{"id":11401,"date":"2017-01-13T23:37:32","date_gmt":"2017-01-13T22:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11401"},"modified":"2017-03-10T00:38:46","modified_gmt":"2017-03-09T23:38:46","slug":"applichiamo-larticolo-42-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2017\/01\/applichiamo-larticolo-42-della-costituzione\/","title":{"rendered":"Applichiamo l\u2019articolo 42 della Costituzione?"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11404\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Ex-Asilo-Filangieri.jpg\" alt=\"Ex-Asilo-Filangieri\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Ex-Asilo-Filangieri.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Ex-Asilo-Filangieri-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><i>di Alessandro Mortarino.<\/i><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>C&#8217;era chi voleva modificare 47 articoli (su un totale di 139), vale a dire un terzo della Costituzione in vigore, ma i cittadini italiani non lo hanno permesso. <\/strong><\/p>\n<h3 class=\"p1\"><strong>E c&#8217;\u00e8, invece, chi vorrebbe che almeno un articolo della vigente Costituzione (l&#8217;articolo 42) venisse applicato in maniera corretta, secondo le interpretazioni suggerite da Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale. E negli ultimi mesi questo invito inizia ad assumere i contorni di una prassi corrente, che \u00e8 utile conoscere e sostenere.<\/strong><\/h3>\n<p class=\"p1\"><strong>Sono almeno tre i casi concreti su cui possiamo poggiare le nostre tesi e sospingere una \u00abnew age\u00bb che potrebbe sconvolgere &#8211; in positivo &#8211; l&#8217;abitudine di dichiarare la priorit\u00e0 della tutela del Bene Comune sotto il profilo della pura teoria, salvo relegarla a un ruolo inattivo.<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"p1\"><strong>Gli stimoli che giungono, ora &#8211; da Napoli, da Ciampino e da San Giorgio di Pesaro &#8211; sono segnali importanti di una \u00abmarea\u00bb che si sta alzando e che possiamo contribuire a trasformare in un&#8217;onda lunga.<\/strong><\/h3>\n<h2 class=\"p1\"><strong>NAPOLI<\/strong><\/h2>\n<p class=\"p1\">Nel 2014 <b>la giunta del Comune di Napoli <\/b>aveva varato due delibere, dedicate al riutilizzo a fini sociali dei beni abbandonati, individuando i beni del patrimonio immobiliare \u00ab<i>inutilizzati o parzialmente utilizzati<\/i>\u00bb, ma \u00ab<i>percepiti dalla comunit\u00e0 come \u201cbeni comuni\u201c e suscettibili di fruizione collettiva<\/i>\u00bb, attraverso una specifica mappatura analitica.<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><strong>Siamo nel cuore del problema: il tema tocca infatti il \u201cnervo\u201d del rapporto tra propriet\u00e0 collettiva e propriet\u00e0 privata, indicando un principio gi\u00e0 felicemente applicato in alcuni paesi scandinavi.<\/strong><\/h3>\n<p class=\"p1\">Nel maggio 2016 una nuova delibera fa un passo avanti: <b>Villa Medusa e l\u2019ex Lido Pola<\/b> a Bagnoli, <b>l\u2019ex Opg<\/b> (ex Monastero S. Eframo nuovo) <b>e il Giardino Liberato <\/b>(ex Convento delle Teresiane) a Materdei, <b>l\u2019ex Conservatorio di Santa Fede <\/b>(Liberata) <b>e lo Scugnizzo Liberato<\/b> (ex carcere Filangieri, ex Convento delle Cappuccinelle) nel centro storico, insieme alla <b>ex Schipa <\/b>di via Salvator Rosa, vengono riconosciuti come \u00ab<i>spazi che per loro stessa vocazione (collocazione territoriale, storia, caratteristiche fisiche) sono divenuti di uso civico e collettivo, per il loro valore di beni comuni<\/i>\u00bb e quindi restituiti alla vita quotidiana e alla citt\u00e0 intera per tutelarli, scongiurare che possano essere alienati e consentire che vengano amministrati in forma diretta da collettivit\u00e0\/comunit\u00e0 di riferimento, senza lucro privatistico e al fine esclusivo di indirizzarli al soddisfacimento dei diritti dei cittadini.<\/p>\n<p class=\"p1\">Esemplare l&#8217;esempio dell&#8217;<b>ex Asilo Filangieri<\/b> &#8211; edificio storico patrimonio Unesco nel cuore di Napoli e anche demanio comunale, abbandonato dopo il terremoto del 1980 &#8211; che dal 2 marzo 2012 si \u00e8 trasformato in uno spazio aperto dove si va consolidando una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura, in analogia con gli usi civici: <b>una diversa fruizione di un bene pubblico<\/b>, non pi\u00f9 basata sull\u2019assegnazione a un determinato soggetto privato, ma aperto a tutti quei soggetti che lavorano nel campo dell\u2019arte, della cultura e dello spettacolo e, in maniera partecipata e trasparente, attraverso un\u2019assemblea pubblica, condividono i progetti e coabitano gli spazi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Grazie al provvedimento della giunta comunale, attraverso il regolamento per la gestione dei beni comuni pubblici, l&#8217;Asilo da luogo occupato \u00e8 ora luogo di cultura aperto a tutti, di sperimentazione comunitaria e un&#8217;importante esperienza pilota, riconosciuta dalla delibera comunale per \u00ab<i>l\u2019alto valore sociale e economico generato dalla partecipazione diretta dei cittadini alla rifunzionalizzazione degli immobili<\/i>\u00bb.<\/p>\n<h2 class=\"p1\"><strong>CIAMPINO<\/strong><\/h2>\n<p class=\"p1\">A <b>Ciampino<\/b> (Comune di oltre 38 mila residenti), invece, un folto gruppo di associazioni, comitati e semplici cittadini &#8211; su proposta di \u201c<i>Ciampino Bene Comune<\/i>\u201d, una delle oltre mille organizzazioni aderenti al Forum nazionale Salviamo il Paesaggio &#8211; si \u00e8 fatto portavoce di un&#8217;<strong>iniziativa per la tutela dell&#8217;area della \u00ab<i>Tenuta del Muro dei Francesi<\/i>\u00bb, in stato di abbandono e soggetta a continui crolli.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Nell&#8217;ottobre 2016 <b>\u00e8 stato notificato al Sindaco l&#8217;invito perentorio a iscrivere formalmente l&#8217;area al patrimonio comunale, in quanto bene abbandonato<\/b>, ricordando al Primo cittadino il suo dovere di intimare ai proprietari la richiesta di indicare la propria disponibilit\u00e0 a riattivare, entro 150 giorni, la funzione sociale dei beni abbandonati ed in parte crollati; in caso di mancata risposta o di rifiuto, il Sindaco potr\u00e0 quindi procedere all&#8217;iscrizione di quei beni al patrimonio comunale.<\/p>\n<p class=\"p1\">L&#8217;intimazione fa riferimento al comma 2 dell&#8217;articolo 42 della Costituzione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>secondo il quale \u201c<i>la propriet\u00e0 privata \u00e8 riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti<\/i>\u201d, e alla funzione sociale non assicurata dai proprietari che, \u00ab<i>contravvenendo al loro dovere, li hanno abbandonati facendo venir meno la &#8220;tutela giuridica&#8221; dei loro preesistenti diritti proprietari sicch\u00e8 questi beni medesimi non hanno pi\u00f9 un titolare e, ai sensi dell&#8217;articolo 827 del codice civile, in combinato disposto con il citato articolo 42 della Costituzione, sono tornati nella &#8220;propriet\u00e0 collettiva del Popolo di Ciampino<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\">Al momento non si registrano reazioni da parte del Sindaco, ma i cittadini sono all&#8217;erta e pronti a ricorrere al TAR del Lazio in caso di sua inottemperanza.<\/p>\n<h2 class=\"p1\"><strong>SAN GIORGIO DI PESARO<\/strong><\/h2>\n<p class=\"p1\">A <b>San Giorgio di Pesaro<\/b> (piccolo Comune di poco meno di 1.400 abitanti), nel febbraio 2016 il consiglio comunale ha approvato una delibera per fronteggiare il preoccupante fenomeno degli edifici abbandonati nel territorio, cio\u00e8 quegli immobili che si trovano in grave stato di degrado urbano, di incuria volta a determinare pericolo per la sicurezza, la salubrit\u00e0 e l\u2019incolumit\u00e0 pubblica e che non siano mantenuti e utilizzati da pi\u00f9 di 10 anni.<\/p>\n<p class=\"p1\">Si tratta di un regolamento mirato all\u2019acquisizione al patrimonio comunale, alla riqualificazione e al riuso, anche attraverso la cessione a terzi, di beni in stato di abbandono e, anche in questo caso, si rapporta alle norme del codice civile sulla propriet\u00e0 \u00ab<i>subordinate alle norme di ordine pubblico economico immediatamente percettive degli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione che sanciscono la prevalenza dell\u2019utilit\u00e0 sociale e della \u201cfunzione sociale della propriet\u00e0\u201d sull\u2019interesse privato<\/i>\u00bb.<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><strong>Con l\u2019espressione \u201cbeni comuni\u201d la delibera considera \u00ab<i>quei beni a consumo non rivale, ad uso non esclusivo ma esauribile, che esprimono utilit\u00e0 funzionali all\u2019esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo dei cittadini che possono formare oggetto di fruizione collettiva<\/i>\u00bb.<\/strong><\/h3>\n<p class=\"p1\">Poche settimane fa il sindaco di San Giorgio di Pesaro, <b>Antonio Sebastianelli<\/b>, ha emesso tre ordinanze: se non otterranno risposta, dopo 120 giorni scatter\u00e0 l\u2019acquisizione per fini pubblici e il Comune \u00ab<i>provveder\u00e0 d\u2019ufficio ad eseguire gli interventi necessari con spese a carico dei proprietari o aventi diritto. In caso di mancanza delle risorse finanziarie necessarie a coprire i costi di intervento coattivo, attestato dal responsabile del settore contabile, il Comune avr\u00e0 la facolt\u00e0 di imprimere all\u2019immobile una destinazione d\u2019uso pubblica ai fini della conseguente acquisizione al patrimonio dell\u2019Ente<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tre casi indubbiamente differenti ma con una matrice profondamente solida e unificante, che danno la misura di una possibilit\u00e0 applicabile ovunque: nelle grandi citt\u00e0 metropolitane, in Comuni di media dimensione, in ognuno dei circa 6 mila municipi del nostro Paese al di sotto dei 5 mila abitanti (che rappresentano il 72 % dei Comuni italiani). Senza dimenticarci una proposta di legge presentata dalle Onorevoli Chiara Di Benedetto e Claudia Mannino del Movimento 5 Stelle: &#8220;<i>Disciplina della funzione sociale della propriet\u00e0, in attuazione dell&#8217;articolo 42 della Costituzione<\/i>&#8221; (n\u00b0 2805, presentata l&#8217;8 gennaio 2015).<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Possiamo ora attendere gli sviluppi<\/b> che, nelle prossime settimane, si registreranno a Napoli, Ciampino e San Giorgio di Pesaro.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Oppure possiamo immaginare un diverso futuro per tutti quegli immobili \u2013 pubblici e privati \u2013 che popolano la citt\u00e0 o il Comune in cui siamo residenti <\/b>e dare il via a una nuova azione (proprio a casa nostra \u2026), che funga da effetto moltiplicatore e trasformi in un potente strumento civico un fondamentale articolo della Costituzione, mai \u2013 purtroppo \u2026 &#8211; correttamente applicato.<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><b>A noi e a voi il compito di \u201ccogliere l&#8217;attimo\u201d: il cambiamento, ora, \u00e8 decisamente un \u201caffare nostro\u201d&#8230;<\/b><\/h3>\n<p class=\"p3\"><strong>Qui potete leggere e scaricare:<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>&#8211; <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/San-Giorgio-di-Pesaro_regolamento-emendato.pdf\" target=\"_blank\">testo della delibera di San Giorgio di Pesaro (100 kb)<\/a><\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>&#8211; <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ciampino.pdf\" target=\"_blank\">copia della notifica al Sindaco dei cittadini di Ciampino (1,5 Mb)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. 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