{"id":11797,"date":"2018-03-13T11:36:19","date_gmt":"2018-03-13T10:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11797"},"modified":"2018-03-13T11:50:31","modified_gmt":"2018-03-13T10:50:31","slug":"emergenza-boschi-e-foreste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/03\/emergenza-boschi-e-foreste\/","title":{"rendered":"Emergenza boschi e foreste"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11798\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DL-Boschi-Foreste.png\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DL-Boschi-Foreste.png 501w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DL-Boschi-Foreste-300x201.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/>Come segnala con profondo allarme il <strong>prof. Franco Pedrotti<\/strong> (Professore Emerito dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Camerino), <strong>molte nubi oscurano il futuro delle foreste italiane<\/strong>. E\u2019 di imminente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il Testo Unico Forestale che dovrebbe regolamentare tutte le attivit\u00e0 del settore per i prossimi venti anni. Si tratta di <strong>un provvedimento che sta suscitando grande indignazione in larghe fasce del mondo accademico e dell\u2019opinione pubblica<\/strong>, sia per il metodo con cui \u00e8 stato redatto e sia per il suo contenuto.<\/p>\n<p>Il testo del provvedimento di legge \u00e8 <strong>il risultato del lavoro di un ristretto gruppo di persone con competenze limitate a specifici settori delle scienze forestali e da altri soggetti rappresentativi del mondo agrario, commerciale ed industriale<\/strong>. Totalmente assenti esperti nei settori dell\u2019Ecologia, della Botanica, della Zoologia, della Patologia vegetale, della Geologia, dell\u2019Idrologia, della Medicina.<br \/>\nAnche alcuni confronti pubblici organizzati dai promotori della legge hanno avuto solo funzione di facciata perch\u00e9 tutti le opinioni dissonanti rispetto all\u2019impostazione del testo non sono state tenute in alcun conto.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 derivato un provvedimento che, non considerando il bosco nella sua complessit\u00e0 ecosistemica, <strong>finisce col promuoverne e sostenerne solo le potenzialit\u00e0 produttive<\/strong> trascurando ogni riferimento agli aspetti di tutela delle foreste e dei suoli, se non quelli gi\u00e0 imposti dalla normativa vigente.<\/p>\n<p>Molte sono, in queste ore, le sollecitazioni che associazioni nazionali e locali, mondo accademico e scientifico stanno rivolgendo al Presidente delle Repubblica per invitarlo a non apporre la propria necessaria firma al contestato Decreto legislativo. <strong>Vi proponiamo questo appello siglato da un folto gruppo di associazioni, tra cui il nostro Forum nazionale.<\/strong><\/p>\n<p>Ma, per opportuna analisi della questione &#8220;a 360\u00b0&#8221;, c<strong>i pare corretto segnalare anche un paio di contributi che vanno in direzione contraria all&#8217;appello stesso.<\/strong><br \/>\nIl primo \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.territorialmente.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Appello_Decreto_foreste_lettera_PresRep.pdf\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>un &#8220;contro-appello&#8221; siglato da molti Ricercatori e Docenti Universitari<\/strong><\/span><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.territorialmente.it\/2018\/03\/una-montagna-per-vivere-oppure-no\/\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il secondo contiene l&#8217;opinione del<\/span> prof. Claudio Greppi <\/strong><\/a>che, analizzando i temi portanti della questione, si domanda &#8220;<em>Una montagna per vivere: oppure no?<\/em>&#8221; e scandaglia il tema della &#8220;<em>rinaturalizzazione<\/em>&#8220;, ponendo la questione del destino di tutta la rete insediativa che si fonda sulle risorse da \u201c<em>coltivare e custodire<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Un tema che il nostro Forum ha ben chiaro, tanto da avere suggerito una discussione a partire dall&#8217;ultimo saggio di <strong>George Monbiot<\/strong> (Selvaggi. Il rewilding della terra, dei mari e della vita umana), <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/02\/selvaggi-il-rewilding-della-terra-dei-mari-e-della-vita-umana\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>p<\/strong><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>u<\/strong><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>b<\/strong><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>blicata q<\/strong><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ui sul nostro sito web nazionale<\/strong><\/span><\/a>.<\/p>\n<h4>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/h4>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ecco il testo integrale dell&#8217;appello, sottoscritto anche dal nostro Forum nazionale, inviato al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio.<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><em>Oggetto: Appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Paolo Gentiloni, e al Sig. Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, perch\u00e9 non venga adottato il Decreto Legislativo recante \u201cDisposizioni concernenti la revisione e l\u2019armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali, in attuazione dell\u2019art. 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Preliminarmente ci preme sottolineare che <strong>le nostre iniziative di critica e ferma opposizione al nuovo decreto forestale in itinere non muovono da interessi personali di sorta, diretti o indiretti e che la nostra azione \u00e8 svolta in completa terziet\u00e0, ispirata unicamente da scienza e coscienza e dall\u2019amore per il nostro Paese.<\/strong> Chiediamo ai sostenitori del testo di decreto in itinere di dichiarare se si trovino nella medesima situazione.<\/p>\n<p><strong>La legge in itinere ha ricevuto severe critiche<\/strong> da parte di 264 Accademici italiani da Bolzano a Palermo, da molte sezioni regionali di Italia Nostra onlus e da molte altre Associazioni e Comitati pi\u00f9 o meno diffusi sul territorio nazionale, di cui ci riserviamo di aggiornare ulteriormente l\u2019elenco. Tutti questi soggetti sono mossi dalle preoccupazioni per i prevedibili danni economici, ecologici e sociali al patrimonio forestale e al paesaggio italiani che la nuova disciplina aprirebbe, se non adeguatamente corretta. Preoccupazioni sono pervenute anche dai <strong>Medici per l\u2019Ambiente e dalla Rete di Scienziati \u201c<em>Energia per l\u2019Italia<\/em>\u201d<\/strong> che hanno lanciato una petizione che in pochi giorni si sta avvicinando a 15.000 adesioni per fermare questo provvedimento, ritenuto pericoloso per la salute per via della particolare composizione chimico-fisica delle emissioni delle centrali a biomasse.<\/p>\n<p>Tuttavia in questi ultimi giorni sono comparsi su giornali ed altri media anche comunicati a favore dell\u2019approvazione del D.Lgs . Tra le argomentazioni utilizzate da chi si \u00e8 pronunciato a favore, ad esempio l\u2019<strong>Accademia dei Georgofili<\/strong>, ve ne sono molte sicuramente <strong>del tutto evasive delle critiche puntualmente sollevate<\/strong>, talune non corrispondenti al vero (ci sono state attribuite posizioni mai espresse e che non ci appartengono), altre sicuramente <strong>prive di basi scientifiche<\/strong> e gravide di inaccettabili conseguenze negative.<\/p>\n<p>Richiamiamo la Vs attenzione, sinteticamente, sulle le motivazioni per cui riteniamo che l\u2019iter seguito dal progetto di legge e i suoi contenuti nella sua forma attuale, a nostro avviso lo rendono non pubblicabile.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019iter procedurale:<\/p>\n<p>1) <strong>Un provvedimento di tale vasta portata<\/strong> per l\u2019assetto forestale del Paese e per le connesse e rilevantissime questioni legate alla tutela della biodiversit\u00e0, alla questione climatica, all\u2019assetto idrogeologico, al patrimonio genetico forestale, alla tutela del paesaggio, alle funzioni ecosistemiche dei boschi e delle foreste, agli impegni assunti in sede comunitaria ed internazionale sui cambiamenti climatici, <strong>non pu\u00f2 essere approvato come un atto di \u201cordinaria amministrazione\u201d e per di pi\u00f9 da un governo in scadenza di mandato e senza passare per le Camere.<\/strong><\/p>\n<p>2) Senza alcuna motivazione, n<strong>on sono state apportate le modifiche, serie ed argomentate, richieste in sede di dibattito nelle commissioni.<\/strong><\/p>\n<p>3) L\u2019iter del procedimento legislativo <strong>\u00e8 assai contestato per i temi della trasparenza e della partecipazione<\/strong>.<\/p>\n<p>4) <strong>Dubbi severi sono sollevati, da fonti autorevoli, rispetto alla sua costituzionalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>5) <strong>Tre dei 4 onorevoli che hanno sostenuto il decreto<\/strong> (on. Olivero, sottosegretario all\u2019Agricoltura, on. Realacci presidente della Commissione Ambiente, on. Sani presidente della Commissione agricoltura) <strong>non sono stati eletti alle ultime consultazioni elettorali<\/strong>. Il Decreto pertanto verrebbe ereditato da forze politiche e da soggetti istituzionali che non solo non lo hanno condiviso, ma le cui richieste di emendamenti non sono state recepite.<\/p>\n<p>6) Vi sono <strong>contrasti evidenti o comunque zone d\u2019ombra con le normative ambientali sulla difesa del suolo e con le convenzioni internazionali<\/strong> che il nostro Paese ha sottoscritto in difesa dell\u2019ambiente, per la protezione della flora e della fauna e questioni analoghe stridenti con Direttive UE e con Forest Europe (conferenza interministeriale dell\u2019Unione).<\/p>\n<p>Ci \u00e8 stato obiettato dal Presidente dell\u2019Accademia dei Georgofili, insieme con molti altri che \u201c<em>il Testo unico \u00e8 frutto di un lavoro di confronto e partecipazione pubblica durato 4 anni e riprende in gran parte un testo licenziato nel luglio 2015 dal Tavolo di settore \u201cForesta e legno\u201d del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La proposta di riforma, dopo il suo lancio al Forum Nazionale delle Foreste organizzato nel novembre 2016 a Roma (<a href=\"http:\/\/www.reterurale.it\/foreste\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>http:\/\/www.reterurale.it\/foreste<\/strong><\/span><\/a>), \u00e8 andata incontro ad una serie di dibattiti pubblici, organizzati in diverse localit\u00e0 del paese (Cuneo, Trento, Padova, Amatrice, Potenza, Foggia), ed \u00e8 stata oggetto di diverse discussione in ambito tecnico-scientifico e in varie sedi congressuali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che l\u2019iter \u00e8 stato lungo e ci sono stati vari incontri, ma \u00e8 altrettanto vero che <strong>il confronto \u00e8 stato solo formale, come ha lamentato la SIRF (Societ\u00e0 Italiana di Restauro Forestale) nella sua lettera al presidente della Repubblica<\/strong>, perch\u00e9 il testo proposto \u00e8 rimasto sostanzialmente uguale nella sua formulazione generale originaria operata dal Gruppo di Lavoro per \u201c<em>Gestione forestale sostenibile e Agricoltura multifunzionale<\/em>\u201d del Consiglio Nazionale della Green Economy. Inoltre, <strong>questi tavoli hanno visto sempre una partecipazione molto ampia di rappresentanti del mondo dell\u2019industria mentre quella di docenti di materie forestali \u00e8 ridotta sempre alle stesse cinque o sei persone e quella del mondo accademico esperto in ambienti naturali (botanici, zoologi, ecologi, patologi, geologi, ecc.) risulta del tutto assente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di qui la protesta dei 264 docenti e ricercatori<\/strong> che nulla sapevano del Testo Unico. Allo stesso tempo, i pochi soggetti interpellati per un giudizio sul provvedimento, lamentano di aver avuto tempi strettissimi per valutarlo: anche cinque giorni (inclusi sabato e domenica) e perfino due giorni (su quattro anni!).<\/p>\n<h4><strong>Per quanto riguarda i punti salienti maggiormente critici del decreto:<\/strong><\/h4>\n<p>a. Ai fini della \u201ctutela\u201c del patrimonio forestale nazionale come bene di rilevante interesse pubblico, <strong>si vuole introdurre in maniera generalizzata la \u201cgestione attiva\u201d da attuarsi attraverso la selvicoltura.<\/strong> Non \u00e8 riconosciuto nel decreto il carattere autonomo degli ecosistemi forestali, la loro evoluzione naturale e complessit\u00e0 e, con l\u2019attenzione rivolta al solo sfruttamento economico industriale immediato, <strong>si apre la strada ad un processo di speculazione sul legname<\/strong>, foriero di artificializzazione, fragilit\u00e0, semplificazione e bruttezza dei boschi e delle foreste italiane.<\/p>\n<p>b. Sebbene ricorra in tutto il decreto, il concetto di \u201c<em>gestione attiva<\/em>\u201d non trova alcuna definizione nello stesso e ci\u00f2 espone a qualsiasi interpretazione stravagante e distruttiva: per il Tavolo della Filiera del legno, infatti, significa \u201c<strong><em>tagli forestali<\/em><\/strong>\u201d. Certo non \u00e8 usato nel significato di \u201c<strong><em>gestione sostenibile<\/em><\/strong>\u201d <strong>(i termini, infatti, sono usati separatamente)<\/strong> che impone attenzione al complesso dell\u2019ecologia dei boschi <strong>prevedendovi anche riserve integrali, rilasci di alberi o isole ad invecchiamento indefinito<\/strong> ed altro ancora (cfr Forest Europe, il cui indirizzo \u00e8 stato preso a riferimento dagli estensori del decreto, per la sola parte economica e non per quelle, che devono essere contestuali, ambientale e sociale e, pertanto, non si pu\u00f2 parlare di sostenibilit\u00e0).<\/p>\n<p>c. Nel testo manca un chiaro riferimento alla compartimentazione o zonizzazione del patrimonio forestale nazionale, ossia <strong>una distinzione tra boschi da destinare alla produzione (o ad altre finalit\u00e0 utilitaristiche) da quelli che devono essere conservati tal quali per ragioni ecologiche, paesaggistiche, idrogeologiche, genetiche, culturali.<\/strong> Tanto meno vengono distinte le formazioni degradate e meritevoli di restauro pi\u00f9 che di utilizzazione. Un salto indietro di 95 anni: la legge \u201cSerpieri\u201d del 1923 operava tale distinzione finalizzata alla difesa idrogeologica.<\/p>\n<p>d. <strong>Vengono definiti \u201c<em>prodotti forestali non legnosi<\/em>\u201d anche i singoli alberi fuori dal bosco<\/strong> (permitt\u00e9re omnes arbores excidere?) che misteriosamente non sono ritenuti legnosi e poco importa che il pi\u00f9 delle volte caratterizzano decisamente il paesaggio in maniera identitaria.<\/p>\n<p>e. <strong>Equipara i terreni agricoli in cui non \u00e8 stata pi\u00f9 esercitata attivit\u00e0 e che sono in via di rinaturalizzazione spontanea<\/strong> (anche se in realt\u00e0 sono attualmente boschi a tutti gli effetti che si trovano nella fase di colonizzazione da parte di specie pioniere e si avviano, se ci\u00f2 verr\u00e0 consentito, alla fase di maturit\u00e0) <strong>a \u201c<em>terreni forestali<\/em>\u201d che \u201c<em>hanno superato il turno<\/em>\u201d<\/strong>. La cosa \u00e8 scientificamente infondata perch\u00e9 si estende il concetto di \u201c<em>turno<\/em>\u201d, che dev\u2019essere applicato unicamente alle colture (ad es. dei cedui semplici o matricinati e alle fustaie coetanee che sono create e sostenute dall\u2019uomo), al bosco che invece cresce ed evolve autonomamente. Allo stesso tempo, si introducono delle <strong>scadenze temporali agli interventi che, paradossalmente, sono contrari alla selvicoltura<\/strong>, anche a quella produttivistica nell\u2019accezione pi\u00f9 riduttiva del termine, perch\u00e9 impongono limiti che contrastano con la necessit\u00e0 del selvicoltore di adattare le modalit\u00e0 di intervento a quelle che sono le caratteristiche proprie di ciascun popolamento. Ancora una volta i boschi sono equiparati a colture agrarie.<\/p>\n<p>f. <strong>Nel decreto i castagneti da frutto non appartengono pi\u00f9 alla definizione di bosco<\/strong>. Non si considera che gli stessi connotano l\u2019identit\u00e0 demologica tradizionale e paesaggistica di molti comuni italiani, in rapporto ai frutti piuttosto che al legname. Le conseguenze non sono trascurabili: escluderli dalla categoria bosco significa ammettere anche per castagneti secolari la reversibilit\u00e0 d&#8217;uso a fine ciclo, con ritorno alla coltivazione e irrimediabile perdita dell\u2019identit\u00e0 paesaggistica dei luoghi.<\/p>\n<p>g. Viene introdotto, mal interpretando il regolamento U.E. 1307\/2013, il concetto di \u201c<strong><em>bosco ceduo a rotazione rapida<\/em><\/strong>\u201d (vale a dire sottoposto a tagli pi\u00f9 ravvicinati), mentre tale definizione andrebbe applicata solo ai terreni agrari con alberi piantati, suscettibili di reversibilit\u00e0 d\u2019uso a fine ciclo.<\/p>\n<p>h. Il decreto <strong>non adotta, per i boschi, la definizione della FAO<\/strong>, utilizzata gi\u00e0 dagli inizi degli anni 2000, e che garantisce di proporre le statistiche come le chiede l&#8217;Europa e la FAO stessa; \u00e8 un passo indietro adottarne una che era stata superata e che ora viene riproposta.<\/p>\n<p>i. Vengono inspiegabilmente ed incredibilmente <strong>esclusi dalla categoria \u201c<em>bosco<\/em>\u201d, e quindi sono eliminabili, tutti i rimboschimenti, compresi quelli storici della fine dell\u2019Ottocento<\/strong> e quelli realizzati con fondi europei.<\/p>\n<p>j. Il decreto <strong>demanda alle Regioni e alle Province Autonome la scelta dei soggetti a cui affidare la redazione e l\u2019attuazione dei Piani di Gestione, purch\u00e9 dotati di \u201c<em>comprovata competenza professionale<\/em>\u201d<\/strong>. Il requisito \u00e8 talmente vago da aprire ad ogni discrezionalit\u00e0 e abuso: i laureati in Scienze Forestali, specialisti in questo settore, iscritti al proprio Ordine Professionale, potrebbero quindi essere ignorati e i compiti affidati a soggetti pi\u00f9 vicini ai saperi dei taglialegna e che, ottenuto il primo incarico, possono \u201c<em>comprovare<\/em>\u201d nel proprio curriculum la \u201ccompetenza\u201d e candidarsi \u2013 senza alcun controllo indipendente garantito dall\u2019Ordine Professionale &#8211; ad assumere incarichi per sempre.<\/p>\n<p>k. Il decreto afferma che la conversione a ceduo delle fustaie \u00e8 sempre vietata; poi contraddice l\u2019affermazione aprendo a una folla di eccezioni nel caso in cui le Regioni decidano il contrario. Alla fine arriva sostanzialmente ad <strong>includere la conversione a ceduo di ogni tipo di utilizzazione forestale, purch\u00e9 si abbia rinnovazione.<\/strong><\/p>\n<p>l. Viene <strong>liberalizzata<\/strong>, surrettiziamente, <strong>la possibilit\u00e0 di cambio di destinazione d\u2019uso del suolo introducendo<\/strong>, all\u2019art. 8, la \u201c<em>trasformazione<\/em>\u201d intesa come \u201c<em>ogni intervento che comporti l\u2019eliminazione della vegetazione arborea e arbustiva<\/em>\u201d.<strong> L\u2019eliminazione del bosco, inoltre, pu\u00f2 essere compensata anche con l\u2019apertura di strade e opere simili<\/strong> che in realt\u00e0 vanno oggettivamente a vantaggio delle aziende che operano i tagli. Si fa presente che l\u2019istituto della \u201ccompensazione\u201d \u00e8 utilizzato (ad es. nei pareri di V.I.A.) solo allorquando un\u2019opera assolutamente necessaria, che non ha alternative praticabili e che abbia adottato tutte le possibili mitigazioni, risulti comunque carica di un importante impatto ambientale residuo non eliminabile. Non \u00e8 certo, questo, il caso della cancellazione di un bosco.<\/p>\n<p>m. \u00c8 gravissimo e <strong>contrario alla Costituzione, il disposto dell\u2019art.12 per cui le Regioni e le Province Autonome possono procedere al taglio coattivo dei boschi esistenti su terreni privati il cui proprietario abbia lasciato decorrere il turno (di taglio) e di quelli sui terreni \u201csilenti\u201d, vale a dire di cui non si \u00e8 riusciti a rintracciare il proprietario.<\/strong> Rappresenta, di fatto, un esproprio della disponibilit\u00e0 d\u2019uso del soprassuolo forestale, immotivato nei confronti della natura e della volont\u00e0 dei Cittadini che oggi ne curano la tutela e l\u2019esistenza per il solo piacere di vederlo crescere, invecchiare, rinnovare spontaneamente e che stanno svolgendo un servizio encomiabile per la collettivit\u00e0 e per il Paese.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><strong>Questa legge \u00e8 fatta male, contrasta con diverse altre discipline che regolano la materia e presenta profili di incostituzionalit\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>Non \u00e8 condivisa da una larga parte del Paese<\/strong> che si \u00e8 vista costretta a intervenire con prese di posizioni pubbliche, petizioni e appelli.<br \/>\n<strong>Non \u00e8 condivisa neppure da forze politiche oggi candidate legittimamente ad esprimere un nuovo governo<\/strong>.<br \/>\n<strong>Si basa su presupposti incredibilmente antiscientifici<\/strong> come quello secondo cui il bosco morirebbe senza l\u2019intervento costante dell\u2019uomo e che \u201c<em>l\u2019abbandono<\/em>\u201d sarebbe responsabile del loro degrado e addirittura degli incendi.<br \/>\nHa un\u2019impostazione pressoch\u00e9 esclusivamente produttivistica, <strong>utile solo al profitto immediato delle industrie del pellet e delle grandi centrali elettriche a biomasse, peraltro assai inquinanti<\/strong>, che oggi proliferano solo grazie agli incentivi statali senza i quali non hanno competitivit\u00e0 di mercato e talune delle quali travolte da inchieste giudiziarie denominate \u201c<em>silvomafie<\/em>\u201d.<br \/>\nIl peccato originale di questa legge \u00e8 di aver ignorato, sebbene richiamato in linea di principio, ma poi senza conseguenti articolazioni, che la sostenibilit\u00e0, per l\u2019ONU e per la UE, si basa sullo s<strong>viluppo contestuale e armonico di tre fattori: economico, ecologico e sociale.<\/strong><\/p>\n<p>Per completezza andrebbe aggiunto il <strong>fattore culturale.<\/strong> Domina invece nel decreto solo l\u2019ottica economicistica \u201cbruciante\u201d, per di pi\u00f9 di dimensioni industriali, foriera di molti danni per il nostro Paese.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Siamo in tempo per evitarlo e per una pi\u00f9 adeguata riflessione.<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><em><strong>I Sottoscrittori:<\/strong><\/em><br \/>\nAlleanza Beni Comuni (ABC) Pistoia<br \/>\nAssociazione ABC (Agricoltura Biologica Calabria) Sant\u2019Onofrio (VV).<br \/>\nAmico Albero &#8211; Mestre<br \/>\nAssociazione dei Comuni Virtuosi<br \/>\nAssociazione La Piccola Cometa Alessia Bellofatto, Baiano Avellino<br \/>\nAssociazione Asud Roma<br \/>\nAss. Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole<br \/>\nAssociazione per i Diritti dei cittadini Toscana (ADIC Toscana)<br \/>\nAIAB (Associazione Italiana per l\u2019Agricoltura Biologica)<br \/>\nAssociazione Respiro Verde Legalberi<br \/>\nAssociazione Progetto Gaia Ospedaletto Euganeo (Padova)<br \/>\nAsSIS (Associazione di Studi e Informazione sulla Salute)<br \/>\nCentro Documentazione dei conflitti ambientali<br \/>\nCentro Italiano Studi e Documentazione degli Abeti Mediterranei (CISDAM)<br \/>\nCentro Parchi<br \/>\nComitato Ambientale di Casale (Prato)<br \/>\nComitato acqua potabile (presidente Raimondo Chiricozzi)<br \/>\nComitato Provinciale di Viterbo AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport presidente Raimondo Chiricozzi)<br \/>\nCoordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio ONLUS<br \/>\nCoordinamento Nazionale bonifica armi chimiche CNBAC (presidente Raimondo Chiricozzi)<br \/>\nEcoistituto Abruzzo<br \/>\nEcoistituto del Veneto &#8211; Mestre-Venezia<br \/>\nEuropean Consumers<br \/>\nForum Nazionale Salviamo il Paesaggio<br \/>\nForum Toscano Movimenti per l&#8217;acqua<br \/>\nGRUPPO DI RICERCA SULLE TECNOLOGIE APPROPRIATE &#8211;\u00a0CENTRO DI INFORMAZIONE NON VIOLENTA (G.R.T.A. &#8211; C.I.N.) Cesena<br \/>\nHumus, Rete sociale per la biagricultura italiana, \u00a0Bologna<br \/>\nISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) Associazione Medici per l\u2019Ambiente<br \/>\nItalia Nostra Abruzzo<br \/>\nItalia Nostra Calabria<br \/>\nItalia Nostra Campania<br \/>\nItalia Nostra Lazio<br \/>\nItalia Nostra Lombardia<br \/>\nItalia Nostra Piemonte<br \/>\nItalia Nostra Sardegna<br \/>\nItalia Nostra Sicilia<br \/>\nItalia Nostra Toscana<br \/>\nItalia Nostra Veneto<br \/>\nItalia Nostra Sezione Bolzano (Alto Adige)<br \/>\nItalia Nostra Sezione Forl\u00ec<br \/>\nItalia Nostra Sezione Vulturealtobradano ( Basilicata)<br \/>\n&#8220;Mamme per la Salute e l&#8217;Ambiente Onlus&#8221; di Venafro (IS)<br \/>\nMedicina Democratica onlus<br \/>\nMinerva P.E.L.T.I. Onlus<br \/>\nMovimento dei Consumatori &#8211; Mestre Ve<br \/>\nMovimento Legge Rifiuti Zero per l\u2019economia circolare Aps<br \/>\nRete della Resistenza sui Crinali (Bologna)<br \/>\nSociet\u00e0 Italiana per il Restauro Forestale (SIRF)<br \/>\nSociet\u00e0 italiana per la storia della fauna &#8220;G. Altobello&#8221; onlus<br \/>\nStop al Consumo di Territorio<br \/>\nVeneziAmbiente-EcoMuseo della Laguna- Marghera Ve<br \/>\nZero Waste Lazio<br \/>\nZero Waste Sardegna<\/p>\n<p>http:\/\/www.greenreport.it\/news\/aree-protette-e-biodiversita\/no-allapprovazione-del-decreto-legge-ammazza-foreste-fine-legislatura\/<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isde.it\/lettera-aperta-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-e-per-conoscenza-al-presidente-del-consiglio-paolo-gentiloniper-la-difesa-del-patrimonio-ambientale-italiano-della-salute-dei\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>http:\/\/www.isde.it\/lettera-aperta-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-e-per-conoscenza-al-presidente-del-consiglio-paolo-gentiloniper-la-difesa-del-patrimonio-ambientale-italiano-della-salute-dei\/<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isde.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/2018.02.19-Comunicato-stampa-congiunto-isde_energiaperlitalia_biomasse-1.pdf\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>http:\/\/www.isde.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/2018.02.19-Comunicato-stampa-congiunto-isde_energiaperlitalia_biomasse-1.pdf<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p>https:\/\/www.freedompress.cc\/assalto-al-patrimonio-forestale-nazionale-la-lettera-critica-di-european-consumers-e-gruppi-ricerca-ecologica-ai-vertici-istituzionali\/<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stamptoscana.it\/articolo\/diario-elettorale\/italia-nostra-stop-a-nuova-legge-foreste-consegnate-alla-speculazione\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>http:\/\/www.stamptoscana.it\/articolo\/diario-elettorale\/italia-nostra-stop-a-nuova-legge-foreste-consegnate-alla-speculazione<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/benessere\/animali\/animali-lipu-legge-1.3779505\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>https:\/\/www.quotidiano.net\/benessere\/animali\/animali-lipu-legge-1.3779505<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Per contatti: <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Maria Rita Signorini (Italia Nostra) 3355410190 <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Patrizia Gentilini (ISDE) 3405995091<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come segnala con profondo allarme il prof. Franco Pedrotti (Professore Emerito dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Camerino), molte nubi oscurano il futuro delle foreste italiane. 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