{"id":11505,"date":"2017-07-02T00:16:06","date_gmt":"2017-07-01T22:16:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11505"},"modified":"2017-07-04T00:23:06","modified_gmt":"2017-07-03T22:23:06","slug":"biassono-mb-al-centro-della-provincia-del-cemento-ce-chi-vuole-consumare-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2017\/07\/biassono-mb-al-centro-della-provincia-del-cemento-ce-chi-vuole-consumare-ancora\/","title":{"rendered":"Biassono (MB): al centro della provincia del cemento, c&#8217;\u00e8 chi vuole consumare ancora"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11506\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine2.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine2.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine2-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Trascurare la realt\u00e0 e negare l&#8217;evidenza per consumare ancora il territorio. A cavallo di quattro dei comuni della provincia pi\u00f9 urbanizzata d&#8217;Italia si propone un referendum consultivo per\u00a0fermare l&#8217;impatto devastante ed irreversibile di un nuovo insediamento produttivo e commerciale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nei giorni in cui l&#8217;ISPRA conferma con i numeri del rapporto 2017 sul consumo di suolo, che l<strong>a Provincia di <a href=\"http:\/\/www.greenreport.it\/news\/urbanistica-e-territorio\/consumo-suolo-dossier-ispra-italia-6-mesi-cementificati-5-000-ettari-video\/\">Monza e Brianza \u00e8 sempre maglia nera<\/a> d&#8217;Italia<\/strong>, arriva un altro duro colpo al territorio ferito.\u00a0<strong>In un&#8217;area di confine tra i comuni di Biassono, Monza, Vedano al Lambro e Lissone avanza la proposta di una nuova edificazione:\u00a0capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale, due torri di 10 piani e complessivi 429.700 mq di nuovo cemento<\/strong>.<\/p>\n<p>Non contano i tanti capannoni sfitti, non bastano gli evidenti effetti, ambientali ed economici dovuti in particolare all&#8217;impermeabilizzazione del suolo: il progetto\u00a0avanza ma <strong>le anime ecologiste presenti tra i politici e nelle associazioni locali si mobilitano, per informare e coinvolgere la cittadinanza. Come gi\u00e0 fatto in altre realt\u00e0, \u00a0la proposta \u00e8 quella di un referendum consultivo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ne abbiamo parlato con<a href=\"http:\/\/www.biassonoinprogress.it\/2017\/05\/cintura-verde-difesa-della-brianza.html\"><strong> Alberto Caspani<\/strong>, consigliere comunale e capo gruppo della Lista per Biassono<\/a>, partendo quindi proprio dal comune che pagher\u00e0 il costo maggiore in termini di consumo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Cominciamo da una prima riflessione sull&#8217;origine e l&#8217;impatto del progetto. Ce n\u2019\u00e8 proprio bisogno? E\u2019 stata valutata la presenza di strutture vuote e\/o sfitte?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Nonostante le ripetute richieste in consiglio comunale affinch\u00e9 l\u2019amministrazione di Biassono produca uno studio dettagliato, o lo richieda all\u2019operatore del Masterplan a integrazione della documentazione sinora prodotta, <strong>non esiste alcuna mappatura circa gli edifici aziendali abbandonati nel tempo, n\u00e9 in merito agli edifici tuttora vuoti.<\/strong> La crisi economica di questi anni si \u00e8 per\u00f2 fatta sentire anche nel comparto aziendale biassonese, tant\u2019\u00e8 che numerosi edifici ubicati nell\u2019area industriale non mostrano segni d\u2019attivit\u00e0 o presentano cartelli per affitto\/vendita. Siamo ben lungi, dunque, dall\u2019aver esaurito le potenzialit\u00e0 dell\u2019esistente&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">Sono state considerate le realt\u00e0 esistenti da aiutare?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;<strong>Non \u00e8 mai stato organizzato un incontro pubblico o un\u2019iniziativa di confronto con le aziende presenti sul territorio<\/strong>, affinch\u00e9 si adottino politiche di coordinamento, orientamento strategico, o partnership. Proprio per questo motivo, a settembre Lista per Biassono proporr\u00e0 un evento pubblico nella sala civica di Villa Verri che coinvolga non solo le aziende del territorio, ma anche l\u2019Associazione degli industriali di Monza e Brianza: ci si focalizzer\u00e0 sull\u2019attuale situazione di mercato, sui rapporti pubblico-privato in campo produttivo-aziendale, sulle <strong>nuove strategie di sviluppo sostenibile ed economia circolare&#8221;<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Eppure la situazione \u00e8 critica da tempo: a Biassono, gi\u00e0 consumato per pi\u00f9 della met\u00e0 del territorio, ci sar\u00e0 l\u2019impatto maggiore. A Monza, Vedano al L. e Lissone (quest\u2019ultimo consumato per oltre il 70%) altro consumo. Come mai vengono trascurati i costi derivati?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Il problema \u00e8 che il Masterplan, per com\u2019\u00e8 stato presentato, non prende assolutamente in considerazione fattori quali <strong>le conseguenze dovute all\u2019impermeabilizzazione del suolo, i maggiori costi energetici, l\u2019alterazione del microclima per la scomparsa delle aree boschive, una valutazione dell\u2019inquinamento prodotto, cos\u00ec come dei flussi di traffico generati.<\/strong> Ha un\u2019impostazione unidimensionale, basata su previsioni soggettive e lacunosa anche dal punto di vista di dettagli tecnici essenziali per il calcolo dell\u2019impatto ambientale (ad esempio, non ci sono indicazioni sull\u2019altezza massima degli edifici, col rischio di produrre volumetrie in grado di raggiungere il milione di metri cubi). Manca di fatto una fondata valutazione di carattere ambientale-paesaggistico\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">Secondo ISPRA, negli ultimi anni monitorati (2012-2015) le perdite economiche sono considerevoli: Monza ha perso fino a 180.000 \u20ac. Intorno ai 10.000 euro Biassono e Vedano. Sono valori sottostimati perch\u00e8 calcolai sulle aree libere perse, pr sapendo che gli effetti negativi vanno ben oltre.\u00a0Si vedono le conseguenze?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>&#8220;Biassono ha da anni problemi di smaltimento delle acque meteoriche<\/strong>, solo in parte attutiti da recenti lavori di sostituzione e ampliamento dei dotti, per altro \u00a0concentrati nel centro storico. L\u2019area al confine con Macherio resta tuttora a rischio, ma fenomeni di allagamento si sono verificati anche nella zona industriale verso il confine con Lissone, proprio per l\u2019eccesso di impermeabilizzazione del suolo. La siccit\u00e0 di questi ultimi anni ha solo reso meno visibile il problema&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>In pi\u00f9: <em>&#8220;Sorgendo su un territorio di naturale canalizzazione delle acque meteoriche, <strong>oltre ai rischi d\u2019intensit\u00e0 meteorica, a Biassono si aggiungo quelli di carattere idro-morfologico<\/strong>. Un tempo il sistema delle rogge aiutava a scaricare ampi quantitativi d\u2019acqua verso il territorio del Parco di Monza: ora gli stessi finiscono invece per allagare le strade del paese secondo un preciso disegno convergente verso piazza S. Francesco, nel centro storico&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11507\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">Con questo progetti, l&#8217;ambiente e il paesaggio sarebbero modificati in modo permanente: suolo eroso, perdita nella produzione agricola, diminuzione della qualit\u00e0 degli habitat. Questa zona \u00e8 sempre stata \u201crisparmiata\u201d o c\u2019erano gi\u00e0 stati tentativi di destinarla ad edificazione? Sono differenti le posizioni assunte dalle amministrazioni comunali coinvolte?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<em><strong>I terreni a destinazione agricola e strategica sono stati ripetutamente mortificati nel corso degli ultimi 30 anni<\/strong>, 25 dei quali a conduzione leghista a Biassono. Gli stessi agricoltori di Biassono, raccolti sotto il Comitato Fiera San Martino, sono i primi oggi a lamentarsi per la perdita di territorio agricolo e per il frazionamento dei pochi lotti rimasti, ormai inutilizzabili per produzioni redditizie. L\u2019area al confine con Lissone \u00e8 stata destinata a espansione industriale sin dai tempi del Piano regolatore generale, impostato quando l\u2019amministrazione era ancora a conduzione democristiana. La Lega Nord ha recepito le linee di sviluppo e concretizzato la spinta urbanizzante, trasformando la destinazione agricola in industriale\/produttiva, <strong>senza valutare alcuna possibilit\u00e0 di coinvolgere i proprietari privati in progetti di cinture verdi strategiche, o parchi urbani da inserire nei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) esistenti.<\/strong> Bench\u00e9 sia oggi possibile trarre benefici economici da soluzioni \u201cgreen\u201d, il dibattito a Biassono \u00e8 del tutto assente e impensato&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">Il traffico indotto: si parla anche dell\u2019ipotetica Strada Provinciale 6, opera connessa alla realizzazione dell&#8217;autostrada Pedemontana Lombarda: qual \u00e8 l\u2019aggiornamento su quella tratta dell\u2019opera (la C)? si far\u00e0? con quali impatti sul territorio?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Al di l\u00e0 dei proclami di rito, senza fondi per Pedemontana <strong>\u00e8 altamente improbabile che il progetto di giunzione venga realizzato per intero<\/strong> e gi\u00e0 questo dovrebbe rappresentare un freno alle mire della giunta leghista: il successo del Masterplan viene fatto dipendere dagli inevitabili vantaggi strategici dell\u2019unione bretellina-Pedemontana. Generando pi\u00f9 traffico, miracolosamente le due opere attirerebbero aziende altamente specializzate a Biassono. Un dogma, non supportato da alcuno studio strategico reale&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Al momento i lavori della futura SP6 sono in corso fra la rotatoria della Birona di Monza e via Nobel, dunque ancora al confine fra Monza e Lissone: la conclusione prevista \u00e8 fissata per novembre 2017. L\u2019arrivo a Biassono, sempre che la sostenibilit\u00e0 finanziaria dell\u2019opera regga e i lavori proseguano senza intoppi, \u00e8 da prevedere eventualmente per il prossimo bienno. Il Masterplan ha in programma due fasi di sviluppo: la prima di 40.000 metri quadrati di superficie coperta, la seconda di 50.000, condizionata per\u00f2 dall\u2019arrivo di Pedemonta&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Con quali impatti sul territorio?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Il rischio, dunque, \u00e8 che si avvii comunque un piano d\u2019espansione senza poter far leva sulle \u201cipotetiche\u201d potenzialit\u00e0 di una rete di collegamento e trasporto pienamente sviluppata, generando solo un appesantimento del traffico, senza effettivi benefici economici, oltre a creare blocchi industriali del tutto inutili rispetto alle potenzialit\u00e0 attuali. Se Pedemontana dovesse arrivare mai a Biassono, avrebbe <strong>un effetto altamente impattante non solo per l\u2019area al confine con Lissone, ma anche e soprattutto per gli ultimi terreni liberi in prossimit\u00e0 del Lambro: sono previsti due svincoli giganti che divorerebbero anche buona parte del territorio libero a est (oggi sotto tutela del Parco Valle Lambro).<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #339966;\">E&#8217; un progetto di carattere sovra-comunale. I cittadini vogliono ambiente pulito e salute, non solo quelli di Biassono. C\u2019\u00e8 l\u2019appoggio e coinvolgimento di associazioni o esponenti degli altri comuni coinvolti?\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>&#8220;Lista per Biassono sta informando sui rischi di cementificazione del proprio territorio ormai da molti anni<\/strong>: il Piano di Governo del Territorio \u00e8 stato approvato (col nostro voto contrario) nel 2013, a seguito di ripetuti banchetti e iniziative di sensibilizzazione per evitare il peggio. Con la giunta leghista, all\u2019epoca guidata dal sindaco Piero Malegori, non \u00e8 stato possibile alcun dialogo costruttivo, n\u00e9 mediazione, nonostante fossero state prodotte 13 osservazioni critiche e propositive al PGT. Il ricorso al Tar che Lista per Biassono ha poi intrapreso rispetto al documento approvato, \u00e8 stato interamente finanziato dalla lista, senza alcun aiuto da parte di altre forze di minoranza. <strong>Abbiamo anche prodotto un libretto informativo distribuito a tutti gli elettori di Biassono, organizzando diversi incontri pubblici<\/strong>. Oggi ci ritroviamo a combattere la battaglia interna al Comune da soli, visto che l\u2019altra forza di minoranza in consiglio comunale ha declinato la proposta di lavorare insieme all\u2019<strong>indizione di un referendum consultivo per chiedere alla giunta la sospensione dei progetti di cementificazione del territorio<\/strong>. Al contrario, abbiamo avviato un\u2019ottima collaborazione con altre liste civiche esterne a Biassono: LabMonza e Lissone Bene Comune, entrambe contrarie a un consumo di territorio che interesserebbe i loro stessi spazi di confine, nonch\u00e9 con tutte le associazioni afferenti all\u2019Osservatorio del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) di Monza e Brianza. Vorremmo che il Comitato referendario recentemente costituito funzioni come aggregatore di tutte le realt\u00e0 locali che hanno a cuore la difesa di una Brianza pi\u00f9 verde e sostenibile.<\/em> <em>L\u2019obiettivo comune \u00e8 d\u2019indire quanto prima il referendum consultivo a Biassono: <strong>in caso di esito contrario ai disegni della giunta, potrebbero infatti esserci conseguenze anche sui piani d\u2019espansione previsti negli altri Comuni interessati dal Masterplan provinciale (in particolare Vedano al Lambro e Lissone)&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Il tavolo di discussione avviato in Provincia, pu\u00f2 rendere pi\u00f9 lungo e complicato l\u2019iter di approvazione? Pu\u00f2 al tempo stesso rendere pi\u00f9 difficile il controllo da parte dei soggetti interessati alla difesa del suolo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Dipende tutto dall\u2019orientamento che assumeranno le giunte coinvolte nel Masterplan provinciale. <strong>Al momento, ad esempio, Monza e Lissone sono contrarie a ulteriore consumo di suolo, mentre Vedano e Biassono spingono per l\u2019attuazione dei propri ambiti.<\/strong> Questa spaccatura potrebbe allungare i tempi di accordo e rallentare dunque le spinte speculative. Al contrario, la ricreazione di un blocco politico uniforme nei Comuni coinvolti <strong>potrebbe rappresentare il colpo di grazia per la battaglia contro la cementificazione della Brianza meridionale<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11508\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_4025.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_4025.jpg 610w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_4025-300x143.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Veniamo infine alla proposta di un referendum consultivo: \u00e8 la prima volta che viene usato? quali speranze pu\u00f2 dare? quanto pu\u00f2 influire un\u2019iniziativa di carattere comunale su un progetto sovra-comunale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;A Biassono la possibilit\u00e0 d\u2019indire un referendum consultivo \u00e8 prevista nello Statuto comunale sin dal 2004, ma come strumento concreto di democrazia diretta <strong>non \u00e8 mai stato utilizzato<\/strong>. Non a caso, manca tuttora il regolamento applicativo previsto per disciplinare la raccolta delle firme e lo svolgimento del referendum stesso: Lista per Biassono ha elaborato un testo apposito che sar\u00e0 in approvazione nel prossimo consiglio comunale. <strong>Essendo di carattere consultivo, il referendum non ha valore vincolante rispetto alle scelte della maggioranza, ma pu\u00f2 manifestare oggettivamente il dissenso popolare verso il suo operato<\/strong>: nelle ultime elezioni amministrative, sia Lista per Biassono che il secondo gruppo di minoranza entrato in consiglio comunale avevano nel proprio programma l\u2019imperativo di non consumare pi\u00f9 territorio a Biassono. Dal momento che i voti dei rispettivi elettorati risultano superiori rispetto a quelli della Lega Nord, che ha per\u00f2 vinto le elezioni con una maggioranza relativa, la scelta di quest\u2019ultima circa l\u2019opportunit\u00e0 di dar seguito al Masterplan in area industriale e agli altri ambiti di trasformazione del PGT \u00e8 ormai problematica. <strong>Occorre necessariamente una consultazione per capire quale sia l\u2019effettiva volont\u00e0 popolare: il rischio \u00e8 che si attuino progetti invisi alla maggioranza dei biassonesi, causando una compromissione del territorio comunale poi irreversibile&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Luca D&#8217;Achille\u00a0<\/strong><\/em><a class=\"DashboardProfileCard-screennameLink u-linkComplex u-linkClean\" href=\"https:\/\/twitter.com\/LucaDAchille\">@<span class=\"u-linkComplex-target\">LucaDAchille<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascurare la realt\u00e0 e negare l&#8217;evidenza per consumare ancora il territorio. 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