{"id":11670,"date":"2018-01-29T22:39:31","date_gmt":"2018-01-29T21:39:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11670"},"modified":"2018-01-29T22:50:40","modified_gmt":"2018-01-29T21:50:40","slug":"se-400-ettari-vi-sembran-pochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/01\/se-400-ettari-vi-sembran-pochi\/","title":{"rendered":"Se 400 ettari vi sembran pochi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11671\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/schiavon1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/schiavon1.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/schiavon1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>di Dante Schiavon.<\/em><br \/>\n<strong>La legge regionale sul suolo \u00e8 stata pensata e ideata con un obiettivo \u201cmediatico\u201d formidabile: convincere la massa dei Veneti (autonomisti \u201cpar i schei\u201d e \u201cindifferenti\u201d al futuro del loro ambiente) che anche il problema della \u201ccementificazione devastante\u201d del Veneto il governatore, con un guizzo dei suoi, lo ha risolto.<\/strong><\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Dire che \u201c<em>la montagna ha partorito un topolino<\/em>\u201d \u00e8 gi\u00e0 riconoscere dei meriti ad una legge fatta \u201cstrutturalmente\u201d a \u201cpi\u00f9 mani\u201d: governatore, giunta regionale, sindaci e assessori di tutte le forze politiche (il cemento li accomuna), commissioni edilizie ed esercito di professionisti che gravitano nei comuni con appalti e consulenze (costose e a carico dei contribuenti),<strong> tutti, consapevolmente o meno, al servizio della \u201c<em>rendita fondiaria<\/em>\u201d<\/strong>. Prima di passare alle cifre, sottolineo come, per l\u2019ennesima volta, la narrazione di Zaia di un fenomeno nella nostra Regione fra i pi\u00f9 gravi d\u2019Italia, allontani la massa dei Veneti, autonomisti e indifferenti, dalla realt\u00e0: quella fisica, materiale, morfologica.<br \/>\n<strong>Non servono i rapporti Ispra<\/strong>, basta guardarci intorno, affidarci ad uno dei nostri cinque sensi, con uno sguardo non inquinato dalla propaganda e dalla narrazione politica corrente. E la legge sul suolo non inverte questo trend drammatico.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Dei 21.323 ettari nel mirino della vorace pianificazione urbanistica dei 541 comuni del Veneto, secondo le modalit\u00e0 applicative della legge sul suolo e applicando il fattore di riduzione pari al 40%, ne resterebbero consumabili 12.793 ettari, suddivisi in 400 ettari\/l\u2019anno per 32 anni, per arrivare al 2050 ad azzerare il consumo di suolo.<\/strong> <\/span><\/h4>\n<p>La legge sul suolo di Zaia \u00e8 una \u201c<em>rappresentazione<\/em>\u201d della realt\u00e0 \u201c<em>artificiosa<\/em>\u201d e palesemente \u201c<em>omissiva<\/em>\u201d. La manipolazione nella rappresentazione della realt\u00e0 avviene in pi\u00f9 modi:<\/p>\n<p>1) <strong>manipolando i dati dell\u2019Ispra a proprio piacimento,<\/strong> mettendo a confronto \u201cimpropriamente\u201d gli obiettivi \u201cfuturi\u201d della legge regionale (incremento annuale percentuale dello 0,17%) con la media nazionale relativa al \u201cperiodo trascorso\u201d 2015\/2016 (pari allo 0,22%);<\/p>\n<p>2) <strong>ignorando il dato \u201cdrammatico\u201d ed \u201cesplosivo\u201d del suolo gi\u00e0 consumato;<\/strong><\/p>\n<p>3)<strong> ignorando l\u2019immensa quantit\u00e0 di cubature industriali, commerciali e civili inutilizzate;<\/strong><\/p>\n<p>4) <strong>ignorando che ogni ettaro consumato dei 12.793 previsti genera costi pari a 36.000\/55.000 \u20ac\/l\u2019anno dovuti alla perdita dei \u201cservizi ecosistemici\u201d<\/strong> (stoccaggio del carbonio e assorbimento del particolato e dell\u2019ozono, produzione agricola, controllo dell\u2019erosione, infiltrazione e depurazione e accumulo di acque nelle falde, biodiversit\u00e0 e impollinazione, regolazione del microclima);<\/p>\n<p>5) <strong>escludendo dai 12.793 ettari previsti il \u201cconteggio delle infrastrutture\u201d<\/strong> che hanno inciso a livello nazionale (nel Veneto Superpedemontano di pi\u00f9) nel 2016 per il 47% del consumo di suolo, contro il 30% dell\u2019edilizia civile e industriale e il 17% di discariche e cave;<\/p>\n<p>6) <strong>escludendo dal conteggio dei 12.793 ettari previsti le trasformazioni dei suoli liberi nelle \u201caree urbanizzate\u201d<\/strong>, dove si \u00e8 realizzato nel periodo 2012-2016 l\u201980% del consumo di suolo in Veneto: 1.600 ettari sui 1950 cementificati;<\/p>\n<p>7) <strong>ignorando colpevolmente \u201cevidenze scientifiche\u201d incontrovertibili, quali il ruolo fondamentale del \u201csuolo libero\u201d compreso nelle \u201caree urbanizzate\u201d<\/strong>: nel contrasto ai \u201c<em>cambiamenti climatici<\/em>\u201d (ad un aumento di 20 ettari di suolo consumato per chilometro quadrato corrisponde un aumento di temperatura di 0,6 gradi centigradi e le ondate di calore, ci dicono gli osservatori del <strong>Nature Conservancy<\/strong>,<strong> uccidono oltre 12.000 persone all\u2019anno in tutto il mondo<\/strong>) e agli \u201callagamenti\u201d (per gli effetti combinati di cementificazione e cambiamenti climatici e conseguenti bombe d\u2019acqua), nonch\u00e9 la \u201cfunzione vitale\u201d che esso svolge nelle aree antropizzate, in termini di \u201cqualit\u00e0 dell\u2019aria\u201d, \u201cmicroclima\u201d, \u201cbiodiversit\u00e0\u201d, \u201cbenessere\u201d e \u201cqualit\u00e0 della vita\u201d e del \u201cpaesaggio urbano\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11672\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/zaia.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1065\" \/&gt;<strong srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/zaia.jpg 1600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/zaia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/zaia-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/zaia-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/>Sono tre i passaggi \u201cdegenerativi\u201d per l\u2019ambiente veneto di questo iter legislativo regionale,<\/strong> che si \u00e8 ben presto trasformato in una sorta di \u201cmonopoli amministrativo\u201d, con la Regione che ripartisce fra i diversi comuni gli \u201cettari da consumare\u201d rinunciando al suo dovere politico di guida e indirizzo.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>le \u201cmodalit\u00e0\u201d con cui si \u00e8 giunti a determinare la \u201cquantit\u00e0 massima di suolo consumabile\u201d e la sostanziale differenza metodologica nel rilevamento dai dati tra Ispra e Regione.<\/strong> Questa riduzione di consumo di suolo, a 400 ettari all\u2019anno,<strong> fa dire agli estensori della legge che in Veneto l\u2019incremento percentuale sarebbe dello 0,17%, inferiore alla media nazionale stimata dello 0,22%.<\/strong> Operazione doppiamente scorretta: primo, perch\u00e9 lo 0,22% \u00e8 riferito all\u2019incremento pregresso del dato nazionale (periodo 2015-2016), mentre lo 0,17% \u00e8 l\u2019obiettivo che si propone di raggiungere la Regione da qui al 2050 e poi perch\u00e9 nei 400 ettari all\u2019anno previsti dal Veneto \u201cnon ci sono\u201d, rispetto alle rilevazioni dell\u2019Ispra, gli ettari consumati per \u201cinfrastrutture\u201d, \u201copere pubbliche e di interesse generale\u201d, \u201cattivit\u00e0 produttive\u201d, \u201ccave\u201d ed \u201cedificazioni civili e industriali nell\u2019area urbanizzata consolidata\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>\u201cl\u2019omissione sui dati statistici del suolo consumato in Veneto\u201d: il 12,21% contro la media nazionale del 7,64% e la media europea del 4,3%.<\/strong> Sono dati che spaventano e che avrebbero dovuto far riflettere il legislatore: per il passato, sulla totale mancanza di \u201ctutela\u201d di una risorsa non rinnovabile; per il futuro, sulla necessita\u2019 di una \u201cmoratoria\u201d prima di procedere ad ulteriori espansioni edilizie. <strong>La Regione non ha applicato il principio di \u201cprecauzione\u201d<\/strong>, un principio del \u201c<em>diritto comunitario<\/em>\u201d. Nel 2015 l\u2019Ispra ci dice che in Italia il mancato stoccaggio del carbonio, a causa del consumo di suolo vegetale, ha provocato una liberazione in atmosfera di 1,3 milioni di tonnellate di carbonio (non pi\u00f9 immagazzinato dal suolo cementificato) e generato \u201ccosti sociali\u201d (decessi e malattie) per 145 milioni di euro, oltre a 90.000 morti premature (dati Agenzia Europea per l\u2019Ambiente). <strong>Nella nostra Regione il consumo di suolo, da novembre 2015 a giugno 2016, ha ridotto i volumi d\u2019acqua immagazzinabili di quasi 1.000.000 di m3<\/strong>. L\u2019invecchiamento della popolazione e la decrescita demografica rendono disponibili in Italia ( e una quota rilevante nella nostra Regione) circa 7 milioni di abitazioni non utilizzate. <strong>Confartigianato e lo Iuav hanno recentemente censito in Veneto ben 1363 aree produttive, che hanno precluso un essenziale e necessario sviluppo del \u201csettore primario\u201d<\/strong> (eccezion fatta per la devastante e velenosa monocoltura del Prosecco) e lasciandoci un\u2019eredita pesante: <strong>1940 capannoni dismessi.<\/strong> Un dato estremamente negativo che dovrebbe far riflettere sulla deroga al conteggio di consumo di suolo per ulteriori espansioni produttive commerciali e industriali.<strong> Il consumo di suolo pro-capite in Veneto ( Ispra) \u00e8 di 455 mq per abitante a fronte dei 378 mq della media nazionale.<\/strong> I dati sul consumo di suolo nel Veneto (Ispra 2017), che andrebbero citati negli allegati alla legge regionale e notificati ai comuni, sono in molti casi sconvolgenti: escludendo i corpi idrici<strong> la provincia di Padova ha un 19,3% di suolo cementificato, la provincia di Treviso 16,9%, la provincia di Venezia 17,2%.<\/strong> <strong>A livello nazionale l\u2019incremento maggiore di consumo di suolo nel periodo novembre 2015 e giugno 2016 si \u00e8 registrato nella provincia di Treviso: ben 186 ettari (che la legge regionale esclude dal conteggio del suolo consumato).<\/strong> Considerando solo il territorio di pianura<strong> il consumo di suolo della Provincia di Treviso dal 16,9% sale al 20,2%, quello della Provincia di Vicenza dal 13,1% sale al 23,2%.<\/strong> Altivole e Riese Pio X nel periodo novembre 2015 giugno 2016 hanno avuto un incremento di suolo consumato per effetto della SPV rispettivamente di 27 e 29 ettari e<strong> la Regione, imperturbabile, assegna 35 ettari a Riese Pio X e 28,61 ettari ad Altivole di suolo consumabile<\/strong>, indifferente alla \u201cdeturpazione del paesaggio rurale\u201d e compromettendo per sempre una delle poche aree tradizionalmente agricole della provincia di Treviso.<strong> 240 comuni su 541 sono sopra il 15% di consumo di suolo, addirittura 23 comuni sono sopra il 30%: Padova 49,2o%, Treviso 39,7%, Venezia 45,1%, Casier 35,7%, Villorba 30,7%<\/strong> e nonostante dati di consumo che si configurano come veri e propri \u201creati ambientali\u201d, per la sottrazione alla \u201ccollettivit\u00e0\u201d dei \u201cservizi ecosistemici\u201d forniti dal suolo, la legge regionale assegna ancora (un monopoli amministrativo) a questi comuni, da qui al 2050, quote di consumo di suolo: a Padova 353 ettari, a Treviso 50 ettari, a Casier 13,85 ettari, a Villorba 43 ettari, a Riese 35 ettari, ad Altivole 28,61 ettari. La previsione della legge parla di una fase chiamata \u201cdi prima applicazione\u201d, perch\u00e9 tutto \u00e8 rivedibile in funzione del 2050, anche revisioni e rideterminazioni negli anni, della serie: <em>io Regione provo a vedere se riesco a stare dentro i 400 ettari l\u2019anno ( pur con tutte le deroghe previste) e, se i comuni e la rendita fondiaria fanno pressione, posso sempre alzare l\u2019asticella a 665 ettari di consumo medio all\u2019anno e raggiungere comunque nel 2050 l\u2019obiettivo di \u201czero\u201d consumo di suolo.<\/em> Non importa se si arriva al 20% di consumo di suolo ed essere responsabili della distruzione \u201cbiologica\u201d, \u201cmorfologica\u201d, \u201cidrogeologica\u201d, \u201cpaesaggistica\u201d della Regione. Per dare il senso della misura con cui si procede , <strong>basta pensare che la sola costruzione della SPV assorbirebbe il consumo di suolo della Regione per 2 anni (800 ettari), oltre a togliere la possibilit\u00e0, per 80 aziende agricole di 10 ettari cadauna, di produrre cibo, lavoro e controllo del territorio<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>\u201cl\u2019omissione\u201d di una richiesta ai comuni di un \u201ccensimento preventivo obbligatorio degli edifici inutilizzati\u201d<\/strong> e l\u2019uso di \u201cartifici lessicali, amministrativi e tecnici\u201d per mascherare un persistente consumo di suolo. L\u2019artificio pi\u00f9 inquietante riguarda gli \u201c<em>ambiti urbanizzati consolidati<\/em>\u201d. Nella figura 3.1 si vede come sia prevista l\u2019occupazione degli \u201c<em>spazi liberi interclusi\u201d<\/em>, in deroga alle limitazioni di consumo di suolo e con la possibilit\u00e0, nei processi di rigenerazione urbana a seguito di demolizioni, di occupare suolo limitrofo agli ambiti di urbanizzazione consolidata, con il rilascio di \u201c<em>crediti edilizi<\/em>\u201d per espansioni residenziali e produttive. In caso di demolizioni si prevedono misure di mitigazione e compensazione ecologica, come si potesse \u201crinaturalizzare\u201d e \u201ccompensare ecologicamente\u201d un suolo cementificato, reso \u201cimpermeabile\u201d e ormai definitivamente \u201ccompattato\u201d e non pi\u00f9 in grado di fornire alcun \u201cservizio ecosistemico\u201d. Nella legge passa un messaggio permissivo: \u201c<strong><em>quando rigeneri puoi demolire e occupare suolo dentro e fuori \u201cl\u2019ambito urbanizzato consolidato\u201d o puoi trasferire attivit\u00e0 in ambiti territoriali pi\u00f9 funzionali<\/em><\/strong>\u201d. Il Veneto questo non se lo pu\u00f2 pi\u00f9 permettere: l\u2019enorme patrimonio edilizio \u201ccivile e industriale\u201d in eccesso va riutilizzato per risparmiare suolo, non per rianimare le aspirazioni della \u201crendita fondiaria\u201d. Urbanisti, architetti, ingegneri, amministratori, imprenditori e maestranze devono far sfoggio delle loro competenze, delle loro abilit\u00e0, della loro creativit\u00e0, riuscendo a far rivivere spazi di vita e di lavoro in vecchi edifici inutilizzati, garantendo alla comunit\u00e0 superfici libere: naturali, seminaturali, agricole. L\u2019individuazione di \u201cambiti sovracomunali omogenei\u201d ha un senso, se dopo un censimento del patrimonio edilizio inutilizzato, si procede ad una pianificazione urbanistica in cui il fabbisogno, civile e industriale, viene soddisfatto, non pi\u00f9 su un piano \u201ccomunale\u201d, ma su di un piano \u201ccomprensoriale e\/o distrettuale\u201d. Il fabbisogno \u201cabitativo\u201d e \u201cproduttivo\u201d pu\u00f2 essere soddisfatto attraverso la \u201cristrutturazione\u201d e la \u201criqualificazione\u201d, individuando edifici da riutilizzare attraverso una \u201cpianificazione urbanistica\u201d in un bacino pi\u00f9 ampio del singolo comune: a livello \u201cdistrettuale\u201d o \u201ccomprensoriale\u201d.<\/p>\n<p>Il progetto di legge della Giunta Zaia era stato presentato a settembre 2015. Da settembre 2015 a giugno 2017, nell\u2019imminenza di una legge sul suolo, amministratori, sindaci, giunta regionale, rappresentanti del mondo delle costruzioni, immobiliaristi, liberi professionisti e i beneficiari della rendita fondiaria hanno cercato di mettere le mani avanti e \u201c<em>l\u2019edificabilit\u00e0 progettata<\/em>\u201d dai comuni <strong>ha raggiunto la cifra di 33.547 ettari, di cui 12224 ettari gi\u00e0 cementifcati e 21323 ettari da cementificare.<\/strong> Gli articoli 12 \u201c<em>disposizioni finali<\/em>\u201d e 13 \u201c<em>disposizioni transitorie<\/em>\u201d hanno sostituto il mingherlino art.10 della proposta di legge, che in modo succinto le raccoglieva entrambe. Sono due articoli, nel loro insieme corposi, che raccolgono la \u201csostanza politica\u201d e legislativa della normativa: \u201cle deroghe\u201d.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Poich\u00e9 secondo Zaia non siamo in presenza di un assetto del territorio deficitario di servizi ecosistemici e la lobby del cemento reclama la salvaguardia dei propri interessi, le \u201cderoghe\u201d alla limitazione di consumo di suolo valgono, non solo per chi ha un \u201cpermesso di costruire\u201d, ma anche per i \u201cprocedimenti in corso\u201d, i piani degli interventi che hanno anche solo \u201cformalmente avviato la procedura\u201d di formazione del piano, i piani di assetto del territorio \u201cavviati\u201d, i piani urbanistici attuativi i cui procedimenti sono completati con la \u201cpresentazione della proposta\u201d corredata dagli elaborati.<\/strong> <\/span><\/h4>\n<p>In parole semplici: l\u2019art.12 riassume le deroghe per consumare suolo al di fuori della soglia dei 400 ettari l\u2019anno (attenzione: in fase di prima applicazione!); l\u2019art.13 riassume le deroghe artificiose di tipo \u201cburocratico-temporali\u201d per aggirare il blocco del consumo di suolo e vanificare il senso di una legge. Quindi, con buona pace del mondo scientifico, dei tecnici dell\u2019ambiente e urbanisti indipendenti, dei cittadini liberi e consapevoli, <strong>la legge regionale esclude dal conteggio delle quantit\u00e0 previste (in fase di prima applicazione) il suolo consumato per nuove cave, per le infrastrutture, per le attivit\u00e0 produttive (capannoni e centri commerciali), per le opere pubbliche e di interesse generale,<\/strong> per la cementificazione dei suoli liberi e limitrofi dell\u2019 Ambito Urbano Consolidato, altrimenti i 400 ettari all\u2019anno potrebbero raddoppiare e portare il Veneto al 20% di suolo consumato.<\/p>\n<p><strong>Come non si contegger\u00e0 il suolo che verr\u00e0 consumato da tutti i progetti edificatori \u201csemplicemente portati alla luce\u201d<\/strong>, avvolti nell\u2019aura dell\u2019intenzionalit\u00e0 cementificatoria e concretizzatisi con la semplice \u201ccartina\u201d portata in municipio prima di giugno 2017. La legge sul suolo di Zaia, con tali asservimenti alla rendita fondiaria e con questa mancanza di rigore e di visione futura se non verr\u00e0 impugnata ai sensi dell\u2019art. 117 per i suoi effetti distruttivi sull\u2019ambiente condanner\u00e0 il Veneto, oltre che a un costante degrado ambientale e paesaggistico, ad un declino economico e sociale.<\/p>\n<p><strong>In questa legge si \u00e8 partiti dalla coda del problema e non dalla testa.<\/strong> Un\u2019altra era la ricetta: \u201c<em>fermare il consumo di suolo per alcuni anni, cos\u00ec da \u201creimpiegare e recuperare i volumi esistenti che diversamente non verrebbero ripristinati se permangono continuamente occasioni pi\u00f9 profittevoli di urbanizzazione<\/em>\u201d(<strong>Paolo Pileri<\/strong>), rivitalizzare il commercio nei paesi e nelle citt\u00e0 al posto di nuovi centri commerciali, riciclare gli inerti al posto di nuove cave, elettrificare, ripristinare, aggiornare, raddoppiare tratte ferroviarie al posto di nuove strade, riutilizzare in modo distribuito in zone gi\u00e0 urbanizzate l\u2019insediamento di grandi opere pubbliche.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Tutto questo nella legge non c\u2019e &#8230;<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dante Schiavon. 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