{"id":12356,"date":"2018-11-06T12:13:06","date_gmt":"2018-11-06T11:13:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12356"},"modified":"2018-11-06T12:13:06","modified_gmt":"2018-11-06T11:13:06","slug":"piano-delle-cinque-miglia-aq-cancellato-il-viale-alberato-paesaggio-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/11\/piano-delle-cinque-miglia-aq-cancellato-il-viale-alberato-paesaggio-culturale\/","title":{"rendered":"Piano delle Cinque Miglia (AQ). Cancellato il viale alberato paesaggio culturale"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_12357\" aria-describedby=\"caption-attachment-12357\" style=\"width: 597px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12357\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Pianocinquemiglia-prima-e-dopo.png\" alt=\"\" width=\"597\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Pianocinquemiglia-prima-e-dopo.png 597w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Pianocinquemiglia-prima-e-dopo-290x290.png 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Pianocinquemiglia-prima-e-dopo-300x300.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Pianocinquemiglia-prima-e-dopo-50x50.png 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12357\" class=\"wp-caption-text\">Il viale alberato del piano delle Cinque Miglia prima e dopo. Foto da facebook. https:\/\/www.facebook.com\/parlamidabruzzo\/photos\/a.883387461792445\/1416375611826958\/?type=3&amp;theater<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A cura di CONALPA-Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus.<\/em><\/p>\n<p>La notizia ormai circola sul web e desta scalpore e tristezza in tutti quelli che ricordano il bel viale pini neri del famoso paesaggio montano a oltre 1200 metri di altitudine.<strong> Un verdeggiante viale alberat<\/strong>o che accompagnava gli automobilisti nella traversata di quella che \u00e8 stata battezzata \u201c<em><strong>La Siberia italiana<\/strong><\/em>\u201c. <strong>Sono 70 i pini buttati gi\u00f9 dall\u2019ANAS, senza alcuna analisi approfondita<\/strong>, senza un progetto di valorizzazione e sostituzione, solo perch\u00e8 hanno sempre dato fastidio agli automobilisti amanti della velocit\u00e0 e perch\u00e8 si spezzavano con i forti venti e le intemperie.<\/p>\n<p><strong>Per decenni questo viale alberato simbolo dell\u2019Abruzzo \u00e8 stato fotografato dai turisti, una vera icona della montagna abruzzese<\/strong>, incorniciato dalle verdeggianti vallate e dai boschi dell\u2019altopiano. Alberi eroici e resistenti questi pini di montagna, che purtroppo negli ultimi tempi hanno sofferto i repentini cambiamenti climatici con disseccamenti e crolli di rami. <strong>Una fine indecorosa per un bene ambientale conosciutissimo e amato<\/strong>. In un paese civile e virtuoso la miglior strada sarebbe stata quella della gestione e della graduale riprogettazione del viale alberato con sostituzione dei pini veramente compromessi.<\/p>\n<p>Come capita di questi tempi, l\u2019ignoranza si unisce alla <strong>dilagante fobia degli alberi<\/strong> che colpisce un p\u00f2 tutti. Viviamo tempi difficili in cui la professionalit\u00e0 di chi cura il paesaggio e i beni ambientali \u00e8 totalmente calpestata. <strong>Adesso i 70 pini giacciono ai bordi della SS-17 al km 9, come tanti bisonti abbattuti, tanti ricordi cancellati per sempre<\/strong>. Erano affascinanti nelle freddissime bufere di neve, trasformati in alberi di ghiaccio usciti dalle fiabe, erano verdeggianti nelle limpide giornate di tarda primavera e estate.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Purtroppo, in nome della sicurezza ad ogni costo si distruggono paesaggi culturali che hanno anche un immenso valore storico e turistico. Nessuno qui vuole sminuire la sicurezza dei cittadini ma \u00e8 necessario operare con il buon senso e con visioni lungimiranti. Oramai si vive e si lavora alla giornata, pensando al momento e non al futuro\u2026 pensando al disastro incombente e al cambiamento climatico devastante. Sono troppo pochi quelli che hanno interesse a trovare soluzioni. In realt\u00e0 ci vogliono esperti e professionisti del paesaggio che lavorino sul restauro paesaggistico per valorizzare il nostro patrimonio.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Quel viale, oltre a essere un simbolo delle montagne abruzzesi, <strong>era anche un punto di riferimento per delineare la strada nelle terribili bufere invernali<\/strong>. Fu costruito apposta per aiutare i viaggiatori della \u201c<em>Via degli Abruzzi<\/em>\u201d, per migliorare l\u2019orientamento durante le tempeste di neve che rendono la valle inospitale e pericolosa. Quei pini erano tra i pochi alberi in grado di resistere a quelle terribili condizioni. Qui siamo in una zona in cui le temperature diventano proibitive; il vento gelido, fortissimo e implacabile, mette a dura prova qualsiasi essere vivente.<\/p>\n<p>Ecco cosa ci racconta la storia: \u201c<em>Verso la fine del 1700 Ferdinando IV incarica il cav. Andrea Pigonati, grande ingegnere del regno, di stendere il progetto per una sistemazione adeguata della Regia Strada degli Abruzzi. [\u2026] Pigonati consiglia quattro fila di alberi ai due margini della strada nel tratto che attraversa il Piano. [\u2026] Lo scopo era quello di indicare il percorso in tempi nevosi<\/em>\u201c. E\u2019 una storia antica che risale alla fine del 700 e che si \u00e8 tramandata per generazioni, spezzatasi improvvisamente in un freddo autunno 2018.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 interesse a ripiantare neanche un filo d\u2019erba lungo la Statale 17;<\/strong> forse \u00e8 troppo oneroso e o troppo difficile gestire degli alberi di questi tempi. Noi come associazione chiediamo che venga ricostruito il viale alberato con alberi pi\u00f9 belli e pi\u00f9 curati, rispettando tutte le norme di sicurezza. <strong>Chiediamo che venga ricostruito il famoso paesaggio storico che ha scandito la storia abruzzese<\/strong>. Troppo facile prendere le motoseghe e cancellare ogni cosa.<\/p>\n<p>Il nostro Abruzzo non merita di essere ancora violentato nella sua storia e nella sua bellezza.<\/p>\n<p><em>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.conalpa.it\/piano-delle-cinque-miglia-aq-cancellato-il-viale-alberato-paesaggio-culturale\/\">http:\/\/www.conalpa.it\/piano-delle-cinque-miglia-aq-cancellato-il-viale-alberato-paesaggio-culturale\/<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A cura di CONALPA-Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus. 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