{"id":12221,"date":"2018-09-02T09:53:06","date_gmt":"2018-09-02T07:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12221"},"modified":"2018-09-02T09:53:06","modified_gmt":"2018-09-02T07:53:06","slug":"quando-una-vocale-fa-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/09\/quando-una-vocale-fa-la-differenza\/","title":{"rendered":"Quando una vocale fa la differenza"},"content":{"rendered":"<p><em>di Sonia R Marino, President of Integronomia &#8211; ergonomics and sustainability. Architect, European Ergonomist (Eur.Erg.).<\/em><\/p>\n<p><strong>Il 27 agosto del 1996 si spegneva Antonio Cederna, era un archeologo ma fu il pi\u00f9 indomito degli ambientalisti e urbanisti italiani.<\/strong><\/p>\n<p>Si guadagn\u00f2 in vita lo scherzoso soprannome di \u201c<em><strong>appiomane<\/strong><\/em>\u201d per la sua tenace battaglia per la tutela e valorizzazione dell\u2019<strong>Appia Antica<\/strong>, la Regina Viarum; una battaglia durata 40 anni e condotta attraverso una incessante attivit\u00e0 giornalistica, con oltre 140 articoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12222\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cederna.jpeg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cederna.jpeg 526w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/cederna-300x180.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/p>\n<p>Egli affermava, e giustamente, che \u201c<em>fra la tomba di Cecilia Metella e le Frattocchie, non \u00e8 una serie di monumenti ma \u00e8 tutto un monumento<\/em>\u201d e che \u201c<em>deve far parte di un pi\u00f9 vasto disegno urbanistico<\/em>\u201d. <strong>Un unicum, una bellezza creata dalla fusione della natura e delle maestose opere generate dall\u2019essere umano<\/strong>; e nel 1953 sulle colonne de Il Mondo descrisse magnificamente questa singolarit\u00e0: \u201c<em>\u2026 per un chilometro e pi\u00f9 da una parte e dall\u2019altra la via Appia era un monumento unico da salvare religiosamente intatto, per la sua storia e per le sue leggende, per le sue rovine e per i suoi alberi, per la campagna e per il paesaggio, per la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non solo le aree di rilevanza archeologico, la citt\u00e0 nel suo insieme era oggetto del suo studio. Dedic\u00f2 molta parte della sua attivit\u00e0 alle brutte e invisibili periferie delle citt\u00e0 italiane.<\/strong><\/p>\n<p>Per Roma, la sua critica muoveva dallo scempio iniziato nel periodo fascista che attraverso un \u201c<em>rito barbaro e negromantico nell\u2019illusione di far risorgere materialmente Roma antica<\/em>\u201d port\u00f2 alla <strong>distruzione di interi quartieri antichi<\/strong>, e delle pregevolissime opere storico-architettoniche che li caratterizzavano, e alla deportazione della popolazione nelle borgate periferiche prive di ogni servizio e in condizioni igieniche deplorevoli. A questi si aggiunsero poi i quartieri costruiti nel dopoguerra, che come Cederna denunciava: <em>\u201cin 15 anni abbiamo costruito immensi quartieri periferici che sono stati definiti omicidi. Sono quartieri che smentiscono le norme elementari dell\u2019urbanistica moderna. Sono quartieri senza spazi, sono quartieri senza centri commerciali, senza zone pedonali, e soprattutto quartieri senza verde, senza giardini, senza parchi pubblici, senza terreni sportivi per i giovani. Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 spaventoso<\/em>\u201d (da \u201cDistruttori del Futuro\u201d, del 1969).<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Perse molte delle sue battaglie, come accadde a tutti coloro che provarono ad arginare il fenomeno speculativo edilizio.<\/strong><\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Riusc\u00ec, per\u00f2, a bloccare gli interventi di sventramento del centro storico di Roma che politici e speculatori volevano continuare nel dopoguerra; e salv\u00f2, almeno in parte, la Regina Viarum dall\u2019insensato assalto della cementificazione \u201cdi lusso\u201d.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Il suo immane lavoro \u00e8 conservato, e visionabile, all\u2019<strong>Archivio Cederna<\/strong>, che ha sede nel sito archeologico di Capo di Bove, Via Appia Antica al numero civico 222, a Roma. L\u2019Archivio \u00e8 aperto tutti i giorni della settimana dalle 09.00 alle 17.00; nel periodo dell&#8217;ora legale dalle 09.00 alle 18.30. L\u2019ingresso \u00e8 gratuito.<\/p>\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/quando-una-vocale-fa-la-differenza-sonia-r-marino\/\">https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/quando-una-vocale-fa-la-differenza-sonia-r-marino\/<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sonia R Marino, President of Integronomia &#8211; ergonomics and sustainability. Architect, European Ergonomist (Eur.Erg.). 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