{"id":12323,"date":"2018-10-24T23:38:01","date_gmt":"2018-10-24T21:38:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12323"},"modified":"2018-10-24T23:38:01","modified_gmt":"2018-10-24T21:38:01","slug":"ripopolare-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/10\/ripopolare-venezia\/","title":{"rendered":"Ripopolare Venezia"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12324\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/venezia.png\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/venezia.png 540w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/venezia-300x157.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>di Giuseppe Tattara e Gianni Fabbri.<\/em><\/p>\n<p><strong>Una proposta concreta per trasformare parte delle affittanze turistiche in affittanze per residenti di medio periodo e arginare la turistificazione di Venezia, restituendo vivibilit\u00e0 e opportunit\u00e0 economiche al di fuori dell&#8217;industria del turismo.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultimo fine settimana di settembre di quest\u2019anno <strong>hanno attraccato alla Stazione Marittima 17 navi da crociera, di cui 6 superiori alle 70 mila tonnellata di stazza<\/strong>, e ognuna di queste trasporta una media di <strong>2700 passeggeri<\/strong>. Aggiunti i passeggeri delle navi minori, considerato l\u2019imbarco e lo sbarco<strong>, si \u00e8 scaricata in citt\u00e0 una ondata di 50.000 crocieristi e membri di equipaggio, un numero pari all\u2019intera popolazione residente nel centro storico<\/strong>. A questo flusso si aggiungono i 50\/60.000 escursionisti che visitano la citt\u00e0 in un qualsiasi fine settimana di settembre.<\/p>\n<p>In controtendenza \u00e8 di poche settimane fa l\u2019allarme sul fatto che<strong> la spesa del turista medio in citt\u00e0 va costantemente declinando e che gli alberghi segnano un calo delle presenze<\/strong>, \u00e8 il pericoloso segnale di un esito distorto dell\u2019attrattivit\u00e0 turistica mondiale di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi gli escursionisti giornalieri non solo superano i turisti \u201cpernottanti\u201d \u2013 di per s\u00e9 segnale di un deterioramento della qualit\u00e0 del turismo &#8211; ma superano l\u2019insieme di questi ultimi e dei residenti. Uno tsunami che <strong>deteriora l\u2019offerta di servizi<\/strong> (negozi, ristoro, trasporti) che ad esso si adegua e che soddisfa ormai prevalentemente la domanda del turista di passaggio (e il crocierista \u00e8 un turista escursionista). <strong>E\u2019 senza senso dire che tanti turisti fanno bene all\u2019economia della citt\u00e0<\/strong> perch\u00e8 rappresentano comunque un aumento della domanda (il \u201c<em>frigorifero pieno<\/em>\u201d del sindaco) senza interrogarci sulla qualit\u00e0 del contenuto. E\u2019 pieno di patate o di funghi porcini?<\/p>\n<p>In queste condizioni fare una politica che accresca il flusso dei turisti, qualsiasi essi siano, \u201c<em>basta riempire il frigorifero<\/em>\u201d, equivale a fare il male della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono necessarie invece delle misure che invertano il trend al declino della qualit\u00e0 del turismo, e salvino i brandelli rimasti di quella coesione sociale della citt\u00e0 che pur permane. Ne abbiamo avuto un esempio nei tanti cittadini convenuti sulla riva delle zattere e a bordo del centinaio di imbarcazioni che hanno manifestato nel canale della Giudecca la scorsa domenica contro il passaggio delle grandi navi. <strong>Si pu\u00f2 pensare a una politica turistica diversa?<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Innanzitutto la citt\u00e0 ha bisogno di energie giovani e ringiovanire una citt\u00e0 \u201cvecchia\u201d si pu\u00f2 fare solo immettendo forze fresche dall\u2019esterno utilizzando appieno la sua straordinaria attrattivit\u00e0.<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>Pensiamo agli artisti, agli studenti, ai ricercatori, a coloro che praticano le attivit\u00e0 legate al mare, al restauro, all\u2019erosione, alle lagune, a chi lavora nei campi dove la citt\u00e0 ha un innegabile vantaggio \u201cstorico e naturale\u201d. <strong>Pensiamo a una Biennale, che unisca a una meritoria attivit\u00e0 espositiva e di documentazione, un\u2019attivit\u00e0 di laboratorio d\u2019 arte<\/strong>, che incentivi e aiuti la permanenza di giovani a Venezia; cosa fattibile specialmente oggi che la biennale gestisce una grande parte dell\u2019Arsenale. Pensiamo alle tante universit\u00e0 straniere che di frequente guardano a sedi estere per rendere i loro studenti sempre pi\u00f9 cittadini del mondo, unendo allo studio la permanenza in un altro paese, l\u2019incontro con altre realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Si deve puntare gradualmente alla trasformazione di parte delle affittanze turistiche in affittanze per residenti di medio periodo<\/strong>, che lavorano in campi nei quali Venezia esercita una specifica attrattiva, e che hanno esigenze e consumi affini a quelli dei residenti. Le risorse per quanto riguarda gli alloggi ci sono. <strong>Pernottano oggi a Venezia almeno 30-40.000 persone al giorno<\/strong> in media e gli appartamenti ad uso turistico superano le 5.000 unit\u00e0. <strong>Non si pu\u00f2 dirottare il 20% dell\u2019offerta di tali alloggi alla residenza di questi ceti giovanili?<\/strong> Non si possono sperimentare limiti e incentivi sulle locazioni, con accorgimenti che stanno prendendo piede in tutte le principali citt\u00e0? Berlino, Parigi, Madrid, Londra, Amsterdam, NY, San Francisco oltre la solita Barcellona? <strong>Si riducano le giornate massime di locazione turistica<\/strong> (come in tutte le citt\u00e0 sopra ricordate), <strong>si crei la categoria del residente temporaneo<\/strong> con dei vantaggi tariffari e fiscali, <strong>si controlli finalmente l\u2019evasione nell\u2019affitto turistico<\/strong> che \u00e8 altissima e si pretenda la tassa di soggiorno (aumentata) alla fonte, <strong>e il dirottamento dell\u2019offerta di alloggi seguir\u00e0<\/strong>. Berlino ha limitato l\u2019affitto turistico di \u201cappartamenti interi\u201d, e con questa misura ha riportato sul mercato della residenza 8.000 unit\u00e0, 1\/3 dello stock. Certo tutto questo dopo aver doverosamente <strong>messo in locazione le case sfitte del patrimonio pubblico<\/strong>, meglio se in forme di autorestauro, senza esborso di denaro pubblico (che per queste cose manca sempre), e anche qui Venezia pu\u00f2 tracciare una strada con forme di autorestauro molto interessanti, gi\u00e0 in essere, che vanno valorizzate.<\/p>\n<p>Obiettivo \u00e8 condividere una diversa idea di citt\u00e0 rispetto a quella di oggi. <strong>Se distruggiamo la vita della citt\u00e0, distruggiamo il patrimonio che ci \u00e8 stato consegnato ma distruggiamo anche la esperienza che della vita di Venezia il visitatore pu\u00f2 fare<\/strong>, e cos\u00ec rinunciamo alla parte pi\u00f9 dinamica, ricca e interessante degli stessi flussi turistici, quella che andrebbe invece attratta e valorizzata in tutti i modi.<\/p>\n<p><strong><em>Bibliografia di riferimento:<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Giuseppe Tattara e Gianni Fabbri autori, con R. Bartoloni e F. Migliorini, \u201cGovernare il turismo e organizzare la citt\u00e0\u201d, 2018<\/em><\/p>\n<p>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2018\/10\/ripopolare-venezia.html\">http:\/\/www.eddyburg.it\/2018\/10\/ripopolare-venezia.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Tattara e Gianni Fabbri. 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