{"id":11808,"date":"2018-03-16T12:16:25","date_gmt":"2018-03-16T11:16:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11808"},"modified":"2018-03-25T23:25:59","modified_gmt":"2018-03-25T21:25:59","slug":"larena-di-barolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/03\/larena-di-barolo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Arena di Barolo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_11809\" aria-describedby=\"caption-attachment-11809\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11809\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/barolo.jpeg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/barolo.jpeg 650w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/barolo-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-11809\" class=\"wp-caption-text\">Foto tratta da www.collisioni.it<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>di Maurizio Bongioanni, Alessandro Mortarino, Gino Scarsi.<\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>Collisioni \u00e8 a una svolta. Solo se gli attori principali del territorio sosterranno questo momento critico aiutando il Comune di Barolo a <strong>sviluppare un\u2019area idonea ai grandi eventi<\/strong> potremo continuare a garantire che per altri dieci anni il festival si terr\u00e0 in Piemonte, e nei luoghi in cui \u00e8 nato. <strong>Se ci\u00f2 non avverr\u00e0, a malincuore, dovremo prendere in considerazione le tante offerte di trasferire il festival in altre regioni meno suggestive e adatte al festival, ma di certo interessate al prodotto<\/strong><\/em>\u00bb. E&#8217; un&#8217;affermazione di <strong>Filippo Taricco<\/strong>, direttore artistico di Collisioni, il festival \u00abAgriRock\u00bb della letteratura e della musica mondiale che da dieci anni miete successi nel cuore della viticoltura piemontese: Barolo, capitale dei Re dei vini &#8230;<\/p>\n<p>Il problema nasce dalla Direttiva sulle manifestazioni pubbliche emanata lo scorso anno dal Governo per garantire il massimo della sicurezza pubblica a tutela dell&#8217;incolumit\u00e0 delle persone, che sta mettendo in crisi molte iniziative consolidate e, nel caso di Barolo, <strong>costringer\u00e0 il contenimento del flusso di partecipanti da 12 mila a 6 mila<\/strong>. Troppo pochi per Collisioni e per le piccole piazze di Barolo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Taricco, facendo un po&#8217; di conti, giunge a un risultato finale: <strong>la manifestazione non pu\u00f2 reggersi su un pubblico cos\u00ec contenuto e occorre correre ai ripari.<\/strong> La soluzione, a suo avviso, non pu\u00f2 che essere una: <strong>edificare un\u2019arena concerti permanente<\/strong>, in grado di ospitare 15 mila spettatori in via Alba, l\u00e0 dove ora dimora il vecchio campo da calcio.<\/p>\n<p><strong>Prendere o lasciare.<\/strong><\/p>\n<p>Se il territorio decider\u00e0 di lasciare, Collisioni si trasferir\u00e0 in altra regione: tanto le proposte non le mancano. Taricco fino a ieri era considerato da tutti come <strong>una sorta di \u00ab<em>Santo<\/em>\u00bb della cultura e del richiamo turistico piemontese<\/strong>; ma ora ci pare apparire come un semplice \u00ab<em>mercante<\/em>\u00bb affascinato dal risultato economico e assai poco da quel territorio che ha sempre sostenuto di voler valorizzare.<br \/>\n<strong>Un territorio fragile, come quello dell&#8217;intera Langa,<\/strong> che qualche tremore ha sempre sopportato dalla calca degli spettatori delle 10 edizioni precedenti di Collisioni. Un territorio che non ha certamente bisogno di un&#8217;Arena della musica eretta in uno dei pochi spazi ancora liberi del paese, <strong>ricco di economia reale ma gi\u00e0 povero di natura e a rischio di vedere il proprio paesaggio \u00abpatrimonio dell&#8217;umanit\u00e0\u00bb ulteriormente avvilito<\/strong>. Un&#8217;Arena che rischia di servire poche giornate all&#8217;anno e rimanere per il resto del tempo come un monumento allo &#8220;<em>spatuss<\/em>&#8221; o come classica &#8220;<em>cattedrale nel deserto<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>Per sviluppare il progetto occorrer\u00e0 di certo approvare una variante urbanistica: il piano regolatore lo consente ? E&#8217; compatibile con la tutela dell&#8217;area Unesco ?<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><strong>E dovr\u00e0 reperire ingenti fondi, si parla di un investimento da 500 mila euro<\/strong>; una cifra che difficilmente potr\u00e0 essere messa a disposizione da privati e <strong>ricadrebbe dunque sulle spalle e sulle casse (sempre deboli quando \u00e8 ora di garantire servizi e assistenza primaria ai cittadini &#8230;) delle Istituzioni.<\/strong><\/p>\n<p>A noi non pare una bella idea. Anzi:<strong> la riteniamo una pessima idea.<\/strong><\/p>\n<p>Che merita attenzione e spirito critico. <strong>E merita di rinviare al mittente il \u00abricatto\u00bb declamato e immaginare ben altre soluzioni.<\/strong><\/p>\n<p>Peggio di questo progetto<strong> si poteva solo ipotizzare di candidare Barolo ad ospitare le olimpiadi invernali del 2026<\/strong> (cos\u00ec lasciamo in pace gli abitanti di Torino e delle Dolomiti): cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 &#8220;rock&#8221; di un bel trampolino nei Cannubi, del biathlon nel bosco della Fava, di una pista per lo slittino tra Vergne e i Ciocchini, di una gara di curling tra le Coste di Rose e cos\u00ec via ? &#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<h4><span style=\"color: #008000;\"><strong>AGGIORNAMENTI:<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><strong>Da &#8220;La Stampa&#8221;, edizione di Cuneo, del 18\/3\/2018:<\/strong><br \/>\n<em>\u00abForse abbiamo usato troppa poesia nel definire lo spazio \u201carena\u201d &#8211; replica il patron di Collisioni, Filippo Taricco -. Gli interventi che si andrebbero a fare sono unicamente sul suolo, di compattamento e messa in sicurezza, per rendere agibile un terreno oggi acquitrinoso. Non ci sar\u00e0 alcuna opera in muratura n\u00e9 permanente. Penso che siano ben altre e sotto gli occhi di tutti le criticit\u00e0 paesaggistiche in Langa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>REPLICA DEL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO LANGHE E ROERO:<\/strong><br \/>\n<em>Attraverso &#8220;La Stampa&#8221; di domenica 18 marzo apprendiamo la replica di Filippo Taricco alla nostra presa di posizione sulla sua idea di edificare un&#8217;arena permanente a Barolo in grado di ospitare le future edizioni di Collisioni. E&#8217; una risposta che stempera le &#8220;rigidit\u00e0&#8221; delle sue prime richieste e chiarisce la volont\u00e0 di non sfregiare ulteriormente il paesaggio e l&#8217;identit\u00e0 del territorio, tanto da cancellare il termine &#8220;permanente&#8221; dall&#8217;idea progettuale. Per rendere le parole perfettamente aderenti allo sviluppo di un piano d&#8217;azione, suggeriamo a Taricco di voler provvedere, ora, a rendere pubblica almeno una bozza preliminare di progetto (che certamente avr\u00e0 gi\u00e0 nei propri cassetti e valido per Barolo come per un qualsiasi paese dell&#8217;area del Chianti o del Prosecco &#8230;) che consenta di ragionare collettivamente della sua bont\u00e0 e metta in risalto il pieno rispetto delle esigenze ecosistemiche del nostro territorio. Questo semplice &#8220;esercizio&#8221; crediamo possa permetterci di avere finalmente ben chiari i propositi e, soprattutto, di favorire la condivisione &#8211; tutti assieme &#8211; di un progetto davvero armonico e rispettoso.<\/em><br \/>\n<em>Maurizio Bongioanni, Alessandro Mortarino e Gino Scarsi, Forum Salviamo il Paesaggio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COLLISIONI SUL PAESAGGIO UNESCO?<\/strong><br \/>\n<em>La tutela Unesco dei \u02baPaesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato\u02ba, decisa nel giugno 2014, comporta alcune riflessioni sulla \u02bapercezione\u02ba del paesaggio e sulla fruizione dei borghi inclusi nelle parti tutelate con il festival \u201cCollisioni\u201d. Percezione e <\/em><em>fruizione del paesaggio e dei beni culturali sono concetti cardine, cui la tutela Unesco impronta la sua filosofia di fondo, attraverso adeguata normativa d\u02b9uso: si constata, al contrario, che da alcuni anni, all\u02b9interno dei \u02baPaesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato\u02ba sono posti in atto consolidate azioni di apparente \u02bavalorizzazione\u02ba, mediante manifestazioni che attraggono un numero elevatissimo di persone, in uno spazio fisico ridotto e peculiare per le sue caratteristiche (Barolo) e concentrate nel tempo (5 o 6 giorni) &#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Non si vuole qui porre in dubbio la qualit\u00e0 culturale (o di solo intrattenimento&#8230;) delle manifestazioni, ma il loro significativo impatto sui luoghi e sulla irrimediabile, possibile mancata fruizione e percezione del paesaggio e dei beni architettonici (i piccoli <\/em><em>borghi), tali da incidere sui loro caratteri identitari.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel corso degli ultimi anni, dal 2015 al 2017 (dopo la dichiarazione Unesco), il fenomeno \u00e8 stato reiterato, aggravando le condizioni percettive: il festival Collisioni provoca autentiche collisioni sul paesaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>Non solo problemi di sicurezza e di incolumit\u00e0 pubblica: durante il suo svolgimento, con la corresponsione (obbligatoria) di un biglietto a pagamento non solo per assistere agli spettacoli, bens\u00ec anche solo per accedere ai luoghi, viene meno la percezione autentica del <\/em><em>paesaggio e la sua fruizione viene incisa nella sua natura pi\u00f9 intima: i valori scenici e identitari, le bellezze intrinseche non possono essere occultate anche solo per un istante nella loro fruizione e percezione \u02bacollettiva\u02ba.<\/em><\/p>\n<p><em>L.V.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maurizio Bongioanni, Alessandro Mortarino, Gino Scarsi. \u00abCollisioni \u00e8 a una svolta. 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