{"id":11954,"date":"2018-05-06T22:50:13","date_gmt":"2018-05-06T20:50:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=11954"},"modified":"2018-05-06T22:51:28","modified_gmt":"2018-05-06T20:51:28","slug":"firenze-una-variante-per-la-degenerazione-urbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/05\/firenze-una-variante-per-la-degenerazione-urbana\/","title":{"rendered":"Firenze: una Variante per la degenerazione urbana"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11955\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Degenerazione-a-Firenze.png\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Degenerazione-a-Firenze.png 563w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Degenerazione-a-Firenze-300x190.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/>di Ilaria Agostini.<\/em><\/p>\n<p>Proprio in nome della \u201c<em><strong>rigenerazione urbana<\/strong><\/em>\u201d, una <strong>Variante al Regolamento Urbanistico<\/strong> sottopone a trattamento degenerativo il corpo esangue della citt\u00e0 storica e <strong>lo predispone a nuova speculazione immobiliare<\/strong>. La Variante al RU, approvata dalla Giunta e a breve in discussione consiliare, <strong>aggredisce il patrimonio edilizio storico e abolisce l\u2019obbligatoriet\u00e0 del restauro sui monumenti architettonici:<\/strong> la loro tutela viene demandata alla libera discrezionalit\u00e0 della Soprintendenza, ridotta allo stremo dalla riforma Franceschini.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nel feudo del declinante potere renziano<\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019ultimo anno di mandato, la Giunta Nardella si esprime con questo <strong>pericoloso provvedimento che apre la strada agli appetiti sulle architetture monumentali del centro citt\u00e0 e delle colline<\/strong>, che <strong>agevola la sciagurata vendita di edifici storici di propriet\u00e0 pubblica<\/strong> e che, infine, <strong>legittima vecchie speculazioni bloccate dal sistema giudiziario<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019estrema torsione amministrativa, liberista e servile, <strong>un regalo agli \u201cinvestitori\u201d, agli immobiliaristi, ai parassiti della ren<\/strong>dita.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 principalmente un atto di selezione sociale.<\/p>\n<p>L\u2019accelerazione impressa dalla Variante rafforza infatti il processo di esclusione della vita civile e delle funzioni sociali dai luoghi rappresentativi della comunit\u00e0 cittadina, prodromo dello spossessamento degli spazi pubblici e comuni. Corrobora ulteriormente <strong>la gi\u00e0 avviata sostituzione dei residenti con \u00ab<em>utenti<\/em>\u00bb<\/strong> che, dotati di notevole disponibilit\u00e0 economica, influiscono sull\u2019assetto urbano senza tuttavia partecipare alla vita politica [1]. Tutta urbs niente polis, verrebbe da dire. La popolazione ideale da governare.<\/p>\n<p><strong>Tutto il contrario di quanto sarebbe auspicabile per ridar vita alla citt\u00e0 storica<\/strong>. La soluzione \u00e8 da ricercare semmai in politiche cariche di valenza sociale, che tutelino l\u2019ambiente di vita urbana tutelando la vita ivi condotta, secondo l\u2019esempio originario di Bologna (anni Sessanta-Settanta), certo da rinnovare, perfezionare e rendere applicabile nei giorni presenti.<\/p>\n<p>Carico di tali connotati sociali, il restauro \u00e8 stato consacrato dalla cultura e dalle pratiche urbanistiche come il metodo di intervento pi\u00f9 indicato sulle citt\u00e0 storiche. <strong>Mai era stato messo in crisi, formalmente, il principio della tutela dell\u2019edificato storico<\/strong>. Ci prova ora \u2013 sotto le insegne dell\u2019innovazione urbana, ma da solida posizione di retroguardia culturale \u2013 il Comune di Firenze.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ristrutturazione \u201calla fiorentina\u201d<\/strong><\/span><br \/>\nLa proposta Variante all\u2019art. 13 delle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico agisce sulla disciplina delle trasformazioni del patrimonio immobiliare storico introducendo un\u2019inedita \u201c<strong><em>ristrutturazione edilizia limitata<\/em><\/strong>\u201d su quasi met\u00e0 dell\u2019edificato del territorio comunale [2] (sono esclusi i beni culturali, ma su di essi torneremo subito).<\/p>\n<p>La \u201c<em>ristrutturazione edilizia limitata<\/em>\u201d pur preservando la sagoma, le facciate \u2013 ancorch\u00e9 \u201c<em>sostanzialmente<\/em>\u201d \u2013 e alcuni elementi distributori (scale, androni), <strong>non tutela la configurazione interna degli edifici ed espone il patrimonio edilizio a ulteriori frazionamenti finalizzati agli affitti turistici<\/strong>. Del rischio di \u201c<em>fa\u00e7adisme<\/em>\u201d abbiamo scritto su queste pagine nell\u2019articolo Dietro la facciata niente, a cui rimandiamo.<\/p>\n<p>Se gi\u00e0 appariva surreale l\u2019invenzione di una ristrutturazione \u201c<em>alla fiorentina<\/em>\u201d, appare fuor di ragione la normativa che il Comune ha delineato per i monumenti architettonici: <strong>i pezzi pi\u00f9 pregiati, dagli Uffizi a Forte Belvedere, dalla Villa di Rusciano alla Manifattura Tabacchi, saranno suscettibili di \u201cristrutturazione edilizia\u201d tout court<\/strong> (\u201cs<em>enza limitazioni\u201d<\/em> si precisa nella delibera). Non \u00e8 un caso che molti di essi corrispondano alle \u201c<em>Aree di Trasformazione<\/em>\u201d del RU e alcuni siano anche presenti nei Piani di alienazione.<\/p>\n<p><strong>La sostituzione del restauro con la \u201c<em>ristrutturazione<\/em>\u201d contravviene alla prescrizione di tutela del Bene culturale espressa nell\u2019art. 29 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.<\/strong> La ristrutturazione edilizia \u00e8 infatti la classe di intervento che consente la maggior libert\u00e0 nelle opere di trasformazione, persino la demolizione dell\u2019edificio e la sua ricostruzione in forme diverse da quelle originali. Quanto a previsioni urbanistiche dunque, <strong>sui monumenti si potr\u00e0 agire con la stessa libert\u00e0 con cui si opera su un capannone industriale.<\/strong><\/p>\n<p>La tutela sar\u00e0 demandata totalmente alla Soprintendenza, che finora ha lavorato a fianco del Comune autorizzando le trasformazioni consentite dal RU (poich\u00e9 sono due i dispositivi che rispondono al precetto di tutela del Bene Culturale: il permesso di costruire, in capo al Comune, e l\u2019autorizzazione del soprintendente). Ma come ognun sa, la Soprintendenza non \u00e8 il Comune, non \u00e8 un organo rappresentativo della cittadinanza, ha funzioni di diversa natura, <strong>non tratta di pianificazione<\/strong>, non \u00e8 suo compito occuparsi della disciplina in materia di attivit\u00e0 edilizia ed urbanistica. In altre parole: il Soprintendente non pu\u00f2 sopperire alla mancata pianificazione comunale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Degenerazione amministrativa<\/strong><\/span><br \/>\nRimettendo alla Soprintendenza il destino degli edifici monumentali, <strong>il Comune recede da un obbligo costituzionale<\/strong>. Elude le funzioni attribuitegli dalla Legge urbanistica (L 1150\/1942), dall\u2019art. 118 della Costituzione, definite dal \u201c<em><strong>Testo unico degli enti locali\u201d<\/strong><\/em> che specifica:<\/p>\n<p><em>\u00abSpettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori [\u2026] dell\u2019assetto ed utilizzazione del territorio\u00bb (DLgs 267\/2000, art. 13, co. 1).<\/em><\/p>\n<p>L\u2019urbanistica, quale funzione primaria ed essenziale, rientra tra tali compiti amministrativi: attraverso il Piano Regolatore (nelle sue varie denominazioni regionali) <strong>il Comune ha l\u2019obbligo di dettare la disciplina delle trasformazioni e dell\u2019uso di ogni immobile ricadente nel territorio comunale, nell\u2019interesse generale.<\/strong> Nessuno escluso.<\/p>\n<p><em>[L\u2019articolo \u00e8 la trascrizione del contributo dell\u2019autrice all\u2019incontro All\u2019assalto della citt\u00e0 pubblica! Firenze elimina il restauro e spiana la strada ai grandi capitali organizzato da Spazio InKiostro, tenutosi a Firenze il 28 marzo 2018. In apertura: Santo Stefano al Ponte Vecchio, aprile 2018, fotografia dell\u2019autrice]<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Note al testo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>[1] Si veda su questo argomento il sintetico: Alessandro Barile, Utenti contro residenti. La nuova dialettica metropolitana tra cittadini e fruitori, \u201cAlias\u201d, supplemento a \u201cil manifesto\u201d, 17 marzo 2018.<\/em><\/p>\n<p><em>[2] Ossia, sulle \u00abemergenze di valore storico architettonico\u00bb non vincolate; sugli \u00abedifici di interesse documentale\u00bb e sugli \u00abedifici storici o storicizzati\u00bb (ricadono in questa voce le case popolari di via dei Pepi poste in vendita nel piano comunale delle alienazioni).<\/em><\/p>\n<p>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.perunaltracitta.org\/2018\/04\/04\/firenze-una-variante-per-la-degenerazione-urbana\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>http:\/\/www.perunaltracitta.org\/2018\/04\/04\/firenze-una-variante-per-la-degenerazione-urbana\/<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p>Si veda inoltre la <a href=\"http:\/\/www.italianostra.org\/lettera-al-sindaco-sulla-scandalosa-variante-art-13-al-regolamento-urbanistico-di-firenze\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>presa di posizione di Italia Nostra attraverso questa lettera inviata al Sindaco Nardella<\/strong><\/span><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ilaria Agostini. Proprio in nome della \u201crigenerazione urbana\u201d, una Variante al Regolamento Urbanistico sottopone a trattamento degenerativo il corpo esangue della citt\u00e0 storica e [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11955,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[21],"tags":[931,2018],"class_list":["post-11954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-toscana","tag-firenze","tag-regolamento-urbanistico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11954"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11954\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}