{"id":12253,"date":"2018-09-23T22:39:28","date_gmt":"2018-09-23T20:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12253"},"modified":"2018-09-23T22:39:28","modified_gmt":"2018-09-23T20:39:28","slug":"strage-di-alberi-camp-darby-si-potenzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/09\/strage-di-alberi-camp-darby-si-potenzia\/","title":{"rendered":"Strage di alberi, Camp Darby si potenzia"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12254\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camp-Darby.png\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camp-Darby.png 544w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camp-Darby-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/>di Manlio Dinucci.<\/em><\/p>\n<p>I primi sono gi\u00e0 stati tagliati, gli altri marchiati con la vernice: <strong>sono 937 gli alberi che vengono abbattuti nell\u2019area naturale \u00abprotetta\u00bb del Parco Regionale di San Rossore tra Pisa e Livorno<\/strong>. \u00c8 il primo \u00ab<em>danno collaterale<\/em>\u00bb della massiccia riorganizzazione, iniziata in questi giorni, delle <strong>infrastrutture di Camp Darby, il pi\u00f9 grande arsenale Usa nel mondo fuori dalla madrepatria.<\/strong><\/p>\n<p>Anche se il comando Usa promette di ripiantare pi\u00f9 alberi di quelli tagliati, la costruzione di una ferrovia e altre infrastrutture, frammentando gli habitat naturali, <strong>sconvolger\u00e0 un vasto ecosistema<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto prevede la costruzione di un nuovo tronco ferroviario che collegher\u00e0 la stazione di Tombolo (sulla linea Pisa-Livorno) a un nuovo terminal di carico e scarico, attraversando il Canale dei Navicelli su un nuovo ponte metallico girevole. <strong>Il terminal di carico e scarico, alto quasi 20 metri, comprender\u00e0 quattro binari lunghi 175 metri capaci di accogliere ciascuno nove vagoni per un totale di 36.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il terminal sar\u00e0 collegato all\u2019area di stoccaggio delle munizioni<\/strong> (Ammunition Storage Area) con grandi autocarri. Per mezzo di carrelli movimentatori di container, le armi in arrivo verranno trasferite dai carri ferroviari agli autocarri e quelle in partenza dagli autocarri ai carri ferroviari. Il terminal permetter\u00e0 il transito di due convogli ferroviari al giorno, che collegheranno la base al porto attraverso le normali linee delle Ferrovie dello Stato.<\/p>\n<p>Il piano di riorganizzazione delle infrastrutture, appena iniziato, \u00e8 dovuto al fatto che, <strong>in seguito all\u2019accresciuto transito di armi da Camp Darby<\/strong>, non basta pi\u00f9 il collegamento via canale e via strada della base col porto di Livorno e l\u2019aeroporto di Pisa.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Nei 125 bunker di Camp Darby, continuamente riforniti dagli Stati Uniti, \u00e8 stoccato (secondo stime approssimative) oltre un milione di proiettili di artiglieria, bombe per aerei e missili, cui si aggiungono migliaia di carrarmati, veicoli e altri materiali militari.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Dal marzo 2017, enormi navi fanno mensilmente scalo a Livorno, scaricando e caricando armi<\/strong> che vengono trasportate in continuazione nei porti di Aqaba in Giordania, Gedda in Arabia Saudita e altri scali mediorientali per essere usate dalle forze statunitensi e alleate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen.<\/p>\n<p>Per capire quali siano i pericoli per la popolazione toscana non occorre essere tecnici specializzati. <strong>Movimentare in continuazione migliaia di testate esplosive di enorme potenza in un territorio densamente abitato comporta evidenti rischi.<\/strong> Anche se i responsabili del progetto lo definiscono strategico per \u00ab<em>la salute dell\u2019uomo e la pubblica sicurezza<\/em>\u00bb, non si pu\u00f2 escludere un incidente dalle conseguenze catastrofiche.<\/p>\n<p><strong>N\u00e9 si pu\u00f2 escludere un sabotaggio o un attacco terroristico per provocare l\u2019esplosione di un intero convoglio ferroviario carico di bomb<\/strong>e. Lo conferma il fatto che nel piano \u00e8 prevista la realizzazione di un secondo terminal che sar\u00e0 adibito alle operazioni di verifica e ispezione dei \u00ab<em>carri sospetti<\/em>\u00bb, ossia di quelli su cui potrebbe essere stata installata (ad esempio all\u2019interno di un container) una bomba che, esplodendo a comando, provocherebbe una catastrofica reazione a catena.<\/p>\n<p><strong>Che cosa hanno fatto le istituzioni di fronte a tutto questo?<\/strong> Invece di svolgere le loro funzioni a tutela dei cittadini e del territorio, la Regione Toscana, i Comuni di Pisa e Livorno e l\u2019Ente Parco hanno non solo approvato il potenziamento di Camp Darby, ma<strong> hanno contribuito alla sua realizzazione<\/strong>. Le opere civili realizzate negli ultimi anni per progetti di sviluppo economico veri o presunti (ad esempio la cantieristica di lusso) \u2013 in particolare i lavori per migliorare la navigabilit\u00e0 del Canale dei Navicelli e i collegamenti ferroviari del porto di Livorno \u2013 sono esattamente quelli richiesti da anni dal comando di Camp Darby.<\/p>\n<p><strong>Il suo massimo rappresentante, il colonnello Berdy, \u00e8 stato ricevuto negli ultimi mesi con tutti gli onori<\/strong> dal presidente del Consiglio regionale toscano Giani (Pd), che si \u00e8 impegnato a promuovere \u00abl\u2019integrazione tra la base militare Usa di Camp Darby e la comunit\u00e0 circostante\u00bb, dal sindaco di Livorno Nogarin (M5S) e da quello di Pisa Conti (Lega) che hanno espresso sostanzialmente la stessa posizione.<\/p>\n<p>Gli alberi del Parco possono essere tagliati e le bombe di Camp Darby possono circolare sul nostro territorio, grazie al consenso multipartisan.<\/p>\n<p><em>(il manifesto, 21 settembre 2018)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Manlio Dinucci. 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