{"id":11315,"date":"2016-07-07T23:14:07","date_gmt":"2016-07-07T21:14:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11315"},"modified":"2016-08-04T01:19:20","modified_gmt":"2016-08-03T23:19:20","slug":"passi-avanti-verso-larresto-del-consumo-di-suolo-lenti-ma-inesorabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/07\/passi-avanti-verso-larresto-del-consumo-di-suolo-lenti-ma-inesorabili\/","title":{"rendered":"Passi avanti verso l\u2019arresto del consumo di suolo: lenti ma inesorabili\u2026"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11316\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/prati.jpg\" alt=\"prati\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/prati.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/prati-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><em>di Alessandro Mortarino.<\/em><\/p>\n<p>Ogni mattina \u201cnoi ambientalisti\u201d, leggendo le cronache quotidiane locali o nazionali, <strong>veniamo presi dallo sconforto scoprendo che una nuova devastazione si \u00e8 affacciata notte tempo<\/strong>. Una piccola o grande speculazione edilizia, una norma poco efficace o addirittura contraria al bene comune, un\u2019autorizzazione concessa con leggerezza, un \u201cbuco\u201d legislativo. Sempre, immancabilmente, ispirato dal dio denaro.<\/p>\n<p>Commentando tra noi, lo sconforto \u00e8 sempre pari alla rabbia di dover constatare che \u00ab<em>\u00e8 tutto sbagliato, tutto da rifare<\/em>\u00bb, mantra di Bartaliana memoria. <strong>Ma dobbiamo essere realisti<\/strong>: il cambiamento ha bisogno (purtroppo) di tempo. E qualche segnale deve insegnarci a non cedere alla voglia di abbandonare la battaglia, perch\u00e9 qualcosa (di buono) sta accadendo \u2026<\/p>\n<p>Non voglio certamente lanciare un editto positivista \u201cmalgrado tutto\u201d n\u00e9 invitarvi a vedere solo il bicchiere mezzo pieno. Ma credo che occorra avere i piedi ben saldi sulla terra, <strong>quella terra che abbiamo scelto di voler difendere, tutelare, salvaguardare, custodire, proteggere<\/strong>.<\/p>\n<p>Per molti lustri la \u201cperdita di paesaggio\u201d e l\u2019inarrestabile consumo di suolo sono stati un tema appassionante di pertinenza di pochi, sempre gli stessi, una \u00e9lite colta e autorevole ma poco seguita e ancor meno ascoltata.<\/p>\n<p>Nel 2009 la nascita del <strong>Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio<\/strong> aveva determinato un primo cambio di paradigma avviando un percorso di \u201cmassa\u201d tendente a un obiettivo chiaro e netto, che vedeva finalmente una Rete ampia, unita e diffusa sollecitare il passaggio all\u2019azione per debellare un grave male della nostra societ\u00e0, poco compreso da cittadini e da amministratori: <strong>il consumo di suolo.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2011, poi, la costituzione del <strong>Forum nazionale Salviamo il Paesaggio<\/strong>, con le sue oltre 1.000 organizzazioni (nazionali e locali) aderenti, aveva ulteriormente amplificato il grido di dolore e di allarme: <strong>c\u2019era (e c\u2019\u00e8 tuttora) un\u2019emergenza e una risposta urgente da esprimere per correre ai ripari<\/strong>.<\/p>\n<p>La richiesta era una sola, semplice e diretta: <strong>dotare il nostro Paese di una norma nazionale in grado di arrestare il consumo di suolo.<\/strong> Per aiutare i decisori a darne attuazione rapida, proponemmo lo strumento del \u201c<em>censimento del cemento<\/em>\u201d per far s\u00ec che in ogni Comune fosse <strong>palese e trasparente il dato sull\u2019ammontare di abitazioni e capannoni esistenti ma vuoti, sfitti, non utilizzati.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi sappiamo che finalmente (anche se con riluttanza evidente) <strong>nell\u2019agenda delle priorit\u00e0 dichiarate dalla politica nazionale il tema del consumo di suolo \u00e8 non soltanto entrato ma si \u00e8 posizionato tra i gradini pi\u00f9 alti<\/strong>.<\/p>\n<p>E una recente sentenza del Consiglio di Stato, a proposito del Piano di Gestione del Territorio di Segrate (Milano), ci conferma quali sono le attivit\u00e0 che comportano consumo di suolo, <strong>includendo nel concetto di superficie urbanizzata anche le aree non edificate presenti negli ambiti da trasformare ed eventualmente utilizzate per attrezzature di uso pubblico o a verde privato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La Camera ha gi\u00e0 approvato<\/strong> un testo, che ha vissuto un iter travagliato e lungo e, nell\u2019arco di 4 anni, si \u00e8 sbiadito progressivamente tanto da non trovarci favorevoli: <strong>non sar\u00e0 una norma utile<\/strong>. Ma nel frattempo sar\u00e0 (se il Senato la approver\u00e0, e su questo abbiamo le nostre perplessit\u00e0 \u2026) una legge dello Stato, che si apre sancendo una verit\u00e0 apparentemente scontata (ma che scontata non \u00e8 per la nostra legislazione): \u00ab<strong><em>contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile<\/em><\/strong>\u00bb e \u00ab<strong><em>il riuso e la rigenerazione urbana, oltre alla limitazione del consumo di suolo, costituiscono principi fondamentali della materia del governo del territorio<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Difficile \u2013 per noi \u2013 accontentarci. Ma la Storia \u00e8 fatta di pietre miliari: spesso piccoli sassi capaci per\u00f2 di delimitare e indicare una strada.<\/p>\n<p>E, oggi, anzich\u00e9 farci vincere dallo sconforto sempre in agguato e dal desiderio di auto confino tra le schiere delle \u00e9lite, \u00e8 bene osservare con il giusto distacco la situazione, spingere la leva dell\u2019analisi corretta e <strong>passare all\u2019azione successiva<\/strong>.<\/p>\n<p>Due i passi, lenti ma inesorabili, che ora dobbiamo saper muovere.<\/p>\n<p><strong>Il primo \u00e8 il passaggio dalla denuncia alla costruzione di un\u2019 \u201c<em>altra urbanistica<\/em>\u201d,<\/strong> una disciplina che negli ultimi anni ci ha visto conquistare vittorie importanti in molte piccole\/medie realt\u00e0 comunali, con l\u2019approvazione di Piani di Gestione del Territorio (o Piani Regolatori) a \u201c<em>crescita zero<\/em>\u201d o con varianti drastiche che hanno ridimensionato le possibilit\u00e0 edificatorie espansive.<\/p>\n<p>La sfida entra ora nella sua fase pi\u00f9 importante: le grandi metropoli.<\/p>\n<p><strong>Non sar\u00e0 sfuggito a nessuno che i nuovi Assessori all\u2019Urbanistica di Roma e di Torino si chiamano Paolo Berdini e Guido Montanari<\/strong>, entrambi tra i primi firmatari del manifesto fondativo del Movimento Stop al Consumo di Territorio e tra i principali ispiratori delle attivit\u00e0 del Forum Salviamo il Paesaggio.<\/p>\n<p>Poco deve importarci del \u201ccolore\u201d delle due nuove Giunte, perch\u00e9 <strong>la nostra Rete era e resta estranea alle forze politiche <\/strong>e certamente ci avrebbe fatto piacere trovare Berdini e Montanari in due schieramenti non eguali. Ma, evidentemente, il sistema dei Partiti non ha ancora trovato il coraggio necessario per arrischiarsi a sposare il cambiamento e solo il Movimento 5 Stelle ha scelto le competenze necessarie per questo non semplice passaggio epocale. Non avranno vita facile, ma sappiamo che <strong>entrambi lavoreranno per il bene di Roma e di Torino e le loro azioni saranno la traccia operativa per una dilatazione accelerata del nostro mantra \u201carrestare il consumo di suolo\u201d. Non semplicemente \u201ccontenere il consumo di suolo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il secondo passo \u00e8 il livello europeo<\/strong>. In Italia la nostra \u201cspallata\u201d \u00e8 servita (s\u00ec, lo so: qui il bicchiere lo offro davvero mezzo pieno \u2026) e ora \u201cci tocca\u201d riprovarci su un territorio molto pi\u00f9 ampio e con difficolt\u00e0 ancora maggiori.<\/p>\n<p><strong>A settembre si avvier\u00e0 una proposta d\u2019iniziativa europea sul suolo, lanciata dalle organizzazioni italiane: People4Soil, una grande campagna, promossa da oltre 200 associazioni in tutta Europa<\/strong>, che ha l\u2019obiettivo di affermare il ruolo determinante dei suoli nel creare le condizioni sociali, ambientali, sanitarie ed economiche in grado di risolvere realmente le enormi problematiche relative alla sicurezza alimentare, all\u2019eliminazione della fame, al cambiamento climatico, alla riduzione della povert\u00e0 e delineare i contorni di un equilibrato modello sostenibile, che al contempo salvaguardi il paesaggio e difenda i territori.<\/p>\n<p><strong>Il Forum Salviamo il Paesaggio \u00e8 tra i principali promotori di questa ICE (iniziativa dei cittadini, cio\u00e8 \u201cdal basso\u201d)<\/strong> ma la posta in gioco \u00e8 altissima: occorre raccogliere le firme (sotto forma cartacea o elettronica) di almeno un milione di sostenitori in rappresentanza di almeno un quarto del numero degli Stati Membri (attualmente minimo sette). E l\u2019Italia ha il compito di trainare tutti gli altri Stati con l\u2019obiettivo di raggiungere almeno 55 mila sottoscrizioni, in poco meno di 12 mesi.<\/p>\n<p><strong>Un compito molto arduo, ma alla nostra portata.<\/strong><\/p>\n<p>Che possiamo raggiungere solo a una condizione: \u201cdandoci dentro\u201d, con tutta la nostra forza, con la certezza che le grandi conquiste costano sudore e richiedono tempi lunghi \u2013 lunghissimi \u2013 per manifestarsi.<\/p>\n<p>Quindi niente sconforto: <strong>\u00e8 il momento di \u201cpestare\u201d sui pedali con tutte le nostre energie perch\u00e9 il traguardo \u00e8 sempre dinanzi a noi.<\/strong> Sembra irraggiungibile, eppure \u00e8 davanti a noi.<\/p>\n<p>Eduardo Galeano direbbe: \u00ab<em>mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l&#8217;orizzonte si sposta di dieci passi pi\u00f9 in l\u00e0. Per quanto io cammini, non la raggiunger\u00f2 mai. A cosa serve l&#8217;utopia? Serve proprio a questo: a camminare<\/em>\u00bb &#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. 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