{"id":11351,"date":"2016-09-25T00:54:08","date_gmt":"2016-09-24T22:54:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11351"},"modified":"2016-12-06T00:38:35","modified_gmt":"2016-12-05T23:38:35","slug":"rapporto-ispra-altro-che-oneri-e-incassi-tributari-un-ettaro-di-urbanizzazione-ci-costa-fino-a-55mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2016\/09\/rapporto-ispra-altro-che-oneri-e-incassi-tributari-un-ettaro-di-urbanizzazione-ci-costa-fino-a-55mila-euro\/","title":{"rendered":"Rapporto ISPRA &#8211; Altro che oneri e incassi tributari: un ettaro di urbanizzazione ci costa fino a 55mila euro"},"content":{"rendered":"<h3><strong><span style=\"color: #339966;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11352 size-full\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine-2.jpg\" alt=\"Immagine\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine-2.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine-2-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/> L\u2019impermeabilizzazione causa una perdita di servizi naturali che paghiamo, oltre che in salute, anche in termini economici. Lo dimostra l\u2019Ispra nell\u2019annuale rapporto sul consumo di suolo, fenomeno che non accenna a ridursi. Ecco l\u2019entit\u00e0 dei costi, sottostimati o trascurati, che ribaltano la convenienza delle scelte urbanistiche dal\u00a0ritorno economico solo nel breve termine.<\/span><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Il <strong>rapporto 2016 sul consumo di suolo in Italia<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/pubblicazioni\/rapporti\/Rapporto_consumo_suolo_20162.pdf\">testo completo<\/a>), redatto dall&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) insieme alle Agenzie Regionali che costituiscono il Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (SNPA) \u00e8 stato presentato lo scorso Luglio. Giunto alla terza edizione, il lavoro assume particolare importanza alla luce del riconoscimento, inserito nel disegno di legge nazionale sul consumo di suolo, quale <strong>riferimento ufficiale di diffusione dei dati e monitoraggio del fenomeno.<\/strong><br \/>\nCome nelle edizione passate (<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/07\/consumo-di-suolo-le-classifiche-in-cui-e-meglio-essere-agli-ultimi-posti\/\">vedi analisi rapporto 2015<\/a>), i numeri descrivono un\u2019evoluzione preoccupante.<br \/>\nOltre alle classifiche delle aree pi\u00f9 colpite c\u2019\u00e8 un elemento in pi\u00f9: <strong>il rapporto analizza concretamente quelle funzioni del suolo<\/strong> (i servizi ecosistemici che vedremo pi\u00f9 avanti) <strong>danneggiate dall\u2019impermeabilizzazione<\/strong>. Questo danno viene <strong>quantificato dal punto di vista economico<\/strong>\u00a0e i valori sono\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sinanet.isprambiente.it\/it\/sia-ispra\/download-mais\/consumo-di-suolo\/dati-nazionali-regionali-provinciali-e-comunali\/il-consumo-di-suolo-in-italia-edizione-2016-formato-.xlsx\/at_download\/file\">riportati in una dettagliata tabella<\/a>\u00a0che si pu\u00f2 leggere a pi\u00f9 livelli, dal quello\u00a0nazionale fino al dettaglio comunale.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #339966;\"><strong>La riduzione dei servizi ecosistemici e i costi derivati<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: left;\">Da dove derivano questi costi solitamente \u201cnascosti\u201d? Di che cifre stiamo parlando? I\u00a0servizi ecosistemici\u00a0sono\u00a0servizi essenziali, che in natura sarebbero garantiti all\u2019infinito, quali: <strong>l\u2019approvvigionamento di acqua, cibo e materiali, la regolazione in caso di inquinamento,\u00a0la capacit\u00e0 di resistenza ad eventi estremi e variazioni climatiche, il sequestro del carbonio<\/strong> (valutato con costi sociali ma anche con il valore di mercato dei permessi di emissione) e<strong> i servizi culturali e ricreativi<\/strong>.<br \/>\n<strong>A livello nazionale i costi maggiori derivati da queste perdite sono dovuti alla mancata produzione agricola (51% del totale, pi\u00f9 di 400 milioni di euro tra il 2012 e il 2015)<\/strong> perch\u00e9 il consumo invade maggiormente le aree destinati a questa primaria attivit\u00e0, ridotta anche a causa\u00a0dall&#8217;abbandono delle terre. Una perdita grave perch\u00e9 non \u00e8 una semplice riduzione ma un annullamento definitivo e irreversibile.<br \/>\nIl <strong>mancato sequestro del carbonio pesa per il 18%<\/strong> sui costi dovuti all\u2019impermeabilizzazione del suolo, la <strong>mancata protezione dell\u2019erosione per il 15% (tra i 20 e i 120 milioni di euro)<\/strong> e i sempre pi\u00f9 frequenti <strong>danni causati dalla mancata infiltrazione e regolazione dell\u2019acqua rappresentano il 12% (quasi 100 milioni di euro).<\/strong><br \/>\nAltri servizi forniti dal suolo libero ridotti a causa del suo consumo sono: <strong>la rimozione di particolato e assorbimento ozono, cio\u00e8 la qualit\u00e0 dell\u2019aria (in Italia si \u00e8 registrato il record di morti premature) con una\u00a0perdita stimata in oltre 1 milione di euro.<\/strong>\u00a0Un ruolo importante lo hanno anche l\u2019impollinazione e la regolazione del microclima urbano. La riduzione di quest&#8217;ultimo servizio ha pesanti riflessi sull&#8217;<strong>aumento dei costi energetici:\u00a0<\/strong>l&#8217;impermeabilizzazione del suolo causa un aumento temperature di giorno e, per accumulo, anche di notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>In sintesi il dato nazionale\u00a0dice che la perdita economica di servizi ecosistemici \u00e8 compresa tra i 538,3 e gli 824,5 milioni di euro che si traducono in una perdita di capitale naturale per ettaro compresa tra i 36.000 e i 55.000 euro.<\/strong> I dettagli dei metodi di stima si trovano nella parte 3 del rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il consumo di suolo rilevato \u00e8 di gran lunga inferiore a quello reale<\/strong>. Proprio a causa di tale incertezza i costi sono espressi in valori minimi e massimi. Questi ultimi\u00a0<strong>risultano comunque\u00a0sottostimati<\/strong> in quanto\u00a0le perdite sopra descritte colpiscono anche aree vicine a quelle urbanizzate che non rientrano direttamente nelle stime conteggiate.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #339966;\"><strong>Dove si paga il prezzo pi\u00f9 alto?<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: left;\">Il consumo di suolo, seppur rallentato, continua ancora a crescere (8 mq al sec). Tra le cause non c\u2019\u00e8 solo la domanda di case (ingiustificata se si considera che <strong>in Italia ci sono pi\u00f9 di 7 milioni le case vuote, cio\u00e8 una su cinque,<\/strong> come emerso da una <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2016\/08\/17\/oltre-7-milioni-case-vuote-in-italia_0be8f417-dfd8-4edf-a9ea-bac8ce075656.html\">recente indagine di &#8220;Solo Affitti&#8221;<\/a>). Hanno un ruolo importante anche la rendita fondiaria e immobiliare.<br \/>\n<strong>Le infrastrutture restano le pi\u00f9 impattanti<\/strong> (41% nel 2013): la realizzazione della Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM) ha fatto salire il Comune di Vizzolo Predabissi (MI) nella classifica dei pi\u00f9 consumati. Oltre agli edifici, a consumare suolo ci pensano anche parcheggi, cantieri, serre, attivit\u00e0 estrattive e discariche.\u00a0Nella classifica generale a livello comunale rimangono ai primi posti in termini di percentuale di suolo consumato i comuni del napoletano e Lissone (MB).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Lombardia, Veneto e Campania risaltano nelle mappe delle regioni con un pericoloso colore rosso che vuol dire consumo di suolo elevato. Negli ultimi anni si distinguono in negativo per un consumo in crescita anche Sicilia, Puglia, Calabria, Marche e Umbria.\u00a0Le regioni pi\u00f9 consumate registrano, per quanto detto sopra, i costi maggiori in termini di perdita dei servizi ecosistemici: per Lombardia e Veneto siamo oltre i 130 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra i territori provinciali <strong>Monza e Brianza, come avviene da tempo, registra ancora una volta il dato peggiore<\/strong> (con oltre 40% di territorio ormai consumato) e <strong>un&#8217;ulteriore crescita nell\u2019ultimo triennio dello 0,5% che vuol dire una perdita economica di oltre 5 milioni di euro<\/strong>. Milano ha consumato di pi\u00f9 nell\u2019ultimo triennio (1,2%). Le citt\u00e0 metropolitane in generale si distinguono negativamente in termini di consumo ma salgono in classifica anche altre citt\u00e0 come Padova, Treviso, Matera e Viterbo, dove risulta particolarmente consumata la zona costiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11353 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine2-2.jpg\" alt=\"Immagine2\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine2-2.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagine2-2-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>I territori costieri sono altamente consumati un po&#8217; in tutta Italia<\/strong>, da una costa all&#8217;altra: dal Friuli alla Puglia come dalla Liguria alla Sicilia, dove in questa estate \u00e9 riaffiorata addirittura la malsana idea di un ulteriore condono edilizio. Non vengono risparmiati \u00a0dal consumo n\u00e8 le aree di\u00a0montagna, cio\u00e8 i terreni in quota, n\u00e8<strong>\u00a0le aree lungo i corpi idrici, con valori molto alti in Liguria dove ci si accorge della gravit\u00e0 solo quando piove abbondantemente<\/strong>. E&#8217; ancor pi\u00f9 preoccupate rilevare dai dati del rapporto che <strong>sono colpite dal consumo\u00a0anche le aree protette<\/strong>, come quelle dell\u2019area della Maddalena e del Circeo, nonch\u00e9 <strong>le\u00a0zone a rischio frane e a pericolosit\u00e0 sismica. Tragedie come quella del terremoto in centro Italia hanno evidenti responsabilit\u00e0 in precedenti scelte dissennate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Magra consolazione sapere che <strong>non \u00e8 solo un problema italiano ma europeo:<\/strong> non c\u2019\u00e8 omogeneit\u00e0 nei dati nazionali ma un\u2019indagine Eurostat ha evidenziato che <strong>la percentuale coperta \u00e8 maggiore in Olanda, Belgio, Lussemburgo (oltre i 10%) e Germania, l\u2019Italia \u00e8 quinta\u00a0(7%) prima tra le aree non centrali e, in questa poco invidiabile classifica, ben oltre la media europea che \u00e8 del 4,3%<\/strong>.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #339966;\"><strong>La convenienza economica di uno sviluppo senza crescita insediativa e basato sulla\u00a0rinaturalizzazione<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019Europa stessa ha fornito\u00a0da tempo\u00a0importanti indicazioni in tema di consumo del suolo: innanzitutto un approccio basato su <strong>una vera definizione di consumo,\u00a0<\/strong>non ancora recepita o, peggio, diversamente interpretata a livello nazionale. <strong>E\u2019 consumo ogni variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale e permanente del suolo (suolo consumato)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Solo dopo questo riconoscimento si potr\u00e0 fare un passo in\u00a0pi\u00f9 verso la successiva fase di\u00a0<strong>compensazione della componente residua di consumo non evitabile, <\/strong>che deve avvenire, come dicono le direttive, tramite\u00a0la <strong>rinaturalizzazione di un\u2019area di estensione uguale o superiore, che possa essere in grado di tornare a fornire i servizi ecosistemici in precedenza garantiti dai suoli naturali<\/strong>. Un obiettivo da perseguire <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/07\/recuperare-il-suolo-consumato-e-possibile-anche-nelle-aree-dismesse\/\">in particolare\u00a0nelle<strong> aree dismesse,<\/strong> che assume quindi maggiore importanza se queste sono collocate all&#8217;interno delle citt\u00e0<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Al momento\u00a0per\u00f2 sembra complessa la definizione dei limiti e degli obiettivi di riduzione del consumo. Il Disegno di legge approvato dalla Camera il 12 maggio 2016 riconosce l\u2019importanza del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile ma non garantisce il risultato: <strong>in Lombardia, ad esempio, con la normativa regionale in vigore restano consentiti irragionevoli previsioni di trasformazione che non verranno compensate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Grazie alle analisi contenute nel rapporto ISPRA,\u00a0<strong>i costi generati dal consumo, solitamente sottostimati e trascurati, assumono un peso evidente.<\/strong> Questi si aggiungono alle spese necessarie per infrastrutture, servizi e manutenzioni che la nuova edificazione richiede.<br \/>\nUn circolo vizioso che, visti i numeri, genera un dubbio:\u00a0<strong>dov\u2019\u00e8 la convenienza pubblica di ingiustificati interventi di edificazione con ritorno economico limitato al breve periodo? Quanto contano tributi ed oneri incassati se poi gli interventi si rivelano\u00a0evidentemente antieconomici e destinati a perdere valore oltre che a richiedere una costante manutenzione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le cifre riportate dimostrano che <strong>la battaglia contro il consumo di suolo non \u00e8 ideologica ma rappresenta una concreta opportunit\u00e0 di risparmio<\/strong>. Non \u00e8 neppure regressione ma una forte\u00a0spinta verso\u00a0un nuovo modello di <strong>sviluppo \u201csenza crescita insediativa\u201d, come viene auspicato nel rapporto. <\/strong>Una &#8220;valorizzazione\u00a0ecologica e contemporaneamente economica&#8221; opportunit\u00e0 quindi per un vero e proprio rilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Luca D&#8217;Achille (<a class=\"ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav\" href=\"https:\/\/twitter.com\/LucaDAchille\">@<span class=\"u-linkComplex-target\">LucaDAchille<\/span><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impermeabilizzazione causa una perdita di servizi naturali che paghiamo, oltre che in salute, anche in termini economici. 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