{"id":12184,"date":"2018-08-22T22:22:13","date_gmt":"2018-08-22T20:22:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12184"},"modified":"2018-08-22T22:22:13","modified_gmt":"2018-08-22T20:22:13","slug":"la-manutenzione-e-una-chimera-in-un-paese-affetto-da-stradomania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/08\/la-manutenzione-e-una-chimera-in-un-paese-affetto-da-stradomania\/","title":{"rendered":"La manutenzione \u00e8 una chimera in un paese affetto da stradomania"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12185\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ponte-morandi.png\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ponte-morandi.png 575w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/ponte-morandi-300x168.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/>di Dante Schiavon.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il crollo del Ponte Morandi: quando si \u201cusa\u201d politicamente un \u201cevento luttuoso\u201d e non si condivide \u201cuna riflessione\u201d coraggiosa su una tragedia \u201cdi stato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Morire cos\u00ec, precipitando incolpevolmente per 50 metri da un ponte, \u00e8 intollerabile in uno stato democratico: \u00e8 un assassinio di Stato.<br \/>\nE la politica che fa? Si divide. <strong>La politica (e i media) trasforma una vicenda tragica e vergognosa per un paese civile in un ring<\/strong>, dove la polemica dei diversi schieramenti, tanto per cambiare, \u00e8 pi\u00f9 attenta alla narrazione mediatica, nello sforzo di gettare in pasto ai media capri espiatori e di allargare il consenso cavalcando l\u2019onda emotiva popolare.<br \/>\nPrevale cos\u00ec una lettura riduttiva, spicciola e semplicistica di quello che \u00e8 avvenuto e, sempre sull\u2019onda dell\u2019emotivit\u00e0 e della fidelizzazione elettorale, si nega un valore fondante della politica: la \u201c<strong><em>progettualit\u00e0 in nome del bene comune<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ma le \u201ccolpe\u201d non sono cos\u00ec facilmente ascrivibili ora all\u2019uno ora all\u2019altro presunto responsabile, nemico o capro espiatorio del momento, e le \u201csoluzioni\u201d non sono cos\u00ec tranquillizzanti come i diversi schieramenti si affrettano ad indicare, in modo confuso e contraddittorio.<br \/>\n<strong>Si grida \u201cmanutenzione\u201d e subito dopo si grida \u201cnuove infrastrutture\u201d che \u00e8 come invocare nello stesso momento l\u2019acqua santa e il diavolo.<\/strong> Da un lato abbiamo la lobby dei Concessionari autostradali, costruttori (emanazione della stessa lobby) e industriali che bussano alla porta di Ministeri, Giunte Regionali e Giunte Comunali e progettano e realizzano nuove grandi opere che condizionano da decenni la politica economica e ambientale del nostro paese. Dall\u2019altro, i \u201ccittadini\u201d e \u201cl\u2019ambiente\u201d sacrificati ad un modello di sviluppo basato sul cemento e sull\u2019asfalto che, oltre a distribuire dividendi a due cifre a chi le opere le progetta e le gestisce, dissemina il territorio di future tragedie annunciate.<\/p>\n<p>Tanto per cambiare<strong> \u00e8 sempre un problema di democrazia<\/strong>: il popolo \u00e8 spettatore e, come a Genova, vittima innocente di un sistema decisionale per niente democratico e per di pi\u00f9 corrotto fino al midollo. Per questo non credo ci sia un solo colpevole, un solo capro espiatorio a cui addossare tutta la responsabilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Nessuna forza politica ha avuto il coraggio, a suo tempo, di chiedere la chiusura temporanea del Ponte Morandi<\/strong> per dei lavori di manutenzione straordinaria che, forse, avrebbero evitato la perdita di vite innocenti;<strong> mentre tutte, all\u2019unanimit\u00e0, sono a chiedere l\u2019avvio dei lavori per la Gronda di Genova<\/strong>: 72 nuovi chilometri di autostrada, con 23 gallerie e 13 viadotti e che coster\u00e0 110 milioni al chilometro.<br \/>\nNel 2012 sulla grande opera della Gronda i Cinque Stelle erano contrari e la giunta di centro sinistra di Genova era divisa: oggi tutti emotivamente e irrazionalmente concordi sull\u2019utilit\u00e0 dell\u2019opera con grande soddisfazione di Autostrade per l\u2019Italia, sponsor dell\u2019opera, che gestisce con ricavi astronomici la met\u00e0 della nostra rete autostradale. Una nuova infrastruttura con gallerie, piloni e viadotti che impatter\u00e0 su sorgenti idriche e Siti di Interesse Comunitario e<strong> che sconquasser\u00e0 il territorio ligure, un territorio fragile, teatro nei decenni di fenomeni significativi di alluvioni, spesso accompagnate da morti premature, vittime innocenti del \u201c<em>dissesto idrogeologico di stato<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Manca una lettura diversa di quello che sta accadendo tragicamente al nostro paese. Una lettura che presuppone, in nome della sicurezza presente e futura, la necessit\u00e0 di riflettere e di operare scelte alternative. Partendo dalla tragedia di Genova sono due i punti che devono guidare la nostra riflessione e le scelte conseguenti per giungere a concepire un modello diverso di sviluppo, che crei occupazione senza gettare le infauste premesse di future tragedie annunciate.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>1. Nessuno si \u00e8 chiesto come sia possibile che <strong>ancora oggi il 90% delle merci viaggi su gomma e l\u201980% delle persone usi l\u2019automobile per i propri spostamenti.<\/strong> Perch\u00e9 non si dirottano le cifre destinate a nuove infrastrutture viarie all\u2019efficientamento e integrazione logistica intermodale per merci e passeggeri in cui il \u201ctreno\u201d e il \u201cmare\u201d abbiano un ruolo cardine e non marginale? Il volume del traffico merci e persone sul Ponte Morandi e\u2019 mostruoso. Alleggerire il traffico merci sulle nostre strade \u00e8 vitale anche per aumentare la sicurezza, oltre che a rendere inutili e dannose le grandi e costose nuove opere.<\/p>\n<p>2. <strong>L\u2019unica Grande Opera di cui ha bisogno l\u2019Italia \u00e8 la Manutenzione delle infrastrutture esistenti.<\/strong> Quanti viadotti, quante gallerie, quanti ponti, quante strade nel nostro paese martoriato hanno bisogno di manutenzione straordinaria? Per la manutenzione servono risorse, ne servono tante: decine di miliardi per alcuni anni e la politica deve scegliere: nuove infrastrutture o la manutenzione di quelle esistenti? A meno che non si vogliano fare nuovi ponti e nuovi viadotti al posto di tutti i ponti e viadotti presenti in Italia. \u00c8 qui che si misura la coerenza fra gli slogan e le scelte politiche coraggiose ed e\u2019 qui dove sta anche la \u201c<em>responsabilit\u00e0 collettiva<\/em>\u201d quando un po\u2019 tutti assecondiamo questa malsana \u201c<em>stradomania<\/em>\u201d. Affermare nei media la priorit\u00e0 della manutenzione e un secondo dopo approvare nuove infrastrutture viarie \u00e8 segno di un deficit culturale, di una \u201c<em>discrasia politica<\/em>\u201d nella continua ricerca del consenso elettorale basato sugli umori e la superficialit\u00e0 delle analisi costi-benefici. Per diversi anni a venire decine di miliardi all\u2019anno vanno impiegati per la manutenzione di tutte le infrastrutture obsolete, degradate e pericolanti sparse per il nostro paese e devono essere bloccate nuove infrastrutture specie in regioni iper-cementificate e iper-infrastrutturate: <strong>la politica ha l\u2019obbligo morale e politico di scegliere qual\u2019\u00e8 il bene comune.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019entusiasmo bipartisan per la Gronda di Genova non \u00e8 razionalmente ed ecologicamente condivisibile. Quello che ci insegna la \u201c<em>tragedia di stato<\/em>\u201d del Ponte Morandi \u00e8 <strong>l\u2019insostenibilita ambientale del modo di viaggiare delle persone e delle merci in Italia.<\/strong> Credere che la Gronda con i suoi 72 nuovi chilometri di autostrada, con 23 gallerie e 13 viadotti e che coster\u00e0 110 milioni al chilometro sia la soluzione per evitare future tragedie annunciate significa non avere capito nulla del crollo del Ponte Morandi: <strong>nuove infrastrutture portano nuovo consumo di suolo, aumentano il dissesto idrogeologico, sottraggono risorse alla manutenzione delle infrastrutture esistenti e posticipano future tragedie.<\/strong><\/p>\n<p>La Liguria \u00e8 una Regione soggetta, per la conformazione del suo territorio, per la sua diffusa cementificazione (sprawl) e per gli effetti dei cambiamenti climatici, a frequenti fenomeni franosi, alluvioni, allagamenti, smottamenti che inevitabilmente si abbatteranno anche sui piloni, le gallerie e i viadotti della progettata Grande Opera della Gronda di Genova: abbiamo solo procrastinato il problema. La soluzione pu\u00f2 essere l\u2019utilizzazione delle risorse, destinate alla costruzione (ad opera di Autostrade per l\u2019Italia?) della Gronda di Genova, per la ristrutturazione del Ponte (con materiali nuovi, alternativi al calcestruzzo e la chiusura temporanea, gi\u00e0 in atto, del Ponte) e per progetti di \u201c<em>rigenerazione urbana e di riorganizzazione logistica intermodale<\/em>\u201d che, nell\u2019arco di tempo che sarebbe previsto per la costruzione dell\u2019ennesima Grande Opera, possano creare le condizioni affinch\u00e9 una parte considerevole di quelle merci viaggino in quel tratto, e non solo, via \u201cferrovia\u201d e via \u201cmare\u201d.<\/p>\n<p><strong>La manutenzione \u00e8 un investimento (non \u00e8 un costo).<\/strong><\/p>\n<p><strong>La manutenzione crea occupazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La manutenzione fa risparmiare suolo (il rapporto Ispra 2017 quantifica in 47% il consumo di suolo dovuto a nuove infrastrutture).<\/strong><\/p>\n<p><strong>La manutenzione previene tragedie e le relative proclamazioni dello stato di emergenza e a volte, purtroppo, del \u201clutto nazionale\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo in un paese dove la politica \u00e8 teleguidata dalla lobby dei costruttori, non solo in Liguria, in tutto il paese e specialmente nella mia Regione, il Veneto. La<strong> Superpedemontana veneta e i mondiali di sci a Cortina<\/strong> sono emblematici della \u201c<em>discrasia politica<\/em>\u201d di partiti e amministratori locali. Da un lato la politica afferma attraverso una comunicazione populista di tipo \u201c<em>accademico<\/em>\u201d (un\u2019affermazione astratta e logorroica di principi astratti in convegni e tavole rotonde) e \u201c<em>mediatico<\/em>\u201d (per la fidelizzazione elettorale del mondo ambientalista) l\u2019importanza dell\u2019arresto del \u201c<em>consumo di suolo<\/em>\u201d, della \u201c<em>manutenzione delle infrastrutture esistenti<\/em>\u201d; dall\u2019altro si persegue, contemporaneamente (ecco la discrasia politica e mentale), con ostinazione o palesando indifferenza e rassegnazione, la \u201c<em>stradomania<\/em>\u201d, che in \u201c<em>assenza di una programmazione economica e urbanistica rischia di coprire l\u2019Italia di un\u2019uniforme, ininterrotta, repellente crosta edilizia e di asfalto<\/em>.\u201d (<strong>Antonio Cederna<\/strong>).<\/p>\n<p><strong>Il raccordo della Gronda di Genova, la Superpedemontana veneta, i mondiali di sci del 2021 a Cortina sono facce della stessa medaglia: l\u2019incoerenza o forse l\u2019ipocrisia della politica.<\/strong><br \/>\nNella Gronda di Genova si rifiuta di investire su un processo di alleggerimento e decongestione del traffico merci che attraversa la citt\u00e0, preferendo creare nei pendii scoscesi della Liguria nuovi fronti nella battaglia che l\u2019homo sapiens ha ingaggiato da mezzo secolo contro l\u2019ambiente naturale.<br \/>\nNella Superpedemontana Veneta si esita a fare una seria analisi costi-benefici, a valutare soluzioni alternative per il trasporto delle merci e persone, nonostante ci siano gi\u00e0 stati dei crolli nella galleria di Castelgomberto.<br \/>\n<strong>Per i Mondiali di sci a Cortina, anzich\u00e9 investire con urgenza per il ripristino della ferrovia Calalzo-Cortina con un costo pari a 1\/20 di quello che ci coster\u00e0 la Superpedemontana Veneta,<\/strong> si ricoprono di cemento e asfalto tratti della Val Boite con gallerie, rotonde, ponti, tombotti, invasi artificiali, griglie di filtrazione in un territorio che ha visto fenomeni franosi vecchi e nuovi a Cortina, ad Acquabona e nel 2009 e 2015 a Borca di Cadore.<\/p>\n<p>Questi tre interventi infrastrutturali continuano nella manomissione del territorio creando le premesse per frane e alluvioni future ed escludono, in modo presuntuoso e sprezzante, vie alternative nel coniugare \u201c<em>sviluppo<\/em>\u201d e \u201c<em>compatibilit\u00e0 ambientale<\/em>\u201d, sottraendo colpevolmente risorse alla manutenzione delle migliaia di piccole e grandi infrastrutture presenti nel nostro paese (ponti, viadotti, strade, gallerie, ecc.).<br \/>\nAntonio Cederna scriveva nel 1975: \u201c<em>La costruzione delle strade in Italia ha ubbidito finora alle stesse leggi che hanno guidato gli sviluppi edilizi e ogni altro intervento nel territorio: settorialita\u2019 di scelte, fretta e grossolanit\u00e0 di soluzioni tecniche, ignoranza delle caratteristiche fisiche e ambientali, disprezzo di paesaggio e natura, e quindi dell\u2019uomo, prevalenza di interessi economici che nulla hanno a che fare col bene pubblico.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dante Schiavon. 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