{"id":12342,"date":"2018-11-02T22:09:33","date_gmt":"2018-11-02T21:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12342"},"modified":"2018-11-02T22:09:33","modified_gmt":"2018-11-02T21:09:33","slug":"paese-sullorlo-di-un-precipizio-tap-e-tav-per-fare-un-passo-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/11\/paese-sullorlo-di-un-precipizio-tap-e-tav-per-fare-un-passo-avanti\/","title":{"rendered":"Paese sull&#8217;orlo di un precipizio: TAP e TAV per fare un passo avanti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12343\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TAV_TAP.png\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TAV_TAP.png 524w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/TAV_TAP-300x166.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/>di Marco Bersani, Attac Italia.<\/p>\n<p>\u201c<em>Si far\u00e0 solo dopo un&#8217;analisi costi-benefici\u201d<\/em> \u00e8 diventato il mantra del <strong>ministro Toninelli<\/strong>, ogni volta che si parla di una grande opera. Andrebbe innanzitutto ricordato al ministro come <strong>una vera analisi costi-benefici vada fatta prima di avviare un&#8217;opera<\/strong>, altrimenti viene falsata dai costi gi\u00e0 sostenuti, permettendo al governo, come difatti accade, di continuare ad opporsi a parole, dando il via libera nei fatti.<\/p>\n<p>In secondo luogo,<strong> l&#8217;analisi costi-benefici non dovrebbe essere limitata alla singola opera, ma inserita nel contesto pi\u00f9 ampio della situazione dell&#8217;intero Paese.<\/strong><\/p>\n<p>Su questo, di grande aiuto al ministro pu\u00f2 essere il \u201c<strong><em>Rapporto sul Dissesto idrogeologico 2018<\/em><\/strong>\u201d, <strong>redatto dall\u2019Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (Ispra)<\/strong>, che cos\u00ec conclude: \u201c<em>L\u2019Italia \u00e8 un paese ad alto rischio di dissesto idrogeologico. Frane e alluvioni dovrebbero essere la nostra prima preoccupazione: la sicurezza del territorio dovrebbe essere la priorit\u00e0, per l\u2019economia e per la salvaguardia delle stesse popolazioni e dell\u2019ambiente<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto, <strong>il 91% dei comuni italiani, con oltre 3 milioni di famiglie, sono collocati in zone a rischio idrogeologico<\/strong>. Complessivamente sono <strong>7 milioni le persone che vivono in territori vulnerabili e oltre un milione in territori a pericolosit\u00e0 di frane elevate e molte elevate<\/strong>, soprattutto concentrate in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto.<\/p>\n<p><strong>In ben nove regioni, il rischio idrogeologico \u00e8 presente nel 100% dei comuni<\/strong>. Sono Valle D\u2019Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria. Mentre Abruzzo, Lazio, Piemonte, Campania, Sicilia e Provincia di Trento hanno percentuali di comuni a rischio tra il 90% e il 100%.<\/p>\n<p>Situazione altrettanto allarmante per il tessuto produttivo:<strong> le industrie e i servizi posizionati in aree a pericolosit\u00e0 di frana elevata e molto elevata sono 83mila con oltre 217mila addetti esposti a rischio<\/strong>, in regioni come Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio.<\/p>\n<p><strong>Al pericolo inondazione, si trovano invece esposte ben 600mila unit\u00e0 locali di impresa<\/strong> (12,4% del totale) con oltre 2 milioni di addetti ai lavori, in particolare nelle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>I dati dell\u2019ISPRA individuano inoltre nelle aree franabili quasi 38mila beni culturali, dei quali oltre 11mila ubicati in zone a pericolosit\u00e0 da frana elevata e molto elevata, mentre sfiorano i 40mila i monumenti a rischio inondazione nello scenario a scarsa probabilit\u00e0 di accadimento o relativo a eventi estremi. Di questi pi\u00f9 di 31mila si trovano in zone potenzialmente allagabili anche nello scenario a media probabilit\u00e0.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Infine, i dati del Rapporto dicono che <strong>delle oltre 900mila frane censite nelle banche dati degli Stati europei, quasi due terzi sono italiane<\/strong>. 620.808 episodi che hanno coinvolto il 7,9% del territorio della Penisola.<\/p>\n<p>I ricercatori di Ispra sottolineano come, tra i fattori pi\u00f9 importanti per l\u2019innesco dei fenomeni franosi, oltre le precipitazioni brevi e intense, quelle persistenti e i terremoti, siano stati, negli ultimi decenni, i fattori antropici, in particolare<strong> tagli stradali, scavi, l\u2019eccessiva costruzione di edifici, spesso sorti abusivamente.<\/strong><\/p>\n<p>Da ultimo, ecco i costi: <strong>dal primo maggio al 30 novembre 2017, solo gli stati di emergenza per rispondere ai pi\u00f9 gravi eventi di dissesto idrogeologico ci sono costati oltre 11,2 miliardi di euro<\/strong>. Con danni accertati, dai commissari delegati alla ricostruzione e al ripristino, di quasi 8 miliardi di euro (7.992.626.808).<\/p>\n<p>Ecco un quadro esaustivo della situazione del Paese, molto utile per l&#8217;analisi costi-benefici tanto cara all&#8217;entusiasta ministro.<\/p>\n<p><strong>Siamo un Paese sull&#8217;orlo di un precipizio.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Con TAP e TAV possiamo fare un passo avanti.<\/strong><\/span><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Bersani, Attac Italia. \u201cSi far\u00e0 solo dopo un&#8217;analisi costi-benefici\u201d \u00e8 diventato il mantra del ministro Toninelli, ogni volta che si parla di una [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12343,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[39,41],"tags":[2143,1042],"class_list":["post-12342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-grandiopere","category-opinioni","tag-tap","tag-tav"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12342\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12343"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}