{"id":11450,"date":"2017-03-10T00:00:30","date_gmt":"2017-03-09T23:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11450"},"modified":"2017-10-02T23:31:43","modified_gmt":"2017-10-02T21:31:43","slug":"cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2017\/03\/cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei\/","title":{"rendered":"Cave: il suolo che sparisce, tra arretratezza normativa e distanza enorme dai modelli virtuosi europei"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11456\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cave.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cave.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/cave-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><span style=\"color: #339966;\"><strong>Non \u00e8 solo coperto dal cemento, in Italia il suolo letteralmente sparisce, estratto in maniera distruttiva per costruire, soprattutto grandi opere. Ne parla il Rapporto Cave 2017 di Legambiente. Eppure basta guardarsi intorno per vedere occasioni di rilancio economico rispettoso dell\u2019ambiente<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Presentato a met\u00e0 febbraio (<a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/sites\/default\/files\/docs\/rapporto_cave_2017.pdf\">a questo link il rapporto completo<\/a>), il rapporto di Legambiente descrive,\u00a0come fa ormai da qualche anno, un settore delicato: <strong>un grande giro d\u2019affari con un altrettanto grande impatto ambientale.<\/strong><\/p>\n<h1><span style=\"color: #008080;\"><strong>Numeri impressionanti<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>Sono toccati quasi tutti i territori: <strong>un comune su 4 in Italia ha almeno una cava<\/strong>. <strong>Ce ne sono 4.800 attive e 13.414 tra dismesse o abbandonate.<\/strong> Tra queste ultime il record \u00e8 in Lombardia (quasi 3.000) eppure in questa regione l\u2019estrazione di materiale rimane alta.<br \/>\nIn particolare di sabbia e ghiaia dove si toccano i <strong>19,5 milioni di mc\/anno<\/strong>. Oltre a sabbia e ghiaia a livello nazionale si estrae calcare (22 milioni di mc\/anno) argilla, gesso e anche pietre ornamentali (quasi 6 milioni di mc\/anno), quest\u2019ultime dal considerevole interesse economico, anche in termini di esportazioni.\u00a0Tutto questo nonostante la produzione di cemento sia in calo.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #339966;\"><strong>Arretratezza normativa e scarso coordinamento<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>Il rapporto evidenzia come in questo settore ci sia una notevole arretratezza normativa nel nostro paese: <strong>vige ancora un regio decreto<\/strong> che risale ad un\u2019epoca di costruzione che ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nA questo si aggiunge uno scarso coordinamento: da 40 anni la competenza \u00e8 stata trasferita alle regioni ma <strong>non tutte hanno approvato un piano cave<\/strong>:<strong> manca in ben 7 di queste<\/strong>, tra cui il Veneto, e anche nella provincia autonoma di Bolzano.\u00a0I piani adottati sono diversi tra loro, soprattutto sull\u2019importante aspetto del ripristino. Sono enormi le differenze quando si parla di canoni.<\/p>\n<p>L\u2019unico elemento che si ritrova \u00e8 l\u2019<strong>inadeguatezza degli importi di fronte alle ingenti estrazioni e ai conseguenti guadagni<\/strong>. Siamo nel ridicolo, per riprendere il termine usato nel rapporto, quando questi canoni non ci sono proprio come in Liguria (dove la norma del 2015 \u00e8 stata bocciata dalla Corte Costituzionale), Sardegna e Basilicata.<\/p>\n<h1><strong><span style=\"color: #008080;\">Problemi e soluzioni<\/span><\/strong><\/h1>\n<p>Come per il petrolio, <strong>i guadagni privati sono alti (centinaia di milioni all\u2019anno per le pietre ornamentali)<\/strong> mentre i benefici per la comunit\u00e0 sono scarsi ed aggravati dalle <strong>problematiche derivate da questo impattante settore<\/strong>. Cave che degenerano in discariche come a Montichiari, colline appiattite a sud di Roma e tutto quello che \u00e8 successo nella Terra dei Fuochi: nella parte finale del rapporto questi e altri esempi descrivono la distruzione del paesaggio collegata all\u2019attivit\u00e0 estrattiva.<\/p>\n<p>Altro aspetto delicato \u00e8 quello delle <strong>grandi opere. Per realizzarle si esce dall\u2019ordinario<\/strong>, anche dove ci sono i piani:<strong> si estrae e si utilizza materiale vergine invece di applicare il recupero<\/strong> come invece prevedono i Criteri Ambientali Minimi che dovrebbero essere inseriti in tutti i capitolati. Lo spettro dell\u2019illegalit\u00e0, molto attiva in questo settore, sfiducia e non aiuta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11451\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_20170307_0011281.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_20170307_0011281.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_20170307_0011281-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Cosa servirebbe invece per uno sviluppo adeguato del settore? Chiari <strong>divieti sulle aree in cui non si pu\u00f2 in nessun caso aprire cave<\/strong> (aree protette, boschi, fiumi come si trova in pochi piani virtuosi come quelli di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche), <strong>Valutazione di Impatto Ambientale su tutte le estrazioni<\/strong> (senza limiti di estensione e quantit\u00e0 che favoriscono invece il proliferare di piccole cave per aggirare l\u2019obbligo) e controlli.<br \/>\n<strong>Controlli sulle attivit\u00e0 di cava<\/strong> da non lasciare ai comuni, come invece avviene in Abruzzo e Calabria, perch\u00e8 pi\u00f9 deboli di fronte ai forti interesse. Ma soprattutto un <strong>recupero delle aree obbligatorio e progressivo e un adeguamento dei canoni<\/strong>, sul modello ad esempio del Regno Unito dove si cede il 20% del prezzo di vendita. Non si tratta di opprimere il settore ma al contrario di spingerlo verso la direzione dell\u2019economia circolare e di un nuovo tipo di sviluppo.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #339966;\"><strong>I modelli da seguire e la trasformazione del settore<\/strong><\/span><\/h1>\n<p><strong>Danimarca e Germania (quest\u2019ultima come l\u2019Italia produttrice di grandi quantit\u00e0 di rifiuto inerte pro capire) utilizzano al 90% materiale inerte di recupero. Anche altri paesi superano il 60%, la Spagna si ferma al 38%. <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/03\/09\/scienza\/ambiente\/green-economy\/calcinaggio-selvaggio-nei-rifiuti-edili-solo-il-di-riciclo-P8b8wOouIb5thxgLOEkVkN\/pagina.html\">Su un altro pianeta l\u2019Italia, ferma al di sotto del 10%<\/a> per le motivazioni sopra descritte.<\/strong><\/p>\n<p>Eppure l\u2019Europa si \u00e8 fatta sentire dal punto di vista normativo: con la direttiva 85\/337 ha stabilito <strong>l\u2019obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale per le nuove cave<\/strong> (aggirato in Italia con i gi\u00e0 citati limiti di estensione e sulle quantit\u00e0 estratte), con la direttiva 21\/2006 ha introdotto<strong> severe misure di trattamento e riduzione rifiuti da attivit\u00e0 estrattiva<\/strong>, dal 2003 ed in particolare dal 2008 con la direttiva 98, ha posto <strong>chiari obiettivi di recupero (il 70% dei rifiuti inerti deve essere oggi riciclato)<\/strong>. In Italia per\u00f2 sono solo pochi i casi virtuosi, citiamo lo Juventus Stadium considerato il gran parlare in questi giorni di costruzioni di nuovi stadi.<\/p>\n<p>Dal mondo arrivano notizie di isole cancellate dai prelievi di sabbia: per alcuni questa risorsa potrebbe diventare presto il nuovo oro. In Italia \u00e8 possibile <strong>disincentivare efficacemente l\u2019attivit\u00e0 di cava<\/strong>, con un&#8217;adeguata\u00a0normativa e maggiori canoni. <strong>La crisi del settore, che considerati\u00a0i guadagni tanto crisi non sembra, sar\u00e0 superata con pi\u00f9\u00a0attivit\u00e0 e nuovi posti di lavoro impiegati nel settore del recupero.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Luca D&#8217;Achille<\/strong><\/em><br \/>\n<a class=\"DashboardProfileCard-screennameLink u-linkComplex u-linkClean\" href=\"https:\/\/twitter.com\/LucaDAchille\" rel=\"noopener\">@<span class=\"u-linkComplex-target\">LucaDAchille<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Non \u00e8 solo coperto dal cemento, in Italia il suolo letteralmente sparisce, estratto in maniera distruttiva per costruire, soprattutto grandi opere. 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