{"id":12247,"date":"2018-09-16T11:51:14","date_gmt":"2018-09-16T09:51:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12247"},"modified":"2018-09-16T11:51:14","modified_gmt":"2018-09-16T09:51:14","slug":"continua-ad-aumentare-la-fame-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/09\/continua-ad-aumentare-la-fame-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Continua ad aumentare la fame nel mondo"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12248\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Fao.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Fao.jpg 460w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Fao-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/>821 milioni di persone soffrono oggi la fame e oltre 150 milioni sono i bambini con ritardi nella crescita, denuncia un rapporto congiunto delle Nazioni Unite.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nuove prove continuano a segnalare che il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo \u00e8 in crescita, raggiungendo nel 2017, 821 milioni, vale a dire <strong>una persona su nove<\/strong>, secondo lo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo 2018 pubblicato oggi. <strong>Sono stati compiuti progressi limitati nell&#8217;affrontare le molteplici forme di malnutrizione<\/strong>, che vanno dai ritardi della crescita dei bambini all&#8217;obesit\u00e0 degli adulti, mettendo a rischio la salute di centinaia di milioni di persone.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>La fame \u00e8 cresciuta negli ultimi tre anni, tornando ai livelli di un decennio fa.<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>Questa inversione in atto manda il chiaro avvertimento che occorre fare di pi\u00f9 e con urgenza se si vuole raggiungere l&#8217;Obiettivo di Sviluppo Sostenibile di Fame Zero entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>La situazione sta peggiorando in Sud America e nella maggior parte delle regioni dell&#8217;Africa<\/strong>, mentre la tendenza in calo della sotto nutrizione che ha caratterizzato l&#8217;Asia sembra aver rallentato in modo significativo.<\/p>\n<p>Il rapporto annuale delle Nazioni Unite ha rilevato che la <strong>variabilit\u00e0 del clima<\/strong> che influenza l&#8217;andamento delle piogge e le stagioni agricole, oltre ad estremi climatici come siccit\u00e0 e alluvioni, sono tra i fattori chiave dietro l&#8217;aumento della fame, insieme ai <strong>conflitti e alle crisi economiche<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;<em>I segnali allarmanti di aumento dell&#8217;insicurezza alimentare e gli alti livelli di diverse forme di malnutrizione sono un chiaro avvertimento che c&#8217;\u00e8 ancora molto lavoro da fare per essere sicuri di &#8220;non lasciare nessuno indietro&#8221; sulla strada verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in materia di sicurezza alimentare e miglioramento dell&#8217;alimentazione<\/em>&#8220;, avvertono nella prefazione congiunta al rapporto i responsabili dell&#8217;<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura (FAO), del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), del Fondo per l&#8217;Infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF), del Programma Alimentare Mondiale (WFP) e dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS).<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<em>Se vogliamo raggiungere un mondo senza fame e malnutrizione in tutte le sue forme <strong>entro il 2030<\/strong>, \u00e8 imperativo accelerare e aumentare gli interventi per rafforzare la capacit\u00e0 di recupero e adattamento dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza delle popolazioni in risposta alla variabilit\u00e0 climatica e agli eventi meteorologici estremi<\/em>&#8221; hanno affermato i responsabili delle cinque organizzazioni delle Nazioni Unite autrici del rapporto..<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto della variabilit\u00e0 climatica e degli eventi meteorologici estremi sulla fame<\/strong><br \/>\nI cambiamenti climatici stanno gi\u00e0 minando la produzione di importanti colture come <strong>grano, riso e mais<\/strong> nelle regioni tropicali e temperate e, senza costruire resilienza climatica, si prevede che la situazione peggiorer\u00e0 con l&#8217;aumentare delle temperature.<\/p>\n<p>Le analisi del rapporto mostrano che la prevalenza e <strong>il numero di persone sottonutrite tendono ad essere pi\u00f9 alti nei paesi altamente esposti agli eventi climatici estremi.<\/strong> La sotto-nutrizione \u00e8 ancora pi\u00f9 alta quando l&#8217;esposizione ad eventi climatici estremi si unisce ad un&#8217;alta percentuale della popolazione che dipende da sistemi agricoli altamente sensibili alle precipitazioni e alla variabilit\u00e0 delle temperature.<\/p>\n<p>Le anomalie della temperatura sulle aree di coltivazione agricola hanno continuato a essere superiori alla media nel periodo 2011-2016, portando a periodi pi\u00f9 frequenti di caldo estremo negli ultimi cinque anni. <strong>Anche la natura delle stagioni delle piogge sta cambiando<\/strong>, inizio tardivo o precoce delle stagioni piovose e ineguale distribuzione delle precipitazioni in una stagione.<\/p>\n<p>Il danno alla produzione agricola contribuisce a ridurre la disponibilit\u00e0 di cibo, con <strong>effetti a catena<\/strong> che causano aumenti dei prezzi alimentari e perdite di reddito che riducono l&#8217;accesso delle persone al cibo.<\/p>\n<p><strong>Progressi lenti per porre fine a tutte le forme di malnutrizione<\/strong><br \/>\nIl rapporto afferma che sono stati compiuti scarsi progressi nella riduzione dei problemi della crescita infantile, con <strong>circa 151 milioni di bambini sotto i cinque anni di et\u00e0 troppo bassi a causa della malnutrizione<\/strong> nel 2017, rispetto ai 165 milioni del 2012. Globalmente, l&#8217;Africa e l&#8217;Asia rappresentano rispettivamente il 39% e il 55% di tutti i bambini con ritardi nella crescita.<\/p>\n<p>La prevalenza di deperimento infantile rimane estremamente elevata in Asia, dove <strong>quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni ha un peso basso per la sua altezza<\/strong>, rispetto a solo uno su 100 in America Latina e nei Caraibi.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto descrive come &#8220;<em>vergognoso<\/em>&#8221; il fatto che una donna su tre in et\u00e0 riproduttiva a livello mondiale sia affetta da anemia<\/strong>, che ha conseguenze significative sulla salute e sullo sviluppo sia per le donne che per i loro bambini. Nessuna regione ha mostrato un calo nell&#8217;anemia tra le donne in et\u00e0 riproduttiva, e la prevalenza in Africa e Asia \u00e8 quasi tre volte superiore a quella ad esempio del Nord America.<\/p>\n<p>I tassi di solo allattamento materno in Africa e in Asia sono 1,5 volte pi\u00f9 alti di quelli del Nord America, dove solo il 26% dei bambini sotto i sei mesi riceve esclusivamente il latte materno.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro lato della fame: l&#8217;obesit\u00e0 in aumento<\/strong><br \/>\nL&#8217;obesit\u00e0 negli adulti sta peggiorando e pi\u00f9 di uno su otto adulti al mondo \u00e8 obeso. <strong>Il problema \u00e8 pi\u00f9 significativo in Nord America<\/strong>, ma anche l&#8217;Africa e l&#8217;Asia stanno vivendo una tendenza al rialzo.<\/p>\n<p>La denutrizione e l&#8217;obesit\u00e0 coesistono in molti paesi e possono anche essere visti fianco a fianco nella stessa famiglia. Uno scarso accesso al cibo nutriente a causa del suo costo pi\u00f9 elevato, lo stress di vivere con insicurezza alimentare e gli adattamenti fisiologici alla privazione del cibo aiutano a spiegare perch\u00e9<strong> le famiglie con insicurezza alimentare possono avere un maggiore rischio di sovrappeso e obesit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un appello ad intervenire<\/strong><br \/>\nIl rapporto richiede l&#8217;attuazione e l&#8217;aumento degli interventi volti a garantire l&#8217;accesso a cibi nutrienti e la rottura del ciclo intergenerazionale della malnutrizione.<strong> Le politiche devono prestare particolare attenzione ai gruppi che sono pi\u00f9 vulnerabili<\/strong> alle conseguenze dannose dello scarso accesso al cibo: neonati, bambini sotto i cinque anni, bambini in et\u00e0 scolare, ragazze adolescenti e donne.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Allo stesso tempo, occorre un cambiamento sostenibile verso un&#8217;agricoltura e sistemi alimentari sensibili alla nutrizione che possano fornire cibo sicuro e di alta qualit\u00e0 per tutti.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Il rapporto chiede anche maggiori sforzi per costruire una capacit\u00e0 di risposta al cambiamento climatico<\/strong> attraverso politiche che ne promuovano l&#8217;adattamento e la mitigazione e la riduzione del rischio di catastrofi.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Fonti:<\/strong> <\/span><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/news\/story\/it\/item\/1152149\/icode\/\"><em><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.fao.org\/news\/story\/it\/item\/1152149\/icode\/<\/span><\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/state-of-food-security-nutrition\/en\/\"><em><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.fao.org\/state-of-food-security-nutrition\/en\/<\/span><\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>821 milioni di persone soffrono oggi la fame e oltre 150 milioni sono i bambini con ritardi nella crescita, denuncia un rapporto congiunto delle Nazioni [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12248,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[103],"tags":[2109,2108],"class_list":["post-12247","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","tag-fame-nel-mondo","tag-fao"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12247\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}