{"id":12061,"date":"2018-06-26T11:45:47","date_gmt":"2018-06-26T09:45:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12061"},"modified":"2018-06-26T11:45:47","modified_gmt":"2018-06-26T09:45:47","slug":"riapertura-cava-nel-comune-di-panicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/06\/riapertura-cava-nel-comune-di-panicale\/","title":{"rendered":"Riapertura cava nel comune di Panicale"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12062\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Perugia-IN.png\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Perugia-IN.png 535w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Perugia-IN-300x114.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/>A cura dell&#8217;Architetto Luigi Fressoia, \u201cItalia Nostra\u201d Perugia.<\/em><\/p>\n<p>Con sbigottimento \u201c<strong>Italia Nostra<\/strong>\u201d deve costantemente prendere atto di fatti e propositi che sembrano usciti delle pi\u00f9 perverse fantasie; costantemente viene informata e chiamata da comunit\u00e0 e cittadini disperati dal sordo silenzio di chi dovrebbe \u201ctutelare\u201d e assicurare il \u201cbene comune\u201d, enti pubblici e politici istituiti e pagati proprio per questo.<\/p>\n<p><strong>Vedete nell\u2019immagine uno splendido paesaggio umbro adiacente al Trasimeno, si tratta di Monte Solare, Montalera e Panicale con la valle del torrente Tresa<\/strong>, rilievi collinari ammantati di boschi, coltivi, piccoli insediamenti ancora discreti, ville castelli e palazzi storici, reperti archeologici. <strong>E\u2019 un caso da manuale di patrimonio naturale e storico ben rimesso a frutto nel sofisticato contesto socio-economico contemporaneo<\/strong>: vi si contano decine di aziende agrituristiche e agricole alcune delle quali di tipo innovativo sul filone dell\u2019agricoltura biologica ovvero prodotti di nicchia per un mercato maturo nazionale e internazionale ove da tempo trovano sbocco il vino DOC Colli del Trasimeno, l\u2019Olio Extravergine di Oliva DOP Colli del Trasimeno, la Fagiolina di Lago. Un contesto ove <strong>molti turisti trovano cordiale ed eccellente ospitalit\u00e0 diffusa, arricchita da relax e da molteplici richiami culturali e identitari come il paesaggio, l\u2019estetica, le atmosfere, i reperti artistici diffusi, le iniziative dei vari comuni, i prodotti tipici<\/strong> predetti il cui valore \u00e8 non solo nella qualit\u00e0 intrinseca bens\u00ec nondimeno nello stesso paesaggio inconfondibile che li produce, li contiene e li sa offrire.<\/p>\n<p>Guardando con attenzione al centro della foto e nel riquadro di ingrandimento -pendice del Monte Solare- <strong>si riconosce bene la sagoma di una cava<\/strong>, per\u00f2 dismessa da dieci anni ovvero ormai poco visibile poich\u00e9 la pietra ossidata dal tempo ha preso un colore neutro che, insieme alla vegetazione ricresciuta, la mitiga molto nell\u2019insieme della vista panoramica.<\/p>\n<p>Ora il diavolo vuole che <strong>quella cava si dovrebbe riaprire con tanto di atti amministrativi degli enti preposti (!), per sfruttare la vecchia concessione (di vent\u2019anni fa) che ancora consentirebbe l\u2019asportazione di 750.000 metri cubi di calcare, con un via-vai stimato di 60 camion al giorno per dieci anni<\/strong> lungo quelle stradette appena utili per i trattori e poche automobili di residenti e turisti, strade rurali care a tutti quelli che vanno a cavallo, in bicicletta, a fare camminate; il fronte della cava si allargherebbe di molti metri a destra e sinistra (nonostante ritrovamenti archeologici e relativi vincoli) e la pietra escavata brillerebbe di nuovo col suo solito biancore sgargiante;<strong> il rumore e la polvere sia di escavazione sia di transito non potrebbe che danneggiare se non distruggere le buone attivit\u00e0<\/strong> anzi richiamate gi\u00e0 esistenti, che al momento impiegano non meno di cento persone tra proprietari ivi impegnati, dipendenti e collaboratori, senza contare l\u2019indotto.<strong> I turisti fatalmente non verranno pi\u00f9 e il mercato immobiliare subir\u00e0 un forte deprezzamento.<\/strong><\/p>\n<p>Fatto bizzarro ma inquietante \u00e8 che le carte amministrative osano chiamare la riapertura della cava col nome di \u201c<strong><em>Riambientamento e Sistemazione<\/em><\/strong>\u201d, solito gioco delle tre carte cui la politica degenerata (con la sua ancella burocrazia degli enti \u201cpubblici\u201d) ci ha abituati negli ultimi decenni, non a caso di declino nazionale e regionale: <strong>siccome la cava ormai cicatrizzata \u00e8 comunque un poco visibile, i fautori della sua riapertura vorrebbero dare ad intendere che essa \u00e8 una intollerabile bruttura che deve essere assolutamente trattata per cancellarla del tutto<\/strong>, e va bene, per\u00f2 tale trattamento sarebbe la sua riattivazione (!), allargamento ed escavazione per dieci anni (!!), dopo di che, alla fine dei dieci anni, sui gradoni mano a mano ri-piantumati (su pochi centimetri di terra!), gli alberi ricresciuti -bont\u00e0 loro- sarebbero la famosa \u201cri-ambientazione\u201d (!!!).<\/p>\n<p>Abbiamo detto \u201cil diavolo\u201d come bizzarria accidentale da scacciare come un brutto sogno. Ma in verit\u00e0 vi sono ragioni molto solide e quindi forti: <strong>il valore dei 750.000 mc da escavare pare aggirarsi sui 9 milioni di euro<\/strong> che evidentemente fanno gola a pi\u00f9 d\u2019uno, oltre a cinque nuovi addetti (posti di lavoro grazie alla riapertura della cava). Nove milioni sono una bella cifra ma non superiore al valore delle aziende -e al loro indotto complessivo negli anni- ora dedite al corretto uso del patrimonio storico-ambientale.<\/p>\n<p><strong>Logica vorrebbe che i poteri locali e gli enti preposti alle varie tutele (tanti vincoli e tanti uffici\u2026) non avessero dubbi:<\/strong> il beneficio socio-economico (oltre che culturale e sanitario) delle attuali aziende turistiche, agricole e alimentari basate sulla tipicit\u00e0 del prodotto e del territorio \u00e8 molto superiore in termini di redditi e occupazione alla riapertura della cava. Emerge allora la domanda cruciale: perch\u00e9 i poteri locali e degli enti preposti sembrano inclinare verso la cava? La risposta probabilmente \u00e8 nel cuore della politica degenerata degli ultimi decenni, nel suo carattere di intima compenetrazione con gli affari e i soldi. <strong>Trattare infatti con un solo soggetto (peraltro capace di molti soldi) \u00e8 per la politica molto meno rischioso che trattare con cinquanta soggetti sia pure capaci tutti assieme di pi\u00f9 soldi<\/strong>, e il motivo \u00e8 intuitivo, semplicissimo\u2026<\/p>\n<p>Si deve prendere atto che Il trinomio diabolico Politica, Funzionari e Imprese ammanicate non demorde, sembra ben intenzionato a mantenere la sua cappa plumbea sopra gli organi della Pubblica Amministrazione (o Stato che dir si voglia) nonostante gli scossoni forti che la volont\u00e0 popolare esprime.<\/p>\n<p><strong>\u201cItalia Nostra\u201d confida nella Soprintendenza c<\/strong>he tra tanti tentennamenti e ambiguit\u00e0 di enti e politici, detiene il potere di azzerare ogni pretesa di riapertura della cava in base alle proprie prerogative di tutela paesistica e archeologica. Soprintendenze come organo centrale concepite e istituite proprio per sottrarsi alle naturali pressioni cui sono soggetti i poteri locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura dell&#8217;Architetto Luigi Fressoia, \u201cItalia Nostra\u201d Perugia. 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