piedi, un tratto dopo l\u2019altro, scavalcando piccoli corsi d\u2019acqua, salendo i colli e poi ridiscendendoli, pu\u00f2, credo, capire appieno l\u2019impresa di quegli esploratori moderni.<\/p>\n<p>Soltanto chi l\u2019ha ricercata nel tratto forse pi\u00f9 difficile, quello che usciti da Roma raggiunge i Colli Albani e poi la piana pontina, pu\u00f2 apprezzare davvero la performance. Da Santa Maria delle Mole ad Ariccia, da Genzano a Lanuvio e da Velletri a Cisterna di Latina, la via ha subito ogni serie di soprusi. Non gli unici, certo. Ma indubitabilmente tra i pi\u00f9 orrendi. Troppo spesso colpevolmente impuniti. Anche per questo, a ragione Rumiz pu\u00f2 affermare che \u201cQuesto libro ne offre, per la prima volta, la mappatura completa. Per dovere civico, prima che per letteratura\u201d.<\/p>\n<h3>Conoscere la via Appia, e quindi tutelarla, \u00e8 un dovere civico. Sembrerebbe scontato. Sfortunatamente non lo \u00e8.<\/h3>\n<p>Quanto \u00e8 stato documentato fin\u2019ora, anche in pubblicazioni di riconosciuto carattere scientifico, non ha impedito <strong>distruzioni, obliterazioni, appropriazioni, abbandono e degrado<\/strong>. Si \u00e8 continuato a procedere come se non si avesse alcuna conoscenza di quel che c\u2019era. Le amministrazioni comunali, nei cui territori la via passa, non sempre se ne sono curate. Quasi sempre evitando di investire la sia pur minima risorsa. Non soltanto per la sua manutenzione ma addirittura per la sua salvaguardia, evitando di farne conoscere i resti, di predisporre una qualsiasi segnaletica.<\/p>\n<p>\u201cLa via Appia unisce territori in cui non arrivano turisti stranieri, rivaluta il Mezzogiorno, recupera un patrimonio archeologico unico. Crediamo nel tema dei percorsi, per il turismo sostenibile, lento, di rivalutazione dei luoghi meno conosciuti. In italia stiamo investendo nel Mezzogiorno. E l\u2019Appia tiene insieme tutte queste cose\u201d, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cultura\/2015\/09\/23\/news\/rumiz_franceschini_mauro-123494008\/\" target=\"_blank\">ha detto il ministro Franceschini nel settembre 2015<\/a>. Poi, a maggio, l\u2019annuncio dello <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/lazio\/notizie\/2016\/05\/08\/franceschini20-mln-a-parco-appia-antica_c92d7e94-0221-436b-8440-5ee41688a6d1.html\" target=\"_blank\">stanziamento di venti milioni di euro<\/a> per il <strong>progetto dell\u2019Appia<\/strong>, per il recupero dell\u2019intero tracciato. Non solo del tratto romano che \u201cdiventer\u00e0 uno dei musei e parchi archeologici dotati di autonomia, il cui direttore verr\u00e0 scelto con una selezione internazionale. Avr\u00e0 uno statuto, un bilancio e potr\u00e0 operare molto pi\u00f9 agevolmente\u201d.<\/p>\n<p>Risorse che produrranno, nelle intenzioni, molto. Un logo dedicato al cammino, il posizionamento dei cippi miliari lungo il percorso, un sito internet e una app dedicati, la copertura di una rete wireless, la pulizia e la messa in sicurezza del cammino, la cartellonistica informativa e il restauro di beni presenti lungo il tracciato. Contemporaneamente, anche una nuova gestione per la strada di Cederna. <strong>Che si pu\u00f2 volere di pi\u00f9?<\/strong> Temo che saranno in molti ad essere soddisfatti. A pensare che l\u2019Appia, nel suo complesso, possa finalmente uscire dalla marginalit\u00e0 nella quale si trova. Saranno in molti a pensare che la Villa dei Quintili e Capo di Bove, il tratto che da Cecilia Metella arriva fino all\u2019altezza di via dell\u2019Aereoscalo-via di Fioranello, resuscitati grazie agli sforzi di Rita Paris, ne beneficeranno ulteriormente.<\/p>\n<p><strong>Il turismo crescer\u00e0, lo dice Franceschini.<\/strong> La via Appia che verr\u00e0 ha gi\u00e0 il suo modello di riferimento. La via Francigena. Tutto legittimo, ci mancherebbe. Semmai, a destare qualche preoccupazione \u00e8 l\u2019idea che il direttore del parco dell\u2019Appia \u201cpotr\u00e0 operare molto pi\u00f9 agevolmente\u201d. Non perch\u00e9 questo sia un male di per s\u00e9, ma piuttosto perch\u00e9 sembra alludere ad operazioni nelle quali il cosiddetto marketing non contempler\u00e0, se non marginalmente, l\u2019aspetto pi\u00f9 specificatamente archeologico. Che l\u2019Appia, nella sua interezza, debba riemergere, nessun dubbio. Anzi. Ma <strong>che la rinascita possa contemplare un suo utilizzo commerciale \u00e8 da scansare<\/strong>. L\u2019alternativa all\u2019abbandono non pu\u00f2 essere il suo utilizzo come suggestiva location. Altrimenti si continuerebbe a calpestarne, non soltanto il tracciato, ma anche quel che rimane ai lati. Si proseguirebbe a mortificare il paesaggio del quale \u00e8 parte costitutiva.<strong> Trasformare l\u2019Appia in un brand \u00e8 una scellerata operazione.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl primo sbarramento della direttrice millenaria non \u00e8 la frana di un monte, il collasso di un muraglione o lo straripamento di un torrente. E\u2019 il bar Fly di Genzano laziale. Sopravvissuta al Grande Raccordo Anulare, al traffico della Statale 7, alle discariche edilizie, al rombo dei decolli di Ciampino e al pantano ai piedi dei Colli Albani, la linea indefettibile, capace di resistere persino ai cambi di nome\u2026, si arresta davanti a una banconiera che ci chiede cosa vogliamo\u201d. Cos\u00ec descrive Rumiz lo scempio che gli si presenta di fronte agli occhi. <strong>Il bar Fly \u00e8 il prodotto di un mix letale realizzato tra gli anni \u201960 e \u201980 del Novecento.<\/strong> Mal celato disprezzo verso le testimonianze archeologiche e esibito interesse verso l\u2019edificazione senza regole.<strong> Il rischio che fare dell\u2019Appia la via del \u201cturismo ad ogni costo\u201d possa produrre scempi simili al bar Fly \u00e9 reale. Se accadesse sarebbe imperdonabile.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di\u00a0Manlio Lilli\u00a0pubblicato su\u00a0Il Fatto Quotidiano.it \u201cL\u2019abbiamo ricoperta di tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie, sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":11310,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[381,13],"tags":[],"class_list":["post-11309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-beni-culturali","category-lazio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}