{"id":12065,"date":"2018-06-26T15:33:51","date_gmt":"2018-06-26T13:33:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12065"},"modified":"2018-06-26T15:35:38","modified_gmt":"2018-06-26T13:35:38","slug":"la-strategia-energetica-nazionale-deve-comprendere-anche-la-salvaguardia-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/06\/la-strategia-energetica-nazionale-deve-comprendere-anche-la-salvaguardia-del-territorio\/","title":{"rendered":"La Strategia Energetica Nazionale deve comprendere anche la salvaguardia del territorio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12066\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Eolico2.png\" alt=\"\" width=\"519\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Eolico2.png 519w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Eolico2-300x86.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/>Un gruppo di Associazioni ambientaliste ha scritto una lettera circostanziata ai nuovi Ministri (Sviluppo Economico, Ambiente, Economia, Beni Culturali, Affari regionali, Affari europei) invitandoli ad un incontro di approfondimento per discutere di tutte le criticit\u00e0 gravi attualmente comprese dalla SEN-Strategia Energetica Nazionale. In particolare il pericolo di un forsennato sviluppo di nuovi impianti eolici e del cosiddetto mini-idroelettrico.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Ecco il testo del documento trasmesso ai Ministri:<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><em>Al Ministro per lo Sviluppo Economico<\/em><br \/>\n<em>On. Luigi Di Maio<\/em><br \/>\n<em>segreteria.ministro@mise.gov.it<\/em><\/p>\n<p><em>Al Ministro dell\u2019Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare<\/em><br \/>\n<em>Sergio Costa<\/em><br \/>\n<em>segreteria.ministro@minambiente.it<\/em><\/p>\n<p><em>Al Ministro dell\u2019economia e delle Finanze<\/em><br \/>\n<em>Giovanni Tria<\/em><br \/>\n<em>caposegreteria.ministro@mef.gov.it<\/em><\/p>\n<p><em>Al Ministro per i Beni e Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo <\/em><br \/>\n<em>Alberto Bonisoli<\/em><br \/>\n<em>ministro.segreteria@beniculturali.it <\/em><\/p>\n<p><em>Al Ministro per gli Affari regionali e Autonomie <\/em><br \/>\n<em>Erika Stefani<\/em><br \/>\n<em>segreteria.ministroaffariregionali@governo.it\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Al Ministro per gli Affari Europei <\/em><br \/>\n<em>Paolo Savona<\/em><br \/>\n<em>segreteria.ministropoliticeeuropee@gov.it<\/em><\/p>\n<p>Egregi Ministri,<br \/>\nIl 31 luglio dello scorso anno le scriventi associazioni ambientaliste,<strong> tutte fautrici delle fonti energetiche rinnovabili (di seguito FER) ma consce dei limiti delle fonti rinnovabili elettriche intermittenti &#8211; e delle conseguenze della colossale speculazione finanziaria e territoriale che caratterizza il loro sviluppo da anni ingovernato<\/strong> &#8211; avevano trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri interessati una lettera di osservazioni al documento sottoposto a consultazione pubblica \u201c<em>Strategia Energetica Nazionale<\/em>\u201d (di seguito SEN), individuandone alcune implicazioni negative. Lo scopo era quello di <strong>richiamare una pi\u00f9 rigorosa valutazione, in primo luogo, sulle gravi conseguenze derivanti dal perdurare di una politica disinvolta in materia di insediamento di centrali eoliche.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>In estrema sintesi, si chiedeva allora di fermare il non necessario disastro urbanistico, territoriale, ambientale, paesaggistico in atto con la corsa all\u2019eolico (e ad alcune altre tecnologie impattanti come il cosiddetto mini-idro), e di dirottare pi\u00f9 utilmente le risorse finanziarie verso serie politiche di efficienza e risparmio energetico, riscaldamento-raffrescamento, trasporti e soprattutto ricerca e innovazione. Si accettava una eventuale, moderata crescita delle rinnovabili elettriche non modulabili solo con il fotovoltaico sulle superfici edificate.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Per confrontarsi su tale lettera di osservazioni, il 6 settembre scorso alcuni rappresentanti del cartello di associazioni firmatarie erano stati ricevuti al Ministero dello Sviluppo Economico. Al termine dell&#8217;incontro, il segretario generale del Ministero aveva chiesto delucidazioni per iscritto, tra l\u2019altro, sul \u201c<strong><em>consistente recupero della produttivit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d del sistema idroelettrico a bacino prospettato nel documento comune. Ne era scaturito un pro memoria per il Ministero dal titolo \u201c<em>Enormi potenzialit\u00e0 inespresse del sistema di generazione idroelettrica a bacino esistente in Italia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nessuna delle nostre argomentazioni, suggerimenti o critiche \u00e8 stata tuttavia presa in considerazione nella redazione del testo definitivo della nuova SEN.<\/strong><br \/>\nAl contrario, l\u2019obiettivo europeo al 2030 del 27% della produzione di energia elettrica da FER in rapporto al consumo interno (peraltro non vincolante per i singoli Stati) \u00e8 stato addirittura portato nel testo definitivo della SEN al 28%, <strong>concentrando l\u2019aumento nel settore delle rinnovabili elettriche<\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 stato aumentato, rispetto al gi\u00e0 velleitario, costosissimo ed eccessivamente performante 48-50% proposto nel testo della SEN sottoposta a pubblica consultazione, al 55%, e riservando questo ulteriore aumento proprio <strong>ai settori dell\u2019eolico e del fotovoltaico (ma di fatto solo eolico), energie ovviamente non programmabili.<\/strong> Una differenza incrementale del 5 \u2013 7% \u00e8 tutt\u2019altro che trascurabile. <strong>Lo scorso anno la produzione dell\u2019intero settore eolico in Italia, con tutti i danni ambientali e paesaggistici che gli oltre 7.000 aerogeneratori esistenti hanno gi\u00e0 arrecato, ha corrisposto a circa il 5% dei consumi elettrici nazionali, pari a, si badi bene, 1,5% del fabbisogno energetico complessivo!<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12067\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/paleeolicheweb.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/paleeolicheweb.jpg 440w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/paleeolicheweb-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/>La nuova SEN prospetta di impegnare complessivamente, per il raggiungimento degli obiettivi al 2030, altri 35 miliardi di euro. Facendo qualche conteggio elementare scopriamo che il solo aumento dall\u2019attuale 32 \u2013 35% (in condizioni di normale piovosit\u00e0) al 55% della produzione elettrica da rinnovabili sui consumi previsto per il 2030 dovr\u00e0 essere, in costanza dei consumi correnti, grosso modo equivalente alla attuale produzione elettrica da FER incentivata, cio\u00e8 di 65,5 TWh. <strong>Appare stravagante credere<\/strong> che per finanziare tale incremento si possano spendere meno di 35 miliardi (ripetiamo: i 35 miliardi dovrebbero essere destinati a tutte le rinnovabili, compresi i settori riscaldamento\/raffrescamento e i trasporti) se negli ultimi anni, <strong>per incentivare la stessa quantit\u00e0 di energia elettrica, a regime risultano essere gi\u00e0 stati impegnati circa 230 MLD, una cifra, cio\u00e8, equivalente al 14% del PIL<\/strong> <strong>italiano corrente o ad oltre il 10% dell&#8217;immane debito pubblico del Paese<\/strong>. Lo sforzo fin qui compiuto ha contribuito alla deindustrializzazione e all\u2019impoverimento del Paese, gi\u00e0 colpito dalla crisi economica nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p>Non solo: privilegiando, tramite la priorit\u00e0 di dispacciamento, le fonti non programmabili come eolico e fotovoltaico, si \u00e8 pure destabilizzato tutto il sistema elettrico italiano. Ne <strong>leggiamo la gravissima ammissione a pag.115 e 116 della stessa SEN<\/strong>. Nel 2016 non abbiamo solo sperperato 14,4 miliardi di incentivi per sussidiare appena 65,5 TWh su un consumo interno lordo di 321,8 TWh (una spesa, cio\u00e8, equivalente a oltre l\u2019uno per cento del PIL annuale, considerando tutti i costi ancillari dovuti alla natura erratica della produzione eolica e fotovoltaica, per incentivare la produzione di appena il 20% dell\u2019energia elettrica consumata in Italia), ma <strong>abbiamo anche pi\u00f9 volte corso \u201c<em>rischi per la sicurezza<\/em>\u201d, ovvero black out dalla durata e dagli esiti imprevedibili.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Strategia Energetica Nazionale si riduce cos\u00ec ad una Strategia Elettrica Nazionale<\/strong> dove appare ormai evidente che ci troviamo ad affrontare le spinte di alcune lobby che stanno cercando di imporre \u201c<em><strong>una<\/strong><\/em>\u201d soluzione come \u201c<em><strong>la<\/strong><\/em>\u201d soluzione del futuro, evitando che il dibattito e le analisi prendano in considerazione tutte le soluzioni possibili, scegliendo la migliore, la pi\u00f9 conveniente e sostenibile per il Paese. La decarbonizzazione non passa infatti solo dall&#8217;elettrico, n\u00e9 tanto meno dall&#8217;eolico industriale, meno che mai in Italia.<br \/>\nNon \u00e8 un caso, per altro, che con il termine \u201c<em>Strategia<\/em>\u201d energetica si sia evitato quello di \u201c<em>Piano<\/em>\u201d energetico che, come per le Regioni, avrebbe comportato l\u2019assoggettamento ad una Valutazione Ambientale Strategica per verificarne la effettiva sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Il Governo uscente, invece, ha lavorato con alacrit\u00e0, prima dell\u2019incombente fine della legislatura, su due fronti convergenti:<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>1) per scrivere un nuovo decreto (c.d. decreto FER 1) per altre, ennesime aste per eolico e fotovoltaico (ma che si tradurr\u00e0 in solo eolico grazie a norme urbanistiche di favore), al fine di incentivare un gran numero di grossi impianti FER non programmabili gi\u00e0 nel triennio 2018-2020. Iniziativa del tutto irrazionale e intempestiva se proprio la SEN (pag.17) ne prevede l&#8217;evoluzione verso la market parity gi\u00e0 dal 2020. <strong>La sproporzione nella ripartizione degli incentivi (da addebitare nelle bollette elettriche) favorisce alcuni comparti a scapito di altri ed esclude, senza preavviso e motivo apparente, interi settori. <\/strong>Considerando poi che gli impianti FV e eolici di grandi dimensioni sono destinati ad essere incettati, come sta accadendo per quelli gi\u00e0 esistenti, da grandi gruppi multinazionali, <strong>il decreto appare strumentale a comportamenti speculativi<\/strong>. Questo pessimo provvedimento dovrebbe approdare alla conferenza Stato Regioni, dalla quale riteniamo doveroso che sia ritirato per risparmiare alla Nazione ulteriori danni.<\/p>\n<p>2) per una legislazione ambientale pi\u00f9 permissiva per l\u2019eolico. Leggiamo dalla nuova Sen: (pag. 266) \u201c<em>A livello amministrativo si proporranno (\u2026) linee guida (\u2026) in materia di energia (\u2026) in particolare in tema di <strong>semplificazioni delle autorizzazioni per le infrastrutture e gli impianti energetici (<\/strong>\u2026) In questo processo di semplificazione, un\u2019importanza specifica avr\u00e0 l\u2019aggiornamento delle linee guida sugli impianti di produzione di energia elettrica rinnovabile\u2026<\/em>\u201d e (pag. 88): \u201c<em>Per la questione eolico e paesaggio, pare opportuno un aggiornamento delle linee guida per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio e sul territorio, approvate nel 2010, che consideri la tendenza verso aerogeneratori di taglia crescente e pi\u00f9 efficienti, per i quali si pone il tema di un adeguamento dei criteri di analisi dell\u2019impatto e delle misure di mitigazione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Va da s\u00e9 che siamo assolutamente contrari alla riduzione delle tutele per l&#8217;installazione di nuovi o pi\u00f9 potenti impianti eolici, che anzi meriterebbero ben altre modifiche. Gi\u00e0 adesso le linee guida nazionali in materia di eolico offrono tutele risibili mentre Piani paesistici e norme urbanistiche regionali in materia sono \u201costaggio\u201d di plateali condizionamenti. Parlare di &#8220;mitigazione&#8221; (si veda anche la pag. 55 della SEN) risulta offensivo non tanto per noi ma per il buon senso di chi usa questo termine per impianti colossali posti il pi\u00f9 delle volte in cima alle montagne e nelle aree pi\u00f9 preservate del Paese. Una virtuale passeggiata tra le colline martoriate dell\u2019Italia Centro meridionale varrebbe pi\u00f9 di mille descrizioni.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Sebbene i partiti vincitori delle recenti elezioni politiche avessero espresso forti critiche al provvedimento,<\/strong> come anche alla SEN, in quanto &#8220;<em>atto politico realizzato da una composizione parlamentare nettamente diversa dall&#8217;attuale<\/em>&#8220;, l&#8217;iter per <strong>il decreto FER 1 \u00e8 proseguito anche dopo il voto<\/strong>, contro tutte le evidenze e nonostante gli obiettivi al 2020 gi\u00e0 da tempo raggiunti, i rischi di black out, l&#8217;usura tecnologica precoce delle pale e dei pannelli gi\u00e0 installati, i costi in bolletta gi\u00e0 ora esorbitanti, gli aumenti preannunciati nelle bollette elettriche delle famiglie e delle piccole e medie imprese a causa dei costi accessori indotti dalle FER non programmabili (per il finanziamento agli energivori, il capacity market, gli effetti del sistema degressivo rinviato appositamente a dopo le elezioni, le nuove reti &#8220;resilienti&#8221;, i sistemi di accumulo e soprattutto, in prospettiva, per il costo schiacciante dei nuovi incentivi per raggiungere gli obiettivi della SEN al 2030), le alternative pi\u00f9 convenienti, ecc.<br \/>\nNon ha prodotto alcun effetto ostativo neppure il<strong> traumatico annuncio da parte del Ministero dell&#8217;Ambiente tedesco<\/strong> che la Germania &#8211; alla cui politica di svolta energetica (Energiewende) gli estensori della SEN hanno tratto evidente ispirazione &#8211; non avrebbe rispettato il suo impegno di riduzione delle emissioni di CO2 come stabilito dagli accordi europei per il 2020, nonostante i traumatici e costosissimi 58 GW di eolico installato (in Italia sono meno di 10 GW), e 43 GW di potenziale solare. <strong>Non \u00e8 qui inopportuno ricordare che la maggioranza degli aerogeneratori giganti installati in Italia provengono proprio da imprese tedesche.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12069\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/pale.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/pale.jpg 480w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/pale-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/>Pur tuttavia, le nostre maggiori preoccupazioni e l&#8217;urgenza della nostra richiesta di incontro risiedono anche nell&#8217;<strong>incombere dei tempi di presentazione del Piano Nazionale energia e clima<\/strong>. Lo sviluppo della SEN 2017 \u00e8 propedeutico alla preparazione di un cosiddetto \u201cP<em>iano Nazionale energia e clima<\/em>\u201d (<strong>anche questo sfuggendo agli obblighi di VAS<\/strong>), la cui prima versione dovrebbe essere trasmessa in bozza alla CE entro la fine del 2018. Ecco come il testo definitivo della nuova SEN (pag. 259) illustra la sia pur fluida situazione attuale: \u201c<em>Sebbene il dibattito sulle proposte comunitarie sia in corso, sembra condivisa, nelle sue linee generali, la parte della proposta di regolamento che richiede a tutti gli Stati Membri di redigere dei Piani nazionali integrati per l\u2019energia e il clima (\u2026) In quest\u2019ottica, la SEN 2017 costituisce la base programmatica e politica per la preparazione del Piano energia e clima, che dovrebbe essere trasmesso in bozza entro la fine del 2018 e in versione definitiva entro la fine del 2019<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel Piano Nazionale energia e clima verranno dunque tradotti in cifre gli obiettivi italiani al 2030 illustrati nella Strategia Energetica ed in particolare quelli della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che ci appaiono, per l\u2019entit\u00e0 sproporzionata dei costi sottesi, il vero traguardo a cui si punta nel documento.<\/strong> Se lo spirito della nuova SEN dovesse essere mantenuto, <strong>ci dobbiamo attendere, in prospettiva 2030, l\u2019installazione di una quantit\u00e0 stragrande di pale eoliche.<\/strong> Il successivo Piano Nazionale, se approvato (come sar\u00e0 approvato) dalla CE, diventerebbe infatti vincolante per l\u2019Italia e renderebbe tale installazione (cha la nuova SEN fa vagheggiare pressoch\u00e9 a costo zero), di fatto, obbligatoria. Si dovranno quindi costruire a tutti i costi impianti eolici dovunque. \u201c<strong><em>A tutti i costi<\/em><\/strong>\u201d si deve intendere sia in senso stretto (come esborso finanziario per la collettivit\u00e0) sia in senso metaforico. E cio\u00e8, crediamo di potere anticipare, con l\u2019allentamento dei gi\u00e0 flebili vincoli ambientali e paesaggistici ed il superamento di ultra decennali tutele amministrative, da considerarsi a quel punto alla stregua di puri e semplici impacci.<\/p>\n<p>Il problema della <strong>decarbonizzazione<\/strong> \u00e8 arduo, costoso e ultra complesso; in corrispondenza, l&#8217;orizzonte tecnologico, al pari di quello politico, \u00e8 in continua e tumultuosa evoluzione.<br \/>\n<strong>Dobbiamo perci\u00f2 evitare di ipotecare il futuro dell&#8217;economia nazionale<\/strong>, gi\u00e0 altamente regolamentata e compressa, con ulteriori vincoli &#8211; che l\u2019UE non ha nemmeno reso obbligatori \u2013 visto che il debito residuo acquisito in incentivi alle FER elettriche ammonta a oltre 150 miliardi fino al 2031. Ulteriori errori dettati dalla fretta o dall&#8217;ideologia alla moda sarebbero esiziali per il Paese e niente affatto risolutivi per i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><strong>Confidiamo che i Ministri competenti del nuovo Governo, nel momento in cui si apprestano a predisporre il Piano energia e clima, vogliano valutare le argomentazioni di una parte importante dell\u2019ambientalismo che ha a cuore il futuro del pianeta ma anche la salvaguardia del territorio e la conservazione del paesaggio italiani.<\/strong><br \/>\nPer questo chiediamo un incontro e restiamo a disposizione per qualsiasi approfondimento.<\/p>\n<p><em>Roma, 22 giugno 2018.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Italia Nostra, il Presidente Oreste Rutigliano <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>ALTURA, il Presidente Stefano Allavena<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Amici della Terra, la Presidente Monica Tommasi<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Comitato per la Bellezza, il Presidente Vittorio Emiliani<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Comitato Nazionale per il Paesaggio, direttore Gianluigi Ciamarra<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>LIPU Birdlife Italia, il Direttore generale Danilo Selvaggi<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Mountain Wilderness, il Presidente Franco Tessadri<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Movimento Azzurro, il vice Presidente Dante Fasciolo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Movimento Naz. Stop al Consumo di Territorio, il Coordinatore Alessandro Mortarino<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>VAS Onlus, il Presidente Guido Pollice<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Wilderness Italia, il Segretario generale Franco Zunino<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo di Associazioni ambientaliste ha scritto una lettera circostanziata ai nuovi Ministri (Sviluppo Economico, Ambiente, Economia, Beni Culturali, Affari regionali, Affari europei) invitandoli ad [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12066,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[33,41],"tags":[832,930],"class_list":["post-12065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-energie-rinnovabili","category-opinioni","tag-eolico-industriale","tag-strategia-energetica-nazionale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12065"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12065\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}